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Marco Goldoni

Il racial profiling come misura antiterrorismo

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 5 / 2006

1. Introduzione / 2. Definizione del Racial Profiling / 3. Il precedente: l’internamento durante la Seconda Guerra Mondiale / 4. La razzializzazione della religione / 5. Misure anti-terrorismo e razza / 6. Razionalità ed efficacia del racial profiling / 7. Conclusioni.

Paolo Prat

L'autorizzazione ai coniugi a vivere separati: Una abitudine superflua?

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 5 / 2006

L’art. 146, secondo comma, del codice civile, come modificato con la riforma del 1975, dispone che «la proposizione della domanda di separazione, o di annullamento, o di scioglimento, o di cessazione degli effetti civili del matrimonio costituisce giusta causa di allontanamento dalla residenza familiare». Perché dunque, nei giudizi di separazione, i giudici hanno continuato, all’esito dell’inutile esperimento del tentativo di conciliazione, ad «autorizzare i coniugi a vivere separati» (e gli avvocati a sollecitare, preoccupati, i presidenti che se ne erano, per caso, dimenticati)?

Luciana Breggia

Prassi e norme tra cultura e diritto

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 5 / 2006

Occorre un’etica del buon governo del processo fondata sulla partecipazione consapevole di tutti i soggetti coinvolti in vista di un obiettivo comune a tutte le parti: il raggiungimento progressivo di una soluzione condivisa o comunque di una verità accettabile, in quanto perseguita attraverso un metodo partecipato, efficace e giustificato di esercizio del diritto di difesa.

Roberto Braccialini

Questione informatica e Consiglio superiore della magistratura

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 5 / 2006

La nota riflette il punto di vista di uno dei collaudatori del programma per la redazione dei decreti ingiuntivi telematici e della consolle del magistrato su sei mesi di sperimentazione. Non impegna, ovviamente, i tempi e le strategie delle competenti direzioni ministeriali, né le attività dei laboratori in cui si sta sperimentando il processo civile telematico, né quelle del RTI che lo gestisce. Vuole essere, piuttosto, un monito al Consiglio superiore della magistratura perché l’organo di governo autonomo dedichi maggiore attenzione all’introduzione delle nuove tecnologie nell’ordinario lavoro dei magistrati.

Non sempre le ottime intenzioni producono ottime leggi. A volte l’eccesso di zelo porta a risolvere un problema, e ad aprirne degli altri. Il bilancio non è sempre positivo. C’è un’altra ricaduta, cui non si presta di solito attenzione, quando vengono emanate leggi non sufficientemente meditate. Si lasciano spazi troppo ampi alla discrezione del giudice, salvo poi muovergli critiche aspre quando quegli spazi riempie con decisioni che non vengono condivise. Senza dire che una legge troppo elastica è spesso una cattiva consigliera perché induce il giudice a scegliere la via più comoda, quella che lo impegna di meno.