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Patrizio Fausti

Resoconto del convegno “IL SUONO DELLE IDEE, tributo al Prof. Ing. Angelo Farina”

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il 20 marzo 2026 a Parma, presso la Casa della Musica, si è tenuto il convegno “Il Suono delle Idee: tributo al Prof. Ing. Angelo Farina”, organizzato congiuntamente dall’Associazione Italiana di Acustica (AIA), dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri – Gruppo di Lavoro Acu-stica, dall’Ordine degli Ingegneri di Parma, dal Comune di Parma, dall’Università degli Studi di Parma, da AES Italia e dall’Associazione della Fisica Tecnica Italiana. L’evento ha rappre-sentato un omaggio corale alla figura scientifica e umana del Prof. Farina e un’occasione di confronto sull’innovazione in acustica, sul dialogo tra ricerca, professione e industria e sulle prospettive future della disciplina. Il presente articolo ne riassume i contenuti tecnico-scientifici, istituzionali e commemorativi.

Patrizio Fausti, Giovanni Brambilla, Andrea Cerniglia, Andrea Tombolato

Resoconto del convegno “Trent’anni della Legge Quadro sull’inquinamento acustico: bilancio e prospettive"

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il 5 maggio 2026 si è svolto a Roma, presso Sapienza Università di Roma, il convegno “Trent’anni della Legge Quadro sull’inquinamento acustico: bilancio e prospettive”, dedicato al trentesimo anniversario della Legge 26 ottobre 1995, n. 447. L’iniziativa, promossa da SNPA in collaborazione con AIA, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, sistema delle agenzie ambientali, università, professionisti, enti gestori, normatori e comunità scientifica. Il resoconto, predisposto per la rubrica “Vita dell’Associazione”, evidenzia in particolare il contributo dell’AIA, sia come interlocutore tecnico-scientifico autorevole e imparziale, sia come punto di incontro della comunità acustica nazionale.

Stefano Bergero, Alessandro Cavalletti, Anna Chiari

Requisiti acustici secondo DPCM 05/12/97 e confronto con classificazione acustica secondo UNI 11367: il caso studio di un edificio terziario

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Viene presentato il caso studio di un edificio interamente adibito ad uffici (7 piani e oltre 12000 m2 di superficie utile), dove l’unico requisito acustico passivo applicabile secondo il D.P.C.M. 05/12/97 è l’isolamento acustico di facciata D2m,nT,w. L’edificio presenta un'ampia tipologia di elementi di facciata in riferimento a dimensioni e geometrie degli ambienti, fattore di forma e serramenti installati. Tramite misure in sito sono stati determinati i valori di D2m,nT,w per alcuni locali scelti come significativi per la verifica dei requisiti minimi secondo il D.P.C.M. 05/12/97. La buona corrispondenza tra i valori misurati e quelli calcolati secondo la norma UNI EN ISO 12354-3 mostra sia l'assenza di errori macroscopici di misurazione sia la solidità del metodo previsionale, che è stato quindi utilizzato per verificare preliminarmente l'efficacia di alcuni interventi di isolamento acustico. Il caso studio presentato permette ulteriori considerazioni operative circa l’applicabilità della norma UNI 11367 sulla classificazione acustica delle unità immobiliari. Il modello previsionale mostra che è possibile, anche per un edificio di interesse storico, ottenere il rispetto dei requisiti minimi e raggiungere la classe acustica massima, a patto di intervenire sulle chiusure tecniche serramenti e cassonetti.

Matteo Pellegatti, Chiara Visentin, Simone Torresin, Francesco Babich, Nicola Prodi

Impatto degli stressori ambientali su cognizione e percezione del paesaggio sonoro: un'analisi delle differenze legate all'età

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Gli studenti trascorrono in aula circa il 45% della loro giornata. Diventa quindi necessario che l’ambiente sia confortevole e di supporto per l’apprendimento, tramite il controllo dei quattro domini ambientali: termico, qualità dell’aria, acustico e visivo. Sebbene la letteratura di recente abbia iniziato a studiare questi domini congiuntamente, l’interazione tra qualità dell’aria e acustica rimane poco esplorata, con una significativa carenza di studi sugli studenti in età scolare. In questo studio sono stati comparati i risultati di due gruppi di studenti di età diversa: studenti universitari e alunni della Scuola Secondaria di I Grado. L’obiettivo è indagare se e come l’età degli studenti medi gli effetti degli stimoli sonori e della qualità dell’aria sulle prestazioni e sulla percezione sonora degli studenti. I risultati hanno evidenziato che l’età influisce sugli effetti delle condizioni acustiche sulle prestazioni di calcolo, ma non sulla valutazione del paesaggio sonoro, né mostra interazioni con la qualità dell’aria.

