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L’approccio di salutogenesi si basa sui fattori che sostengono e/o promuovono la salute e il benessere. Per Antonovsky che ha ideato questo modello come alternativo a quello medico basato sulla patogenesi esso può essere utile in tutti i campi dell’assistenza sanitaria, ma risulta appropriato soprattutto per la Promozione della Salute. Uno dei problemi più dibattuti per questo innovativo paradigma e orientamento delle pratiche è stato quello dei criteri operazionali per la sua applicazione e per la valutazione di efficacia pratica. Tale problema affrontato con buoni risultati nel campo ad esempio della prevenzione in medicina e della promozione dello stato di benessere fisico, ha trovato maggiori ostacoli nel campo della salute mentale laddove l’interesse teorico non si è ancora tradotto nella disponibilità e diffusione di interventi coerenti con i presupposti teorici. Negli anni recenti sono stati elaborati due interventi di salutogenesi molto promettenti sostenuti, come skill professionale da una "azione psicoeducativa", di dimostrata efficacia pratica sia per la promozione della salute mentale sia per il rafforzamento di tutte le abilità utili per migliorare le condizioni di vita delle persone con Disturbo Mentale grave. Nel presente contributo dopo una breve introduzione teorica sull’argomento sono presentati i due interventi e i risultati ottenuti.

Giada Benasi, Jenny Guidi, Chiara Rafanelli, Giovanni A. Fava

New Applications of Well-Being Therapy

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

Well-Being Therapy (WBT) is a short-term psychotherapeutic strategy that emphasizes self-observation of psychological well-being, with the use of a structured diary, cognitive restructuring of interfering thoughts and/or behaviors through cognitive behavioral techniques, and homework assignments (i.e., pursuing optimal experiences). It is based on a multidimensional model of psychological wellbeing that was originally developed by Marie Jahoda and it is aimed at achieving a state of euthymia. An important characteristic is self-observation of psychological well-being associated with specific homework. Such perspective is different from interventions that are labelled as positive but are actually distress oriented. WBT has been validated in a number of randomized controlled trials concerned with relapse prevention in depression and with increasing the level of recovery in affective disorders. An important feature of WBT is the assumption that imbalances in well-being and distress may vary from patient to patient and need specific assessment strategies. The aim of this paper was to provide an updated review of WBT and to illustrate how the clinical insights gained by the use of WBT may unravel innovative approaches in the setting of medical disease. A clinical case that exemplifies its application and potential role in producing lifestyle changes in metabolic syndrome is illustrated. It is argued that lifestyle changes can only be achieved with a personalized approach that targets psychological well-being.

Michael F. Hoyt, Flavio Cannistrà

Single-Session Therapy: A healthful approach to effectively and efficiently solving client problems

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

The paradigm shift from a medical/sickness to a humanistic/health approach was ideated in the work of Milton Erickson and further developed by subsequent theorists. The delivery format of single-session (one-at-a-time) therapy focuses the emphasis on future-oriented, competence-based therapy. Some of the attitudes, mindset, and practical implications of this health-centered movement are discussed and illustrated with two case examples.

Vincenzo Amendolagine

L’educazione al benessere nell’età evolutiva

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

Gli scenari sociali attuali sono profondamente cambiati e questi mutamenti hanno trasformato le singole soggettività. È aumentata l’incertezza, la precarietà, l’attesa negativa del futuro e questo mina il benessere individuale, creando un clima diffuso di instabilità. La rivoluzione digitale, inoltre, ha trasformato la realtà, facendola divenire una caleidoscopica e istantanea successione di eventi di difficile elaborazione cognitiva. In questi contesti effimeri e instabili, la psicologia positiva aiuta gli individui a ritrovare il proprio benessere, attraverso una costruzione cognitiva di esso. In altri termini, nell’ambiente contemporaneo nel quale ci sono sempre meno certezze, costruire mentalmente dei punti fermi, attraverso una visione positiva di se stessi, degli altri e della realtà, costituisce la base ideale sulla quale edificare il proprio benessere. Affinché questo possa accadere, i bambini fin dalle prime fasi della loro vita devono essere educati a coltivare il benessere e a sviluppare la resilienza, intesa come capacità di elaborare e superare gli eventi critici. In questo agire educativo i contesti scolastici e familiari hanno un ruolo determinante. Nello specifico, la scuola deve educare le nuove generazioni a sviluppare quelle peculiarità che consentono ad ognuno di stare bene con se stesso, con gli altri e nell’ambiente in cui vive.

