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Silvia Grandi, Alessandro Daraio

Programmazione negoziata regionale: il caso dell’Emilia-Romagna

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2019

Questo articolo traccia le fasi di sviluppo della programmazione negoziata nazionale e di alcuni strumenti originali creati dalla Regione Emilia-Romagna: i programmi speciali d’area (PDA), i programmi di riqualificazione urbana (PRU), gli accordi quadro per la montagna e le Intese per l’integrazione delle politiche territoriali. Il risultato di questa analisi è un quadro caleidoscopico, generalmente positivo e concreto, per quanto la programmazione negoziata sembri vivere una fase di declino a causa di fattori concorrenti, tra cui gli effetti della riforma istituzionale delle autonomie locali, la disponibilità di risorse e la tendenza verso la finanziarizzazione delle politiche di sviluppo territoriale.

Il presente lavoro nasce con un duplice obiettivo. In primo luogo, analizzare il patrimonio documentale prodotto negli anni Cinquanta da Emilio Sereni (1907-1977) e le motivazioni scientifiche che hanno spinto lo studioso a scattare varie fotografie del paesaggio rurale della Val Polcevera (GE). Sulla base degli appunti e della corrispondenza, gli autori hanno approfondito le ipotesi di lavoro da lui formulate riguardo al paesaggio agrario ligure-provenzale del ‘marrelo’. In secondo luogo, una delle foto realizzate da Sereni ha permesso di verificare le potenzialità offerte da un software di monoplotting per la georeferenziazione e la vettorializzazione di fotografie con punto di vista terrestre. Il trattamento vettoriale ha inoltre consentito di incrociare la fonte fotografica con carte e foto aeree, per una prima analisi diacronica qualitativa e quantitativa della presenza e dell’estensione delle aree a ‘marrelo’. dal XIX secolo a oggi.

L’articolo considera le caratteristiche principali e l’evoluzione dei programmi giapponesi di aiuti alla Cina nel periodo 1979-2008. Questi programmi, diversamente da quelli di altri Paesi donatori, hanno per diversi anni seguito una logica essenzialmente economica, volta alla realizzazione di piattaforme di esportazione e alla creazione di un ambiente di investimento attrattivo. I programmi di assistenza hanno svolto una evidente funzione abilitante per gli investimenti diretti esteri giapponesi. Programmi di assistenza e investimenti diretti hanno realizzato esiti win-win, con benefici sia per il sistema produttivo, distributivo e logistico giapponese, sia per la Cina, grazie al loro contributo ai processi di sviluppo e crescita economica. Con l’entrata della Cina nell’Organizza¬zione Mondiale del Commercio nel 2001 natura e logiche sia dei programmi di aiuto sia degli investimenti giapponesi sono cambiati: i programmi si sono riorientati verso le infrastrutture sociali, mentre gli investimenti si sono rivolti in misura crescente all’entrata nel mercato interno cinese. I casi dei porti di Dalian e Shanghai confermano questi ele-menti. Nel decennio Ottanta e Novanta gli aiuti hanno favorito lo sviluppo delle infrastrutture portuali e di trasporto, mentre gli investimenti hanno contribuito ai processi di sviluppo e integrazione regionale, grazie alla realizzazione di piattaforme produttive e orientate all’esportazione. A partire dagli anni Duemila, gli aiuti si sono indirizzati alle infrastrutture sociali (principalmente ambiente e risorse umane), mentre gli investimenti si sono progressivamente orientati al mercato interno. Nel 2008 i programmi di assistenza giapponese sono stati profondamente ridimensionati, come conseguenza della crescita economica della Cina. In ogni caso, aiuti ed investimenti giapponesi hanno svolto un ruolo chiave nel favorire processi di integrazione economica regionale; inoltre, essi hanno mitigato le tensioni politiche e diplomatiche che hanno caratterizzato nei decenni scorsi le relazioni tra i due Governi.

Claudio Minca

Geografia e rivoluzione

RIVISTA GEOGRAFICA ITALIANA

Fascicolo: 1 / 2019

Questo articolo riflette sulla relazione ontologica tra geografia e rivoluzione. Partendo dal famoso libro di Hannah Arendt Sulla Rivoluzione, il presente saggio analizza il nesso tra il gesto di ‘segnare la Terra’ come atto costitutivo di ogni ordine sociale e il concetto stesso di rivoluzione. Richiamando l’opera di Carl Schmitt e il suo pensiero ‘spaziale’ l’articolo insiste sull’importanza di interrogare, a partire dalla geografia, il rapporto tra potere costituente e potere costituito, proprio per comprendere il profondo potenziale rivoluzionario del pensiero geografico e delle pratiche geografiche. Ponendo particolare enfasi sulla figura del rifugiato e sull’irreversibile crisi dello stato nazione, e seguendo in questo le argomentazioni di Giorgio Agamben, l’articolo chiude con una serie di considerazioni sulla necessità di una rivoluzione geografica, cioè di una nuova ontologia spaziale associata a una nuova immaginazione geografica in grado di superare le trappole territoriali che stanno all’origine delle due crisi più drammatiche che interessano oggi tutte le società occidentali: quella dei rifugiati e quella associata al cambiamento climatico

Selena Aureli, Andrea Cardoni, Mara Del Baldo, Rosa Lombardi

Traditional management accounting tools in SMEs’ network. Do they foster partner dialogue and business innovation?

