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Il rapporto di Nietzsche con Platone è più complesso di quanto larga parte della letteratura secondaria sia solita riconoscere. Aurora, opera poco considerata da questo punto di vista, offre numerosi motivi di interesse. Nietzsche vi ripropone una caratterizzazione plurale, sovrabbondante della personalità platonica la cui fondamentale dimensione politica viene ripensata in prossimità ai temi della libertà del filosofo (il Platone che rigetta la tradizione) e della potenza. Non meno interessanti la discussione nietzschiana della passione della conoscenza in rapporto a Platone e la sua utilizzazione della sensibilità e delle prospettive della filosofia greca (e di Platone) in chiave di critica alla eticità dei costumi cristiano-moderna.
In questo saggio l'Autore studia l'influenza che i pensatori scozzesi, da Hume a Smith, da Dugald Stewart a Reid, hanno esercitato sulla riflessione di Maine de Biran (1766-1824), figura chiave nella transizione dal sensismo condillachiano e dal fisiologismo idéologique verso l'eclettismo e lo spiritualismo francesi del Secondo Ottocento. Tale influenza, ben più corposa di quanto non sia finora parso agli studiosi del filosofo di Bergerac, agisce su Biran in specie sulle prime fasi del suo pensiero attraverso la mediazione, qui ampiamente ricostruita, dei divulgatori in lingua francese delle opere degli illuministi scozzesi.
Scepticisme et solipsisme au XVIIIe siècle :la prégnance des débats cartésiens au siècle des Lumières (di Sébastien Charles) - ABSTRACT: Cet article s’attache à montrer la persistance au XVIIIe siècle d’un problème né en en sol cartésien - le solipsisme afin d’atténuer la distinction trop abrupte que l’on fait habituellement entre le rationalisme classique et l’empirisme des Lumières, notamment au plan épistémologique. Après avoir montré l’importance du débat au XVIIIe siècle et répertorié les arguments pro et contra la position solipsiste, l’article se conclut par un plaidoyer en faveur d’une relecture de la philosophie des Lumières, et propose de relier le pessimisme épistémologique qui caractérise les grandes théories philosophiques de la fin du XVIIIe siècle à la prégnance du cartésianisme sur un siècle qui croyait pourtant s’être débarrassé de l’esprit de système du siècle précédent.