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L’articolo cerca di riflettere sulla relazione come elemento fondante la realtà sociale - la relazione come scambio o la relazione come dono? La relazione è la di là di queste due forme? Oppure la relazione è una forma pari allo scambio e al dono? Con l’obiettivo di rispondere a queste domande, l’autore analizzerà quattro autori, poco conosciuti nel dibattito italiano, Aldo Haesler, Philippe Chanial, entrambi sociologi, e Alan Fiske e di Nick Haslam, psicologi sociali. Infine, per superare alcuni limiti ontologici ed epistemologici insiti nei loro diversi approcci, questi studiosi verranno confrontati con la sociologia relazionale di Pierpaolo Donati.
Con questo paper si vogliono approfondire le pratiche collaborative in ambiente fisico-digitale che stanno consentendo lo sviluppo di organizzazioni decentralizzate e distribuite glocali, in grado di riunire professionisti di diversa natura e mobilitarli per generare esternalità positive per sé stessi e per l’ambiente di cui fanno parte. Prendendo in esame esempi di human network quali Enspiral, Ouishare e CivicWise, verranno descritte le peculiarità che contraddistinguono queste organizzazioni, i principali processi di creazione di valore, gli strumenti digitali utilizzati, le modalità di lavoro interno e le strutture di governance che, allo stesso tempo, garantiscono l’autopoiesi della rete come sistema e la qualità dei rapporti umani che intercorrono tra le persone che ne fanno parte.
Urban commons offer new opportunities for looking into citizens’ participation and the role of communities in co-creation. Often the focus is on public and private sector organizations, and the role of citizen collectives are underestimated or even neglected. But such communities can play a role in co-creation aimed at developing solutions for contemporary problems. To illustrate the creation of urban commons and the process of commoning, we used a case study of the Indische neighbourhood in Amsterdam East. This study shows how older structures are disembedded and how new embeddedness offers possibilities for co-creation of urban commons such as the self-management of a neighbourhood centre. Moreover, this study shows that even though neoliberal solutions are often seen as the only possibility, there are many alternatives (Tama) available.
Il presente contributo, attraverso la sperimentazione dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) come policy di transizione alla vita adulta, vuole evidenziare la potenzialità di questo dispositivo e alcune criticità del cosiddetto welfare digitale o delle piattaforme. Nella prima parte viene illustrato il contesto di riferimento dove l’Italia mostra forti complessità soprattutto nell’ambito dello sviluppo delle competenze promosse dal sistema educativo, nonostante si riconosca che siano varate importanti riforme. Permane, infatti, un disallineamento tra domanda e offerta di competenze in cui faticano a incontrarsi "buoni lavoratori" con "buone opportunità di lavoro". La seconda parte descrive, invece, le caratteristiche strutturali e culturali dell’ASL. Nella terza parte viene presentato un primo esame per uno studio di caso pilota sul welfare digitale, una declinazione particolare dell’Alternanza Scuola Lavoro. Infine, nella parte finale del contributo, si tenterà di mostrare gli aspetti sfidanti di questa misura in una prospettiva di innovazione di welfare locale.
Il saggio presenta da un punto di vista culturalista e reticolare, I Distretti famiglia istituiti dalla Provincia Autonoma di Trento nel 2009. Intende analizzare, mediante analisi qualitative e di rete, come determinate forme di governance territoriale siano emerse da un programma di policy progettato da un Pa centrale. Le analisi mostrano che la governance tende a prendere due forme: quella della intermediazione - che emerge dove la Pa intermedia tra attori che non hanno forti relazioni reciproche - e quella della mediazione dove gli attori sono più interrelati e la Pa diventa un nodo con un ruolo simile rispetto agli altri nodi .
Il rapporto tra contrattazione sociale territoriale e welfare locale vanta in Italia una lunga storia. Essa racconta di come il sindacato sia riuscito ad accrescere nel tempo la sua capacità di azione in ambito sociale, ampliando i temi di interesse, modificando, almeno in parte, strumenti e obiettivi della rappresentanza nonché i luoghi della propria legittimazione. Questa storia oggi vive una stagione di rinnovamento: la contrattazione sociale si pone come obiettivo prioritario quello di contribuire alla costruzione di risposte ai cosiddetti nuovi rischi e bisogni sociali dei lavoratori e dei cittadini in una prospettiva universalistica. L’articolo esplora le condizioni che incidono sul perseguimento di tale obiettivo e sulle implicazioni che ne derivano per la rete di protezione sociale territoriale. La base empirica è costituita dall’analisi quantitativa degli accordi archiviati nell’Osservatorio sociale della contrattazione territoriale della Cisl, Fnp-Cisl e da un approfondimento qualitativo sul campo
L’articolo propone una riflessione sul contributo del sapere geografico nell’analisi delle interazioni tra boschi e trasformazioni urbane e nello specifico della relativa dimensione socio-ambientale. Nell’ambito del primo World Forum on Urban Forests, tenutosi a Mantova nel novembre 2018 e incentrato sull’importanza dei boschi urbani in relazione all’ambiente ed ai cambiamenti climatici, il dibattito scientifico e stato animato prevalentemente da architetti, urbanisti e scienziati forestali, e contraddistinto da un ruolo marginale della geografia. Proponendo una chiave di lettura che mette in relazione la geografia urbana e l’ecologia politica, e riflettendo sulla natura socio-ambientale e politica della riconfigurazione del bosco dei Prati di Caprara a Bologna, questo contributo evidenza la rilevanza ed il ruolo chiave che il sapere geografico fornisce nell’analisi di questi processi.
