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L’autore sostiene che a partire dalla legge di Stabilità del 2016 è aumentata la diffusione di politiche di welfare aziendale anche nelle PMI del Veneto, con lo scopo di creare un clima collaborativo. Tuttavia si riscontrano dei limiti sia legisla-tivi che economici che non permettono di fornire ai lavoratori una piena concilia-zione vita-lavoro.
Promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro è un obiettivo am-bizioso ma imprescindibile per gli organismi deputati alla formazione e allo sviluppo sociale, quali le Università. La finalità è "accompagnare culturalmente" le organizzazioni verso modelli in cui si esalta il ruolo della conoscenza e logiche produttive improntate sulla responsabilità diffusa, sulla valorizzazione della persona e sulla minimizzazione dei rischi fisici, psicologici e sociali sul lavoro. La dimensione comunicativa (formazione, dialogo, ascolto e interazione) diventa la dinamica principale capace di influire direttamente sullo sviluppo della prevenzione aziendale, per la costruzione delle buone prassi e della cultura della sicurezza. Questo ruolo formativo delle Università rientra nella cosiddetta "Terza Missione", che attribuisce al sistema universitario un ruolo di interlocutore dinamico con il tessuto produttivo e la comunità territoriale, per un modello di sviluppo sociale basato sull’innovazione, sulla formazione social embedded che valorizza le persone e le organizzazioni per una migliore qualità della vita e livelli maggiori di benessere.
Lo studio analizza l’evoluzione delle organizzazioni del lavoro a fronte della grande trasformazione in atto indotta da fattori tecnologici e demografici. Le tradizionali "regole aristoteliche" del lavoro sono state superate. Nuovi ambienti di lavoro, forme di lavoro agile e spazi di co-working portano inevitabilmente a con-fondere i limiti tra vita privata e lavoro, alimentando nuovi rischi psicosociali e nuove patologie. L’analisi indaga nuove culture gestionali al fine di fornire una chiave di lettura diversa e interdisciplinare in grado di unire ambiti solo apparen-temente indipendenti fra loro come la sicurezza e il welfare aziendale. Fenomeni che incidono sull’assetto organizzativo delle imprese e che possono essere ricon-dotti a sistema, mediante il concetto di Salute Organizzativa, in un Modello di Or-ganizzazione e Gestione (MOG) ex D.lgs. n. 231/2001, collocando il tema dentro i cambiamenti aziendali e la necessità di coniugare efficienza e benessere organizzativo.
Le interazioni tra azione economica dell’impresa e il contesto sociale-economico e istituzionale sono uno dei temi più dibattuti negli ultimi tempi. Nell’attuale scenario economico le imprese sono strettamente legate con il tessuto economico anche attraverso processi di interazione con la dimensione culturale e istituzionale del territorio di riferimento. Lo scenario economico attuale è caratterizzato da un processo di mutamento continuo, dinamico e veloce. Il ruolo strategico dell’innovazione all’interno della società e dell’impresa riguarda principalmente la capacità di innovare sia con nuove tecnologie, sia con politiche e strumenti, per una maggiore e sostenibile competitività globale. Innovazione, dunque, per una maggiore competitività globale e investimenti pubblici o privati per promuovere la crescita e lo sviluppo, hanno bisogno di buone reti e di una solida cooperazione tra tutti gli attori. A tal proposito, in questo articolo, si parlerà del fenomeno del reshoring.
Il contributo, dopo aver richiamato i principi fondamentali contenuti nel d.lgs. n. 81/2008, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, esamina le trasformazioni del mercato del lavoro che impattano su tale area (flessibilità contrattuale, età di lavoro). In particolare ci si sofferma sulle innovazioni legate all’evoluzione tecno-logica ed alla digitalizzazione, lavoro agile e crowd working, in rapida diffusione. In riferimento a quest’ultima forma di lavoro si sottolinea la difficoltà di applicare le categorie tradizionali del diritto del lavoro (datore di lavoro/lavoratore; lavoro autonomo/lavoro subordinato). Si tratta di elaborare un nuovo sistema di tutele nel quale anche la rappresentanza collettiva in materia di salute e sicurezza possa avere specifico riconoscimento.
The Author aims at a recognition, from a regulatory point of view, of industrial relations systems and OHS participation models within the European and international context; then it aims at a comparative analysis of effectiveness level of national OHS participatory systems, in order to outline prospects for a future improvement of workers’ representatives’ role and participatory practices effectiveness.