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L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica spesso associata ad una forte compromissione della vita sessuale, prevalentemente caratterizzata dall’espe¬rienza di dolore genito-pelvico durante i rapporti. L’obiettivo del presente studio è di esplorare l’area psico-affettiva e sessuale in un gruppo di donne con endometriosi confrontandole con un gruppo di donne sane. L’ipotesi è che le prime riportino punteggi peggiori in tutte le aree prese in esame (funzione sessuale, alessi-timia, emozioni esperite nella sessualità e sintomatologia psicologica). Lo studio è stato condotto su 76 donne che hanno compilato un questionario socio-anagrafico, la Toronto Alexithymia Scale (TAS), il Female Sexual Function Index (FSFI), il MCGill Pain Questionnaire (MCGILL), il Positive and Negative Affect Schedule (PANAS) ed il Symptom Check-List-90-R (SCL-90-R). Il gruppo con en-dometriosi riporta punteggi clinici nell’area della sessualità (funzionamento sessua-le e dolore), un livello di disagio psichico più elevato (soprattutto nella dimensione della somatizzazione) ed un’affettività più negativa rispetto al gruppo di controllo. Non è emersa alcuna differenza significativa tra i due gruppi rispetto all’alessitimia. I risultati dello studio suggeriscono l’importanza di un approfondi-mento psico-sessuologico durante la fase di diagnosi e trattamento dell’endometriosi secondo il modello biopsicosociale, che ponga la donna al centro di un sistema di comprensione delle variabili in gioco.
La presente ricerca ha esplorato come gli insegnanti valutano il bullismo omofobico a scuola, in termini di: frequenza osservata dei comportamenti omo-fobici; strategie adottate per fronteggiare tale fenomeno e come gli atteggiamenti omofobici possano influenzare l’individuazione del fenomeno e delle strategie per contrastarlo. I partecipanti (142 insegnanti; 61 della primaria, 34 della secondaria di primo grado e 47 della secondaria di secondo grado) hanno completato un que-stionario autosomministrato composto da tre strumenti: il Questionario di indagine sul bullismo omofobico per insegnanti (QBO/I); l’Handling Bullying Questionnai-re (HBQ) e il Modern Homophobia Scale (MHS). In linea con la letteratura gli in-segnanti di tutti e tre i gruppi affermano di assistere in media a episodi di bullismo omofobico verbale e raramente a quello fisico, in misura maggiori nei confronti dei gay piuttosto che delle lesbiche. I docenti della primaria tendono ad utilizzare co-me strategia maggiore quella di punire il bullo, mentre i docenti della secondaria di secondo grado tendono a comunicare e confrontarsi con il perpetratore. Inoltre, avere minor atteggiamenti omofobi è legato ad un maggior uso della strategia di "Lavoro con la vittima" e nel caso del bullismo omofobico fisico anche di "Lavo-ro con il bullo". Non sono emerse correlazioni significative tra l’avere atteggiamen-ti omofobici e la frequenza di osservazione dei comportamenti di bullismo omo-fobico.
Esistono pochissimi studi in letteratura che trattano in modo specifico l’area sessuologica del paziente obeso partendo dalle problematiche medico-endocrino-logiche fino ad arrivare al vissuto psico-relazionale. L’obesità negli uomini è spesso associata a difficoltà sessuali tra cui la Disfunzione Erettile (DE) risulta essere quel-la più diffusa. L’obiettivo del presente studio è quello di esplorare ed approfondire la salute sessuale di uomini obesi che richiedono un trattamento di cura mediante la chirurgia bariatrica. Lo studio è stato condotto su 152 pazienti uomini obesi sot-toposti a valutazione psicodiagnostica per idoneità psicologico-psichia¬trica al per-corso di cura bariatrico, afferiti al Reparto di Chirurgia Generale e Centro d’Eccellenza Italiano ed Europeo di Chirurgia Bariatrica dell’Università "Sapien-za" di Roma ? Polo Pontino (LT). Il protocollo auto-somministrato è stato costitui-to da un questionario sociodemografico con domande self report sugli stili di vita in area sessuale, la Symptom checklist-90 Revised (SCL-90-R), l’International In-dex of Erectile Function (IIEF) e il Sexual Dysfunctional Beliefs Questionnaire (SDBQ). I risultati di questo studio esplorativo evidenziano una sofferenza nell’area della sessualità in cui interagiscono anche fattori cognitivi come le cre-denze stereotipate sul genere e sull’attività sessuale.
