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Danilo Zolo

L'uso della forza per ragioni umanitarie. Aspetti giuridici, politici e filosofici

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

L’autore si occupa di aspetti distinti del recente fenomeno dell’uso della forza internazionale motivato dall’impellente esigenza di tutelare i diritti dell’uomo. Nel primo paragrafo tratta i presupposti storico-politici del fenomeno, riferendosi in particolare alla strategia del new world order, elaborata dagli Stati Uniti nei primi anni novanta del Novecento. Nel secondo paragrafo affronta gli aspetti giuridici dell’uso della forza internazionale per ragioni umanitarie, esaminando sia il caso in cui tale uso sia stato autorizzato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sia il caso in cui non sia stato autorizzato. Nel terzo paragrafo si occupa del rapporto fra la prospettiva universalistica implicita nell’‘interventismo umanitario’ e l’attuale ordinamento internazionale, che ha come presupposto la sovranità degli Stati nazionali e il principio della non-ingerenza nella loro domestic jurisdiction.

Laura Boella

Bioetica e biopolitica. Che cosa resta dell'etica?

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

Chi oggi si interroghi sull’etica ha di fronte due possibilità. Innanzitutto un aggiornamento dell’agenda morale dell’uomo e della donna contemporanei: problemi nuovi, sconosciuti alle generazioni passate o da quelle ignorati, e problemi vecchi, che hanno assunto nuove forme. L’orizzonte dell’esperienza umana necessita insomma di un lavoro di ridescrizione, che molti hanno scambiato per una ridefinizione dei compiti e dei caratteri della morale, invece assolutamente distinto da questo. Rivolgere la propria attenzione a un nuovo fenomeno non è già averlo spiegato e compreso. La seconda possibilità è infatti quella di tentare una nuova forma di comprensione (quindi di svolgere una nuova riflessione morale) dei fenomeni morali che ci si presentano oggi. Bioetica e biopolitica, mettendo al centro la vita come fenomeno biologico-naturale e oggetto di intervento e manipolazione da parte delle biotecnologie, rappresentano per molti aspetti una risposta molto avanzata. Resterebbe tuttavia ben poco dell’etica se l’intero ambito della vita morale venisse ridotto a fronteggiare il problema della vita.

Serge Latouche

Etica ed economia, Il matrimonio impossibile

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

La mondializzazione tecno-economica trascina con sé quasi automaticamente una crisi morale. Le multinazionali, i ‘nuovi signori del mondo’, non si trovano ancora di fronte né una società civile mondiale, né significativi contropoteri. Il potere finanziario dà alle lobbies delle world companies i mezzi per comprare e mettere al proprio servizio gli Stati, i partiti, le Chiese, i sindacati, le Ong, i mass media, gli eserciti, le mafie. Così, la mondializzazione pone in termini nuovi la questione dell’etica nel capitalismo e l’antichissima questione dell’etica in economia. L’economia è morale? A quali condizioni può diventarlo? Abbiamo bisogno di economie e mercati mediati dal sociale o dal politico.

Stefano Zamagni

La svolta antropologica in economia. Il ritorno della relazionalità

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

La nota si propone di portare ragioni che parlino a favore dell’approccio relazionale entro la teoria economica. Dopo aver indicato le ragioni per le quali il discorso economico dell’ultimo secolo si sia letteralmente dimenticato dello studio delle relazioni interpersonali, il saggio si sofferma sulle ragioni di fondo che spiegano perché oggi si avverte, da più parti, l’esigenza di rimettere al centro della riflessione economica la categoria della relazionalità. In conclusione, si fa riferimento alla prospettiva di studio dell’economia civile come via pervia per favorire l’ingresso della relazionalità in economia.

Michele Cangiani

La libertà difficile di Karl Polanyi

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

Lo stato attuale e i possibili sviluppi delle istituzioni democratiche sono oggetto di riflessioni teoriche, oltre che, prima di tutto, un problema per la nostra società. Una prospettiva storica può essere utile al riguardo; come scrisse Karl Polanyi, la storia del XX secolo è stata caratterizzata dallo scontro ideologico «sulle istituzioni e sui metodi della democrazia». In Polanyi si trova un’originale approccio ai problemi della democrazia e della libertà, sia dal punto di vista dell’approfondimento teorico sia da quello del loro inserimento in un’interpretazione complessiva della storia contemporanea. Riferimenti agli ambienti intellettuali e alle tendenze politiche che hanno influenzato Polanyi possono giovare alla comprensione del suo pensiero.