David Ramírez-Solana, Agostino Marcello Mangini, Javier Redondo, Maria Pia Fanti

Barriera acustica a Cristalli Sonici a doppio regime basata su di-spersori asimmetrici multirisonanti

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Le barriere antirumore a Cristalli Sonici (SCNB) basate su Cristalli Sonici (SC) con risonatori di Helmholtz (HR) permettono di ottenere bande di isolamento aggiuntive rispetto ai soli bandgap di Bragg (Bragg-BG). Tuttavia, l’introduzione di HR non garantisce sempre un incremento dell’attenuazione. L’interazione tra Bragg-BG e bandgap da risonanza locale (HR-BG) dipende in modo critico dal rapporto tra la frequenza di risonanza locale e la frequenza di Bragg (fHR rispetto a fBragg) e dall’allineamento dei colli dei risonatori rispetto all’onda incidente (0° e 90°). In questo lavoro si propone una SCNB a doppio regime basata su dispersori asimmetrici multirisonanti, che integrano due HR ortogonali con cavità accoppiate. La risposta è studiata mediante modelli FEM 2D sia in configurazione periodica (diagramma di banda) sia in configurazione finita (trasmissione), con particolare attenzione all’Insertion Loss (IL) nell’intervallo 500–2500 Hz. Poiché la sintonizzazione analitica è limitata dalla geometria irregolare delle cavità, l’ottimizzazione multiobiettivo regola i parametri geometrici per collocare e rendere complementari le bande di attenuazione nelle due orientazioni. La validazione sperimentale su prototipo stampato in 3D, mediante misure in camera anecoica con scansione robotizzata del campo acustico, conferma l’aumento di IL e il comportamento a doppio regime ottenuto mediante rotazione dei dispersori.

Lorenzo Dell'Anna, Louena Shtrepi

Comparing Soundscape Perception in-field and in Laboratory: A Two-Site Study in Turin, Italy

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: 1 / 2026

Over the past two decades, laboratory reproduction of soundscapes has been extensively investigated. Technologies such as head-mounted displays (HMDs) and Ambisonics audio have enabled virtual soundwalks to achieve acceptable levels of ecological validity. However, the perceptual impact of higher-fidelity immersive audio–visual reproduction systems has yet to be systematically assessed. Using third-order Ambisonics playback and 360° video delivered through an HMD, this study compared soundscape perception in-field and under laboratory conditions at two sites in Turin, Italy. Objective psychoacoustic descriptors remained stable across experimental phases, indicating accurate reproduction of the acoustic environment. Nevertheless, a significant shift in perceptual responses was observed for one site, highlighting the influence of contextual and psychological factors on subjective soundscape evaluation.

Introduction: This paper looks at the evolutive course of the firm Benjamin Ingham & Co of Palermo, later known as Ingham & Whitaker, by using archival material from the Ingham-Whitaker Archives of Marsala. In the nineteenth century, Sicily witnessed a significant productive, mercantile and financial development, occupying a position of importance in Europe. Palermo was home to a powerful and industrious British merchant community. Among the members of this community, Benjamin Ingham and Joseph Whitaker were two of the most noteworthy British merchants in the Kingdom of the Two Sicilies. Aims of the work: This work follows the evolution of the accounting systems of Benjamin Ingham & Co and examines the existence of strong ties between Ingham’s firm with the territory and with the international context. Proceeding, therefore, in this direction two research questions are posed: firstly, did the informative value of the accounting remain unchanged in the evolutive process of Benjamin Ingham & Co, and secondly, did the evolutive course of the business Benjamin Ingham & Co generate changes in the administration of the firm’s accounts. Methodological approach: This study is based on the analysis of documentation from the Ingham-Whitaker Archive in Marsala. It concerns a selection of records which cover a period of over fifty years: 1814-1869. These records were analysed to ascertain the bookkeeping methods used, as well as the purpose and content of the information they contain. By examining these records within the given timeframe, a comparison of the selected sources was made. The theoretical framework of this paper reflects the idea that accounting is a social tool, a social institutional practice, embedded in the social fabric and environment where it is practised. Bookkeeping has an ethnographical importance and, in the case studied here, the changes in bookkeeping techniques also occur in response to a changing environment. Main findings: From an analysis of the archival material over the period concerned, we have found the relevance of information systems in managing complex, even global business development. The main findings show that the firm used double-entry bookkeeping. In the early daybooks taken from 1814 and 1819, there was a dense concentration of information in the records, which in response to the research questions, demonstrates a deep, but compressed amount of information. In contrast, later records selected from 1866-1869, illustrate a change in the firm’s bookkeeping. This marks a change in the firm’s business in general, reflected by an evolutive development of the firm’s accounting methods. Contribution to the literature: This paper, from the records examined, demonstrates the existence of a deeply integrated British business community which had a common code in its accounting and administrative practices for managing its internal relations. Although there is a gap in the archival material from 1819 until 1866 in the daybooks, this void highlights the transition the firm Benjamin Ingham & Co made from a prevalently mercantile concern, to a more financial one which invested its patrimony globally, despite being based in Palermo. From the registers chosen a network of individuals can be traced which demonstrate a web of social and economic contacts within the business community of Sicily. These businessmen interacted with Ingham’s firm conducting significant business both on a commercial as well as a financial level. This paper fills a gap in the previous literature, to show how the firm’s bookkeeping and administrative methods were increasingly tied to the management of the firm’s growing patrimony on an international level.

