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Ezio Ferrante

Il mediterraneo all'epoca delle grandi scoperte geografiche

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

L’autore, dopo i precedenti contributi apparsi su questa Rivista, continua la storia del Mediterraneo dedicando il presente contributo alle vicende del Cinquecento, caratterizzate dal crescente scontro di civiltà tra cristianesimo ed islam, che trova il suo momento culminante nella battaglia navale di Lepanto mentre, in un nesso inestricabile tra esplorazioni, commercio, evangelizzazione e potere marittimo, il Mediterraneo stesso si rapporta sempre più, con effetti non sempre favorevoli, alla scoperta di nuovi mondi.

Paesaggi meravigliosi e una vegetazione lussureggiante dovuta ad un clima caldo-umido valsero a Taiwan alla fine del XV.mo sec. da parte dei navigatori portoghesi l’appellativo di ilha formosa cioè di bella isola , ma a parte ciò, fino alla settima decade del XIX.mo secolo Taiwan fu il rifugio delle peggiori ciurmaglie piratesche che abbiano mai solcato i mari cinesi meridionali senza contare che varie tribù aborigene di cacciatori di teste rendevano la vita molto difficile a chiunque osasse avventurarsi all’interno dell’isola.

Daniele Perico

Il nazionalismo in Spagna: un'analisi comparata

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

Pur essendo la Spagna uno dei più antichi stati unitari europei, dialettica centro periferia, è una costante della storia spagnola. Con i re cattolici e la conquista di Granada nel 1492 e di Navarra nel 1512 si realizza la costituzione dello stato spagnolo, mediante la unione, nella persona dei rispettivi sovrani, dei regni di Castiglia e di Aragona, con i territori dipendenti. Questa unione personale non implicò la scomparsa delle peculiarità giuridiche e istituzionali dei differenti regni, che furono formalmente rispettate durante la dinastia degli Asburgo di Spagna. L'unità della monarchia degli Asburgo fu compatibile con la diversità dei regni e dei rispettivi ordinamenti giuridici, anche perchè quella monarchia non aveva un concetto della nazionalità spagnola. Il processo di centralizzazione dello stato fu risolto con Filippo V, il primo monarca della casa di Borbone il quale, con i "decretos de nueva planta" del 1707 e I714 abolì i "fueros" (magistrature autonome) di Aragona, Catalogna, Baleari e Valencia (territori che si erano schierati a favore dell'altro pretendente, l'arciduca Carlo d'Asburgo) e conservò invece i fueros di Navarra e paese basco, rimasti fedeli alla casa di borbone. Con la nuova dinastia, si importa in Spagna il modello organizzativo francese, di carattere essenzialmente centralista.

Salvatore Nigro

La sicurezza umana: un approccio diverso alle relazioni internazionali

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

La sicurezza è uno dei bisogni fondamentali avvertiti dall’uomo. La storia moderna è attraversata da una dialettica continua tra la sicurezza nazionale ed i suoi effetti sull’esistenza umana. Tuttavia, malgrado il così largo uso del termine, essa è stata spesso associata alla nozione di politica di potenza. In particolare, il termine sicurezza nazionale è stato assorbito da quelli di difesa militare e deterrenza nucleare. Si può considerare tale sviluppo come conseguenza di due fattori: la Guerra Fredda ed il paradigma Realista.

