RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105741 titoli

Maddalena Cialdella, Paola de Cesare

Lo stalking: aspetti sociali e psicologici di un fenomeno in aumento

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo proposto esplora il contesto psicosociale e la definizione del fenomeno dello stalking, su cui viene posta sempre maggiore attenzione e rilevanza nel panorama culturale attuale. Vengono, successivamente, analizzati i principali contributi teorici che delineano questo complesso fenomeno relazionale, evidenziando le caratteristiche della condotta persecutoria e il dramma vissuto dalla vittima. Si riassumono le tipologie del persecutore, la condotta violenta e il suo tradursi in una "caccia ossessiva di una preda", le vulnerabilità della vittima e i danni psicologici conseguenti al reato. Attraverso un’esemplificazione clinica, ci si propone, infine, di illustrare alcune strategie efficaci per il trattamento di questo fenomeno.

Silvia Rondinelli

Lo stalking nel trattamento psicoterapeutico gestalt-analitico

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2019

L’obbiettivo dell’autore attraverso questo articolo è cercare di comprendere il fenomeno dello stalking e le dinamiche emotive esperite dalle vittime, al fine di adottare la strategia migliore per poterle aiutare efficacemente a riacquisire un benessere psicofisico. Fra i risultati più significativi emerge che esistono condotte di stalking anche nelle donne ma vi è minore propensione ad atti aggressivi rispetto agli uomini ma una maggiore tenacia nella durata. Verrà trattato un caso di stalking con l’approccio psicoterapeutico gestalt-analitico e verrà messo in risalto come l’esperienza della relazione col terapeuta possa aiutare a rimettere in gioco aspetti di se forzatamente dimenticati.

Erica Pugliese, Angelo Maria Saliani, Francesco Mancini

Un modello cognitivo delle dipendenze affettive patologiche

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2019

Negli ultimi anni le dipendenze affettive come forma di sofferenza psicopatologica hanno raccolto sempre più attenzione, pur non essendo riconosciute fra i sistemi nosografici ufficiali. Il presente articolo ha l’obiettivo di definire il costrutto di dipendenza affettiva, tracciare il profilo del dipendente affettivo tipico in termini di scopi, coping disfunzionali, fattori di mantenimento e introdurre il ruolo del conflitto intrapsichico (esterno, semplice o akrasico) nella spiegazione della sofferenza psicopatologica. Questo lavoro rappresenta il punto di partenza per un progetto più ampio, finalizzato a costruire un protocollo cognitivo-comportamentale per la riduzione della morbilità e degli esiti subiti in termini di disturbi della salute mentale.

Rodolfo De Bernart

Immagine e implicito

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2019

Il canale non verbale nella psicoterapia sistemico relazionale, come verifica e controllo di quanto veicolato dai contenuti verbali, può essere letto e valorizzato attraverso interventi che danno spazio alle immagini quali canali privilegiati di accesso all’individuo, alla coppia, alla famiglia. L’"immagine esterna", infatti, corredata del proprio corrispettivo "interno", o "implicito", riesce a proporre un livello di rappresentabilità a qualcosa che, nella famiglia, si manifesta attraverso vissuti ed agiti, e l’uso dell’immagine riporta in primo piano il nesso tra i registri pre-verbale, verbale e non-verbale, e tra l’intelligenza analitica e quella olistica, che la "Metafora" tradizionalmente coglie. Nella formazione, quindi, e nella partica clinica del terapeuta familiare, appaiono fondamentali strumenti che basano la loro forza interpretativa, e di intervento, sull’utilizzo dell’immagine, quali il genogramma fotografico, la scultura, il disegno congiunto, il collage, l’audiovisivo ed il Test Immagini d’arte, tutti fondati sul principio del "saper guardare" e sulla consapevolezza della necessità di includere se stessi nel campo di osservazione.

Chiara Rogora

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 1 / 2019

A cura della Redazione

Notizie sugli Autori

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

A cura della Redazione

Recensioni

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

Sandro Mainardi

Questioni in merito al licenziamento disciplinare del dipendente e dirigente pubblico

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

Il contributo approfondisce l’evoluzione normativa recente in tema di licenziamento disciplinare nel lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, con riguardo anche al personale dirigenziale. Dopo aver analizzato il complesso assetto delle fonti legali e contrattual-collettive in tema, viene considerato il corposo blocco di norme imperative sostanziali e procedurali che va dall’art. 54 all’art. 55 sexies del d.lgs. 165/2001. Dalla trattazione viene posto in evidenza un qualche eccesso di analiticità della normativa di rango primario, nonché un’accelerazione talora eccessiva dei termini legali del procedimento disciplinare. Vengono inoltre posti in luce alcuni tratti di difformità tra intenti del legislatore e reali effetti della normativa, ad esempio in tema di licenziamento per scarso rendimento. Dal complesso dell’analisi emerge come il principio di proporzionalità resti, anche dopo le recenti riforme, preminente nella regolazione del potere disciplinare del datore pubblico.

Marco Barbieri

Note critiche sul licenziamento disciplinare nel lavoro pubblico dopo l’intervento legislativo del 2017

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

Muovendo dai quesiti formulati da Valerio Speziale nel n. 3/2018 del Giornale, il saggio discute le recenti riforme della disciplina del licenziamento disciplinare nel lavoro pubblico. In particolare, l’A. riflette in maniera critica sui profili sanzionatori e sulle relative questioni processuali.

