RISULTATI RICERCA

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In last years, we developed a theoretical model to deal with the effects of EU Self Sufficiency and Proximity Principle (i. e. the obligation to handle Municipal Waste within the same territorial area of origin) on Waste market performance with respect to percentage of recycled waste, environmental damage, total welfare and openness of the market to technical innovation. The present work operates a kind of review of all the previous results.

Anna Moretto, Marinella Favot, Antonio Massarutto

Incinerators in Italy: An overview in the light of the Circular Economy model

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2019

In the Circular Economy paradigm, waste management is recognised as an important sub-sector of circular economy which allows recovery of resources and environmental impact prevention. In Italy incineration of Municipal Solid Waste (MSW) still counts for 18%. On one hand, knowledge and information on waste flows and technological features of plants (pre-treatment and treatment pants, composting plants, incinerators and landfill) is known. On the other hand, information and studies on economic aspects of such plants are limited. Due to the regulation of the sector, one of the relevant economic indicators of the incinerators are the fees to access to these plants ("gate fees"). This study frames the waste management sector within the Italian legislative structure. Furthermore, it aims at partially close the gap in literature regarding the gate fees of incinerators. Results show that the gate fees are not uniform, and they range between 64 Euro tonne (Napoli in Campania region) to 112 Euro tonne (Padova in Veneto region). This research is also relevant considering the new born regulatory and control authority (ARERA) which includes since January 2018 the waste management sector.

Rui Domingos Ribeiro da Cunha Marques, Hugo Consciência Silvestre

Does Regulation Really Work? A Principal-agent Approach to the Portuguese Waste Services

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2019

In this paper we break new ground by investigating the relationship between organizational characteristics and performance in ‘retail’ waste management in Portugal for the year 2016. We found that total costs and tariff revenues can be explained by the management model. Municipal corporations seem to present the lowest results, while private sector participation scores the highest levels. This has implications for the Portuguese regulatory agency. The ongoing regulatory framework is still not sufficient to safeguard users’ interests such as lower prices. We are focusing on performance results that are influenced by previous contractual agreements. Attached to increasing regulatory power, efforts should be placed at contract negotiation between the parties.

Antonio Massarutto

Italian waste in the circular economy: A agenda for industry regulators in Italy

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2019

The advent of the circular economy paradigm has definitively changed the economic nature of municipal waste management and calling for an innovative approach for its economic regulation. This paper discusses how the general framework of the theory of economic regulation of services of general economic interest can fit the MWM industry. We show that this industry exhibits specificities that require an adaptation of regulatory principles, but nonetheless cross-fertilization from the regulatory practice of other utilities is feasible. However, the recognition made shows that the applied economic research on this sector is still in its infant phase, and substantial improvements are needed in order both to understand its mechanisms from a theoretical viewpoint and to provide empirical evidence. Different from other utilities, physical network assets are less dominant and competition opportunities are larger; however, the main constraint to widespread opening of the market descends from contingent reasons determining de-facto market power, and from the superior value of service reliability and contrast to illegal operation.

A cura della Redazione

Recensioni

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo esamina le forme di assistenza offerte alle donne migranti giunte in stato di gravidanza in Europa, attraverso i viaggi via mare. Nella prima parte dell’articolo l’autore analizza le violenze di genere subite dalle donne durante il percorso migratorio dal continente africano ai territori-frontiera dell’Italia meridionale, quale l’isola di Lampedusa e la città di Palermo, in Sicilia. La seconda parte dell’articolo sottolinea le difficoltà incontrate dalle migranti nell’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, e l’influenza delle condizioni di vita all’interno dei centri di accoglienza sulla salute globale delle donne. L’autore sostiene che le violenze strutturali e le forme di discriminazione a cui le migranti di origine sub-sahariana sono soggette continuano dopo il loro arrivo in Europa. Le violenze istituzionali esercitate attraverso le leggi in materia di salute riproduttiva e lo stesso funzionamento del sistema di accoglienza si accumulano ai traumi fisici e psicologici vissuti durante la migrazione.

L’articolo indaga il fenomeno dell’invecchiamento delle lavoratrici migranti impiegate nel settore dei servizi domestici e di cura, offrendo una particolare angolatura a partire dalla comparazione di due flussi migratori che interessano donne di mezz’età: le peruviane in Spagna e le ucraine in Italia. L’analisi approfondisce il rapporto tra l’invecchiamento e i processi migratori. Il saggio, da un lato, illustra come gli inadeguati schemi pensionistici dei paesi di origine sono alla base delle scelte migratorie delle donne intervistate e, dall’altro lato, mette in luce quali sono le prospettive di pensionamento delle lavoratrici ucraine e peruviane, evidenziando il rischio che corrono di diventare pensionate povere. L’analisi si basa su dati raccolti nell’arco di un lungo periodo di tempo attraverso metodologie qualitative, quali interviste semi-strutturate, conversazioni aperte, osservazioni partecipanti ed etnografie multi-situate.