Gianni Villani

Titoli di studio e mobilità transnazionale

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

Si cerca di presentare in modo possibilmente sistematico una materia di attualità, ma per certi versi molto varia e articolata. A tale scopo la si riordina su uno sfondo di tipo storico, ponendo mente soprattutto agli ultimi 15-20 anni, decisivi per l’impulso conferito al processo della mobilità transnazionale. Tale sfondo è connotato nelle sue ragioni diplomatiche (Convenzione di Lisbona), culturali (internet e formazione a distanza), politiche (processi di globalizzazione, fenomeni di immigrazione). All’intero della cornice, ci si sofferma quindi sui temi concernenti i titoli di studio italiani, rilasciati sia in Italia che nelle scuole italiane all’estero, e sui paralleli temi degli accessi degli studenti (sia italiani, che comunitari, che non comunitari, provenienti dall’estero in Italia). Poiché l’obiettivo dell’intervento vorrebbe essere anche quello di offrire strumenti di orientamento a chi si senta interessato ai processi di mobilità, non si manca a proposito delle scuole italiane all’estero di soffermarsi sugli indirizzi di studio maggiormente in esse affermati, e che si presume possano quindi offrire migliori sbocchi lavorativi ai giovani. Si chiariscono ancora le modalità di passaggio dai licei di durata quinquennali italiani a quelli quadriennali (pur sempre italiani) per lo più funzionanti all’estero. L’impostazione dello studio è condotta da una prospettiva che in parte è di tipo storico, in parte di tipo sociologico e giuridico

Mainardo Benardelli

La Legge olandese sull'eutanasia

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

L’eutanasia è il termine derivante dal greco eu e thanatos (la buona morte) con cui si indica la morte procurata con libero intervento, allo scopo di abbreviare i tormenti dell’agonia o di porre fine a una malattia estremamente dolorosa di cui si prevede un esito fatale, o al fine di soddisfare qualche esigenza di natura collettiva, quali la pena di morte o le disposizioni di legge eugeniche.

Domenico Rubinacci

L'alleanza tra scuola e famiglia nell'educazione delle nuove generazioni

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

La società contemporanea è caratterizzata da inedite forme di complessità, di instabilità e di accelerata trasformazione culturale, sociale, economica e politica, che generano un diffuso smarrimento di senso e una forte preoccupazione sulla stessa possibilità di esistenza e di sviluppo della vita sul pianeta. In questo cambiamento epocale così tormentato, la famiglia e la scuola sono chiamate a dare un contributo per rafforzare i valori portanti della convivenza civile e sociale, che sembrano minacciati e indeboliti: la solidarietà, l’amore per la verità, la libertà, la giustizia, la pace, l’impegno etico per il bene comune.

Manuel Aznar Lopez

Anche la Spagna da paese di emigrazione a paese di immigrazione

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

La Spagna, come l'Italia, è stato tradizionalmente un Paese di emigrazione. In tal senso, vive ancora fuori dalla Spagna un totale di 1.427.000 spagnoli. La Spagna, comunque, come anche l'Italia, si è trasformata in breve tempo in Paese di accoglienza di flussi migratori, il che pone nuove sfide e situazioni inedite ai poteri pubblici ed alla società. L'interscambio di esperienze e la mutua conoscenza delle rispettive politiche è, per tanto, di estrema utilità, date le similitudini basilari del fenomeno migratorio in entrambi i Paesi.

Enrico Grande

Mediterraneo, bacino di migrazioni

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

La recente evoluzione dei movimenti migratori internazionali è caratterizzata dalla crescente importanza assunta dall’area del Mediterraneo come bacino di migrazioni. A partire dalla fine degli anni Settanta, infatti, alcuni paesi della sponda Nord del Mediterraneo, tradizionalmente aree di emigrazione, come Italia, Spagna, e successivamente Portogallo e Grecia, hanno incominciato ad accogliere flussi via via crescenti di immigrati provenienti soprattutto dai paesi in via di sviluppo (PVS) della sponda Sud del bacino mediterraneo (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto e Libia) ma in buona parte anche da alcune regioni del più vasto Sud del mondo come alcuni paesi dell’America Latina, del continente asiatico e più recentemente dell’Est europeo. Tra gli elementi che hanno caratterizzato in maniera determinante le migrazioni nel bacino mediterraneo assume particolare rilevanza la netta prevalenza dei fattori di spinta (push factors) nei paesi di origine dei flussi, legati essenzialmente alla fortissima pressione demografica e al consistente differenziale socio-economico tra Nord e Sud, rispetto a quelli di attrazione (pull factors) presenti nei paesi di destinazione dei migranti. Tra i paesi di accoglienza della sponda Nord del bacino, la Francia è l’unico in cui il fenomeno immigratorio si presenta, già da tempo, consolidato, affondando le radici nel passato coloniale della nazione. Italia e Spagna sono, invece, tra i paesi di nuova immigrazione quelli che hanno sperimentato nell’ultimo ventennio i maggiori afflussi di immigrati extracomunitari. In conclusione, va sottolineato come, vista la crescente importanza economico-sociale del fenomeno immigratorio nei paesi dell’Europa mediterranea, si renda ormai necessario un orientamento politico unitario a livello europeo, in grado di garantire l’attuazione di politiche più efficaci sia in tema di cooperazione allo sviluppo nelle regioni di esodo che in tema di integrazione degli immigrati nei paesi di accoglienza.

