RISULTATI RICERCA

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Ferdinando Di Carlo, Raffaele Adinolfi, Giuseppe Spera, Domenico Bilancia

Ricerca e sperimentazione clinica: il caso dell’Ospedale San Carlo di Potenza

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

L’articolo esamina il caso dell’Ospedale San Carlo di Potenza, principale struttura sanitaria della Regione Basilicata, con particolare riferimento all’impegno nella ricerca e sperimentazione clinica nel triennio 2022-2024. L’Azienda si distingue per la collaborazione interdisciplinare, l’attenzione ai pazienti fragili attraverso programmi di uso compassionevole (EAP) e la partecipazione a studi nazionali e internazionali, prevalentemente promossi da enti non profit. Tuttavia, l’assenza di un Trial Office centralizzato e di infrastrutture dedicate limita l’efficienza e la visibilità della ricerca, basata ancora su iniziative individuali. La Direzione generale intende potenziare l’organizzazione con strutture dedicate, integrare la ricerca nella mission aziendale e sviluppare una rete oncologica territoriale per migliorare l’accesso alle terapie e il reclutamento dei pazienti. La trasformazione richiede un cambiamento culturale e gestionale per consolidare il ruolo dell’Ospedale nel panorama scientifico nazionale.

Rossella Pellegrino, Marta Marsilio, Anna Prenestini, Stefano Villa

Le traiettorie di sviluppo della funzione di gestione operativa nelle aziende sanitarie italiane: evidenze dal caso Lombardo

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

Il presente studio esamina la diffusione dell’Operations Management (OM) nelle aziende sanitarie attraverso tre prospettive: (i) il suo ruolo all’interno delle organizzazioni, (ii) gli strumenti utilizzati e (iii) le sfide all’implementazione. I dati sono stati raccolti mediante un questionario somministrato alle aziende sanitarie in Lombardia (popolazione target di 40 unità, con tasso di risposta del 65%). I risultati evidenziano come le aziende sanitarie lombarde abbiano creato uffici specifici per l’OM, ma con variazioni nella composizione, obiettivi e responsabilità. È carente l’uso di strumenti basati sui dati, come Six Sigma e Intelligenza Artificiale. Infatti, una principale sfida è la mancanza di dati affidabili per gestire i flussi di pazienti.

Caterina Mariotti, Antonella Cavalieri, Letizia Magnani, Giacomo Magna

Ricerca e sperimentazione clinica: l’esperienza della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta rappresenta un centro di eccellenza nazionale e internazionale per le neuroscienze. L’Istituto integra attività clinico-assistenziale e di ricerca scientifica avanzata nel campo delle patologie neurologiche lungo quattro principali linee di ricerca: neurologia sperimentale preclinica, patogenesi delle malattie neurologiche e medicina di precisione, sperimentazione clinica in neurologia e neurochirurgia, e outcome research. Nel 2024, l’Istituto ha registrato circa 5.100 ricoveri e oltre 50.000 visite ambulatoriali, con un’importante attività neurochirurgica (2.500 interventi annui). Attualmente sono attivi 246 studi clinici, con 4.138 pazienti arruolati nel 2024, suddivisi tra sperimentazioni profit e non profit. Le collaborazioni con aziende farmaceutiche, enti di ricerca e finanziatori pubblici consentono di attrarre risorse che vengono reinvestite in personale, attrezzature e formazione. La classifica World’s Best Specialized Hospitals 2025 posiziona il Besta al primo posto in Italia e tra i primi al mondo come Centro Specialistico per le Neuroscienze, confermando il suo ruolo strategico nel panorama nazionale e internazionale. Tale legacy rende ancora più ambiziose le sfide organizzative, gestionali e strutturali che l’Istituto si trova ad affrontare.

Giorgia Rotundo, Monica Giancotti, Giuseppe Profiti, Luca Reali, Marianna Mauro

The role of Intermediate Entities in the governance of regional health systems: From the analysis of emerging structures to the case of Calabria

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

Following the institutional and governance structure changes of the 1990s reforms, Italian regional health systems have undergone a re-centralization process which leads to the creation of Intermediate Entities located among the Region and health structures.The study aims to provide an overview of the functions attributed to the Intermediate Entities, focusing on the Calabria Region, the last in the establishment.The analysis of the functions performed provides the first observations about the points of convergence and divergence among the emerging institutional structures.Regarding the Calabrian case, apart from the considerable advantages, the critical issues related to the establishment of the new Entity are not negligible, both relating to the internal regional order and to the future operational phase.

