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Alessandro Ferrucci

Editoriale

QT Quaderni di Tecnostruttura

Fascicolo: 19-20 / 2005

Riviste

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 21 / 2005

Recensioni

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 21 / 2005

Raffaella Catapano, Maria Chiara Meroni, Emilia Costa, Daniela Alliani, Camillo Loriedo

Binge eating Disorder e relazioni familiari: uno studio con il Faces III

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 21 / 2005

Binge eating Disorder e relazioni familiari: uno studio con il Faces II (di Raffaella Catapano, Daniela Alliani, Maria Chiara Meroni, Canillo Loriedo, Emilia Costa) - ABSTRACT: A partire dalla dimensione relazionale, si arriva all’impostazione di un intervento integrato che tenga presente la natura multifattoriale della patologia psichiatrica, in particolare quella schizofrenica, e la multilateralità degli attori coinvolti nell’intervento. Si evidenziano le possibili cornici integrative tra la dimensione sistemico relazionale e il mondo biologico, la visione psicopatologica e la psicologia individuale, quindi si ritrovano le caratteristiche minime che deve avere un servizio pubblico per poter effettuare un intervento integrato nelle patologie gravi, e si sottolinea come troppo spesso si è trascurato l’assetto curativo che potenzialmente ha la famiglia.

Sergio Lupoi

Le premesse teoriche per un intervento integrato nella psicosi

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 21 / 2005

In questo lavoro si mostra come le organizzazioni mentali dell’attaccamento sono influenzate non solo dalla figura di attaccamento principale ma dall’intera rete di relazioni familiari in cui il piccolo è inserito, fin dai suoi primi mesi di vita. Questa evidenza, tuttavia, non porta a postulare la possibilità di attaccamenti multipli. Le dinamiche familiari, piuttosto, innescano meccanismi di trasformazione che danno conto del dato che madri insicure nei loro modelli operativi interni, riescono ad utilizzare modalità di accudimento solo parzialmente distorte, se riescono ad usufruire di persone della propria famiglia, e in particolare di un partner, che sappia porsi come base sicura nei loro confronti. A queste condizioni la loro capacità di esplorare le proprie relazioni con il figlio ne esce promossa e le loro modalità di accudimento trasformate. Questo modello contrasta quello della causalità lineare che sottende la teoria di Bowlby e può essere etichettato modello dei meccanismi di trasformazione. Vengono discusse le implicazioni per una terapia familiare.

Grazia Attili

Le dinamiche dell'attacamento all'interno della famiglia: fattori di rischio e fattori protettivi

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 21 / 2005

La resilienza rappresenta la capacità di cui alcuni individui sono particolarmente dotati e che permette loro di superare adeguatamente circostanze avverse ed eventi catastrofici. La resilienza è composta da una serie di fattori protettivi molti dei quali hanno direttamente o indirettamente a che fare con la struttura familiare e con le sue relazioni. Gli autori che hanno studiato lo sviluppo della resilienza attribuiscono particolare importanza alla cosiddetta close and caring relationship, una relazione particolarmente solida e affidabile che consente di affrontare senza subirne effetti devastanti le maggiori difficoltà che si presentano nell’arco del ciclo vitale. Il concetto di resilienza e le sue implicazioni consentono di identificare un nuovo e promettente stadio della psicoterapia della famiglia che può essere definita psicoterapia sistemica basata sulle risorse.

A cura della Redazione

Notizie

SETTING

Fascicolo: 19 / 2005