Questo contributo nasce da una serie di domande di ricerca che gravitano attorno ad un particolare strumento di significazione, la narrazione letteraria, e al suo rapporto con la costruzione simbolica (ma non solo) dell’ambiente montano italiano. Tramite la prospettiva della geografia letteraria, il contributo intende intrecciarsi ai contemporanei studi di geografia umana dedicati al ritorno alla montagna in termini demografico-produttivi, proponendosi di portare il ragionamento sul piano immateriale dell’attuale ri-significazione delle terre alte. Il ragionamento e accompagnato dall’analisi di tre romanzi pubblicati negli ultimi tre anni, Le otto montagne (Cognetti, 2016), Il giro del miele (Campani, 2017) e Resto qui (Balzano, 2018), tracce della contemporanea tensione editoriale verso la montagna italiana e nuclei di un possibile ragionamento geografico culturale.
L’articolo propone una rilettura, a cinquant’anni dalla sua pubblicazione, del libro L’uomo nel 2000 di Ugo Apollonio. L’analisi del testo e del discorso pubblico che l’ha accompagnato consente di sviluppare una riflessione sui mutamenti dell’immaginario futurologico urbano. La tesi proposta riguarda la sua sostanziale staticità: nonostante la presenza di narrazioni differenti, il pensiero relativo alla città di domani pare convergere intorno a un numero piuttosto limitato di idee, questioni e orizzonti. L’articolo intende quindi stimolare una riflessione circa le possibili relazioni fra geografia e futurologia, contribuendo al dibattito circa la natura e la forma degli immaginari urbani.
L’articolo è frutto di un’indagine in itinere sulle agglomerazioni industriali dell’Ecuador. Nella prima fase della ricerca si è realizzato un confronto tra lo schema teorico del distretto industriale italiano di Giacomo Becattini e il caso del conglomerato di produttori di articoli di cuoio di Cotacachi (Ecuador), con il fine di analizzare se quest’ultimo, tra i più noti a livello nazionale, concorda con la lettura di scuola marshalliana-becattiniana, e conoscerne il contributo allo sviluppo socioeconomico del territorio. La conclusione a cui si giungerà è che il settore manifatturiero di Cotacachi non risponde pienamente al modello teorico di Becattini, se non solo rispetto a uno stato embrionale di sviluppo. La presenza di elementi con esso compatibili, possibili motori di un "effetto distretto" anche in termini di sviluppo socioeconomico, si scontra con la tendenza delle imprese a internalizzare invece che a esternalizzare le proprie transazioni, con l’assenza di ruoli e figure di mercato che facilitano le relazioni interaziendali e l’assenza di un appoggio istituzionale adeguato, che ne limitano inevitabilmente il potenziale di sviluppo. Cotacachi si può quindi definire un "distretto in fieri", caratterizzato da un’"atmosfera industriale" in cui esiste un’"efficienza collettiva" ancora debole.
Le concept d’Anthropocène, la nouvelle ère géologique proposée par P. Crutzen et E. Stoermer (2000), semble être destiné à jouer un rôle de plus en plus important dans le débat scientifique international. Dans ce contexte, la première partie de l’article illustre les fondements et les objectifs de la géoéthique et les liens concevables avec l’ère géologique de l’Anthropocène. En fait, la géoéthique, c’est-à-dire l’analyse de la façon dont les humains pensent et agissent dans le but de suggérer des comportements appropriés là où les activités humaines interagissent avec la géosphère, est dialectiquement liée au concept d’Anthropocène. Dans la deuxième partie de l’article, les nouveaux processus de l’ère Anthropocène sont illustrés par la géoéthique et la sémiotique en utilisant comme "mécanisme de traduction" l’une des notions clés de la sémiotique peircienne: le triangle sémiotique, dans le but d’une réinterprétation et reconsidération de la relation entre l’homme et la nature. Mots clés: Anthropocène, géoéthique, sémiotique
Il contributo offre un’analisi della letteratura che ha influenzato il concetto di area metropolitana e i metodi della sua individuazione spaziale. L’obiettivo e quello di ricostruire il concetto sin dall’origine, per mostrarne i forti legami con un periodo specifico del capitalismo e con un determinato approccio alla pianificazione e allo sviluppo. Successivamente, vengono ricostruiti i mutamenti che hanno riguardato l’economia e le configurazioni territoriali della societa, spiegando la inadeguatezza del concetto originale rispetto al momento attuale e alle piu nuove correnti di interpretazione della citta e dell’urbanizzazione.