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Rosario D’Avenia, Serena Di Marco, Anna Immordino, Roberta Scimeca

La metodologia dell’abbinamento nel gruppo adozioni del Tribunale per i minorenni di Palermo

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

L’articolo descrive la metodologia dell’abbinamento utilizzata dal Gruppo Adozioni del Tribunale per i Minorenni di Palermo, centrandosi sulla specificità di un modello che utilizza il gruppo come dispositivo di selezione delle coppie e di conoscenza del loro percorso maturativo. Ad esso si affianca il colloquio di approfondimento con le coppie, svolto allo scopo di giungere all’abbinamento più funzionale, riducendo il rischio di restituzione del bambino con conseguente fallimento dell’adozione. Infine vengono descritte alcune specifiche criticità, come l’abbinamento di fratrie, le situazioni di abuso sessuale e i bambini migranti.

Federica Boni, Marta Colombi, Ida Finzi, Serena Kaneklin

Quando gli interventi di aiuto permettono a madri e bambini di non essere allontanati: home visiting come sostegno precoce alla genitorialità

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

L’articolo illustra un’esperienza di home visiting nel periodo perinatale e nel primo anno di vita, come sostegno alla relazione madre-bambino in situazioni di difficoltà psicologica o sociale. Viene illustrato il metodo di lavoro che non segue schemi prestabiliti, ma è finalizzato, attraverso l’attenzione alla relazione, al potenziamento delle risorse personali e sociali del nucleo familiare, in un’ottica di attivazione di processi di identificazione positiva e di elaborazione di esperienze traumatiche vissute in precedenza. I risultati sono incoraggianti sia quando il progetto viene attivato come prevenzione, sia con casi segnalati e seguiti dai servizi.

Elisa Gabrielli

Adottare un bambino in Italia o in Australia: prospettive e percorsi a confronto

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

L’autrice, nella sua esperienza professionale, ha avuto modo di confrontare il funzionamento e le procedure dell’équipe adozioni di Padova (Veneto, Italia) con quelli di un’associazione che si occupa di affido ed adozioni nazionali a Sydney (Stato del New South Wales, Australia). In Australia, diversamente che in Italia, vi è una forma di continuità fra affido ed adozione perché i bambini vengono inizialmente affidati alla famiglia tramite quello che potremmo definire un "collocamento a tempo indeterminato in vista dell’adozione"1. In questo contributo l’autrice presenterà i punti d’incontro e le differenze tra la prospettiva italiana e quella australiana, concentrandosi nello specifico sullo studio e l’accompagnamento della coppia interessata all’adozione.

Stefano Ardagna, Alessandra Lanzavecchia

Riflessioni su come e quando il nostro sistema giuridico sociale incontra la genitorialità migrante

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

Il crescente processo migratorio ha reso sempre più numerosi i casi in cui le famiglie migranti sono coinvolte in procedimenti innanzi al tribunale per i minorenni, nei quali vi è sempre una fase di valutazione delle competenze genitoriali in cui queste vengono accertate. L’esigenza di garantire concretamente la protezione di un minore deve necessariamente combinarsi con il mantenimento dei suoi legami familiari. Dunque, proprio per la peculiarità della situazione, viene richiesto di reperire degli strumenti conoscitivi utili a comprendere tutta la complessità insita in un lavoro di osservazione e valutazione quale quello affidato agli operatori dei servizi socio sanitari, agli psicologi esperti scelti dai giudici, agli avvocati e ai magistrati. Il ruolo dell’avvocato, sia come difensore degli adulti che come curatore speciale dei minori, è molto delicato, e deve essere in grado di confrontarsi con nuove figure professionali, quali i mediatori culturali, gli etno-psicologi, tutti coinvolti in queste riflessioni, utili anche per i magistrati.

