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Roberta Rossi, Cinzia Silvaggi, Donata Lembo, Francesca Tripodi

Il comportamento sessuale in adolescenza

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2005

In questo articolo vengono messe in evidenza le principali caratteristiche della sessualità in adolescenza. Gli Autori analizzano gli aspetti psicoaffettivi dei cambiamenti corporei tipici di questo periodo, la masturbazione e i rapporti sessuali di coppia sia etero che omosessuali.

Roberta Rossi, Tiziana De Ronzis

La peer education

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2005

L’espressione peer education indica una modalità di base secondo la quale un piccolo gruppo di pari opera attivamente per informare e influenzare il resto del gruppo di appartenenza. Tale approccio ha conosciuto negli ultimi decenni una larga diffusione in tutto il mondo occidentale, coinvolgendo svariati ambiti di intervento come il tabagismo, la tossicodipendenza, l’alcolismo, la salute sessuale e la dispersione scolastica. L’educazione tra pari consente di ottenere cambiamenti e di attuare prevenzione attraverso la condivisione delle esperienze e l’utilizzo di un linguaggio comune. Numerose ricerche attuate in ambito preventivo sottolineano la necessità di programmi educativi che favoriscano il confronto, la discussione e la riflessione; attraverso le attività esperienziali e l’apprendimento attivo, proprie della peer education, è possibile promuovere la responsabilizzazione e la personalizzazione delle informazioni acquisite.

Cinzia Silvaggi, Glauco Ferretti, Francesca Ratiglia, Chiara Simonelli

I rischi dell'adolescenza

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2005

Gli Autori affrontano il tema dell’adolescenza ponendo speciale attenzione alla percezione del rischio in questo particolare periodo di vita. Dopo una descrizione delle caratteristiche peculiari di quest’età, incluso il rapporto con la famiglia, con la scuola e con i coetanei viene analizzato il significato che in termini evolutivi il rischio può assumere. Un cenno particolare viene posto alle variabili che influenzano il comportamento a rischio nei giovani.

Luana De Angelis, Cinzia Silvaggi

Diritti e doveri dei sieropositivi nella legislazione italiana

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2005

Un gruppo sociale non può ipotizzare la convivenza dei suoi membri né la sua stessa sopravvivenza senza l’ausilio di un ordinamento giuridico che lo disciplini al fine di preservane la coesione interna. La comparsa e la diffusione dell’AIDS sono da sempre connesse ad una serie molteplice ed articolata di implicazioni culturali, etiche ed emotive, fortemente ancorate al pregiudizio e alla paura del contagio. La conseguenza socio-psicologica che ne deriva è un’intensa emarginazione e una potente discriminazione dei soggetti sieropositivi. Sul piano dell’ordinamento giuridico-governativo, si avverte, quindi, l’improrogabile necessità di una politica di anti-discriminazione. Il presente lavoro offre un’attenta disamina delle disposizioni di legge che garantiscono i diritti dei sieropositivi e ne definiscono i doveri.

Cinzia Silvaggi, Francesca Tripodi, Roberta Rossi, Valentina Cosmi

Sessualità, adolescenza e percezione del rischio

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2005

Viene analizzato il rapporto dell’adolescente con il rischio insito nella sessualità, ossia quello delle malattie a trasmissione sessuale e delle gravidanze indesiderate. Dall’analisi degli studi sulla sessualità in adolescenza è emerso come nella maggioranza dei casi i ragazzi iniziano ad avere rapporti sessuali prima di aver completato la maturità psicosessuale, pertanto, gli Autori sottolineano l’im¬portanza di effettuare interventi di promozione della salute sessuale già dalle scuole elementari e/o medie inferiori, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una sessualità consapevole.

Chiara Simonelli, Adele Fabrizi, Roberta Rossi, Veronica Vizzari

Storia della sessuologia in Italia

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2005

Gli Autori esaminano i punti salienti della nascita e dell’evoluzione della sessuologia in Italia. Particolare rilievo verrà dato agli aspetti legislativi della stessa ed alle inchieste sul comportamento sessuale.

