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Cristina Testa

I pieni e i vuoti del cerchio psicodrammatico

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2004

L’autrice narra dell’attivazione di un gruppo a conduzione psicodrammatica all’interno di un Centro di Salute Mentale/ Centro Diurno dell’area torinese. Attraverso il percorso di gruppo vengono affrontati alcuni temi centrali nel percorso individuativo: il riconoscimento dei propri ruoli ombra, la legittimazione di uno spazio proprio, differenziato dall’altro. Viene proposto il tema del riconoscimento del proprio ruolo di terapeuta.

In questo lavoro vengono descritti alcuni interventi istituzionali promossi in una comunità protetta psichiatrica, partendo da un concetto di terapeuticità che implichi l’attenzione e la cura delle connessioni interne all’istituzione come uno degli elementi della cura del singolo paziente. Viene descritta la struttura di un dispositivo terapeutico comunitario e gli interventi svolti per presidiarne gli snodi organizzativi. Tali interventi sono stati condotti secondo la teoria del gruppo operativo mutuata dalla Scuola Argentina e ridefinita dalla Psicoterapia attuale. Ad un livello più personale, in questo lavoro vengono inoltre delineati i processi mentali innescati dagli apprendimenti psicoanalitici acquisiti durante la formazione nella Scuola di Psicoterapia della COIRAG e durante il Training di ARIELE psicoterapia.

Barbara Pacifici

Il gioco di ruolo

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2004

L’articolo, un estratto della tesi di specializzazione in psicoterapia presentata dall’autrice nel novembre 2003 presso l’Istituto di Roma della Scuola COIRAG, ha come scopo ultimo quello di approfondire ed evidenziare la specificità del role-playing (gioco di ruolo), ed in particolare l’importanza del gioco, che spesso segna una svolta positiva nel discorso del partecipante, in quanto rappresenta l’occasione per un rilancio degli interrogativi e permette al soggetto di iniziare ad interrogarsi su una questione. La seduta descritta è tratta da un corso di formazione-supervisione di casi clinici, condotto con la metodologia del role-playing, per operatori socio-sanitari, frequentato dalla scrivente nel ruolo di osservatrice silente.

Il lavoro descrive l’esperienza di conduzione, ancora in corso, di un gruppo a finalità terapeutiche istituito all’interno di un Progetto di Osservazione e Trattamento psichiatrico in carcere. La complessità della costruzione del setting all’interno di tale contesto si riscontra nella possibilità di mantenere un assetto mentale in grado di cogliere gli impliciti relativi ai vincoli istituzionali. Il confronto con un setting diverso da quelli solitamente immaginati ed esperiti ha sollecitato vissuti controtransferali facilmente rilevabili nell’esposizione dei frammenti degli incontri.

L’articolo tratta delle modalità di conduzione secondo un’ottica gruppale (riflettendo sull’esperienza di osservazione partecipante). Partendo dal materiale clinico, vengono introdotti temi quali: l’importanza del saper attendere (capacità negativa); la funzione organizzatrice della parola e dell’interpretazione; l’attenzione all’addensarsi delle comunicazioni attorno a temi specifici come possibilità di accesso alla comprensione della costellazione emotivo-fantasmatica del gruppo; il sogno come racconto efficace che stimola il lavoro collettivo e assume il valore di un’auto-rappresenta¬zione per il gruppo.

Il lavoro presentato prende in considerazione la costituzione di un gruppo psicoterapeutico ad orientamento gruppoanalitico per i familiari dei pazienti del Centro Diurno Alzheimer di un Istituto Geriatrico in cui l’ASL 10, della Regione Piemonte, ha individuato il sito per la cura semi residenziale di tale patologia. Tale lavoro si è svolto in tre fasi principali: la prima ha visto l’integrazione tra tale Istituto e il Dipartimento di Salute Mentale, dove il sottoscritto è stato individuato come Psicologo del Centro; la seconda fase è stata caratterizzata dalla selezione dei familiari dei pazienti al fine della costituzione del gruppo; la terza fase ha preso origine nel primo gruppo costitutivo dove di fatto è iniziato un lavoro di gruppo, ancora oggi in atto, e che attualmente conta ben 15 partecipanti in rappresentanza di 9 pazienti inseriti. Il gruppo ad orientamento gruppoanalitico si è posto come obiettivo la comprensione della Sindrome di Alzheimer e dell’impatto di questa sulla salute del caregiver, ponendosi quindi anche un obiettivo di prevenzione secondaria. La complessità della patologia e la difficoltà di verbalizzare le proprie dinamiche emotive ha richiesto la supervisione del lavoro, al fine di non perdere la grande ricchezza della sofferenza agita.

Antonello Correale

Il leader e l'istituzione

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2004

Nel lavoro si sostiene l’idea che il leader di un’istituzione non sia soltanto il frutto delle forze emotive attive nell’istituzione stessa, ma sia esso stesso un potente fattore plasmante la cultura e la mentalità dell’istituzione. Questa influenza del leader sul gruppo istituzionale avviene tramite vie in gran parte inconsapevoli, legate maggiormente a come il leader è, piuttosto che a che cosa il leader fa. Si ripropone il pensiero di Freud sul leader con particolare riferimento all’analisi dei processi di idealizzazione nei gruppi per corroborare questa tesi. Si indagano poi i fenomeni di circolazione nei gruppi istituzionali, considerando che una buona circolazione di emozioni e idee nei gruppi sia il risultato essenzialmente di un buon funzionamento della leadership.

Vinicio Guidi

Modelli di equilibrio economico generale e beni infiniti: una rassegna

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: 82 / 2004

In the last thirty years the literature on general equilibrium has focused on the existence of a competitive equilibrium in an infinite dimensional setting. The canonical models take into consideration commodities which may differ in the location or time at which they are consumed or the state of the world in which they become available. Peleg, Yaari and Bewley were the first to solve the existence problem in different spaces and using different methods. The analysis was later generalised in many directions, till Aliprantis and Brown recognised most of spaces employed were Riesz spaces and so they introduced lattice methods in economic literature. Thanks to these results, Mas-Colell and Richard were able to free the demonstration by specific space assumptions, elaborating an abstract unifying framework. In the survey, we focus on exchange economies summarising the mathematical structures and the basic economic issues of the literature.