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Marco Filoni

Livio Sichirollo

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

Vincenzo Scaloni

La concezione del tempo nella filosofia di Ernst Bloch e le fonti idealistiche: Kant, Hegel, Schelling

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

Il saggio si propone di approfondire i rapporti tra la filosofia di Bloch e l'idealismo tedesco, a proposito della particolare tematica della concezione del tempo, riguardo al plesso di problemi relativi alla filosofia della natura e alla filosofia della storia, tentando di enucleare gli aspetti teorici significativi della originale lettura blochiana dei materiali filosofici offerti dalla filosofia classica tedesca. In particolare la visione romantica della natura implicava per Bloch una connessione tra lo spazio e il tempo profondamente diversa da quella rigida del meccanicismo e il contatto con Schelling offriva la prospettiva di un tempo della natura aperto alla dimensione del futuro. Nell'ambito storico invece le filosofie idealistiche della storia proponevano alcune tematiche, su tutte quella della libertà dell'uomo, che diventeranno cardini della filosofia di Bloch, legandosi proprio ad una concezione aperta e indecisa del futuro, ad una ontologia del non-ancora-essere caratterizzata dalla necessità del proprio compimento.

Vincenza Petyx

Il controverso viaggio di Nietzsche in Francia (1890-1914)

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

Con l’arrivo di Nietzsche in Francia, la lunga e tormentata storia delle relazioni culturali con la Germania vive un momento particolarmente significativo. L’articolo intende ricostruire i passaggi che intersecano su diversi piani (ora squisitamente filosofici, ora declinati in chiave politica) la ricezione del pensiero nietzscheano in Francia tra il 1890 e il 1914. Dalla discussione sul nichilismo, che fin dagli esordi traccia l’orizzonte interpretativo all’interno del quale viene ripensata la civiltà europea, prende corpo il dibattito sulla identità della cultura francese, già messa in crisi nel ventennio precedente dalla fortuna di Schopenhauer e Wagner. Intrecciandosi in un drammatico crescendo con le vicende della Francia, gli itinerari interpretativi finiscono per riflettere sulla riforma filosofica nietzscheana le ossessioni del paese, dal pangermanesimo all’antisemitismo.

Jean-François Goubet

Il giovane Fichte e l'idea di filosofia pratica universale

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

È mettendo in primo piano l’idea di filosofia pratica universale, già presente nella filosofia dell’Aufklärung, che Fichte è riuscito a dare un nuovo volto alla speculazione trascendentale postkantiana. Il saggio tenta innanzitutto di ricostruire la filosofia pratica abbozzata negli anni 1793-1794. Viene proposto un breve confronto con Wolf. In seguito, lo studio rivolge la sua attenzione ad uno dei contributi della filosofia pratica universale fichtiana: aver trattato il sentimento come nozione pratica fondamentale, presente nella conoscenza e nell’azione. Infine, si tratta di mostrare che Fichte propose, nella prima Dottrina della Scienza, di fare della filosofia pratica universale una philosophia prima che fosse chiamata a prendere il posto della ontologia dogmatica e della dottrina degli elementi critica. Un confronto con Descartes, Wolff, Kant e Reinhold pone in risalto l’innovazione di Fichte.

Paolo Rossi

Che tipo di scienza è la scienza nuova di Vico?

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

L’articolo si pone il problema del perché Vico avesse pensato alla sua impresa come ad una scienza e si fosse occupato di confrontarla con la scienza della natura. Si passano in rassegna l’uso di concetti come degnità, assiomi, postulati, tenendo fermo che Vico non fu né un cartesiano, né un galileiano, e come non si lasci racchiudere nelle gabbie dell’apriorismo e del platonismo: egli ha solo fatto sue alcune idee o tesi presenti entro quelle tradizioni. Vico si guarda bene dall’effettuare una scelta precisa e definitiva tra quelle realtà alle quali attribuiamo oggi il nome di razionalismo e empirismo. Si richiama contemporaneamente e negli stessi testi sia alla tradizione del geometrismo cartesiano sia a quella di Bacone e delpensiero dei baconiani del tardo Seicento, facendone un uso alquanto libero. L’articolo contiene inoltre osservazioni su Vico lettore (o presunto tale) di Cogitata et visa e di De dignitate et augmentis scientarum di Bacone

Gianni Micheli

La sesta parte del Discorso sul metodo di Descartes

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

L'articolo nella prima parte affronta il tema della concezione operativa della scienza in Bacone e Descartes; nella seconda il ruolo che rivestono le motivazioni biografiche di Descartes espresse nella VI parte del Discorso sul metodo per la strategia di comunicazione della nuova scienza

Margherita Isnardi Parente

Senocrate successore di Speusippo

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

Senocrate successore di Speusippo (di Margherita Isnardi Parente) - ABSTRACT: L’articolo passa in rassegna le diverse tradizioni che trattano del passaggio, nell’Accademia del 339 a. C., dello scolarcato da Speusippo all’homo novus Senocrate. La nostra tradizione in proposito è alquanto tardiva: essa prende la sua origine da Filodemo, che dipenderebbe da fonti relativamente vicine a Platone ed ai suoi immediati discepoli, del III o II secolo. Pur essendo autore di età augustea, Filodemo non sembra conoscere certe vicissitudini subite dalla tradizione platonico-accademica. La tradizione seguente è notevolmente più tardiva: scendiamo all’età dei medioplatonici, e troviamo documenti rappresentati, oltre che da alcune scarne notizie, dalle Epistole socratiche cui non potremmo conferire altra antichità che quella della nuova sofistica, in età di Adriano. Infine, esiste una tradizione conciliatoria che ci viene indicata dalle Vite di Aristotele nella tarda antichità e che trova eco nello scritto di alcuni commentatori neoplatonici; sulle fonti di ciò possiamo avanzare puramente delle ipotesi.