Gregor Fitzi

Differenziazione e conflitto delle sfere di valore. Weber e le sfide etiche del tardo capitalismo

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

Il paradigma della differenziazione caratteristico delle moderne scienze sociali presuppone una separazione rigorosa fra le sfere dell’economia, della politica e dell’etica. Georg Simmel spiega la modernità come un incremento parallelo di libertà e complessità dovuto alla differenziazione delle cerchie sociali. Niklas Luhmann teorizza addirittura una completa impermeabilità» fra i sistemi sociali. L’autointerpretazione delle società realmente esistenti contamina invece continuamente fra loro il discorso politico, economico e sociale. I recenti scandali finanziari da Enron a Parmalat indicano poi la necessità di un dibattito circa i limiti e l’interazione delle sfere di valore. La sua precondizione risiede tuttavia in una discussione critica del classico paradigma della differenziazione. L’articolo sviluppa tale intento a partire dall’Etica protestante di Max Weber.

Simone Furlani

Libertà economica e controllo politico: lo Stato commerciale chiuso di Fichte

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

Lo Stato commerciale chiuso di J. G. Fichte fornisce un punto di vi¬sta sul rapporto tra eco¬nomia e politica, agire interessato e agire etico, che consente di porre alcune distinzioni critiche all’interno della discussione attuale sulla ‘globalizzazione’. A partire dall’analisi della struttura stessa del sapere, emerge una nozione di libertà che vieta di intendere il problema nei termini di opposizione tra garanzia e controllo, libertà e limitazione. È proprio una tale idea che struttura gli ordinamenti politico-economici e giuridici e indica le possibilità di ottenere l’equità economico-sociale e la pace internazionale.

Sergio Cremaschi

Adam Smith antiutilitarista

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

Sostengo che Adam Smith, lungi dall’essere un utilitarista come è stato definito da Alain Caillé, fu invece un filosofo semi-scettico che propose un’etica normativa pluralista che aveva per principi la prudenza, la giustizia e la benevolenza, e, lungi dall’essere il fondatore della scienza che avrebbe teorizzato un sistema autoprodotto dall’interazione fra gli interessi egoistici, fu invece un critico drastico delle pratiche prevalenti nella società commerciale a lui contemporanea in nome dei criteri normativi della libertà, giustizia, eguaglianza. In una parola, lungi dall’essere il padre putativo del capitalismo, Adam Smith fu il padre di una sinistra liberale e il bisnonno degli attuali critici della mondializzazione.

Silvia Campese

Forme di vita e forme economiche in Aristotele

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 24 / 2005

La riflessione sulla forma di vita, che consente il conseguimento della felicità, costituisce il nodo focale della filosofia pratica di Aristotele. Tale riflessione presenta notevoli implicazioni politiche, in quanto la vita migliore, in particolare nella Politica, è quella del cittadino, che partecipa attivamente all’amministrazione della comunità. Il saggio prende in esame le forme economiche, delineate nel I libro della Politica. La fenomenologia delle diverse professioni, connesse all’acquisizione e allo scambio dei beni, è basata sulla distinzione tra attività secondo natura o contro natura. La condanna del commercio, quale attività contro natura, mette in luce il carattere ideologico dell’analisi aristotelica, volta a legittimare la figura del cittadino-proprietario terriero.

Silvia Borelli

Riforma del mercato del lavoro e diritto europeo: normativa antidiscriminatoria e sugli aiuti di Stato

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 106 / 2005

Nel saggio, l’autrice disegna una fascia di legittimità, delimitata sul lato inferiore dalla linea dei divieti di discriminazione e sul lato superiore dalla linea degli aiuti di stato. La fascia di legittimità delimitata è impiegata per valutare la compatibilità della recente riforma del mercato del lavoro con il diritto comunitario. In particolare, si dimostra come il d.lgs. 276/03 presenti aspetti di illegittimità, sia per la violazione sostanziale delle regole comunitarie, sia per l’utilizzo improprio di strumenti del diritto comunitario per perseguire finalità (promozione dell’occupazione) che lo stesso vieta di perseguire mediante i suddetti mezzi. La duplice prospettiva (normativa antidiscriminatoria e aiuti di Stato) è necessaria per una corretta valutazione dei contenuti della recente riforma del mercato del lavoro in cui gli incentivi all’occupazione, e dunque le regole che dovrebbero indurre le imprese ad assumere nuova manodopera, determinano la contrazione dei diritti dei lavoratori.

Marco Novella, Maria Luisa Vallauri

Il nuovo art. 2112 c.c. e i vincoli del diritto europeo

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 106 / 2005

Gli Autori propongono una riflessione critica sulla conformità rispetto al diritto comunitario dell’attuale formulazione dell’art. 2112 c.c., nelle parti in cui disciplina i titoli giuridici del trasferimento e definisce il ramo d’azienda. L’indagine, condotta alla luce del significato ascritto dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee alle direttive in materia (oggi consolidate nella direttiva 2001/23), segnala come la nuove disposizioni lascino ampio spazio a cedente e cessionario nella definizione del ramo d’azienda ex art. 2112 c.c. Qualora ne risultasse compromesso il carattere inderogabile della disciplina protettiva, forti dubbi sorgerebbero circa il corretto adempimento degli obblighi di trasposizione della direttiva comunitaria nel nostro ordinamento.