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Paolo Maria Mancarella

Il piccolo maestro e i giovani

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 164 / 2019

L’ultimo messaggio di Mario Mirri ai giovani passa attraverso un libro dove intreccia le sue memorie personali con l’analisi rigorosa del periodo storico. L’impegno partigiano raccontato senza retorica, la delusione per la politica e la scelta della docenza che ne ha fatto uno dei riferimenti del nostro ateneo. In ultimo un accorato invito, rivolto a coloro che oggi hanno la sua età di allora: scegliete "la prospettiva di un mondo migliore (..) di sempre maggiore giustizia in un contesto di libertà".

Questo articolo ricostruisce la vicenda biografica di Tommaso Fiore, intellettuale ed esponente del Partito d’azione e del Partito socialista italiano, nell’arco cronologico compreso tra la fine della Seconda guerra mondiale e gli anni settanta. Attraverso l’analisi della produzione saggistica di Fiore, così come di svariato materiale archivistico, in particolare l’epistolare Fiore conservato presso la Biblioteca Nazionale di Bari, questo saggio cerca di porre rimedio all’evidente vuoto storiografico su Fiore nel corso del secondo dopoguerra. Vi sono inoltre altre due motivazioni alla base del presente lavoro: da un lato, esaminare le difficoltà incontrate dagli intellettuali nel riuscire ad influenzare le scelte politiche e programmatiche compiute dai partiti di massa nel corso della Guerra fredda; dall’altro, riflettere sulla stessa prospettiva perseguita dal Psi dinanzi alla "questione meridionale".

Attraverso l’utilizzo di fonti principalmente giudiziarie, il saggio si sofferma sul conflitto civile che si verificò nel passaggio dai Borbone ai Savoia in una provincia del Mezzogiorno continentale - Terra d’Otranto (attuali province di Brindisi, Lecce e Taranto) - tra le fasi finali del regno di Francesco II e il 1865, ultimo anno di applicazione della legge Pica. Questo conflitto è analizzato sulla base non solo delle ragioni politico- ideologico tra rivoluzionari e controrivoluzionari, ma anche delle motivazioni sociali ed economiche sottese ai diversi contrasti. Si individuano tre diversi momenti particolarmente violenti e utili per leggere il cambio di regime nell’area in questione: gli scontri in seguito al varo dell’Atto sovrano del 25 giugno e i moti per la rivendicazione delle terre demaniali; una serie di manifestazioni a carattere reazionario; i contrasti scoppiati a favore di Garibaldi sotto l’influenza di un’opposizione democratica critica verso la politica rattazziana e l’intesa con Napoleone III. Ne emerge un quadro complesso e articolato, in cui i fenomeni assumono portata e caratteri a volte anche molto diversi a seconda dei contesti territoriali, e con un ruolo particolarmente rilevante rivestito dalla Guardia nazionale. Parole chiave: conflitto civile; questione demaniale; Guardia Nazionale; brigantaggio; movimento democratico; Storia del Mezzogiorno risorgimentale.

Nell’ambito della storiografia sul voto in età pre-moderna, l’articolo esamina la composizione dei consigli municipali della Lombardia preunitaria all’interno del progressivo passaggio da voto corporativistico a voto individuale. A partire dal settecento lo stato aveva cercato di scardinare il monopolio dei ceti dirigenti locali sulle assemblee, ma con risultati incerti. Sotto Napoleone, l’introduzione delle duple permise allo stato di controllare le nomine ma garantì il coinvolgimento delle élite locali. Il sistema elettorale introdotto nel 1815 sanzionò questo compromesso. Attraverso l’utilizzo del concetto di cooptazione l’autore definisce i livelli di accessibilità dei consigli comunali di sei capoluoghi di provincia, e l’incidenza dell’intervento governativo. Inserendo il caso di studio all’interno dell’evoluzione dei sistemi elettorali locali, l’autore sostiene che i ceti dirigenti lombardi riuscirono a mantenere il controllo delle assemblee, rallentando l’affermazione del voto individuale.

