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Laura Squillace, Roberto Cornelli, Ignacio Cano

Fear and surveillance on the beaches of Rio de Janeiro: the Operação Verão

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

This article presents qualitative research on Operação Verão, a police operation in the beach of Rio de Janeiro against collective thefts attributed to suburban youth: the arrastão. It analyses perceptions of beach goers and law enforcement agents and shows how citizens’ fears morphed into perpetual panic that demands ever stronger security measures. Operação Verão exerts a selective control over suburban youth, reinforcing their stigmatization.

Gianfranco Zucca, Riccardo Carbone

Wanted but not welcome. Stigma territoriale e società civile organizzata a Tor Bella Monaca, Roma

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

A Tor Bella Monaca è attiva una frammentata ma vitale società civile, chiamata a collaborare nei numerosi progetti di intervento sociale e rigenerazione urbana che interessano la zona. Nell’articolo si prende in esame il caso dell’Associazione Tor Più Bella esaminando il suo coinvolgimento in alcuni interventi di rigenerazione urbana e sociale assieme a partner esterni al quartiere, dando modo di verificare come la “discriminazione da indirizzo” venga esercitata non solo dall’alto, ma anche from the middle, da parte di altri enti di terzo settore.

Francesco Calicchia, Maria Elena Capuano

La stigmatizzazione territoriale veicolata dai media e le strategie di resistenza collettiva. Il caso del Rione Sanità

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

Questo lavoro vuole indagare le modalità con cui lo stigma ha operato all’interno di un contesto territoriale circoscritto, il Rione Sanità a Napoli. In particolare, prende ad esempio due casi in cui la stigmatizzazione territoriale ha giocato un ruolo determinante. Nel primo, come violenza subita dal quartiere. Nel secondo come dispositivo per ricostruire dal basso una nuova narrazione da contrapporre a quella stigmatizzante. Lo studio è stato condotto attraverso l’utilizzo dei mixed methods, combinando interviste semistrutturate all’ analisi quantitativa di articoli di giornale.

Il contributo analizza la costruzione dell’immaginario urbano del quartiere Bolognina, a Bologna. Con strumenti quantitativi (dati censuari; wordfrequency analysis) e qualitativi (content analysis; analisi visuale), si individuano le narrazioni del quartiere della municipalità, della stampa locale e le contronarrazioni dell? attivist?. Quest? sfidano l’immaginario ufficiale, trasformando il city brand in una piattaforma di scontro politico.

Paolo Do, Letteria Lia Fassari, Gioia Pompili, Anna Maria Paola Toti

Crossing stigmatizing spaces of homelessness and mental distress

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

This work presents a sociological study on the processes of stigmatization in the urban context of Rome. At the centre of our work is the observation of the geography of marginality, carried out from two profoundly different viewpoints: people experiencing homelessness and individuals affected by psychiatric distress. The two different angles will help us analyze both the destructive movement of the production of stigma and the configuration of spaces of subtraction, defence or opposition to it. The article focuses on understanding these social figures, who are often viewed through the lens of others and are seen as incapable of acting autonomously. Their perspectives are rarely considered, and they are often viewed as subjects to be intervened upon.

Ilaria Meli

Analisi di un processo di stigmatizzazione. Uno studio di comunità a Nuova Ostia

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

Nel dibattito sulla questione urbana, una categoria analitica ormai consolidata (Mudan Marelli, 2020) è quella della stigmatizzazione territoriale (Wacquant, 2008). La presente analisi approfondisce mediante uno studio di comunità il caso del quartiere di Nuova Ostia (Roma). Caratterizzato dagli elementi – infrastruttu-rali, urbanistici e socioeconomici – che secondo gli studi sono tradizionalmente alla base della creazione di stigma (Schultz Larsen, Delica, 2019), al tempo stesso rap-presenta un esempio interessante. L’esito di processi combinati di blaming, legati alla presenza criminale, segregazione spaziale, esclusione sociale, approcci istitu-zionali securitari hanno prodotto effetti molto concreti sulla comunità.

Eduardo Ramos, Isadora Vianna Sento-Sé

“Pacification” of Favelas in Rio de Janeiro: The Case of UPPs

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

This article discusses the pacification policy implemented in Rio de Janeiro, the establishment of Pacifying Police Units (UPPs) in favelas. The stigma associated with favelas and their residents as dangerous and criminal is reinforced, further le-gitimizing police action against them. Even if violence is reduced, the underlying stereotypes and prejudices that have historically guided the State’s relationship with favelas will remain unchanged.

This paper offers a synthesis of critical urban studies and decolonial perspec-tives, adopting the concepts of territorial stigmatization and destigmatization to deepen the study of urban inequality and exclusion in Western societies. This hy-bridization underscores the need to understand urban dynamics within broader so-cial and historical perspectives, offering insights for promoting inclusivity and re-ducing urban disparities.

Eleonora Clerici, Giuseppe Ricotta

Preface

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2024

A cura della Redazione

Libri

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 135 / 2024

A cura della Redazione

M come Madre

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 135 / 2024

Il presente lavoro descrive il caso emblematico di un’adolescente nigeriana, vittima di tratta, ingiustamente reclusa nel sistema penitenziario minorile con una grave accusa di tratta. Attraverso la collaborazione tra IPM e un progetto specializzato per la presa in carico delle possibili vittime viene raccolta la storia migratoria della ragazza. L’utilizzo di proiettivi grafici (disegno dell’albero, disegno del bambino sotto la pioggia, disegno della famiglia) restituisce l’identità della giovane e le conseguenze sulla personalità dei molti traumi subiti. A seguito dell’intervento, la giovane verrà identificata formalmente come vittima, affidata in una comunità per minori dove intraprenderà un percorso di trattamento ed empowerment.

Luca Pappalardo, Marco Cappellini

Una certa idea di coppia

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 135 / 2024

L’articolo ha lo scopo di offrire una riflessione sulla necessità di un’integrazione tra i vari contributi teorici relativi alla clinica di coppia e una proposta di un modello di lettura e di intervento che connetta i modelli emergenti da buona parte della letteratura sistemico-relazionale. Una proposta questa da mettere a disposizione della clinica e della formazione.

Stefano Cirillo

Violenza coniugale e violenza assistita: un approccio familiare-individuale

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 135 / 2024

Il fenomeno del maltrattamento dell’uomo nei confronti della compagna richiede un’analisi complessa, tanto della relazione coniugale che della personalità dei due protagonisti e dei figli che assistono alla violenza. Oltre ai necessari interventi di protezione della vittima, vanno pianificati trattamenti individuali (non di coppia) sia della donna che fatica a uscire dalla relazione maltrattante, sia dell’uomo autore della violenza, senza trascurare programmi specifici per i bambini.

Jérôme de Bucquois, Gauselm Depasse, Isabelle Goldschmidt

L’arte del Kintsugi come metafora delle crepe del terapeuta e delle famiglie in difficoltà

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 135 / 2024

L’arte del Kintsugi, la supervisione del terapeuta e la terapia familiare sono processi che comportano il susseguirsi di fasi essenziali di trasformazione. In questo articolo, utilizzando la metafora del Kintsugi e il processo che esso richiede, proponiamo di chiarire e illustrare meglio queste fasi di formazione del terapeuta all’interno di un processo di supervisione e il percorso seguito da una famiglia all’interno di un processo terapeutico. Tre voci in cui ciascuna racconterà, in prima persona, la propria esperienza per rintracciare, infine, il filo rosso di congiunzione che le lega e rende possibile un dialogo.