RISULTATI RICERCA

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L’articolo si propone di investigare limiti e opportunità dell’uso dell’inglese da parte di storici e altri cultori di materie umanistiche italiani. Esso sottolinea i vantaggi del multilinguismo in ambito accademico, ma evidenzia anche come esso non combaci ne-­ cessariamente con l’anglicizzazione dell’accademia italiana e internazionale. Al con-­ trario, l’articolo conclude auspicando la promozione dell’uso anche di altre lingue vei-­ colari nella comunicazione scientifica, in modo tale da favorire rapporti più equi tra di-­ verse tradizioni di ricerca.

Andrea Capra

Scrivere in inglese: più luci che ombre?

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 186 / 2024

L’autore si sofferma su tre questioni variamente connesse con l’adozione della lingua inglese da parte di studiosi italiani in ambito umanistico: il reclutamento accademico, il rischio di una semplificazione dei contenuti e la traducibilità di sfumature di stile e significato in una lingua straniera. Ne emerge un panorama di luci e ombre, che l’avvento dell’intelligenza artificiale rende ancora più complesso. In questo quadro, l’uso dell’inglese – al netto di ovvi quanto inutili eccessi – può giocare un ruolo positivo, e non deve essere invocato come capro espiatorio per i problemi di tutt’altra origine che affliggono il sistema italiano.

Questo contributo affronta la storia dei romanzi coloniali nel contesto dell’Italia del se-­ condo dopoguerra. Attraverso lo studio di una serie di romanzi pubblicati dopo il 1945, ma profondamente radicati nel discorso coloniale emerso durante il fascismo, il saggio mostra la pervasività del discorso colonialista nella cultura diffusa italiana ben oltre la perdita delle colonie nel dopoguerra. Attraverso l’analisi delle testimonianze d’archivio della “Fondazione Giuliana Civinini” e del suo “Premio per il miglior romanzo colonia-­ le” tra il 1928 e il 1953, il contributo indaga inoltre il grado di continuità che ha caratte-­ rizzato la transizione dal fascismo alla Repubblica. Allo stesso tempo, prendendo in considerazione i giudizi di lettura delle giurie del premio, mostra anche le diverse forme di negoziazione verso il passato fascista e coloniale messe in atto nell’Italia del dopo-­ guerra.

Il presente lavoro analizza la struttura delle Società di mutuo soccorso operanti in Eu-­ ropa mediterranea tra il 1848 e il 1864. A partire dalla comparazione tra diversi statuti societari elaborati in Francia, Genova e nelle principali città dell’Andalusia nel periodo compreso tra la fine dell’esperienza rivoluzionaria del biennio 1848-­1849 e la fonda-­ zione dell’Associazione internazionale dei lavoratori, questo studio si pone l’obiettivo di dimostrare l’esistenza di un unico modello associativo elaborato in contesto repub-­ blicano. L’esperienza societaria mediterranea, ispirata dagli stessi valori democratici, elaborò simili strutture organizzative articolate nell’assemblea generale e nella cassa mutua. L’atto societario non si limitava tuttavia a definire i diritti e i doveri degli asso-­ ciati, ma individuava nella missione educativa e moralizzatrice l’obiettivo primario del mutuo soccorso repubblicano.

Nella primavera del 1807 una feroce polemica prese corpo fra i due lati delle Alpi dopo che un giornale letterario di Parigi pubblicò, sotto lo pseudonimo di Filebo, un duro attacco a Vincenzo Monti, ai tempi operante a Milano. Questi – che al tempo era considerato in patria il più prestigioso poeta vivente, ma che in Francia continuava ad avere pochi apprezzamenti – decise di rispondere attraverso un pamphlet nel quale cri-­ ticò con toni altrettanto accesi quelli che, a suo avviso, erano gli autori dell’attacco, os-­ sia alcuni esuli italiani operanti da diversi anni nella capitale francese. In questo artico-­ lo si analizzano i caratteri letterari della polemica inserendola nel suo contesto di rife-­ rimento e ricostruendo i conflittuali rapporti fra i suoi protagonisti. In tal modo, le ori-­ gini di quella contesa sono individuate nella stagione rivoluzionaria e il suo svolgi-­ mento è attribuito a più profondi connotati politici legati a modalità diverse di conce-­ pire l’impegno culturale nelle istituzioni napoleoniche.

