RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

Ettore Felisatti, Anna Serbati, Pietro Tonegato, Mariacristina Calogero, Gilberto Ferraro, Roberta Focchiatti, Laura Grigolato, Enrica Polato

Peer-review per il tirocinio: un’esperienza con studenti di scienze della formazione primaria verso un modello integrato

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo presenta la strutturazione delle attività di peer-review (Grion, Serbati, Tino, & Nicol, 2017) progettate per il tirocinio del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Padova a partire dall’attuale a.a. 2018-2019. Le recenti ricerche sui processi di peer-review evidenziano come tale approccio possa stimolare lo studente nell’assumere un ruolo attivo ri-spetto alla propria formazione, riflettendo sugli elaborati, rinforzando conoscenze e abilità, confrontandosi con i pari a diversi livelli, svilup-pando capacità valutative e auto-valutative (Nicol, 2013, 2014, 2018). Nella formazione iniziale alla professionalità docente, sempre più si sot-tolinea l’importanza della scrittura - progettuale, documentale, riflessiva - come dispositivo rispetto all’opportunità formativa di ricomporre il significato dell’esperienza nella realtà scolastica. La sperimentazione di attività di peer-review, condotta con alcuni gruppi di tirocinio del 4° e 5° anno lo scorso a.a. 2017-2018, ha confermato le ipotesi circa la validità del dispositivo in relazione agli obiettivi e alle dinamiche formative del tirocinio indiretto. Sono stati quindi precisati i caratteri fondamentali per la realizzazione di attività di peer-review per il tirocinio, declinandone finalità, struttura e applicazione nelle diverse annualità di tirocinio. La procedura individuata per gli studenti del tirocinio del 4° anno del Corso di laurea prevede la stesura di un elaborato, la generazione di revi-ew degli elaborati dei pari e di un elaborato exemplar preparato da un tutor, la scrittura degli inner feedback, la realizzazione della riflessione conclusiva, in vista della definitiva redazione del testo.

Claudio Pignalberi

Ripensare i servizi educativi nella prospettiva della sostenibilità: tre proposte di lavoro per coltivare ambienti capacitanti

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2019

A partire dal documento dell’Agenda 2030, il contributo intende proporre un percorso di lettura rispetto alla possibile applicabilità di alcune azioni del quarto goal (istruzione di qualità) al fine di promuovere un’educazione sostenibile nei servizi educativi. Propone, in modo parti-colare, tre piste di lavoro basate sul valore dell’agency, della capacitazio-ne e della generatività per la coltivazione di ambienti educativi che inve-stano nelle pratiche sociali e sappiano meglio orientare nel discente la di-rezione(auto) degli apprendimenti.

Luisa Pandolfi

Percorsi di valutazione ed innovazione nelle comunità per minori: esiti e sviluppi di una ricerca empirica

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo affronta il tema dell’innovazione delle pratiche educative e dell’apprendimento permanente all’interno di una particolare tipologia di servizi educativi: le comunità per minori. La chiave di lettura utilizzata è quella della valutazione, intesa come dispositivo per riflettere sull’azione, con l’opportunità di regolarla in itinere, al fine di promuovere logiche di miglioramento della qualità, mediante il coinvolgimento dei professionisti educativi all’interno di approcci di ricerca partecipativa. La sfida propo-sta è quella di integrare il sapere esperienziale dei pratici con la funzione critica della ricerca, di tipo trasformativo, che persegue l’obiettivo di pro-durre un cambiamento migliorativo delle pratiche educative e delle politi-che sociali, attraverso l’evidenza dei fatti e l’efficacia degli interventi. In tale cornice teorica si inserisce il percorso di ricerca realizzato nella re-gione Sardegna, partendo dalla costruzione partecipata di un modello di auto-valutazione della qualità educativa delle comunità per minori alla sua prima validazione sul campo, tracciandone i principali esiti e svilup-pi.

Giuseppa Cappuccio, Giuseppa Compagno

Innovazione didattica con il Situated Learning e il Work-Based Learning: una indagine esplorativa sull’Alternanza Scuola Lavoro

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2019

Le metodologie didattiche a sfondo situazionale costituiscono una pro-spettiva innovativa della prassi didattica, specie se applicate nel contesto formativo allargato della scuola e dell’extra-scuola, come avviene nel ca-so del percorso dell’Alternanza Scuola Lavoro. Frutto della legge italiana 107 del 13/07/2015, essa ha avviato nuovi modi di collaborazione tra scuola e mondo professionale con un coinvolgimento in rete che ri-situa gli apprendimenti, disciplinari e trasversali, in un’ottica di acquisizione autentica sul campo. A partire da tali premesse, è stata condotta la presen-te indagine esplorativa basata sull’analisi delle interviste semi-strutturate somministrate a 63 docenti referenti dell’Alternanza Scuola Lavoro delle province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Trapani. Le interviste, re-gistrate e trascritte, sono state analizzate attraverso il software di codifica ATLAS.TI