Laura Orsolini, Domenico De Berardis, Cesario Bellantuono

The ‘hidden’ and ‘forgotten’ psychiatry: The Perinatal Psychiatry

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

In the last decade, there has been a growing amount of evidencebased publications in the field of "perinatal psychiatry", some focusing on the risk of an untreated psychiatric disorder for the mother and fetus or infant, others on the efficacy and safety of the available therapeutic treatments, including the psychopharmacology. Psychopathological conditions are the most common morbidities affecting women during pregnancy and postnatal period. Nowadays, it has been well documented that they may determine detrimental effects on the mother, the gestation and the fetus/infant. So far, no RCT are allowed, for ethical purposes, in the perinatal period, so that only a few well-designed prospective investigations and a few observational studies investigated the safety of psychotropic drugs during pregnancy and breastfeeding. Therefore, the ‘conventional’ clinical recommendation has been, in many cases, to discontinue them, especially during pregnancy, due to the risk of birth defects and neonatal adverse reactions. However, in the last decade, more evidence-based data, including original cohort studies, systematic reviews and meta-analyses, established that several psychotropic drugs can be considered relatively safe in early and late pregnancy as well as during breastfeeding and that not using them for psychiatric illness can be at greater risk for both mother and infant. An individualized and shared risk/benefit analysis is needed when judging use for a drug treatment in the perinatal period as evidence for the risks of such drugs is largely based on observational studies. An evidence-based updated short-review of general principles and recommendations to help clinicians in the use of psychotropic medications during the perinatal period are provided, according to the best recent international guidelines, overviews of the literature and expert opinions in the field of perinatal psychiatry and psychopharmacology.

Matteo Guidotti

Il concetto di salute nella storia del pensiero medico occidentale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

Tanto nella cultura ebraica antica, quanto in quella greca classica la malattia è interpretata come conseguenza della trasgressione di un ordine naturalistico o religioso. Entrambe queste concezioni si fondano su una valutazione morale della salute e della malattia. A partire dalla metà del V secolo a.C. la medicina incomincia ad emanciparsi dalla religione, acquisendo progressivamente lo statuto di scienza autonoma. L’autore di questa svolta è Ippocrate di Cos, il cui grande merito è stato quello di aver avviato per la prima volta una riflessione sul concetto di salute e di malattia in termini che respingono ogni interpretazione di tipo extraorganico dei fenomeni patologici. Un secondo, fondamentale snodo storico verso un modello pienamente biomedico della salute, si avrà solo alla fine del Settecento, in concomitanza con la nascita della fisiologia. Alla visione "iatromeccanica" del razionalismo cartesiano si contrappone progressivamente una concezione sensistica ed energetico-dinamica, che pone le basi della psicofisiologia moderna. In questo periodo storico si colloca anche la nascita della psichiatria. Se fino al XVII secolo la malattia mentale era considerata un disordine morale, la progressiva naturalizzazione dell’anima permetterà di collegare le sofferenze mentali a fenomeni patologici del corpo senziente, con interazione reciproca. Nel secondo dopoguerra, grazie anche al movimento antipsichiatrico e alle critiche sociologiche al modello fisiopatologico, prende forma definitiva il concetto di salute intesa come fenomeno globale; si fa strada la concezione della persona come unità psicofisica interagente con l’ambiente circostante, presupposto teorico dell’attuale impegno profuso dalla O.M.S. verso la "promozione ed educazione alla salute".

Maria Bologna, Giorgio Mattei, Giulia Rioli

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 1 / 2019

A cura della Redazione

Schede

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2019

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2019