Il saggio affronta il problema del ruolo delle assemblee popolari nel governo delle città italiane nel XII secolo attraverso lo studio del caso di Milano. Analizzando in particolare le cronache, si mette in luce che le assemblee venivano convocate spesso e su un gran numero di argomenti. Anche se le testimonianze non sono numerose, esse potevano anche respingere le decisioni prese dai consoli: questi ultimi dovevano dunque formulare con cura le loro proposte e esprimerle con discorsi abilmente costruiti secondo le formule della retorica, in grado di convincere la popolazione. Le assemblee, dunque, avevano un ruolo centrale nel governo delle città, non soltanto dal punto di vista ideologico, ma anche perché esercitavano un’influenza preventiva sull’azione dei consoli, condizionati dalla necessità di ottenere l’approvazione popolare alle proprie decisioni.

Francesco Gastaldi

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

Vito Garramone, Roberta Capello, Simone Corrado, Francesco Scorza, Beniamino Murgante

Dibattito

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La smartness e i territori. Come il sistema dell’innovazione e le tecnologie stanno impattando sul planning, sulla governance territoriale e sulle politiche di sviluppo locale / Modelli di innovazione e “politiche intelligenti” per le Regioni europee / Decoding territorial disparities: a GeoAI approach enhancing geospatial thinking

- Mentre esiste un generale consenso circa la necessità di politiche dell’innovazione focalizzate sulle caratteristiche interne alle regioni e sulla loro capacità di innovazione e assorbimento delle nuove idee, resta ancora ampiamente aperto il dibattito se sia necessario che ogni regione abbia una sua strategia di innovazione e non sia invece più appropriato identificare strategie simili per regioni con simili modelli di innovazione. Il lavoro presenta in un modo deduttivo l’identificazione di modelli di innovazione delle regioni, e suggerisce politiche per ognuno di essi.

- Decodificare le disparità territoriali: un approccio GeoAI che potenzia il pensiero geospaziale Lo studio mappa le disparità territoriali in Italia tramite la GeoAI, identificando le aree target per le politiche di coesione. Applicando modelli di IA interpretabili e manifold learning si rivela la struttura latente dei sistemi territoriali, identificando le caratteristiche che classificano aree “marginali”. I risultati evidenziano i fattori socio-economici cruciali. Lo studio mostra inoltre come il pensiero geospaziale potenziato dall’IA possa orientare i programmi di coesione territoriale.

Maria Angela Bedini, Fabio Bronzini

La città mutante e il rischio globale. Suggerimenti per la protezione dal rischio sismico, pandemico, bellico

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La pandemia ha evidenziato come gli squilibri territoriali, sociali ed economici accentuino la fragilità delle fasce più deboli della popolazione. La guerra in Europa ha generato un senso diffuso di insicurezza. Si pone una domanda di ricerca sulle modalità di risposta urbanistica ai nuovi rischi insediativi. La ricerca, metodologica e applicata, definisce contenuti inediti delle componenti del Rischio Pandemico e Bellico e strategie per quattro Questioni urbane.

Giulia Massenz

I “percorsi ecclesiali” delle chiese pentecostali africane: il caso di Torino

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

L’articolo si basa sul concetto di housing pathways di Clapham (2002) per analizzare i modelli insediativi del pentecostalismo africano a Torino, alla luce della caratteristica di mobilità territoriale di questo segmento religioso in Italia. I risultati sono tre “percorsi ecclesiali” distinti fra loro dal tipo di movimento nello spazio cittadino e le attitudini dei pastori. Oltre ad approfondire le specificità del gruppo, l’articolo accenna a riflessioni in tema di pianificazione territoriale.

Francesca Bragaglia

Innovazione sociale: cosa cambia per la governance urbana? Una riflessione a partire dai casi di Inghilterra e Francia1

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

L’articolo indaga il tema dell’innovazione sociale, riconoscendo l’importanza attribuita a questo concetto nella governance urbana. Da un lato, l’innovazione sociale nasce dalle comunità per affrontare problemi contingenti, dall’altro le agende politiche dei governi stanno provando ad incanalare le energie innovative della società civile all’interno di processi istituzionali. Neighbourhood Plans e Conseils Citoyens sono esempi emblematici e sono perciò indagati nei loro limiti e opportunità.