Daniela Robasto

L’agire formativo nella formazione continua. Uno studio esplorativo sui fondi interprofessionali

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2019

I fondi paritetici interprofessionali rappresentano una grande opportunità per il lavoratore adulto che voglia aumentare la propria professionalità. Tuttavia, la situazione italiana presenta ancora un notevole divario rispetto ad altri paesi OCSE, nonostante nell’ultimo decennio la partecipazione degli adulti a processi di formazione sia aumentata del 133% (confronto OCSE 2007-2016). Gli adulti italiani non solo si sono svelati "Low-performers" nelle aree di competenza linguistiche e matematiche (PIAAC 2012; PIAAC, 2015), ma sembrano essere anche coloro che meno si formano una volta entrati nel mondo del lavoro. Il presente studio esplorativo, dopo aver messo a fuoco il profilo "tipo" del destinatario della formazione continua in Italia, prende in esame, i recenti riferimenti normativi relativi alla formazione e certificazione delle competenze dei contesti informali e non formali e le linee guida di alcuni dei principali fondi interprofessionali, interrogandosi su quanto la progettazione e valutazione per competenze, vengano effettivamente recepite dagli avvisi di finanziamento della formazione continua e quali processi didattici e docimologici siano ora considerati meritevoli di premialità.

Alessandra la Marca, Valeria Di Martino

Valutare la capacità di riassumere all’Università

EXCELLENCE AND INNOVATION IN LEARNING AND TEACHING

Fascicolo: 1 / 2019

La rielaborazione sintetica dei testi è riconosciuta come uno dei processi principali ai fini della comprensione della lettura, tuttavia nella letteratura scientifica italiana non sono diffusi strumenti atti a valutare l’esercizio di questa competenza, né a supportare il suo sviluppo e il suo miglioramento negli studenti universitari. Per poter ipotizzare un modello didattico in cui sia possibile, per ogni studente universitario, controllare la propria capacità di riassumere e più in generale lo sviluppo di abilità di comprensione e di sintesi è necessario utilizzare strumenti di autovalutazione che permettano l’individuazione precoce delle difficoltà linguistico-comunicative. L’articolo riporta i risultati di una ricerca sulla capacità di riassumere condotta con 416 studenti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Palermo. L’analisi dei dati lascia intravedere le potenzialità dello strumento utilizzato, da affiancare ad altri strumenti già diffusi sulla comprensione della lettura. Lo studio che presentiamo è esplorativo ed ha lo scopo di fornire eventuali indicazioni operative per la progettazione di un successivo intervento formativo per lo sviluppo dell’abilità di riassumere.

Gennaro Iasevoli

Book reviews

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 2 / 2019

Giacomo Del Chiappa, Antonio Salvatore Loriga

Analysing determinants of travellers’ expenditures for food and beverage services at airports

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 2 / 2019

By applying the Hurdle-Double model to 2,461 passengers at the Olbia-Costa Smeralda Airport (Sardinia, Italy), this study analyses whether sociodemographics, travel-related variables, flight-related variables and pre-intention to buy significantly influence passengers’ expenditures for food and beverages. Our findings reveal that the ‘decision to buy’ is significantly influenced by sociodemographics (i.e. income) and flight-related variables (i.e. waiting time prior to embarking), while expenditure levels are significantly influenced by age, travel-related variables (i.e. type of accommodation) and pre-intention to buy. Managerial implications are discussed and suggestions for further research are given.

Multi-billion-dollar revenues and thousands of people involved, qualify extreme sports as a growing marketing phenomenon. This study addresses the determinants of consumer-athletes intention to revisit extreme sport events. We propose a model investigating the role sensation-seeking tendency, event satisfaction, and event image fit in determining revisit intention of active participants, basing on sensationseeking theory. The model is empirically tested with the SPSS PROCESS macro on 240 active participants in extreme sport events. The findings suggest that sensationseeking leads to revisit intention only through satisfaction, especially when event image fit is strong.

The paper investigates the effect that the country image of an ethnic restaurant plays on consumers attitudes and intention to patronize it. Using a multi-cue approach, the study verifies the effect that the image of Italy as a country, of its cuisine and of the perceived quality of Italian restaurants exerts on consumers intention to patronize them, mediated by attitude and controlling for some demographic variables. Although the richness of the country of origin literature, studies on services are limited in comparison with the ones focused on tangible products.The survey was administered to a sample of Spanish customers of Italian restaurants located in Spain and applying SEM. Results support all the postulated hypotheses. Scientific and managerial implications are derived.

