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Matteo Bessone, Francesco Lo Bianco, Gianluca D'Amico

Transforming clinical psychology: An ecological and psychopolitical perspective. An Italian and global case

RIVISTA DI PSICOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2024

Historically, the field of study and intervention of clinical psychology is the suffering and treatment of individuals, just as the forms through which it is applied are individual. However, its scope, techniques, theories and epistemological assumptions are always interconnected with and shaped by socio-cultural, economic, and political contexts and factors. This paper will summarize some of the underlined critical issues of clinical psychology highlighted in various areas of literature and experienced in daily practice, according to a "psychopolitical" perspective. Subsequently, developmental theoretical and practical trajectories will be outlined that incorporate these critical issues by tending toward an evolution of psychology, aiming to bring its responses closer to the rights and needs of peoples, communities, individuals and groups so as to develop its democratic scope and thus enrich its contribution in the dialectical-creative process of active community participation.

Nicolò Gaj

Three approaches to overcome compartmentalization: A brief epistemological analysis

RIVISTA DI PSICOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2024

The authors of the target article (Salvatore et al., 2022) provided an in-depth analysis of the features and the causes of professional psychology’s fragmentation, generally referred to as compartmentalization. The present contribution is a critical reflection on the three approaches aimed at overcoming it. In conclusion, some preliminary remarks are presented regarding the primary components that a theory of practice should encompass.

Angelo Maria De Fortuna, Raffaele De Luca Picione

Negative capacity. From a psychoanalytic notion to a democratic strategy for dealing with conspiracy theories

RIVISTA DI PSICOLOGIA CLINICA

Fascicolo: 1 / 2024

Authors claim an innovative viewpoint on the conspiracy theories phenomenon. Considering them as epiphenomena of the crisis, authors do not see them as a mere attack to democracy (although they may have anti-democratic effects), rather they see them as creations in response to the human need for meaning. Thinking about the concepts of power and knowledge democracy, authors argue that the development of negative capacity can represent a strategy for individual and social development in a democratic perspective. Such capacity, if cultivated in a systemic and systematic way, can support the coexistence of different narratives (conspiracy and non-conspiracy) and well-being, providing an important aid to the individual and social right to understand the world while respecting otherness.   

A cura della Redazione

Autori/Autrici

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

Paolo Coppari, Marco Moroni

Terre e memorie in movimento. Le aree interne viste dai Cantieri Mobili di Storia

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo analizza l’efficacia di ‘Work experience’ un progetto di formazione e inclusione sociale, che viene implementato a Jesi (An) dal 2009 con persone affette da disagio psichico e in carico al Dipartimento di Salute Mentale di Jesi. Dopo un’iniziale panoramica globale di come viene finanziata la salute mentale e di quali sono le tendenze dei disturbi psichici e l’impatto che hanno sulla vita sociale, professionale ed economica, l’articolo prosegue con un focus sull’importanza del lavoro e di quanto sia strettamente interconnesso con la salute mentale, sia per chi soffre di disturbi psichici, sia per gli altri individui. L’articolo prosegue con un breve excursus storico sui vari tentativi che sono stati fatti in Italia prima del 1978, anno di approvazione della legge 180, che decretò la chiusura dei manicomi e un nuovo modo di lavorare nell’ambito della salute mentale, per favorire l’inclusione lavorativa dei pazienti psichiatrici per poi entrare nel vivo di quelli che sono i tirocini di inclusione sociale. L’articolo si conclude quindi con la dimostrazione dell’efficacia del progetto ‘Work experience’, che in termini economici ha contribuito a ridurre la spesa sanitaria, perché ha avuto un impatto importante nella riduzione dei ricoveri nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Jesi, rispetto a prima che questo progetto avesse inizio.

Vittorio Lannutti

‘Work experience’ un efficace strumento per migliorare la qualità della vita dei pazienti psichiatrici

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo analizza l’efficacia di ‘Work experience’ un progetto di formazione e inclusione sociale, che viene implementato a Jesi (An) dal 2009 con persone affette da disagio psichico e in carico al Dipartimento di Salute Mentale di Jesi. Dopo un’iniziale panoramica globale di come viene finanziata la salute mentale e di quali sono le tendenze dei disturbi psichici e l’impatto che hanno sulla vita socia-le, professionale ed economica, l’articolo prosegue con un focus sull’importanza del lavoro e di quanto sia strettamente interconnesso con la salute mentale, sia per chi soffre di disturbi psichici, sia per gli altri individui. L’articolo prosegue con un breve excursus storico sui vari tentativi che sono stati fatti in Italia prima del 1978, anno di approvazione della legge 180, che decretò la chiusura dei manicomi e un nuovo modo di lavorare nell’ambito della salute mentale, per favori-re l’inclusione lavorativa dei pazienti psichiatrici per poi entrare nel vivo di quelli che sono i tirocini di inclusione sociale. L’articolo si conclude quindi con la dimostrazione dell’efficacia del progetto ‘Work experience’, che in termini economici ha contribuito a ridurre la spesa sanitaria, perché ha avuto un impatto importante nella riduzione dei ricoveri nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Jesi, rispetto a prima che questo progetto avesse inizio.