I piani di gestione dei Siti Patrimonio Mondiale ed i piani urbanistici sono strumenti separati per obiettivi, cogenza e periodo di validità. Questo saggio, tuttavia, si interroga sul ruolo anticipatore che la pianificazione territoriale può aver avuto nel raggiungere il riconoscimento UNESCO e lo fa prendendo da esempio tre PRG emblematici come il piano di Assisi di Astengo, quello di Urbino di G. De Carlo e quello di Volterra di Samonà.

Lisa Zecchin, Benedetta Castiglioni, Francesco Ferrarese

Il turismo fluviale in Veneto: un’analisi delle potenzialità attraverso strumenti GIS1

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

La promozione del turismo fluviale come nuova forma di turismo lento sta ricevendo notevole interesse. Ai fini della redazione del Piano della Portualità Turistica della Regione del Veneto, sono stati avviati alcuni studi utili alla costruzione di un’offerta turistica legata ai corsi d’acqua. Si presentano qui i risultati di una mappatura delle risorse locali e si discute un “indice di potenziale turistico” costruito su dati georeferenziati, analizzandone l’efficacia e i limiti.

Francesca Calace, Olga Giovanna Paparusso, Nunzio Dellerba, Antonio Torchiani

Il paesaggio tra ripristino ed evoluzione e il ruolo dell’indagine storica. Un contesto fluviale nell’Alto Salento1

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

Il dibattito sulla Nature Restoration Law è occasione per riflettere sul significato di ripristino fluviale, inteso non come ritorno al passato ma come ricerca di nuovi equilibri, e sul ruolo che la conoscenza della storia del paesaggio può assumere nell’orientare oggi la sua gestione. Il caso di studio ricostruisce le trasformazioni di un paesaggio agrario fortemente antropizzato, nell’ambito di un Contratto di Fiume che ambisce a ripristinare la qualità ecologica del fiume e del suo territorio.

Anna Marson

Sperimentando la dimensione strategica del paesaggio

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 140 / 2024

Questo testo restituisce un’esperienza relativa all’azione collettiva sul paesaggio, in un contesto di piano paesaggistico approvato, con riferimento alla dimensione strategica dei contenuti di piano. Lo fa riferendosi a una sperimentazione promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo dal 2018 al 2020, in accordo con la Regione Piemonte e il Ministero della Cultura, che ha interessato i territori dell’Eporediese e dell’Alta Val Bormida, riflettendo su aspetti sia procedurali che sostantivi.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è la risposta strategica dell’Italia alla crisi economica e sanitaria causata dalla pandemia COVID-19. Il presente saggio fornisce una panoramica della letteratura esistente relativa alle teorie del processo strategico nelle politiche pubbliche, al ruolo della rappresentanza degli interessi nella formulazione delle politiche e al PNRR. Attraverso un’analisi delle principali teorie e del contesto del Piano, il saggio evidenzia le complesse dinamiche che caratterizzano l’interazione tra attori pubblici e privati. Inoltre, vengono analizzate le principali implicazioni del lobbismo e gli effetti che questo produce sulle politiche pubbliche e sulla pubblica amministrazione. Le conclusioni del saggio riassumono i concetti principali del lavoro e aprono la strada a ricerche future che potrebbero analizzare sistematicamente le influenze esterne sul Piano e valutare la necessità o meno di una legge specifica che regolamenti la rappresentanza degli interessi in Italia. Il lavoro può contribuire a costruire un quadro teorico specifico per gli studi futuri sulla rappresentanza degli interessi nella fase di formulazione del PNRR.

The National Recovery and Resilience Plan (NRRP) is Italy’s strategic response to the economic and health crisis caused by the COVID-19 pandemic. This essay provides an overview of the existing literature on theories on the strategic public policy process and the role of interest representation in policy formulation and the NRRP. Through an analysis of the main theories and context of the NRRP, the essay highlights the complex dynamics that characterize the interaction between public and private actors. In addition, the main implications of lobbying and its effects on public policy and public administration are analyzed. The essay’s conclusions summarize the main concepts of the work and pave the way for future research that could systematically analyze external influences on the Plan and investigate whether or not a specific law on interest representation is needed in Italy. The work can contribute to building a specific theoretical valuable framework for future studies concerning interest representation in the formulation phase of the NRRP.