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The essay reports the remarks of many Latin American and Spanish authors who refer to the essay (published on «Teoria Politica», 2003, n. 1, pp. 3-22) devoted to analyzing the terms «peronism», «justicialismo», «regime», «populism» etc. Extended quotations translated into Italian and divided by topic underline the anomalies in the Italian usage of these terms and offer examples related to the Spanish usage. The essay opens with an analysis of the evolution and involution of political language under European dictatorships. Particularly relevant are the different and often conflicting opinions on the tightness of the relationship between peronism and fascism, and the final remarks on Perón Uruguayan origins.

Claudio Cappotto, Gioacchino Lavanco

Gruppi, costruzione e negoziazione dell'identità omosessuale

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2004

Il presente contributo considera i principali risultati di una ricerca esplorativa sulle rappresentazioni sociali dell’omosessualità. Percorrendo un approccio costruttivista, vengono considerati i concetti di costruzione sociale delle identità ed in particolare dell’identità sessuale e di genere. Dopo aver passato in rassegna i principali contributi teorici rispetto l’identità omosessuale, partendo dalle teorie essenzialiste, il lavoro considera le teorie definite multidimensionale, le quali tenendo in considerazione i mutamenti sociali e i processi simbolici, propongono di sottolineare l’importanza del riconoscimento sociale quale fonte di legittimazione identitaria. Seguendo tale prospettiva, la formazione delle identità (omo)sessuali, intesa come fenomeno culturale, è profondamente connessa ai discorsi, alle rappresentazioni sociali, alla dimensione individuale e alla responsività di gruppo che hanno luogo in una specifica comunità. Le argomentazioni emergenti sono basate su un lavoro empirico che ha seguito un’analisi multimetodologica. È discusso altresì il ruolo dello psicologo di comunità e il suo intervento relativamente alle dimensioni del ruolo di genere e dell’orientamento sessuale.

Giovanni Di Stefano, Giorgio Falgares

Nuove tendenze antidemocratiche implicite nella società

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2004

Il presente lavoro passa in rassegna i recenti sviluppi in ambito psicosociale in tema di autoritarismo, ribadendo il debito fondamentale nei confronti dell’originale lavoro di Adorno e collaboratori. L’autoritarismo, in questa sede, è inteso come minaccia, di origine psicologica, alla democrazia. Sono in particolare presi in considerazione la prospettiva sviluppata in questi ultimi decenni da Bob Altemeyer e da Sidanius, Pratto e collaboratori. Il primo considera l’autoritarismo nei termini di covariazione di tre gruppi di atteggiamenti: la sottomissione autoritaria, l’aggressività autoritaria, il convenzionalismo, traducendo queste tendenze in un costrutto, il Right-Wing Authoritarianism (autoritarismo di destra). I secondi, invece, hanno recentemente sviluppato il costrutto della Social Dominance Orientation (SDO), che dà conto delle dinamiche individuali di chi tende al dominio sugli outgroup (l’autoritarismo dei leader); le persone maggiormente orientate verso la dominanza sociale tendono ad aderire ad ideologie e a favorire politiche che innalzano le disuguaglianze sociali. Di RWA e SDO sono ulteriormente specificate similarità e differenze facendo riferimento all’ampia letteratura prodotta nell’ultimo decennio; particolare attenzione è dedicata alla complessa rete di relazioni esistente tra questi due costrutti e il pregiudizio.

Nell’ambito della tossicodipendenza emergono elementi nuovi, nei comportamenti e nelle tipologie dei pazienti, che ci costringono ad interrogarci sul nostro operare terapeutico, e sui limiti delle nostre chiavi di lettura. Vengono messi in rilievo tre temi: i mutati orientamenti nella terapia dei tossicodipendenti da oppiacei, l’affermarsi su larga scala della dipendenza da cocaina e la diffusione delle cosiddette nuove droghe. A fronte di un pressoché generale riconoscimento della tossicodipendenza da oppiacei come malattia psichica, e della terapia metadonica come terapia psicofarmacologica di contenimento del sintomo, alla quale affiancare interventi diversi anche di tipo psicoterapeutico, si registra una diffusa difficoltà a riconoscere la notevole problematicità dei comportamenti di uso ricreazionale e abuso di cocaina e nuove droghe. In particolare sono gli stessi consumatori a non sentirsi portatori di sofferenza e dunque a non percepire il bisogno di curarsi. In questo lavoro si evidenzia come sia necessario pensare ad approcci terapeutici differenziati per questa utenza, che non si riconosce nello stereotipo del tossicodipendente da oppiacei, e non si rivolge ai Servizi per la cura della tossicodipendenza. Si tenta inoltre di mettere in luce come gli stessi problemi di fragilità narcisistica, psuedoadattamento, alessitimia che caratterizzano questa popolazione, oltre a far nascere interrogativi sulle radici sociali di tali fenomeni, si traducano in analoghe, specifiche difficoltà nell’intervento psicoterapeutico.

