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Questo lavoro stima, per un panel di comuni lombardi, la funzione di domanda d’acqua domestica sia in contesto statico che dinamico. Per il primo, quello statico, ci concentriamo sull’aspetto della negoziazione del prezzo e sulle sue implicazioni sulle stime della domanda. Per il secondo, quello dinamico, si studiano le determinanti della domanda d’acqua e l’elasticità di lungo periodo della stessa rispetto al prezzo. I dati relativi al periodo analizzato mostrano una riduzione della popolazione e dei consumi aggregati mentre segnalano un leggero incremento del consumo per utenza. I risultati delle stime, coerenti con la letteratura, indicano che la domanda d’acqua è inelastica, almeno nel breve periodo, rispetto al prezzo. L’evoluzione dei consumi sembra perpetuarsi secondo quanto avvenuto in passato, indicando una sorta di inerzia o path dependency. Le policy, a nostro avviso, dovrebbero tenere conto maggiormente di ciò che, secondo i nostri risultati, influenza i consumi, come la struttura demografica e il reddito. Inoltre, per favorire un consumo consapevole, sembra indispensabile intensificare l’informazione sulle condizioni di fornitura e sulle possibili implicazioni dei consumi idrici.
Un interesse crescente è stato rivolto sia dall’analisi teorica che dai regolatori pubblici all’utilizzo di strumenti economici per la gestione della mobilità motorizzata all’interno delle aree urbane. In tale ambito ha acquisito un rilievo particolare, soprattutto dal punto di vista della diffusione delle applicazioni, la tariffazione della sosta, interpretata sia come strumento di razionamento degli spazi urbani, che come forma indiretta di gestione della mobilità. Nella prima parte del lavoro, sulla base della letteratura esistente, vengono prese in considerazione le principali potenzialità del parking pricing, sia in termini di efficienza ed efficacia, che di accettabilità complessiva, evidenziandone contemporaneamente i principali vincoli applicativi. Nella seconda parte viene analizzata l’esperienza italiana, ove la diffusione della sosta a pagamento ha sperimentato una rapida e generalizzata ascesa nel corso degli ultimi anni. Il quadro complessivo delle applicazioni a livello nazionale, insieme ad uno specifico caso studio condotto in una realtà urbana, permettono di sollevare alcuni dubbi sulla reale capacità delle modalità applicative esistenti di costituire un valido strumento di gestione della domanda di mobilità e di controllo della congestione urbana, portando ad ipotizzare in conclusione alcuni possibili e auspicabili scenari evolutivi.
L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) e l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato hanno evidenziato il permanere di forti blocchi oligopolistici nel segmento dell’up stream della filiera italiana del gas naturale, nonostante in Italia sia stato avviato, col Decreto Letta, un progetto di totale deverticalizzazione e liberizzazione. In questo paper si è voluto analizzare e simulare, partendo da dati empirici, l’effetto di diverse strategie di attacco e di difesa fra incumbent e competitor, caratterizzati non tanto da differenti livelli di efficienza gestionale, quanto da diverse possibilità di tenuta finanziaria delle strategie di attacco-difesa, conducendo un’analisi concorrenziale semplificata riferita ad una situazione reale. Le questioni affrontate con questa simulazione, che utilizza la teoria dei giochi, riguardano la dimostrazione che il blocco oligopolistico nell’up stream produce i suoi effetti nel down stream, e inoltre che tali effetti sono diversamente distribuiti sulle diverse categorie di utenti.
Il lavoro ha ad oggetto l’analisi delle procedure autorizzatorie nel settore dell’inquinamento da campi elettromagnetici disciplinate dalla legge 22 febbraio 2001, n. 36 e dall’art. 87, d.lgs. 1 agosto 2003, n. 259 (codice delle comunicazioni elettroniche). Dopo aver registrato la presenza, all’interno di siffatti procedimenti, delle tradizionali funzioni assegnate al procedimento amministrativo, l’indagine individua nel dettaglio i principi stabiliti dalla normativa e i caratteri dell’autorizzazione, indugiando in particolare sul profilo del margine di discrezionalità sussistente in capo all’amministrazione. L’angustia di questo spazio di discrezionalità viene tra l’altro collegato alla rilevanza che, nel settore in esame, risulta avere il principio di precauzione. Specifica attenzione è dedicata al procedimento delineato dall’art. 87, d.lgs. 259/2003, cit.: vengono analizzati i titoli di legittimazione ivi disciplinati, i rapporti con l’istituto della valutazione di impatto ambientale, le fasi procedimentali, la conferenza di servizi e i limiti di applicabilità del meccanismo del silenzio assenso, il tutto avendo come riferimento essenziale il tema della precauzione, il principio di doverosità e la loro valenza normativa.