Quando ci apriamo all’esperienza degli altri, portiamo con noi il nostro corpo e, così facendo, siamo in grado di entrare in risonanza non solo a livello intellettuale, ma anche empatico con le esperienze e le espressioni dell’altro (che ci vengono comunicate sia verbalmente che non verbalmente). Rimanendo fedeli ai nostri fondamenti fenomenologici (Husserl, Heidegger, Merleau-Ponty e Levinas), parleremo di come prestare attenzione agli altri all’interno dello “scambio” relazionale e rifletteremo su quali siano, esattamente, le questioni date dall’esperienza a cui Husserl ci ha invitato a tornare. Il nostro interesse parte dall’esperienza “in prima persona” dell’altro, ma poiché non possiamo accedervi direttamente, dobbiamo affidarci alla risonanza che sentiamo dentro, nei nostri corpi vissuti, quando una persona si rivolge a noi, sia con le parole che con i gesti.