Editoriale

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 2 / 2005

Mario Amendola

Recensioni

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 3 / 2005

Bruno Leuzzi

Lettera al direttore

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 3 / 2005

Recensioni

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2005

Anna Cornelio, Margherita Napoli, Adele Fabrizi

Le malattie a trasmissione sessuale

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2005

Le Malattie Sessualmente Trasmesse (MST) rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie infettive in continua espansione; ad oggi costituiscono una delle classi di malattie infettive più frequenti nel mondo ed hanno subito, nel tempo, profondi mutamenti nella loro natura e diffusione a causa di alcuni fattori: la disponibilità di test più accurati per la diagnosi di tali infezioni, l’emergere di nuove abitudini sessuali, la promiscuità, la tossicodipendenza e, non ultima, la maggiore possibilità di incontri sessuali tra individui di popolazioni diverse, che consente una più rapida diffusione di malattie prima confinate in determinate etnie o aree geografiche. Nel presente articolo vengono prese in esame, una per una, le diverse malattie sessualmente trasmesse (Sifilide, Gonorrea, Chlamydia, Candida, Herpes Genitalis, Human Papilloma Virus, Epatite C, il virus HIV e la sindrome AIDS) e per ognuna vengono descritte le cause, le modalità di trasmissione, i sintomi, l’evoluzione, la diagnosi e il trattamento, l’epidemiologia, sia nell’uomo che nella donna. Per quanto riguarda l’AIDS, un paragrafo a parte è stato dedicato ai Servizi e alle figure professionali preposti alla presa in carico del malato. In considerazione del fatto che le MST possiedono una notevole attività oncogenetica, hanno un lungo periodo di infettività e una lunga latenza clinica, possiedono un alto rischio di ricadute a distanza e infine non esistono, come nel caso dell’infezione da HIV, trattamenti capaci di determinare una risoluzione completa della malattia, uno dei principali aspetti della prevenzione di tali malattie consiste pertanto nell’identificazione di quei particolari comportamenti considerati a rischio di trasmissione e che, quindi, giocano un ruolo fondamentale nel mantenere lo stato epidemico nella popolazione.

Chiara Simonelli, Francesca Tripodi

Educazione sessuale: modello e metodi dell'Istituto di Sessuologia

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2005

In questo articolo le Autrici focalizzano l’attenzione sui vari problemi che si pongono quando si voglia affrontare la questione dell’educazione sessuale, per presentare quelle che, nella esperienza dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, sono state le riflessioni e le soluzioni operative. Il modello di intervento dell’Istituto viene declinato attraverso la trattazione delle variabili che entrano in gioco nell’implementazione dei progetti educativi: teorie e figure di riferimento, destinatari, obiettivi, contenuti, metodologie, formazione degli operatori. Vengono inoltre offerte indicazioni per i diversi ordini di scuole (elementare, media inferiore, media superiore).

Francesca Tripodi,Luca Pierleoni, Chiara Simonelli

I modelli di educazione sessuale in Italia

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2005

Continua a mancare una legge specifica che regoli l’educazione sessuale ma in molte scuole italiane si svolgono programmi di educazione alla salute, educazione socio-affettiva e sessuale, affidati a insegnanti, psicologi, pedagogisti, medici. Dall’analisi svolta in questo lavoro emerge che la prassi educativa in tema di sessualità è piuttosto variegata, supportata da modelli più rigorosi, integrati o valorizzanti. Vengono qui riassunti i metodi relativi all’educazione sessuale con alto profilo scientifico, proposti dai maggiori gruppi di riferimento italiani. Sebbene le cornici di riferimento teoriche non siano le medesime, i diversi professionisti sembrano concordare nel ritenere che l’educazione sessuale sia un processo che avviene all’interno di una dimensione interpersonale dove educatore ed educando sono entrambi responsabili del legame che creano. L’educazione sessuale è quindi primariamente relazione.

Adele Fabrizi, Gaetano Gambino

Origine e sviluppi dell'educazione sessuale in italia

RIVISTA DI SESSUOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2005

La storia dell’educazione sessuale in Italia ha origini relativamente antiche ed è stata da sempre caratterizzata da accesi dibattiti che si sono protratti fino ai nostri giorni. Già alla fine dell’Ottocento, Mantegazza svolse un’im¬por¬tante opera divulgativa sulla sessualità, sebbene le sue concezioni fossero profondamente inficiate dalle credenze e i pregiudizi dell’epoca. Dai primi del Novecento ad oggi, la diatriba ideologica sull’opportunità di introdurre dei corsi di educazione sessuale nelle scuole non ha prodotto risultati concreti. Attualmente, qualsiasi intervento in tal senso è frutto dell’iniziativa privata di presidi e insegnanti volenterosi che si affidano alla professionalità di organizzazioni sia pubbliche che private.