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Sergio Erba

Editoriale

RUOLO TERAPEUTICO (IL)

Fascicolo: 99 / 2005

Gaspare Polizzi

Spettacolo senza spettatore. Dalla pietade illuminata al Dialogo di un folletto e di uno gnomo

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2005

Il saggio segue la metamorfosi dell’immagine edificante dello spettacolo della natura, metafora della pietade illuminata nell’opera dell’Abate Pluche e segno di un relativismo umanistico e prospettico negli Entretiens sur la pluralité des mondes del Fontanelle, fino a circoscrivere lo scenario del Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo, che dà luogo a un originalissimo ribaltamento dell’immagine dello spettacolo. Le forme di tale torsione insieme poetica e di pensiero, che coinvolge l’orizzonte del sapere naturalistico leopardiano nella rappresentazione desolata e straniante di una cruda verità cosmica, attestata dalla scienza e dalla filosofia naturale, sono descritte con l’adesione a puntuali riferimenti testuali, nella trama di letture giovanili richiamate da Leopardi nella produzione matura.

Saverio Di Liso

Alcune trattazioni tardo-medievali sull'univocità e l'analogia dell'ente

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2005

Alcune trattazioni tardo-medievali sull’univocità e l’analogia dell’ente (di Saverio Di Liso) - ABSTRACT: La ricognizione delle teorie medievali dell’analogia e dell’univocità consente di rilevare l’ineludibile valenza logico-linguistica che le caratterizza fin dagli esordi. Le teorie dell’analogia riguardano innanzitutto una teorizzazione dei rapporti di denominazione, specialmente del termine ‘ens’ e degli altri nomi divini. Solo quando la discussione filosofica, a partire dal XIV secolo, si arricchisce della distinzione tra concetto formale e concetto oggettivo, esse subiscono una revisione e una sistematizzazione nel senso di una prospettiva più marcatamente teologico-ontologica. Il confronto serrato delle tesi tomiste con le posizioni univociste ed equivociste sollecita progressivamente una puntualizzazione della nozione e delle divisioni dell’analogia, fino alla ‘contaminazione’ scotistica più o meno esplicita che si ravvisa in alcuni tomisti del Tardo Rinascimento spagnolo e che ormai prelude all’età cartesiana.