Franco Pittau, Oliviero Forti

Mercato occupazionale, lavoro nero e immigrazione

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

Il lavoro non regolare o sommerso è quello che non rispetta gli obblighi contrattuali (orari, livelli retributivi, standard di sicurezza), contributivi (copertura presso le assicurazioni sociali) e fiscali (evasione del fisco). Si tratta di un fenomeno che riguarda in generale il mercato occupazionale e quindi anche i lavoratori immigrati che in esso operano. Come si vede, quindi, un’ampia incidenza dell’economia sommersa caratterizza tutti i paesi del Sud del Mediterraneo. Il lavoro nero è molto diffuso in Italia, come in tutto il Mediterraneo, ma secondo l’ISTA se ne è esagerata l’ampiezza, che realisticamente può essere stimata nell’ultimo quinquennio del 2000 pari al 16 e il 18%, con tendenza alla diminuzione nel 1999 e un aumento nel Meridione (22,6%), non a caso l’area dell’agricoltura, con regioni che arrivano al 20-25% (Sardegna, Sicilia, Campania) e la Calabria che con il 27,8% quasi raddoppia la media nazionale: il primato positivo spetta invece all’Emilia Romagna, dove il tasso di irregolarità è pari al 10,4%. Si va, quindi, da uno a tre lavoratori irregolari ogni 10 occupati. Del sommerso economico l’ISTAT ha stimato non solo la percentuale dei lavoratori irregolarmente occupati ma anche, per il 1998, le quote di valore aggiunto in percentuale del Prodotto Interno Lordo, comprese tra un minimo del 14,7% e un massimo del 15,8%, così ripartito per aree (secondo l’ipotesi massima): Meridione 20%, Centro 15,8%, Nord Ovest 12,9% e Nord Est 13,7%. Le quote di valore aggiunto sommerso conoscono i valori più bassi in Lombardia e rimonte (rispettivamente 12,5% e 12,6%) e i valori più alti in Campania (22,4%), Calabria (22,2%) e Sicilia (19,6%). Nel lavoro nero sono coinvolti anche gli immigrati e nei loro riguardi, con una battuta, si può dire che il lavoro nero non va visto tutto in nero: vi sono anche funzioni positive in questo sbocco lavorativo, che spesso ha assunto forme irregolari o clandestine perché il legislatore non ha saputo cogliere per tempo i bisogni e intervenuto solo a cose fatte, con le regolarizzazioni. L’ultimo punto è dedicato alle regolarizzazioni stabilite in Italia nel secondo semestre del 2002. Anche se non manca molto tempo per sapere il loro esito una cosa pare chiara agli studiosi: e ancora una volta è stata esagerata l’area del sommerso e della illegalità.

