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Ferruccio Marzano

Open and closed economic theories

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: 82 / 2004

Open and Closed Economic Theories (by Ferruccio Marzano) - ABSTRACT: This paper proposes a new way to look at the deployment of modern economic theories, since A. Smith, as well as of actual practice as far as economic actions are concerned. On the one hand, there are those theories and actions which may be regarded as open, that is to say that they are incomplete and need to be completed on the basis of the value judgements subscribed to by each author, that are to be taken as external postulates or principles. On the other hand, there are those theories and actions which may be regarded as closed, that is to say that they are thought of as complete in themselves, so that, once certain value judgements are subscribed to by any author, there may well be the case of a clash between conclusions derived at from a reasoning which is internal to any theory and action and those conclusions that are derived at from external postulates or principles. Moreover, since any of the two groups of economic theories and actions may be combined with any of two groups of ethical postulates or principles, such as subjective vs. objective moral values, it follows that an option may be made among four different possibilities. Finally, it will be argued for the superiority of the combination open economic theories (and practice) and objective moral values over any other of the three remaining options.

Competitive interactions are commonly regarded as equilibrium quantities and prices, with prices close to costs. This analysis fails explaining how different markets and modern competitive strategies emerge, inconsistently with managerial and historical perspectives. It is argued first that the poorness of results and the compression of prices to costs are due to artificial constraints put upon choice sets and to the failure to fully exploiting the underlying game interactions. Under appropriate analytical conditions prices can be shown to likely exceed costs in pure contestable, perfect and monopolistic competition markets. In the second part rivalry as exploratory sequences in the sense of Hayek is deepened. Companies’ strategies are experimental actions that create information and affect companies’ choice sets, game rules and the environment itself. The success of innovative bets depends on how other actors change. Intrinsically good or optimal actions cannot be defined. Sunkness is a pervasive conceptual category.

Hans Georg Petersen

Redistribution and the Efficiency

STUDI ECONOMICI

Fascicolo: 82 / 2004

Redistribution and the Efficiency (by Hans Georg Petersen) - ABSTRACT: The trade-off between efficiency and justice is one of the most important political conflicts in democratic societies. However, a clear definition of justice is helpful to come to a social consensus on a quasi-optimal mix of both important societal targets. While justice of ability is fully in accordance with economic efficiency, the justice of needs concept requires a more careful analytical investigation. Justice of needs and combating poverty is always connected with income redistribution; in case of altruism the redistribution often takes place on a voluntary basis, which is obviously positive from a social perspective and even trouble-free for economic efficiency. In case of egoistic sentiments, voluntary redistribution becomes questionable and the state as redistributive agent begins to play an important role. Whereas altruism and egoism overwhelmingly will lead to a societal agreement on anti-poverty strategies, envy as a negative interdependency in between the individual utility functions plays a harmful and dangerous role for a social consensus in democratic societies.

Roberto Esposti

Complementarità, coordinamento e problemi di anticommons nell'innovazione biotecnologica

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2004

Complementarità, coordinamento e problemi di anticommons nell’innovazione biotecnologica (di Roberto Esposti) - ABSTRACT: Le innovazioni agrobiotecnologiche sono il risultato ultimo di un sistema molto complesso di conoscenza, ricerca e sviluppo tecnologico. Questo lavoro analizza quei moduli della conoscenza che contribuiscono alla creazione delle innovazioni biotecnologiche in agricoltura (essenzialmente, varietà GM). La forte complementarità tra questi moduli può generare rilevanti problemi di coordinamento. Le strategie industriali delle imprese agrobiotecnologiche sono proprio interpretabili alla luce della necessità di tale coordinamento come forma di gestione dei propri portafogli tecnologici. Tale gestione, tuttavia, non realizza il coordinamento sia verticale che orizzontale dei moduli tipicamente non appropriabili (quindi pubblici). Dal punto di vista sociale, il problema dominante nella definizione delle politiche di ricerca pubblica e di difesa della proprietà intellettuale risiede nella necessità di tenere conto del coordinamento di tutti i moduli sia privati che pubblici, sia in senso verticale che orizzontale. Con riferimento alle specificità del comparto agrobiotecnologico, il lavoro analizza quali combinazioni di queste politiche e delle strategie imprenditoriali siano state messe in atto per la risoluzione dei problemi di coordinamento, e quali assetti possano essere introdotti ed ulteriormente potenziati in futuro.

Michele De Benedictis

Il contadino e il latifondo. Una rivisitazione

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2004

Il contadino e il latifondo. Una rivisitazione (di Michele De Benedictis) - ABSTRACT: Nella ricorrenza del cinquantenario della morte di Rocco Scotellaro, il mai dimenticato poeta-contadino, viene qui condotta una rilettura della condizione contadina nel Mezzogiorno interno nel decennio che va dalla Liberazione alla riforma agraria. Particolare attenzione, facendo anche ricorso ai profili biografici di Contadini del Sud, viene rivolta ai connotati economici e sociali del mondo contadino nelle zone di agricoltura capitalistica e di latifondo contadino. Nella seconda parte ci si sofferma sulle diverse fasi delle lotte contadine per l’accesso alla terra, dalla fase spontaneistica del 1943-46, al biennio di attesa del 1947-48, al culmine del movimento nel 1949-50. Col sopravvenire della riforma agraria si esaurisce la spinta delle rivendicazioni e prendono il via i processi che, nel giro di qualche anno, porteranno alla scomparsa del vecchio mondo contadino.

