RISULTATI RICERCA

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Angioletta Voghera

Sustainability in territorial management. A european comparison

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 1 / 2004

The research analyses, through the historical-cultural matrix, the evolution of the culture of territorial management and the protection of the landscape in the German-Anglo-Saxon and Central-Mediterranean planning tradition aimed to sustainability. The research studies two cases France and the Netherlands that are representative of different approaches: France that has recently innovated its planning system to overcome the traditional separation between protection policies and territorial management, and the Netherlands that historically has developed an integration between environmental policies and physical planning. The exploration of the matrices suggests common tendencies, weaknesses and guidelines useful to implement in each planning tradition the innovation process aimed to sustainability.

Boris A. Portnov, Arye Rattner

Investigating the effect of inter-urban income disparities on crime rates in Israel

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 1 / 2004

Investigating the Effect of Inter-urban Income Disparities on Crime Rates in Israel (Boris A. Portnov and Arye Rattner) - ABSTRACT: Inter-urban income disparities influence crime rates. As a result, the highest rates of property crime tend to occur in wealthy localities surrounded by poorer ones. The Index of Relative Income (IRI) is proposed to measure the effect of urban inequality and proximity on crime rates. This index is defined as the ratio between the average per capita income in a town and its neighbouring localities. A multivariate analysis indicates that the proposed index helps to explain variation in property crime rates across localities, suggesting that the spatial unevenness of urban development (i.e., aerial proximity of affluent and poor towns) may spur property crimes. The findings of the present study thus lend support to regional development programs aimed at minimizing spatial disparities in regional and urban development.

Adalgiso Amendola, Floro Ernesto Caroleo, Gianluigi Coppola

Differenze regionali nel mercato del lavoro in Europa

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 1 / 2004

Negli anni Novanta, il mercato del lavoro dell’Unione Europea è stato caratterizzato dalla persistenza dei divari esistenti tra le regioni. Scopo di questo lavoro è valutare se, ed in quale misura, tali divari siano da ricondursi alle caratteristiche strutturali delle regioni mix produttivo, composizione del mercato del lavoro che ostacolano la convergenza e favoriscono la formazione di cluster di regioni divergenti. A tal fine viene applicato il metodo STATIS su di un set di variabili relative a tali caratteristiche strutturali regionali, per ottenere una stima dei fattori latenti che ne misurano le diversità, e la loro dinamica nel tempo.

Martin Gornig, Andreas Stephan, Kurt Geppert

Regional productivity differences : theoretical predictions and empirical evidence for western Europe

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 1 / 2004

Regional Productivity Differences: Theoretical Predictions and Empirical Evidence for Western Europe (di Kurt Geppert*, Martin Gornig*, Andreas Stephan) - ABSTRACT: There has been a long tradition of empirical research on regional productivity, particularly with reference to the neoclassical theory of growth. Spatial factors, as discussed in the New Economic Geography, have been widely neglected to date. Our panel data analysis for the period from 1988 to 2000 shows that the geo-economic location and the degree of agglomeration are clearly relevant for the levels of regional productivity, but they do not contribute to the explanation of regional differences in the change of productivity. We find some support for growth models that predict convergence, but this process is rather slow. Despite huge steps towards integration during the period considered, the growth of productivity of Western European regions appears still to be largely determined by national factors.

Carlo Andrea Bollino, Luca Pieroni, Paolo Polinori

Proposte metodologiche per la costruzione di indicatori di sviluppo economico territoriale

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 1 / 2004

Il presente contributo fornisce indicazioni metodologiche sulla produzione d’informazioni statistiche relative alla performance economica delle diverse realtà territoriali ad integrazione delle fonti ufficiali. Attraverso una procedura consolidata nelle serie storiche, è stata operata una disaggregazione territoriale e settoriale del valore aggiunto ricostruendo il dato regionale e provinciale. In questa procedura indiretta di stima sono state raccordate le serie del valore aggiunto settoriale (1980-1996) della classificazione NACE-CLIO, con la nuova classificazione NACE-Rev1 in vigore nel nuovo SEC95. Ciò ha condotto ad un trade-off tra l’aggiornamento delle stime ricostruite fino al 2000 e la riduzione dei settori utilizzati nella stima. I risultati mostrano l’elevata congruenza tra dati ricostruiti e fonti statistiche ufficiali. I dati ricostruiti a livello regionale sono stati, quindi, utilizzati per aggiornare al 2000 le stime non parametriche della convergenza regionale della produttività settoriale del lavoro.