La popolazione che pratica BDSM è spesso considerata come prossima all’area psicopatologica e ai comportamenti a rischio. Sebbene diversi studi mo-strino l’assenza di correlazione tra BDSM e disturbi mentali, permane il pregiudizio circa possibili difficoltà sessuali ed emotive in questa popolazione. Scopo di questa ricerca è stato quello di indagare la propensione sessuale (secondo il Dual Control Model), l’alessitimia e l’empatia nei BDSMer. Sono stati utilizzati i test, SES/SIS per il livello di eccitazione/inibizione sessuale, TAS- 20 per l’alessitimia e TEQ per l’empatia. Essendo strumenti validati per la popolazione italiana, i risultati dei sog-getti BDSMer sono stati comparati con quelli della popolazione di validazione dei test. Il numero totale di partecipanti alla ricerca è stato di 356, di cui 149 maschi e 207 femmine di età compresa tra i 18 ed i 70 anni, media 34,53 (DS=±10,26). Se-condo quanto emerso dai risultati, la popolazione BDSM è risultata paragonabile a quella di controllo in termini di propensione all’eccita¬zio¬ne/inibizione sessuale, alessitimia ed empatia. Dall’analisi sulle differenze intragruppo, è emersa una maggiore inibizione sessuale negli uomini sottomessi p<.01. I BDSMer partecipanti alla ricerca non mostrano differenze significative con la popolazione normativa rispetto alla propensione all’eccita¬zio¬ne/inibizione sessuale, alla capacità di rico-noscere ed esprimere le emozioni e all’empatia. La maggiore tendenza all’inibizione sessuale da parte dei soggetti maschi con ruolo di sottomessi, può es-sere spiegata dal fatto che, culturalmente, la sottomissione risulta incompatibile con l’identità sessuale maschile stereotipica.
Nel 1809 all’Académie Royale de Musique va in scena Fernand Cortez ou La conquête de Mexique libretto firmato da Victor-Joseph Etienne de Jouy e Joseph-Alphonse d’Esménard e musicato da Gaspare Spontini. Il soggetto di quest’opéra fu suggerito da Napoleone con un chiaro intento politico. La figura del conquistatore, manipolata con strategica maestria, mirava a propagandare l’eroicità del condottiero corso in procinto di partire per la campagna di Spagna. Sull’onda di una drammaturgia settecentesca che molta attenzione aveva posto sul mito di Hernán Cortés declinandolo in vario modo secondo intenti ideologici assai dissimili, i poeti per musica francesi rivelano nella confezione del testo una progettualità assai ardita garante di un pensiero politico da amplificare e supportare. Dopo undici anni la partitura, nella sua revisione datata 1817, ha il suo debutto italiano sulle tavole del Teatro di San Carlo di Napoli, il palcoscenico borbonico con altrettanto acume prende in consegna l’opera spontiniana affidandola per la traduzione a un consumato librettista di teatro come Giovanni Schmidt e per gli "aggiusti" musicali a Gioachino Rossini.
L’opera Belisario, musicata da Gaetano Donizetti per il Teatro La Fenice di Venezia nel 1836, si basava su un libretto di Salvatore Cammarano ispirato a un illustre precedente di area tedesca, rilanciando su scala internazionale le vicende storiche e romanzesche del generale dell’imperatore Giustiniano. Si trattava di un plot non privo di una sua rilevanza ideologico-politica, che aveva prestigiose ascendenze barocche e settecentesche. Belisario era personaggio attualissimo nella temperie romantica e prerisorgimentale, ma non aveva mai smesso di lanciare il suo denso messaggio di strenua fedeltà al potere, di vittima della tirannide e dell’invidia, di innocente oltraggiato da una fortuna cieca e irriverente verso il valore umano.
Il saggio offre in particolare agli studiosi di storia del Risorgimento un excursus sui testi principali che contribuiscono a fare di Masaniello un eroe italiano. L’investimento mediatico su Masaniello è pari a quello di Francesco Ferruccio e di altri eroi, se non superiore. La sua vicenda viene raccontata da molti autori soprattutto a partire dal III decennio dell’Ottocento fino ad oltre l’Unità d’Italia. La sua storia o meglio la sua biografia viene leggermente modificata rispetto a quella seicentesca. Se vari cronisti a proposito del suo squilibrio negli ultimi giorni avevano avanzato più ipotesi (stanchezza o superbia o avvelenamento per volere del viceré) durante il Risorgimento si propende per questa ipotesi e così si smacchia la figura di Masaniello. Masaniello diventa eroe-simbolo del popolo; esempio per i patrioti futuri organizzatori di rivolte, vittima da vendicare. La sua figura viene ricordata positivamente anche da vari autori del Nord della penisola, negli anni di maggiore fortuna del progetto culturale e politico mazziniano.
L’introduzione del saggio analizza la polisemia della nozione di "mito" e la sua applicazione alla funzione del Medioevo nella costruzione risorgimentale italiana. In tale contesto si colloca il mito di Federico II nell’Ottocento: padre fondatore della lingua nazionale, mecenate, laico anticlericale per Sismondi; modello di "re nazionale" per Cuoco; legislatore riformista per Gregorio; modello di laicità contro teocrazia (Foscolo). Ma anche mito negativo: tiranno cesarista e persecutore della Chiesa per la letteratura reazionaria. È Francesco De Sanctis a chiudere il ciclo della mitografia risorgimentale di Federico, storicizzandone la figura. La storiografia attuale ritiene Federico non il protagonista di "un’occasione mancata" dell’unificazione politica della nostra penisola, ma l’artefice dell’integrazione dell’Italia del suo tempo in un più ampio disegno imperiale.