Franco Pittau, Luca Di Sciullo

IL lavoro stagionale in Italia

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

Attualmente la popolazione italiana è invecchiata e i lavoratori si spostano dal Sud con più difficoltà, atteso che questa forma di lavoro è più insicura e i compensi offerti non sono ritenuti così allettanti (specialmente in agricoltura), né attirano le troppe ore giornaliere, i turni di notte e il lavoro di domenica. Si è posto rimedio a questa lacuna con il ricorso alla manodopera immigrata, che è più disponibile ad accettare la mobilità territoriale e le condizioni di questo lavoro, tanto che in determinati contesti (agricoltura) è arrivata a costituire la maggioranza della nuova manodopera richiesta. La programmazione di lavoratori stagionali per il 2001 ha superato le 30.000 unità. Il lavoro stagionale riguarda tutte le regioni italiane, comprese quelle del Sud che con maggiori difficoltà vengono autorizzate alle chiamate nominative dall’estero per l’alto tasso di disoccupazione in loco, con particolare riguardo al settore turistico, agricolo e commerciale. In questo articolo si parte da un cenno all’aumento di questo fabbisogno occupazionale, si riportano i risultati di una recente indagine sul campo, effettuata dal Censis, che mostra le difficoltà ma anche le convenienze del lavoro stagionale e si termina con una breve rassegna della normativa e con i dati statistici. In particolare, secondo le organizzazioni imprenditoriali e i sindacati l’irregolarità tra i lavoratori immigrati stagionali per mancanza del permesso di soggiorno è meno diffusa rispetto al passato, anche a seguito dei controlli più frequenti e dei risvolti penali delle infrazioni. Ancora diffusa è, invece, l’evasione previdenziale: all’INPS non viene dichiarato l’intero compenso e al lavoratore, tenuto conto che dopo un certo numero di giornate lavorative ha diritto all’indennità di disoccupazione, si chiede di continuare a lavorare senza tuttavia procedere al pagamento dei contributi per le assicurazioni sociali.

Maurizio Greganti

Il dibattito in Germania sulla riforma del federalismo

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

Il dibattito sul federalismo è di grande attualità in Germania, essendo in crisi il modello di organizzazione dei rapporti fra centro e periferia, come è venuto evolvendosi nei cinquant’anni della Bundesrpublik. Nella prassi si è infatti verificata una marcata centralizzazione cge, sanzionata da una serie fdi riforme costituzionali, ha notevolmente ridotta la capacità d’azione dei Lander.

Rodolfo Fiorilla

Il difficile varo della Legge finanziaria 2003. La prossima sarà blindata?

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 1 / 2003

Che il varo della finanziaria, il più importante strumento di politica economica messo a punto dal governo e sottoposto all’approvazione delle Camere, abbia sempre costituito un iter legislativo complesso e comportato estenuanti sedute di dibattito nei due rami del Parlamento è cosa scontata. Quella per il 2003, che ha ottenuto il via libera a ridosso delle festività natalizie, è stata sicuramente tra le più laboriose da condurre in porto al punto che i Presidenti delle Camere e lo stesso Presidente del Consiglio appaiono ritenere che ormai sia ora di voltare pagina.

Dieter Stiefel

Le compagnie di assicurazione sotto il nazismo. Il caso della Allianz

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 59 / 2003

Dieter Stiefel presenta il volume di Gerald Feldman, incentrato sui rapporti tra la compagnia di assicurazioni Allianz e il regime nazista, e sulle richieste di risarcimento inoltrate alla compagnia da vari clienti di origine ebraica. Chiudono il numero due gruppi di schede, dedicati rispettivamente alle libere professioni in Europa (a cura di Francesca Tacchi) e alla guerra d’Algeria (a cura di Maddalena Carli e Valeria Galimi).

In Fonti, Martin Dean esamina un aspetto specifico del processo di arianizzazione delle imprese tedesche messo in atto dal regime nazista: il tentativo di alcune aziende ebraiche di piccole e medie dimensioni di utilizzare i loro uffici di rappresentanza esteri per trasferire fuori dalla Germania capitali, aggirando le politiche di restrizione del nazismo.