Ernesto Cardamone, Gaetano "Nino" Miceli, Maria Antonietta Raimondo

All are (not) equal for the crowd: Social groups moderate the effects of human density on willingness to stay and vice-virtue choices

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 2 / 2019

This research aims to understand the role of social groups in the relationships between human density and willingness to stay in the store and vice vs. virtue choices. We suggest that scholars and managers must consider not only how many customers compose the crowd (i.e., human density), but also how they relate with the other customers in the crowd (i.e., social groups). Results of an experimental study demonstrate that higher human density increases willingness to stay when ingroup and aspirational group members compose the crowd. Moreover, higher human density leads to choose more vice and virtue products in presence of dissociative and aspirational groups members, respectively. Our research shows that social factors play an important role in the analysis of human density on consumer reactions.

Eleonora Di Maria, Marco Bettiol, Valentina De Marchi, Roberto Grandinetti

Developing relationships early: How new ventures fill their capability gap

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 2 / 2019

In light of the resource-base view of the firm, liability of newness appears as a capability gap. Several studies claim that collaborating with others is an effective strategy for bridging this gap. However, none of them demonstrates that, against a capability gap declared by the new venture at its birth and filled at the end of the start-up phase, this result was achieved by resorting to relations with external actors.The paper aims at answering this research question analyzing both the case of a marketing and technological capability gaps. The empirical section presents the results based on an original dataset on about 400 Italian new ventures. Results show that collaboration with external partners is the only determinant in reducing both capability gaps, whereas the profile of the new venture as well as its size, its location and the founders’ education are not relevant. New ventures use external relationships to develop both technological and marketing capabilities.

Arianna Di Vittorio, Lucrezia Maria De Cosmo, Nicolaia Iaffaldano, Luigi Piper

Identity processes in marketing: Relationship between image and personality of tourist destination, destination self congruity and behavioral responses

MERCATI & COMPETITIVITÀ

Fascicolo: 2 / 2019

There are few works in literature that study the relationship between tourist destination image and tourist destination personality. The present study starting from the relationship between image and personality tries to analyze how this relationship can strengthen the identification of tourists with the destination itself and consequently behavioral responses. The results will highlight a strong impact of image on some personality traits of the destination and how these personality traits have an effect on the the effective, ideal, social and social ideal destination self congruity and on the intentions of return and word of mouth. The work ends with a discussion on the theoretical and managerial implications in terms of destination branding strategies.

Lorenzo Sacconi, Francesco Denozza, Alessandra Stabilini

Democratizzare l’economia, promuovere l’autonomia dei lavoratori e l’uguale cittadinanza nel governo dell’impresa: una proposta.

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2019

Partiamo dalla considerazione che il modello di governo di impresa incentrato sul primato del "valore per gli azionisti" è responsabile dell’esplosione delle disuguaglianze inaccettabili nell’ultimo trentennio. Ciò suggerisce di considerare la corporate governance come una questione di giustizia sociale, prima ancora che di efficienza, e quindi di assumere la prospettiva della pre-distribuzione - cioè la distribuzione delle dotazioni di diritti, capacità e poteri che i vari stakeholder non finanziari dell’impresa, e in primo luogo i lavoratori, possono utilizzare per influire sul processo di creazione e distribuzione iniziale della ricchezza e del reddito. In concreto formuliamo la proposta dei Consigli del Lavoro e di Cittadinanza (CLC) nell’impresa, che innova rispetto alle analoghe esperienze europee, in quanto intende unificare nella partecipazione al governo di impresa tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro e includendovi anche i lavoratori situati nella catena di fornitura o nella rete di cui l’impresa sia nodo principale, nonché gli stakeholder esterni, quali i consumatori o le comunità locali su cui ricadono le esternalità ambientali dell’impresa. Il CLC avrebbe diritti/poteri legali di consultazione sulle materie strategiche e di co-decisione nelle materie di interesse diretto dei lavoratori, consentendo di intervenire in "tempo utile" sulla formazione degli orientamenti dell’impresa e quindi risultando complementare alle funzioni di contrattazione decentrata del sindacato.

Giorgio De Michelis

La rivoluzione digitale per la creazione di lavoro e di valore

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2019

In questo testo, io sostengo che la questione se le tecnologie digitali faranno o meno scomparire una grande parte delle posizioni di lavoro attualmente disponibili, non va affrontata come se fosse una questione sociale, che costringe i difensori del lavoro ad arroccarsi contro l’innovazione, ma analizzando come lavoro e tecnologie stiano mutando profondamente i contesti delle relazioni sociali e dei processi di produzione di erogazione dei servizi, che possono creare nuove opportunità di creare valore e lavoro di qualità. In questo cornice, ripercorro quello che sappiamo della rivoluzione digitale e del suo impatto sulla società, per dedurne che il problema non è difendersi dall’innovazione ma progettarla per aumentare la qualità e il valore di prodotti e servizi, operando congiuntamente su tecnologie, organizzazione e lavoro (progettazione congiunta). Dopo la conclusione, un ulteriore capitoletto ricorda che l’industria Italiana con il suo ‘Italian Way of Doing Industry’ è in una posizione di punta nel praticare la progettazione congiunta e nello sviluppare un nuovo modo di produzione che ci porti oltre il taylor-fordismo.