Giorgio Macario

Formazione e autobiografia per chi opera nelle adozioni internazionali

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

Richiamati due fra i maggiori esponenti della formazione e dell’autobiografia in Italia ed il loro comune interesse verso l’auto-formazione, l’autore analizza la sensibilizzazione autobiografica presente nella formazione nazionale per le adozioni internazionali, formazione realizzata nei primi 16 anni di questo secolo. Approfondisce poi il passaggio nella formazione per le adozioni internazionali, dalla formazione degli operatori alla formazione formatori, con uno sguardo rivolto specificamente al contesto internazionale ed alle tematiche interculturali; mentre alcuni esiti della formazione formatori sono poi esemplificati tramite frammenti selezionati dai ‘taccuini di viaggio’ di operatori presenti a stage realizzati in Bielorussia e in Brasile. Sottolinea, infine, l’utilità riflessiva e auto-riflessiva dell’approccio autobiografico in formazione con specifiche attenzioni rivolte alle narrazioni, alla cura di sé e alla cura dell’altro da sé. Concludendo con riferimenti all’utilità metodologica del contributo, che nell’individuare la stessa adozione come transizione autobiografica, enfatizza il possibile ruolo della scrittura delle proprie storie di vita come valore aggiunto significativo.

Paola Bastianoni, Gisele Ronga

Tour "porte aperte in comunità": una ricerca intervento

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

In questo articolo viene presentato un modello formativo innovativo destinato agli operatori della comunità per minori realizzato dal Master Tutela diritti e protezione dei minori allo scopo di documentare le best practices realizzate nei diversi contesti di accoglienza italiani.

Laura Fontecedro

Il percorso psicoterapico finalizzato all’affidamento familiare del minore

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

L’articolo illustra i momenti decisivi del percorso psicoterapico dei minori nel passaggio dai centri residenziali alle famiglie affidatarie. Viene esposto il nesso esistente tra le sofferenze del bambino determinate dal fallimento delle cure precoci e la difficoltà di separazione dalla famiglia d’origine. Il percorso psicoterapico è, pertanto, teso all’elaborazione dei nodi critici, legati alla distorsione della qualità relazionale sperimentata nella prima infanzia, in funzione di buone possibilità di distacco dalle figure originarie che consentano nel presente investimenti positivi e fiduciosi. Due casi clinici esemplificativi arricchiscono l’esposizione.

Marta Mantione

L’adozione da parte degli affidatari dopo la legge n. 173/2015

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

Come è ormai noto, la legge 19 ottobre 2015, n. 173 ha codificato espressamente, e per la prima volta, il diritto alla continuità affettiva dei minori in affidamento familiare, riconoscendo, in via legislativa, l’importanza di tutelare le relazioni socioaffettive consolidate dal fanciullo durante un periodo di affido. L’obbiettivo del presente contributo è quello di riflettere sulla previsione più discussa della suddetta norma, ossia quella contenuta nel nuovo art. 4 comma 5 bis della legge 184/1983, concernente l’obbligo per l’Autorità giudiziaria di prendere in considerazione i positivi legami instaurati dal minore dichiarato adottabile con la famiglia affidataria, nel caso in cui la stessa voglia adottarlo. Ciò che si vorrà porre in luce nel corso della trattazione è che i percorsi di mantenimento degli affetti individuati dalla legge 173, ed in particolare dalla disposizione in esame, erano già percorribili sulla base del diritto previgente; il legislatore del 2015 ha quindi, ad onor del vero, unicamente recepito una prassi già diffusa nell’ambito di taluni tribunali, con l’obbiettivo di estenderla su tutto il territorio nazionale, uniformando il modus operandi dell’Autorità giudiziaria minorile. In realtà, gli effetti sono andati al di là delle intenzioni; si procederà quindi con l’analisi delle criticità emerse in riferimento al rapporto tra l’affidamento familiare e l’adozione, in seguito all’entrata in vigore della legge 173 del 2015, e delle problematiche riguardanti l’istituto dell’adozione in casi particolari ex art. 44 l. 184/1983.

Il diritto dell’adottato adulto a conoscere le proprie origini e precluso dall’obbligo legale di mantenere il segreto a riguardo dei genitori che non lo riconobbero e, in particolare, della madre che al parto dichiaro di non volere essere nominata. La Corte Costituzionale anche recependo la giurisprudenza europea ha additivamente introdotto l’interpello riservato della madre, principio ritenuto di immediata applicazione dalle Sezioni Unite della Cassazione. Cio, tuttavia, non esclude l’urgente necessita di un intervento legislativo. Premesso che il segreto tutela la vita della madre, la maternita e scongiura la piaga dell’abbandono in strada del neonato, l’aborto clandestino e l’infanticidio, la tutela del diritto all’oblio non spiega appieno il segreto. La sentenza n. 6963/2018, con la quale la Cassazione ha esteso l’interpello anche ai fratelli biologici, suscita perplessita: ambiziosa e vana appare la ricerca della "verita", lesivamente intrusivo l’interpello, non delimitabile la platea degli interpellabili.