Mariano D'Antonio

La localizzazione dell'industria manifatturiera nelle regioni italiane

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2004

La localizzazione dell’industria manifatturiera nelle regioni italiane (di Mariano D'Antonio) - ABSTRACT:Il saggio analizza i cambiamenti intervenuti, tra il 1971 e il 2001, nella distribuzione dell’industria manifatturiera tra le venti regioni italiane. Scopo del lavoro è di verificare l’intensità dei fattori che hanno portato alla concentrazione territoriale oppure alla dispersione di quest’industria tra le diverse regioni e Circoscrizioni. L’approccio seguito è quello degli equilibri multipli frequentemente impiegato negli studi della New Economic Geography. Di tale approccio si presenta una breve valutazione critica e si sviluppa un modello che è applicato al caso italiano. Le regioni sono raggruppate secondo quattro schemi d’equilibrio stabile. Risulta così che, nell’arco dei trent’anni esaminati, si è avuta una tendenza dell’occupazione industriale a spostarsi dalla Circoscrizione Nord Occidentale a quella Nord Orientale e al Mezzogiorno. Utilizzando un particolare indicatore della mobilità industriale tra le regioni, si mostra che la politica dell’intervento straordinario e gli investimenti delle imprese di Stato hanno svolto un ruolo determinante nello spostamento dell’occupazione industriale nei grandi impianti industriali dal Nord al Sud d’Italia.

Felice Roberto Pizzuti, Luciano Marcello Milone

Povertà e disuguaglianze negli anni della globalizzazione

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2004

Povertà e disuguaglianze negli anni della globalizzazione (di Luciano Marcello Milone, Felice Roberto Pizzuti) - ABSTRACT: Negli ultimi due-tre decenni, caratterizzati dall’accentuata riproposizione di processi d’integrazione economica e dall’affermarsi di politiche neoliberiste, povertà e disuguaglianza sono rimaste consistenti o sono aumentate. Le prospettive non sono incoraggianti; tra le cause di queste tendenze aumenta il ruolo dei fattori istituzionali. L’accresciuta integrazione dei mercati richiede un simmetrico rafforzamento e adeguamento delle istituzioni e, in particolare, dello stato sociale. Circa i nessi tra globalizzazione e crescita nei Paesi in via di sviluppo, occorre distinguere tra integrazione commerciale e integrazione finanziaria. In ambedue i casi, tuttavia, il processo di liberalizzazione dei paesi emergenti deve essere graduale e strettamente subordinato alla loro effettiva capacità di attivare politiche che contrastino efficacemente le distorsioni presenti nei mercati e limitino i costi sociali. La globalizzazione rafforza l’esigenza del potenziamento delle istituzioni internazionali. Tuttavia tale passo richiede preliminarmente riforme dei loro meccanismi decisionali che rendano queste istituzioni effettivamente rispondenti ai reali interessi della comunità internazionale.

Gennaro Sasso

Umberto Zanoti Bianco (1889-1963)

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 2 / 2004

Umberto Zanotti Bianco (1889-1963) (di Gennaro Sasso) - ABSTRACT: A quarant’anni dalla scomparsa, il profilo di Umberto Zanotti Bianco rimane quello di un personaggio tra i più rari e straordinari che l’Italia abbia prodotto nel secolo ventesimo. Una personalità risultata dall’incontro e dall’accordo di qualità diverse cui egli, con un’autentica vocazione alla concretezza, seppe sempre dare orientamento unitario. La giovanile posizione interventista era certamente riconducibile al suo mazziniano amore per i popoli oppressi, così come un filo tenace e robustissimo lega l’interesse per le nazionalità soffocate dall’Impero Austro-ungarico a quello per il Mezzogiorno; come ce n’è uno, altrettanto robusto e profondo, che connette quest’ultimo ai suoi non dilettanteschi interessi per la ricerca archeologica. Come l’intera sua azione sta a dimostrare, per Zanotti il Mezzogiorno fu sempre una serie di problemi da risolvere in concreto: fu la sua miseria, le malattie, le scuole che non c’erano e che occorreva aprirvi perché la piaga dell’analfabetismo venisse eliminata. Prospettata nel grande scenario dell’impegno meridionalista, l’opera di Zanotti ci appare complessivamente come quella dell’uomo che mai si chiese dove andasse il mondo, perché sempre si chiese dove, in piena coscienza, dovesse andare lui.

Gian Maria Galeazzi, Paolo Curci

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2004