Carlo Nicora, Nicola Pinelli, Emmanouil Tsiasiotis

Il ruolo delle direzioni generali nella ricerca clinica

MECOSAN

Fascicolo: 131 / 2024

Oggi più che mai la domanda di salute e di servizi, le innovazioni tecnologiche, i cambiamenti del quadro epidemiologico, le pressioni sociali, politiche ed economiche sono alla base della crescente complessità della sanità moderna e la ricerca clinica e l’innovazione sono elementi necessari per garantire un SSN d’avanguardia. Per le Aziende sanitarie che svolgono sperimentazioni cliniche ciò si traduce nella missione di unire le prestazioni clinico-assistenziali di ricovero e cura a specifiche attività di ricerca scientifica biomedica, laddove l’accento è posto sulla contestualità e complementarità fra queste dimensioni. Irisultati della ricerca condotta nel 2024 da ALTEMS e FIASO su Il ruolo dei Direttori Generali (DG) nella ricerca clinica evidenziano diverse aree di miglioramento e forniscono spunti per un futuro più efficiente e inclusivo, nel quale normative aggiornate, modelli organizzativi flessibili, tecnologie all’avanguardia e una collaborazione stretta tra gli stakeholder possono fare la differenza. Il ruolo dei DG siconfigura, una volta di più, come un fattore chiave per affrontare queste sfide e guidare il cambiamento verso un sistema sanitario più moderno ed efficiente.

Francesca Mazzucchelli

Storie di vita: realtà e narrazioni

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2024

Cosa significa costruire la propria storia attraverso una narrazione coerente e armonica che contenga tutti i momenti della nostra vita? Come la costruzione della nostra storia favorisce la definizione della nostra identità? L’articolo pone alcune riflessioni sulle domande esistenziali sopra riportate attraverso la sottile linea di confine tra la realtà esperienziale e la rappresentazione che di essa facciamo attraverso i vissuti.

L’elaborato inquadra le modifiche normative intervenute a seguito dell’entrata in vigore della c.d. Riforma Cartabia in punto di regolamentazione dell’attività dei servizi sociosanitari chiamati a svolgere, su mandato del giudice, interventi a supporto del nucleo di un minore interessato da procedimenti minorili o della crisi familiare. L’autrice si sofferma poi sul tema della declinazione che il diritto al contraddittorio delle parti ha nel processo in relazione alle risultanze di detta attività, in ultimo concentrando le proprie riflessioni circa il ruolo assunto dal curatore speciale del minore in questa cornice dialettica.

Germana Bertoli, Michela Labriola

Il rapporto tra l’avvocato difensore dei genitori e i servizi socioassistenziali

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2024

L’articolo analizza il ruolo cruciale dell’interazione tra avvocati delle parti e servizi socioassistenziali nei procedimenti giudiziari in materia di famiglia, evidenziando come questa relazione sia fondamentale per garantire la migliore tutela delle persone minori di età coinvolte. La recente riforma del processo civile (d.lgs. n. 149/2022) introduce importanti novità normative volte a disciplinare le modalità operative dei servizi socioassistenziali, migliorando la trasparenza delle loro attività e garantendo il rispetto del principio del contraddittorio. Tra le innovazioni principali spiccano la possibilità, per le parti, di presentare osservazioni alle relazioni dei servizi tramite memorie difensive e l’obbligo per i servizi stessi di distinguere chiaramente tra dati oggettivi, dichiarazioni delle parti e valutazioni di merito. Queste disposizioni riflettono una scelta del legislatore che riconosce il valore della collaborazione tra due protagonisti essenziali del processo, rafforzando la sinergia tra operatori sociali e avvocati e promuovendo un approccio integrato. Il contributo si conclude rimarcando l’importanza di una collaborazione costruttiva tra avvocati e servizi socioassistenziali, volta a superare eventuali diffidenze reciproche e a garantire un intervento efficace e condiviso, capace di mettere al centro i diritti dei minori e delle famiglie in un quadro giuridico bilanciato.

L’articolo si sofferma sulle conseguenze pratiche che la «Legge Cartabia» ha avuto nella materia della volontaria giurisdizione: il giudice tutelare ha visto espandere le proprie competenze e aumentare le situazioni in cui egli può decidere direttamente, laddove in precedenza si limitava a esprimere un parere non vincolante. Ciò ha comportato un aumento dei suoi poteri, che è auspicabile venga bilanciato con un recupero della dimensione collegiale nel momento del confronto tra colleghi.

Andrea Corradi

Il nuovo rito civile alla prova

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2024

L’avvento della riforma che vedrà nascere l’istituendo tribunale unico per le persone, i minorenni e le famiglie, entrata in vigore a tappe a partire dal giugno 2022, con la successiva introduzione del nuovo rito unitario dal 1° marzo 2023, ha già introdotto modifiche significative nel ruolo e nella funzione del giudice onorario nei tribunali per i minorenni, prefigurando il rischio che ne venga ridotto e negativamente interferito il contributo sia quantitativamente sia qualitativamente. Un questionario somministrato online ai giudici onorari delle sedi del nord Italia ha esplorato le modalità con cui gli stessi componenti privati svolgono le attività istruttorie e partecipano ai collegi, per valutare l’effettiva concretizzazione di tali rischi. I risultati di questa analisi sembrano confermare che il mutamento nell’esercizio del proprio ruolo e della propria funzione sia già in atto e che, sotto il profilo dell’integrazione multidisciplinare della figura del Go e della sua partecipazione attiva alla collegialità delle decisioni, una marginalizzazione, seppur embrionale, sia già in atto.