La recente attenzione posta dalla letteratura Psichiatrica e Psicologica sui disturbi di personalità e disturbi da uso di sostanze, ha spinto alcuni operatori che lavorano nei Ser.T. (Servizio per le Tossicodipendenze) ad adottare degli approcci terapeutici integrati. Il presente contributo descrive l’applicazione del modello di intervento di gruppo a tempo limitato presso il Ser. T. di Castelfranco Veneto. Viene descritto il contesto istituzionale in cui è inserita l’esperienza della psicoterapia di gruppo (PGTL) con pazienti tossicodipendenti e disturbi di personalità. Successivamente viene presentato il secondo ciclo di terapia, la preparazione dei pazienti, il percorso terapeutico e i risultati dati da questa iniziale sperimentazione. Viene presentato un caso clinico, il suo decorso e la conclusione. Infine alcune considerazioni sugli sviluppi futuri di questo approccio.

Nicoletta Jacobone

Presa in carico multipla e gruppo nel trattamento delle dipendenze

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2004

In questo articolo viene spiegata l’importanza di un lavoro integrato tra tutti gli operatori che prendono in cura persone con problemi di fragilità narcisistica e di dipendenza, anche ma non solo, nei servizi pubblici. Viene altresì sottolineata la necessità di un trattamento fasi per questo tipo di paziente. Infine si accenna al GRF (Gruppo per la Ripresa delle Funzioni) come strumento vantaggioso nella cura del tossicodipendente.

Elena La Rosa, Vito Sava

La faccia nascosta della luna: luce e ombre di un sintomo e di un trattamento

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2004

In questo lavoro vogliamo proporre alcuni spunti di riflessione che ci invitino a considerare il sintomo tossicodipendenza non come un problema a sé stante ma come un elemento rivelatore di un modo di essere e di relazionarsi del paziente. Attraverso la narrazione di un percorso psicoterapeutico di un paziente e di un gruppo di psicoterapia si pongono alcune riflessioni sull’evoluzione del sintomo e sulle sue modificazioni all’interno di un processo che valorizzi tutti gli elementi, compresi quelli più problematici (obblighi, controlli, acting), nella costruzione del percorso di cura.

Fulvio Tagliagambe

Dipendenza: patologia della rappresentazione

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2004

Lo sviluppo della capacità di rappresentazione svolge un ruolo fondamentale nella costruzione sia della propria identità che delle modalità relazionali. Nelle patologie della dipendenza il processo di individuazione-appartenenza è alterato da una rappresentazione d’oggetto ancora centrata sui bisogni del Sé fragile. Il gruppo terapeutico come spazio transizionale, area intermedia tra la madre e l’emancipazione.

Silvia Corbella

Riflessioni introduttive sul tema della dipendenza

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2004

Viene evidenziato come il settimg gruppale a tempo determinato abbia indicazioni specifiche per affrontare le tematiche della dipendenza. Viene data particolare attenzione alle modalità di conduzione di questo tipo di gruppi, modalità caratterizzate dalla flessibilità e dalla consapevolezza della necessità di un intervento integrato fra tutti gli operatori.

L’articolo si propone di introdurre il tema centrale di questo numero della rivista, la dipendenza patologica. L’Autore passa in rassegna il dibattito degli ultimi quarant’anni sulla tossicodipendenza e descrive la realtà attuale sull’argomento, attraverso la descrizione delle realtà che emergono dal lavoro nei Ser.T. e nelle comunità terapeutiche. Queste considerazioni vengono inscritte in una cornice che rileva anche la situazione delle politiche sociali vigenti oggi in Italia e le responsabilità politiche connesse.