Luca Verzelloni

I percorsi di innovazione dei sistemi giudiziari del sud Europa

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2019

Negli ultimi vent’anni, i sistemi giudiziari del sud Europa sono stati oggetto di svariate riforme, in alcuni casi imposte dalla Troika, in altri adottate in risposta alle influenze esercitate da Consiglio dell’Unione Europea, Direzione generale per la competizione della Commissione, Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e network giudiziari europei, promossi da Consiglio d’Europa e Unione Europea. Tuttavia, a valle di questa lunga stagione di interventi, la giustizia nell’Europa meridionale risulta ancora, nel complesso, al di sotto degli standard europei. Se però cambiamo la scala di riferimento e ci avviciniamo idealmente agli uffici giudiziari sul territorio, possiamo osservare fenomeni sorprendenti. A dispetto dell’opinione diffusa, infatti, molti tribunali del sud Europa sono delle "arene di innovazione", dove negli ultimi anni sono stati sviluppati molteplici interventi, volti a risolvere problemi interni di funzionamento, migliorare le condizioni di lavoro degli operatori e accrescere la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Paradossalmente, tutto ciò fa sì che i sistemi giudiziari dell’Europa meridionale, da un lato, fatichino ad attuare le riforme promosse a livello centrale e, dall’altro, incontrino grandi difficoltà nel diffondere le innovazioni, che rimangono di sovente una sorta di "patrimonio locale". L’articolo intende creare un "ponte immaginario" fra sociologia, scienza politica e diritto, per analizzare i percorsi di innovazione giudiziaria in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Il saggio presenterà i primi risultati di una ricerca empirica quinquennale, mai condotta in precedenza, che ha impiegato quattro principali tecniche qualitative: interviste semi-strutturate, analisi documentale, osservazione partecipante e shadowing, coinvolgendo magistrati, capi ufficio, dirigenti amministrativi, funzionari, avvocati, vertici dei ministeri, membri dei consigli superiori e delle scuole della magistratura dei quattro paesi. L’articolo persegue due obiettivi di carattere generale: dimostrare che, anche in contesti fortemente regolamentati e apparentemente rigidi - come, appunto, i tribunali - vi siano degli spazi, più o meno ampi, per l’innovazione e fornire ai policy makers delle indicazioni per la governance di questi particolari sistemi organizzativi, che tengano conto delle loro caratteristiche distintive. Il saggio ambisce a promuovere la nascita di un dibattito allargato sugli effetti perversi e paradossali del continuo ricorso all’innovazione, non soltanto in ambito giudiziario, ma in tutti i settori della pubblica amministrazione.

Fabrizio Montanari, Damiano Razzoli

Creatività e senso del luogo: uno studio sulle dinamiche identitarie in un cluster creativo

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2019

Come l’identità organizzativa, anche l’identità di un territorio può essere intesa come l’insieme dei tratti centrali, unici e distintivi che lo contraddistinguono in modo duraturo. Sebbene le dinamiche identitarie di un territorio possano svolgere un ruolo importante per il funzionamento delle diverse forme di agglomerazione territoriale di attori e attività economiche (distretti, cluster, reti, ecc.), ad oggi non sono state ancora approfondite le modalità con cui tali dinamiche possono impattare sulle attività creative che hanno luogo all’interno di una clusterizzazione di tipo creativo. Questo articolo, dunque, si propone di colmare questo gap focalizzandosi, in particolare, su come le percezioni da parte dei membri di un cluster creativo di quelle che sono le caratteristiche centrali, uniche e distintive del territorio di riferimento possono influenzare le loro attività creative. Dal punto di vista empirico, lo studio presenta un’indagine condotta con metodologie di tipo qualitativo sul caso di una città di medie dimensioni dell’Italia settentrionale. Nello specifico, sono state condotte 167 interviste semi-strutturate a giovani creativi per valutare come questi sviluppano le immagini interne ed esterne dell’identità del luogo dove operano e quali effetti esse esercitano sul loro lavoro. I risultati evidenziano l’importanza delle immagini percepite del territorio attraverso le dimensioni delle attività e delle relazioni, suggerendo come la definizione delle percezioni dell’identità e del senso di un luogo impattino sul funzionamento di un cluster creativo. L’articolo offre anche alcune possibili linee future di ricerca che, prendendo spunto dai risultati presentati, possono ulteriormente approfondire i diversi effetti generati dall’identità di un territorio e dal senso del luogo che si viene a creare tra le persone che vi operano.