Daniela Ciccolella

Murat, la pace, il commercio (1813-1815)

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 164 / 2019

L’articolo ripercorre gli ultimi 18 mesi di regno di Gioacchino Murat - dall’abrogazione del blocco continentale in novembre 1813, all’alleanza con gli anglo-austriaci in gennaio 1814, fino alla rovinosa campagna d’Italia della primavera del 1815 -, dimostrando che le scelte compiute nel periodo non sono riducibili ad avventati e opportunistici tentativi di Murat di "conservare il trono" malgrado il crollo dell’impero napoleonico. L’abbandono del sistema continentale e la successiva adesione al "système de l’Angleterre" sono opzioni complesse, di matrice ad un tempo politica ed economica, radicate nella crisi economico-finanziaria del Regno di Napoli, nell’esigenza di pace, nella ricerca di una collocazione internazionale (europea e mediterranea) che favorisse la stabilità e il progresso economico del Regno. La nuova politica murattiana si manifesta, in particolare, nella promozione del commercio estero, cifra dell’azione governativa da Lipsia a Tolentino: il liberismo commerciale è la politica economica del Regno, ma è anche un mezzo di propaganda politica, un veicolo di pace, uno strumento di costruzione di alleanze internazionali, segnatamente con l’Inghilterra. Ed è anche, plausibilmente, espressione dell’orientamento intellettuale di Murat.

Gabriele Turi

Terror and terrorism

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 107 / 2019

Francesco Benigno pulls apart the stereotypical image of the terrorist, identified in public opinion as an Islamic fundamentalist inspired by religious motives. Instead, he reconstructs the historical development of political violence beginning with the events of 1793-94, when "revolutionary terrorism" was born, a strategy which sought to mobilise the community sympathetic to its ideas and use terrorism as a means of combatting a stronger enemy. After the various attacks in the 19th century, inspired by nationalist ideas or anarchist propaganda, the 20th century was characterised by widespread forms of terror which did not distinguish between political/military targets and civilians. Benigno’s analysis, based on a rich variety of sources, tends to privilege events and provides an almost encyclopaedic account of them, and so occasionally runs the risk of lumping together different phenomena. It is a stimulating, and at the same time contradictory work, maybe as a result of its excessive ambitions.

Gianpasquale Santomassimo*

50 anni di ’68

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 107 / 2019

Claudio Mammini

Recensioni

IPNOSI

Fascicolo: 1 / 2019

Matteo Paganelli

La realizzazione di un concetto: incontro con il dott. Jeffrey Zeig

IPNOSI

Fascicolo: 1 / 2019

Abbiamo realizzato questa intervista con il dottor Jeffrey Zeig, parlando di lui, della sua esperienza professionale, del suo lavoro con il Dr. Erickson, della Fonda-zione Erickson, degli aspetti passati, presenti e futuri dell’ipnosi, della psicoterapia e in particolare dell’approccio ericksoniano. Abbiamo cercato di conoscere meglio questa figura di primo piano nel campo dell’ipnosi. Abbiamo parlato del nuovo progetto del dott. Zeig e della sua prossima partecipazione al congresso SIPSIC di Bologna.

Antonio Piro, Luca Bidogia

La forma dell’acqua

IPNOSI

Fascicolo: 1 / 2019

Una fiaba utopica, politica, melmosamente romantica. Nell’America anni ’50 un’inserviente muta s’innamora di un essere anfibio tenuto prigioniero dal governo statunitense in piena guerra fredda. Nel tentativo di attuare il piano per liberarlo, la storia s’immerge nella profondità dell’umano attraverso le iridescenze che lo com-pongono. Ne esce un travolgente invito all’amore.

Anna Guerrera

Metafore! Il postino di Neruda

IPNOSI

Fascicolo: 1 / 2019

Un romanzo poetico che tramite un uso costante delle metafore ci fa percepire l’intensità di un’amicizia che nasce, di un amore che esplode, di una natura che incanta, di un linguaggio che trasforma ciò che è fuori e dentro di noi. Questo è il Postino di Neruda!