Laura Corazza, Giuseppe Modarelli, Francesco Marengo, Christian Rainero

Accounting for market innovation: The pioneering Cruto’s lamp and the entrepreneurial logic of stakeholder engagement

CONTABILITÀ E CULTURA AZIENDALE

Fascicolo: 1 / 2026

Introduction: This paper explores the relationship between public communication, accounting, and entrepreneurial legitimisation by examining how Alessandro Cruto, the Italian inventor of the incandescent lamp, engaged with stakeholders through the press in the late nineteenth century. Aims of the work: The study aims to show how Cruto’s newspaper-based communication contributed to the construction of social and relational capital, anticipating early forms of accountability, stakeholder engagement, and dialogic accounting in the context of technological innovation. Methodological approach: Drawing on New Accounting History, the paper adopts a qualitative historical approach combining microhistory and inverse prosopography. It analyses nineteenth-century newspaper articles and archival sources to reconstruct Cruto’s interactions with different stakeholder groups. Main findings: The findings identify three main mechanisms through which Cruto built legitimacy and relational capital: technical transparency and public testing of innovation; institutional, commercial, and civic legitimisation; and bidirectional dialogue with stakeholders through public clarifications, responses, and corrections in the press. Contribution to the literature: The paper contributes to accounting history by repositioning Cruto as a proto-entrepreneur and showing how practices resembling dialogic accountability and stakeholder engagement emerged before their formal theorisation. It also offers a methodological contribution by combining microhistory and inverse prosopography within the New Accounting History framework.

Antonio Maniatis

Profili del turismo termale in Grecia

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 48 / 2026

La regolamentazione e la gestione del turismo in Grecia sono affidate a un triplice sistema istituzionale turistico: lo Stato in senso stretto (Ministero del Turismo), l’Ente Nazionale Ellenico per il Turismo e la Società degli Immobili dello Stato, incaricata anche della gestione del patrimonio pubblico relativo a certe sorgenti terapeutiche. La Grecia è l’unico Stato che menziona costituzionalmente le acque termali, denominate “acque terapeutiche”, fin dal 1911, e per di più sulla base del principio della regolamentazione speciale mediante legge in deroga potenziale al regime costituzionale generale di tutela della proprietà. Si propone il concetto di “esaudimento del desiderio” nelle politiche statali: inizialmente lo Stato greco aveva costituzionalizzato il desiderio di promuovere lo sviluppo economico in settori come la navigazione, ma tale desiderio cessò di essere dichiarato, per poi emergere implicitamente un desiderio relativo al termalismo. Inoltre, si raccomanda la costituzionalizzazione esplicita di diritti legati al termalismo e al turismo.

Fabrizio Calisai

Ritardo nel trasporto aereo e danno non patrimoniale tra allineamenti giurisprudenziali e dubbi interpretativi

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 48 / 2026

La pronuncia in analisi, in tema di trasposto areo internazionale, ribadisce la impossibilità di configurare il danno non patrimoniale da inadempimento del vettore in termini oggettivi. Conferma, inoltre, la necessità del danneggiato di dimostrare l’esistenza e la rilevanza della lesione. Sembra, tuttavia, necessaria, una riflessione sui presupposti ontologici e applicativi della categoria del danno non patrimoniale da inadempimento, tesa ad adeguarla all’attuale contesto sociale per offrire tutela a nuove inedite esigenze della persona.

Il lavoro analizza una recente pronuncia delle Sezioni Unite, mediante la quale, alla luce della riforma intervenuta nel 2020 in materia di imposta di soggiorno, l’albergatore viene qualificato non più come agente contabile, bensì come responsabile di imposta. Ne deriva l’attribuzione della relativa giurisdizione alle Corti di giustizia tributaria.