Gioacchino Lavanco, Loredana Varveri

Anticomunità: costrutto, cultura e strumento di intervento

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 19 / 2004

La riflessione che fa da sfondo a questo contributo è che l’anticomunità al pari dell’an¬tigruppo per il setting gruppale se compresa e gestita, rappresenti un fattore centrale e fondamentale per la crescita e la salute di una comunità in un setting di intervento. Il tentativo è stato quello di andare oltre il setting, per raccogliere alcuni elementi del back¬ground teorico che supportano l’idea dell’esistenza di una cultura dell’anticomunità nella sfera sociale più ampia e la convinzione che anche le forze distruttive e dirompenti possono costituire una risorsa per il bene, l’etica e l’estetica di una comunità.

Jean Knox

Trauma e difese: le loro radici nella relazione. Una panoramica

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 19 / 2004

I diversi modelli psicodinamici delle difese vengono tracciati a grandi linee e messi a confronto con la prospettiva della teoria dell’attaccamento in cui la regolazione degli affetti gioca un ruolo centrale. La regolazione del comportamento e la regolazione della distanza intrapsichica (esclusione difensiva) sono considerate le principali strategie per la regolazione degli affetti e sono le manifestazioni del modello abituale di regolazione emotiva nel rapporto tra il bambino e la persona che lo accudisce. Viene proposta una nuova prospettiva sulla fantasia inconscia: le fantasie sarebbero attivamente create come narrative difensive per proteggere lo sviluppo di un sano narcisismo ed andrebbero a integrarsi nei modelli operativi interni dell’individuo. Le difese archetipiche sono esplorate da una prospettiva evolutiva e vengono messe in luce alcune questioni neurobiologiche rilevanti per le difese.

The structural model of drives deals with a two-pole organization useful to the conflict aetiology of the psychoneuroses, that Freud opposes to Jung’s idea of a monistic libido. The school of object relationships highlights affects, while ego psychology marks on the ego functions of adaptation and the role of representations. In the confrontation with infant research, psychoanalytic development theories can be scientifically validated by experimental observation. In particular, psychoanalysis, attachment theory and interactive-cognitive trend join themselves in the theory of Internal Working Models (Bowlby) or Generalized Interaction Representations (Stern). Recent advances in neurosciences about memory further support this theory, intertwining it with that of the therapeutic change.

Massimo Giannoni

Psicoanalisi e ricerche empiriche

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 19 / 2004

L’autore si propone di mostrare come la proliferazione delle teorie psicoanalitiche e l’incertezza su che cosa l’analista effettivamente sa sulla vita mentale del paziente sia un fenomeno culturale perfettamente sintonico a quel mutamento culturale avvenuto nel novecento che prende il nome di post-modernità. Tale situazione, da molti sentita come la crisi della psicoanalisi, potrebbe trovare una sua composizione attraverso il contributo della filosofia ermeneutica. L’ermeneutica viene qui proposta non tanto per sottolineare l’ovvio aspetto interpretativo della psicoanalisi, ma per giustificare un nuovo tipo di razionalità che contempla la presenza inevitabile della soggettività dell’analista e della molteplicità teorica. Stabilita la cornice ermeneutica all’interno della quale avviene il dibattito, vengono proposte all’interno della comunità psicoanalitica le teorie delle nuove ricerche empiriche le quali pur avendo un diverso statuto scientifico, permettono di ampliare e incrementare di efficacia la comparazione e la riflessione psicoanalitica. Viene infine evidenziato come la concezione epistemologica di Jung sia stata utile punto di partenza per condurre la presente riflessione.

Pier Claudio Devescovi

Momenti di sonno in seduta

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 19 / 2004

The symptom of unintentional sleep seems to play the role of a defense against stressing events, which the psyche is unable to hold. The A. believes that the sleep can be an active way of defense when induced through unintentional hypnotic ways or through the projective identification. In the light of this surmise, the analyst’s moments of sleep during the session can be related to the transference-counter transference situation where the analyst’s receptivity plays an important role too. Some clinical remarks support these assumptions.

Piernicola Marasco

Hillman a Firenze e l'anima nel mondo

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 19 / 2004

After taking into account what the Neoplatonism point of view is, the article values the Hillman’s remarks on the Anima Mundi. The notion is used as a standard for critical analysis of contemporary world and is then employed as a leading motive of an alternative concept, which involves a revision of Narcissism and allows a description of a relazione d’intimità.