Sergio Bologna, Sergio Curi

Relazioni industriali e servizi di logistica: uno studio preliminare

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

Nel settore della logistica si è aperta da alcuni anni una stagione di conflittualità sindacale abbastanza "anomala", sia per il protagonismo di sindacati che non appartengono alle tre grandi confederazioni, sia per la partecipazione quasi esclusiva di lavoratori extracomunitari. L’articolo analizza i fattori che possono aver provocato una situazione del genere, getta uno sguardo sulle condizioni di lavoro in luoghi condizionati dalla presenza di false cooperative e dalla diffusa pratica d’intermediazione illecita. In questo quadro il contratto nazionale di lavoro sottoscritto dalle maggiori associazioni datoriali e dai sindacati confederali potrebbe svolgere un ruolo importante, ai fini della regolazione e del contrasto alle pratiche abusive. Tuttavia sul proseguimento del rapporto negoziale tra le parti pesano alcune incognite dovute sia alla frammentazione della rappresentanza che a certe misure adottate dal nuovo governo.

Armando Tursi

Retribuzione, previdenza, welfare: nuove variazioni sul tema

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

Il saggio rivisita il rapporto tra retribuzione e previdenza, col duplice obiettivo di gettare una luce retrospettiva sulla tuttora controversa tematica della natura "corrispettiva" o "fiscale" della retribuzione c.d. "imponibile ai fini previdenziali", e di porre le premesse teoriche per una riforma del c.d. "imponibile contributivo. Tale riforma, se basata su una corretta impostazione del nesso tra la contribuzione previdenziale e la prestazione previdenziale costituzionalmente "adeguata", sarebbe funzionale sia ad una riduzione del c.d. "cuneo contributivo", sia al potenziamento sistemico della previdenza contrattuale.

Paolo Pascucci

Giusta retribuzione e contratti di lavoro, oggi

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

Il saggio mira ad analizzare, con esclusivo riferimento al settore privato, il tema della "giusta retribuzione" così com’è declinata nell’art. 36, c. 1, Cost. in termini di proporzionalità e sufficienza, in una fase, come quella attuale, in cui l’impoverimento di un numero sempre maggiore di lavoratori e l’ampliamento delle diseguaglianze sociali causati dalla profonda crisi economica hanno enfatizzato i noti limiti insiti negli strumenti di attuazione della norma costituzionale: da un lato, la limitata efficacia soggettiva dei contratti collettivi e la loro proliferazione sganciata da ragionevoli criteri di selezione dei loro autori; da un altro lato, il soggettivismo che inevitabilmente caratterizza la pur straordinaria operazione con cui da anni la giurisprudenza ha attualizzato i principi costituzionali. Prendendo le mosse dall’influenza dell’art. 36, c. 1, Cost. sull’autonomia negoziale privata e dal suo rapporto con il principio di corrispettività nel contratto di lavoro, l’indagine tende a focalizzare la rilevanza dei principi costituzionali in relazione alle specificità che emergono nei principali contratti di lavoro flessibile, tentando poi di verificare se la giusta retribuzione possa essere garantita a tutti - specialmente ai lavoratori più fragili e marginali - mediante un eventuale intervento del legislatore.

Lorenzo Bordogna

L’accordo Confindustria-sindacati del 9 marzo 2018 su relazioni industriali e contrattazione collettiva

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

L’articolo analizza l’accordo interconfederale tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil del 9 marzo 2018 su «contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva». Esso segue una serie di altri accordi interconfederali sui medesimi temi, raggiunti nel 2011, 2013 e 2014, e si propone di mettere ordine a tutti i principali aspetti del sistema - rappresentanza, contrattazione, conflitto, partecipazione - aprendo potenzialmente una nuova fase delle relazioni industriali italiane. L’articolo affronta tre questioni. Se l’accordo in esame contenga novità significative rispetto agli accordi precedenti; se sia in grado di dare soluzione a problemi lasciati aperti da quegli accordi, specie in tema di misurazione certificata della rappresentanza di tutti gli attori, associazioni datoriali incluse; se sia in grado di dare un contributo importante al miglioramento della produttività, problema dei problemi dell’economia italiana da oltre un ventennio. La risposta è positiva alla prima questione; positiva, ma con alcune rilevanti qualificazioni alla seconda; alquanto dubitativa alla terza.

Vito Pinto

Rapporti lavorativi e legalità in agricoltura. Analisi e proposte

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 161 / 2019

La tesi sostenuta nel saggio è che il contrasto al lavoro irregolare e allo sfruttamento in agricoltura richiede, più che un nuovo aggravamento dell’apparato sanzionatorio, una politica settoriale che induca le imprese a migliorare la propria produttività e la propria posizione sul mercato attraverso gli investimenti anziché comprimendo illecitamente i costi diretti e indiretti del lavoro. Al fine di delineare alcuni elementi di una siffatta policy, pertanto, l’A. ricostruisce le dinamiche di potere nelle filiere produttive e nei rapporti di produzione procedendo altresì a una valutazione critica degli attuali assetti regolativi nazionali e regionali.