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: Suppl. 1 / 2019

This paper aims to understand whether traditional management accounting tools (e.g. financial statement, reclassification and contribution margin analysis) contribute to foster dialogue and innovation in business networks composed of SMEs (small and medium-sized enterprises). Through the analysis of a case study, the paper focuses on a contractual network operating in the paper&print sector in Italy. Framing the analysis in the Simons’ construct (1990 and 1995), who distinguishes between diagnostic and interactive controls, the paper provides insights on the use of management control in inter-organizational settings, arguing that the traditional accounting tools can play an innovative role in network success. The contribution of the paper is on the ongoing debate on which functions, accounting information and MCSs (management control systems) may play in networks. In particular, findings shed light on the need to adapt the distinction between "diagnostic" and "interactive" in the network setting, given the horizontal and non-hierarchical relationships between the units involved.

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

Paolo Francesco Peloso

Enrico Morselli e Giovanni Antonelli. L’alienista e il "suo" genio

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

In questo contributo viene esaminato, attraverso le parole dell’uno e dell'altro, il rapporto tra Enrico Morselli, uno dei maggiori esponenti della psichiatria positivista italiana e uno dei fondatori di questa rivista, e Giovanni Antonelli, un poeta girovago e anarchico finito più volte in carcere e in manicomio. Si tratta di una relazione per entrambi intensa e importante, ma non scevra certo di elementi di ambivalenza da ambo i lati: l’Antonelli è sì per Morselli un genio da ammirare, ma al contempo un malato da compiangere e da ridimensionare nelle sue aspirazioni e pretese. Morselli è per l'Antonelli - che ne avverte con chiarezza l’atteggiamento ambivalente e per alcuni aspetti strumentale - sì il mecenate che tra i primi ha creduto nelle sue capacità letterarie e pur in modo paternalistico gli vuole bene, ma al contempo l’esponente giovane e ambizioso di una psichiatria oggettivante e saccente determinata comunque a fare anche della sua avventura letteraria e umana un mattone da collocare al posto giusto nei "castelli in aria" che erige a difesa delle sue certezze. Accanto a questo tema, centrale, l’incontro dell’Antonelli con altri psichiatri e manicomi e i suoi giudizi sagaci sulla psichiatria offrono un materiale prezioso non solo per lo storico, ma anche per l’operatore e il paziente dei nostri servizi interessati a una visione critica della psichiatria e all'empowerment del soggetto.

Luigi Alberto Pini, Antonietta Vilella

Placebo effect between evidence and myths: How to distinguish true from fake news

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

One of the main problems in the present age is the enormous amount of information we have access to in every instant involving all types of questions, without having any direct experience on the topic. Therefore, in order to make appropriate choices it is important to discriminate between fake or scientifically proven news. This problem also applies to some of the most used words in medicine: placebo and placebo effect, which are not always fully understood by health professionals. In the past years a modern interpretation of placebo and its effects has become evident. This new interpretation is also important in order to make progress in the study of placebo. This mini-review will address the meaning and the use of the placebo effect in medical practice, and will deal with the biochemical mechanisms underlying the phenomenon mainly in the field of analgesia and pain perception. In fact, the placebo and nocebo effects, even when seen as psychological or ritual aspects of the therapeutic act, may change the biochemistry and the neuronal circuitry of the brain. Moreover, the mechanisms activated by placebos and nocebo have been found to be similar and often the same as those activated by drugs, whereas research has identified many types of responses emerging from different types of placebo. Finally, ethical problems arising from the use of placebo in medicine will be mentioned.

Carlo Curatola, Letizia Angeli

La presa in carico del paziente cronico. Una sfida della medicina generale, una sfida alla medicina generale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

L’invecchiamento della popolazione globale rappresenta la sfida assistenziale del secolo. Una sfida a cui la medicina generale non intende sottrarsi. Una sfida che richiederà un’organizzazione sempre più rivolta alla multidisciplinarità della presa in carico sul territorio ed alla centralità dell’assistito con polipatologia. Una sfida che non potrà prescindere dalla collaborazione con specialisti, infermieri, fisioterapisti e dal cucire sull’assistito con polipatologia l’abito che sia migliore.