Con la sentenza n. 9101 del 21 novembre 2025, il Consiglio di Stato ha integralmente riformato la decisione del TAR Lazio n. 10210 del 2025 che aveva annullato la circolare del Ministero dell’Interno n. 38138 del 2024, in materia di obbligo di identificazione de visu degli ospiti delle strutture ricettive, previsto dall’art. 109 del r.d. 18 giugno 1931, n. 773, «Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza». La pronuncia riveste particolare rilievo nel settore delle locazioni turistiche, poiché conferma l’obbligo di identificazione personale a carico dei gestori tutte le strutture ricettive, comprese quelle a breve termine, e censura le modalità di check-in prive di controllo visivo, incompatibili con la ratio dell’art. 109 t.u.l.p.s. Il Collegio affronta, infine, la compatibilità dei sistemi automatizzati di accesso con il nucleo precettivo della disposizione.

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 8024/2025, ha definitivamente respinto il gravame proposto da una società concessionaria di un’area del demanio marittimo, confermando la legittimità dell’acquisizione gratuita allo Stato, ai sensi dell’art. 49 del codice della navigazione, delle opere non amovibili realizzate sul demanio alla scadenza della concessione, anche nell’ipotesi di rinnovo del titolo. La pronuncia recepisce e applica le coordinate ermeneutiche tracciate dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nella sentenza dell’11 luglio 2024 (causa C-598/22), che ha dichiarato la norma pienamente compatibile con il diritto eurounitario, valorizzando il principio di inalienabilità del demanio pubblico e la natura contrattuale e consensuale del rapporto concessorio quali fattori idonei a escludere qualsiasi effetto restrittivo apprezzabile sulla libertà di stabilimento. La sentenza ribadisce altresì il divieto di proroga automatica delle concessioni demaniali marittime in ragione delle esigenze di apertura concorrenziale del mercato desumibili dalla dir. 2006/123/CE.

Angelo Venchiarutti

Recensioni false e mercato turistico: reputazione digitale, tutela del consumatore e ruolo delle piattaforme

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 48 / 2026

Il saggio analizza il fenomeno delle recensioni online false, con particolare attenzione al settore turistico e della ristorazione. Dopo aver evidenziato il ruolo centrale delle recensioni nella formazione della reputazione digitale e nelle scelte dei consumatori, il contributo esamina i principali rimedi civilistici, concorrenziali e consumeristici attivabili contro le pratiche manipolative. Specifico rilievo è attribuito alla mercificazione delle recensioni, all’intervento di soggetti terzi specializzati nella gestione reputazionale e alla responsabilizzazione delle piattaforme digitali. L’indagine considera inoltre l’evoluzione del diritto eurounitario, il Digital Services Act e la recente disciplina italiana in materia di lotta alle false recensioni. Ne emerge un quadro ancora in via di definizione, nel quale occorre bilanciare trasparenza informativa, corretto funzionamento del mercato, tutela della reputazione e libertà di espressione. Il lavoro conclude sottolineando l’esigenza di strumenti proporzionati, capaci di distinguere la recensione fraudolenta dalla critica autentica.

Massimiliano Marotta

I droni nel settore turistico: evoluzione normativa e prospettive di sviluppo

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 48 / 2026

Il quadro giuridico multilivello applicabile ai sistemi aeromobili senza equipaggio (UAS) nel settore turistico italiano si è evoluto rapidamente dal vuoto normativo iniziale all’attuale governance articolata tra ENAC, EASA e codice della navigazione. La tripartizione europea nelle categorie Open, Specific e Certified – aggiornata dalla metodologia SORA 2.5 (JARUS 2024), dalle classi C5 e C6 introdotte dal reg. delegato (UE) 2020/1058 e dal pacchetto normativo 2024/1107-1110 per la categoria certified – produce ricadute operative significative sulle attività turistiche: riprese promozionali, monitoraggio del patrimonio culturale, gestione ambientale e controllo dei flussi di visitatori. Sul piano nazionale, l’assimilazione dei droni alla nozione di “aeromobile” ex art. 743 c. nav. innerva il regime di responsabilità oggettiva dell’esercente per danni a terzi sulla superficie (art. 965 c. nav. e Convenzione di Roma del 1952), la tutela della privacy e il trattamento dei dati personali ai sensi del GDPR, nonché l’apparato sanzionatorio. Le prospettive della mobilità aerea urbana (UAM) e dei droni-navetta per il trasporto di passeggeri in contesti turistici, alla luce della Drone Strategy 2.0 della Commissione europea (COM(2022) 652 final), pongono l’esigenza di un bilanciamento tra innovazione tecnologica, sicurezza aeronautica, tutela del patrimonio culturale e paesaggistico e sviluppo turistico sostenibile.