Ivana Fellini, Raffaele Guetto

Le traiettorie occupazionali degli immigrati nel mercato del lavoro italiano

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2019

Sulla base dell’indagine Istat Condizione e Integrazione Sociale dei Cittadini Stranieri (2011-2012), l’articolo analizza le traiettorie occupazionali degli immigrati in Italia definite dall’ultima occupazione svolta nel paese di origine, la prima occupazione svolta all’arrivo e l’occupazione svolta all’intervista. Fortissimo è il rischio di declassamento con il primo lavoro, legato a poche e specifiche occupazioni, diverse per immigrati e immigrate, indipendentemente dall’area di origine e dalla qualificazione del lavoro svolto prima di emigrare. Molto scarse sono inoltre le opportunità di recupero con i lavori successivi. Le donne sono maggiormente a rischio di declassamento ed hanno minori chance di mobilità ascendente rispetto agli uomini. Le carriere degli immigrati in Italia non mostrano quell’andamento a U descritto dall’ipotesi dell’assimilazione, risultando simili a quelle rilevate in Spagna dove, al declassamento, segue l’intrappolamento nel mercato del lavoro secondario.

Andrea Pogliano, Irene Ponzo

Asilo e crisi urbane: dinamiche di narrative-making tra media e policy network locali

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo approfondisce due crisi urbane scoppiate nel 2013: il moltiplicarsi dei migranti in transito alla Stazione Centrale di Milano e l'occupazione abusiva di quattro stabili dell’ex-Moi a Torino. Attraverso l’analisi congiunta delle dinamiche mediatiche e di policy, gli autori mostrano il ruolo centrale che le istituzioni locali possono ricoprire nella produzione delle narrazioni sui migranti, incluse quelle dei media. Tuttavia, affinché ciò avvenga, sono necessarie alcune condizioni: gli attori appartenenti ai policy network locali devono sviluppare frame condivisi e comunicarli ai media, instaurando con questi ultimi relazioni dense. D’altro canto, anche le dinamiche proprie del giornalismo locale contano: la presenza di cronisti esperti di migrazioni e stabilmente impegnati sul caso, così come la collaborazione tra giornalisti all’interno della stessa testata e tra testate differenti, l’esistenza cioè di una sorta di media community locale, contribuiscono allo sviluppo di narrazioni mediatiche coerenti nel tempo e all’affermarsi di frame umanitari invece che securitari.

Donatella Greco

Migranti, religione ed economie locali: un’introduzione

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2019

L’autrice intende analizzare le implicazioni teoriche che intercorrono tra il fenomeno migratorio (con particolare riferimento alla presenza dei migranti nei territori "fragili"), il ruolo della religione nei processi d’insediamento e lo sviluppo di reti e pratiche economiche nell’accezione d’interesse del paradigma dei nested market. Come si relazionano questi tre elementi? Quali similitudini comuni linee interpretative legano gli apparati teorici di questi tre aspetti? Quali possono essere le occasioni di studio e approfondimento che possono nascere dall’analisi congiunta di questi tre concetti? Attraverso una breve analisi della letteratura di riferimento l’autrice intende evidenziare punti di contatto tra questi tre macro-temi, concentrandosi sull’impatto che queste convergenze possono avere sia nello sviluppo territoriale delle aree fragili sia nella più generale analisi dei processi e dei meccanismi d’integrazione dei migranti sul territorio nazionale e locale.

Alessandra Corrado, Mariafrancesca D’Agostino

Migranti, mercati nidificati e sostenibilità in territori fragili: i casi di Riace e Camini (Calabria)

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2019

La promozione di progetti di accoglienza di migranti forzati in territori rurali, fragili e marginali, ha contribuito allo sviluppo di dinamiche sociali e forme economiche inedite, che configurano "mercati incorporati", caratterizzati da valori di solidarietà, obiettivi di sviluppo territoriale e ripopolamento, pratiche di cooperazione, reti articolate a livello locale e translocale e supporto pubblico. La sostenibilità territoriale collegata a questi percorsi rappresenta una questione aperta. L’articolo, dopo aver analizzato il ruolo delle politiche orientate alla territorializzazione e decentramento del sistema di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo in Italia, esamina due esperienze legate allo Sprar in Calabria: Riace e Camini. Seguono le conclusioni, in cui si valuta la sostenibilità dei progetti "incorporati", anche alla luce dei cambiamenti legislativi che segnalano una nuova fase delle politiche di inclusione e accoglienza dei migranti.