Lucia Romagnoli, Marco Polvani, Rossella Silvestre

Innovare i servizi di welfare nel cratere sisma 2016

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

Il cratere del post sisma 2016 è una vasta area geografica provata dalle conse-guenze del terremoto e alle prese con le problematiche preesistenti tipiche delle aree interne del nostro Paese. Qui i servizi di welfare locale faticano a dare ri-sposte adeguate ai bisogni sociali emergenti e sempre più pressanti delle comuni-tà. In questi luoghi, inoltre, la carenza di una popolazione giovanile radicata e pronta ad attivarsi ha costituito un disincentivo al rafforzamento dei servizi e del tessuto sociale ed economico locale oltre che alla costruzione di politiche mirate per il contrasto alla povertà giovanile e femminile. I dati sulla popolazione NEET raccontano uno spaccato non ancora adeguatamente intercettato su cui è neces-sario intervenire. Per rispondere a questi problemi, il ricorso a pratiche collabo-rative tra pubblico e privato sociale formale e informale può costituire un’opportunità nuova ma ancora non sufficientemente esplorata per via di pro-blematiche contingenti e/o strutturali. In questo articolo vengono quindi descrit-te le attività che ActionAid svolge in questa area, fin dai primi giorni dopo il ter-remoto, per rispondere alle criticità con l’attivazione di pratiche collaborative con amministrazioni, comunità e attori del privato sociale. Attraverso la presen-tazione del progetto RETI, vengono approfondite le attività svolte da Actionaid per sostenere la partecipazione e il protagonismo delle persone e per costruire forme di cooperazione comunitaria finalizzate a meglio contrastare le condizioni di vulnerabilità presenti anche attraverso gli strumenti della coprogettazione dei servizi.

Walter Cerfeda

Dieci anni dopo

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

Antonio Calafati, Francesca Mazzoni, Andrea Pizzini, Stefano Zoli

L’Area interna “Appennino Alto Fermano”: uno studio di caso

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

In questo lavoro si conduce una riflessione critica preliminare sulle Aree interne delle Marche con riferimento a quattro temi: le traiettorie di declino socio-economico pluri-decennale che esse hanno seguito; la congruità della loro perimetrazione dalla prospettiva del paradigma dello sviluppo locale consolidatosi in Italia; le profonde ed estese relazioni di interdipendenza tra il territorio delle Aree interne e il resto del territorio regionale; il ruolo dei centri maggiori nel garantire l’accesso a un soddisfacente ‘grado di urbanità’ alla popolazione locale. Nel lavoro si sostiene che l’evidenza empirica disponibile – e anche quella preliminarmente presentata nel lavoro – suggerisce un profondo cambiamento dei fondamenti metodologici e teorici della Strategia per le Aree interne delle Marche. Il modo in cui i quattro temi sopra richiamati sono stati sin qui affrontati è di ostacolo alla costruzione di efficaci strategie di rigenerazione economica, sociale ed ambientale. L’importanza e l’urgenza di riconfigurare il sistema delle politiche per le Aree interne sono accresciute dal fatto che esse coprono circa il 44% del territorio regionale.

Antonio Calafati, Francesca Mazzoni, Andrea Pizzini, Stefano Zoli

Le Aree interne delle Marche: organizzazione territoriale e traiettorie di sviluppo

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 1 / 2024

In questo lavoro si conduce una riflessione critica preliminare sulle Aree interne delle Marche con riferimento a quattro temi: le traiettorie di declino socio-economico pluridecennale che esse hanno seguito; la congruità della loro perimetrazione dalla prospettiva del paradigma dello sviluppo locale consolidatosi in Italia; le profonde ed estese relazioni di interdipendenza tra il territorio delle Aree interne e il resto del territorio regionale; il ruolo dei centri maggiori nel garantire l’accesso a un soddisfacente ‘grado di urbanità’ alla popolazione locale. Nel lavoro si sostiene che l’evidenza empirica disponibile – e anche quella preliminarmente presentata nel lavoro – suggerisce un profondo cambiamento dei fondamenti metodologici e teorici della Strategia per le Aree interne delle Marche. Il modo in cui i quattro temi sopra richiamati sono stati sin qui affrontati è di ostacolo alla costruzione di efficaci strategie di rigenerazione economica, sociale ed ambientale. L’importanza e l’urgenza di riconfigurare il sistema delle politiche per le Aree interne sono accresciute dal fatto che esse coprono circa il 44% del territorio regionale.

Notizie, commenti e letture

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2024

Ricordo di Giulia De Marco, di Daniela Bacchetta / Minori stranieri non accompagnati: un convegno all’Università di Verona per riflettere sulle sfide e soluzioni nel contesto europeo, di Beatrice Rigotti, Alessandra Cordiano / Educazione all’affettività e alla sessualità: perché è importante introdurre la Comprehensive Sexuality Education nelle scuole italiane, del Coordinamento del Gruppo CRC / Verso la Giornata nazionale dell’affidamento familiare, di Frida Tonizzo, Alessia Comin

Dal 2017, in Piemonte e Valle d’Aosta, una convenzione interistituzionale rinnova periodicamente l’incarico alle Università del territorio di fornire formazione continua, percorsi di accompagnamento e di mutuo aiuto per i tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Il monitoraggio del biennio 2022-2023 ha permesso di confrontare dati quantitativi sulle aperture di tutela e analizzare le caratteristiche dei 500 tutori iscritti al registro del Tribunale per i minorenni di Torino. Nel 2022, nonostante l’organizzazione di due corsi di formazione dovuta all’emergenza ucraina e il conseguente aumento delle adesioni degli aspiranti tutori volontari, si è spesso preferita la nomina del tutore istituzionale. Uguale tendenza si è riscontrata nel 2023. Tuttavia, la scelta del tutore volontario resta da privilegiare. Un’analisi qualitativa svolta tramite interviste a testimoni privilegiati ha infatti evidenziato la particolarità della tutela volontaria, soprattutto nei casi più complessi o con minori più vulnerabili: i tutori volontari non solo facilitano l’ottenimento dei documenti necessari, ma giocano un ruolo cruciale nel percorso di integrazione dei msna anche dopo la maggiore età.