L’articolo intende superare il modello dell’adozione basato su una visione psicopatologica del bambino e del curing dell’adozione che ha contribuito alla formazione di una rappresentazione sociale del percorso adottivo come complesso e altamente problematico. Nello stesso tempo si presenta un modello di caring dell’adozione che si allontana dal dibattito sul fallimento adottivo per individuare i fattori e le proposte educative e socio-culturali che consentono di promuovere e realizzare il successo dell’adozione. In questo itinerario si riprendono gli articoli della Convenzione di New York per analizzare i diritti dei bambini e i loro bisogni nel percorso di adozione alla luce del "best interest(s) of the child".

Elena Barbato, Daniela Bennati, Pietrina Guglietti, Leonardo Luzzatto, Valeria Palano, Paola Re

La scrittura autobiografica come avvicinamento alla storia del bambino. Riflessione su una sperimentazione nell’ambito dell’adozione internazionale

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

Il lavoro contiene una riflessione su un’esperienza condotta con due gruppi di scrittura autobiografica con genitori adottivi durante l’attesa dell’abbinamento nell’Adozione Internazionale. Sono considerate e discusse le dinamiche del gruppo e della scrittura, che mobilitano nei partecipanti affetti ed emozioni, riducendo il senso di estraneità del primo incontro e disponendo ad una vicinanza qualitativamente diversa. L’osservazione post-adottiva dei nuclei familiari neocostituiti sembra confermare che la modalità formativa scelta possa rendere più favorevole e più intima la fase di costruzione reciproca dei legami di attaccamento bambini-genitori, attraverso una modalità meno filtrata dagli aspetti cognitivi.

Victor Groza, Ana Muntean

Immagine del corpo in adolescenti adottati

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

Viene proposta una ricerca esplorativa realizzata in Romania con adolescenti adottati per via nazionale, relativa all’immagine che essi hanno del proprio corpo. Viene proposta una ipotesi esplicativa sulle possibili correlazioni tra la rappresentazione corporea e lo sviluppo complessivo della personalita in adolescenza. Ne emerge anche la necessita di ulteriori indagini finalizzate alla comprensione di tali nessi.

Anna Guerrieri, Francesco Marchianò

Il sostegno delle famiglie adottive nell’associazionismo familiare: esempi di pratiche

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

In Italia, il sostegno a chi intende adottare o ha gia adottato, vede sempre di piu protagonista il volontariato famigliare che si sperimenta, da anni, strutturando azioni complesse quali gruppi di mutuo aiuto e attivita di rete e culturali. Si tratta di azioni che interessano particolarmente chi lavora con le famiglie e vuole sviluppare una riflessione significativa su quali siano le prassi utili a prevenire le fasi critiche delle famiglie adottive. Il fenomeno delle crisi e uno dei fenomeni attualmente piu all’attenzione di chi opera nel settore ed e cruciale individuare modalita efficaci a depotenziarne gli effetti umani e sociali. Gli autori esploreranno, grazie all’analisi di esperienze concrete, modalita di sostegno offerto alle famiglie adottive, dal pre al post-adozione, grazie ai gruppi di mutuo aiuto attivati nell’ambito dell’associazionismo famigliare, con particolare attenzione ai punti di forza e di fragilita del metodo. E opinione degli autori che, dopo una ormai tanto vasta e plurale sperimentazione, sia necessario comprendere piu attentamente il rilievo di tale tipo di processi approfondendone gli aspetti procedurali.

Morena Muzi, Ondina Greco, Alessandra Fermani

La relazione adottiva: cercare la sintonia per danzare insieme

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

Il presente elaborato propone una riflessione teorica partendo dalle due prospettive di Grotevant e di Stern per esplorare le complesse dinamiche che attraversano le relazioni familiari e in particolare la relazione familiare adottiva.