Il paper descrive un caso studio analiticamente iscrivibile nel frame dei nested market: una cooperativa per l’avvio all’imprenditorialità agricola di rifugiati e richiedenti asilo situata nel sud Piemonte. L’area è caratterizzata dalla produzione di Moscato, un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Docg) ed è stata recentemente insignita a Patrimonio Unesco, ma presenta elementi di criticità dal punto di vista dell’integrazione economica e della coesione sociale. La cooperativa studiata intende valorizzare le risorse locali innescando modalità di produzione e circuiti di vendita alte rnativi, rispettosi della remunerazione del lavoro in tutte le fasi della filiera e dell’ambiente. La progettazione e la messa in pratica del progetto, gli attori coinvolti, i finanziamenti ricevuti e gli strumenti utilizzati sono presentati nell’articolo, mettendone in luce elementi di originalità e eventuali criticità anche al fine di discutere la loro scalabilità.

Andrea Membretti, Giulia Cutello

Migrazioni internazionali ed economie incorporate nelle aree montane

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2019

Sulla base dell’analisi e della comparazione di tre buone prassi d’accoglienza, collocate in contesti montani diversi (Cadore, Valcamonica, Prealpi Biellesi), gli autori sostengono che le peculiari caratteristiche delle terre alte del nostro Paese - date alcune condizioni di contesto e strutturali - possono agevolare l’integrazione socio-lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati, innescando non solo la resilienza delle comunità locali interessate ma anche la nascita di specifiche forme di mercato come i nested market. Tale modello di analisi socioeconomica è capace di descrivere sia la complessità dei termini dello scambio di risorse in particolari contesti, come quello delle Alpi e degli Appennini, sia di cogliere l’essenza ibrida delle organizzazioni e delle attività di sviluppo locale innescate nelle aree fragili dalla presenza dei nuovi "montanari per forza".

Nella letteratura sulla costruzione dei nested market (NM), i temi del lavoro e del ruolo dei lavoratori salariati appare poco studiato. Questo articolo vuole contribuire al dibat- tito focalizzandosi sulle aree di agricoltura intensiva del Sud Italia nelle quali la questione dello sfruttamento del lavoro migrante è particolarmente importante. Attraverso la lente teo- rica dei NM sono analizzate due esperienze di agricoltura alternativa che coinvolgono contadini, lavoratori migranti e autoctoni e attivisti e per le quali la costruzione del NM è centrale per la sperimentazione di nuove forme di organizzazione del lavoro agricolo che possano of- frire una alternativa allo sfruttamento del lavoro migrante. L’articolo si occupa di due que- stioni principali. In primo luogo, si evidenzia come i lavoratori salariati migranti e nativi siano tra i costruttori di questi NM. In secondo luogo, si descrive in quale misura queste esperienze abbiano stimolato processi di sviluppo rurale endogeno. Il materiale empirico che è alla base dell’analisi è stato raccolto dai tre autori durante la loro attiva partecipazione nei progetti qui considerati.

Alessandra Corrado, Giorgio Osti

Introduzione. Migrazioni e nested market in aree rurali fragili

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2019

I processi di rispazializzazione e riterritorializzazione delle migrazioni hanno progressivamente coinvolto le aree rurali determinando dinamiche di cambiamento significative che coinvolgono anche i residenti, le istituzioni e l’economia locale. Il concetto di nested market è applicato per inquadrare la riconfigurazione delle forme di organizzazione economico- produttiva in rapporto a questi processi in contesti che presentano elementi di fragilità nel contesto nazionale italiano. Vengono dunque considerati nuovi progetti di imprenditorialità e di cooperazione socio-economica, che valorizzano le risorse locali e coinvolgono rifugiati e lavoratori migranti. I mercati nidificati, diversi per la specificità del contesto, i soggetti coinvolti, i modelli organizzativi e le forme di governance, possono contribuire a percorsi di sviluppo territoriale.

A cura della Redazione

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 124 / 2019

Timothy Tambassi

Rassegne

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 124 / 2019

Obiettivo di queste pagine e mostrare parte della questione ontologica che emergedal dibattito sulle Smart City. Partiremo analizzando le Smart City Ontology (SCO),mostrandone i principali obiettivi e alcuni esempi paradigmatici. Quindi, sottolineeremoalcune problematicita che emergono da tali ontologie e abbozzeremo una possibilestrategia per la progettazione di una SCO capace di integrare dati provenientida applicazioni smart diverse, sviluppate sia in contesti locali che globali

Francesco De Pascale, Loredana Antronico, Roberto Coscarelli

La percezione del rischio idrogeologico in Calabria: il caso studio della Costa degli Dei

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 124 / 2019

Con questo lavoro si vogliono analizzare i meccanismi di percezione del rischioidrogeologico in un tratto di costa del Tirreno meridionale (Costa degli Dei), situatoin provincia di Vibo Valentia; nel triennio 2009-2011, questo tratto ha subitogli effetti di numerose colate di detrito e alluvionamenti innescati da eventi piovosianche di non elevata intensita. Un questionario strutturato e stato somministratoa 300 cittadini dei Comuni di Tropea, Parghelia e Zambrone.