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Giuseppe Esposito, Vittorio Miozzi, Flavia Posabella, Alessandra Soldi

Dalla resilienza all’antifragilità: il nostro Modello Peri-Sistemico Tangenziale

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 134 / 2024

Da quasi 20 anni lavoriamo in équipe un giorno a settimana e, nel tempo, la nostra utenza si è sempre più orientata verso famiglie provenienti dai Servizi Sociali. Abbiamo progressivamente sviluppato un modello di intervento centrato sui sistemi: sistemi familiari multiproblematici, sistema giudiziario, Servizi Sociali e Servizi psichiatrici sistema terapeutico. Abbiamo definito questo intervento peri-sistemico tangenziale per identificare un movimento di connessione circolare che tocca tutti i sistemi coinvolti nella presa in carico della famiglia e, non facendone parte, è in grado di attivare le risorse delle famiglie e dei sistemi.

Nella specificità dell’incontro con famiglie che lottano con le dimensioni umane del morire, il T.F. si pone domande fondamentali con profonde implicazioni etiche: come e quando ricucire la scissione tra il tempo medico e i tempi psichici della famiglia? Come sostenere la libertà di scelta del singolo e del sistema quando queste non coincidono? Ogni perdita funzionale dettata dalla malattia richiede supplenti che devono potersi aggiungere: come e quanto la famiglia può integrali? Quanto e come usare il Sé del terapeuta che si confronta con continue perdite? Ha senso offrire la psicoterapia e quali dimensioni deve lavorare? Attraverso le continue riflessioni sui processi clinici condotti dall’équipe Lutto del Polo Clinico dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma, l’obiettivo del nostro lavoro è diventato individuare e rinsaldare gli elementi che sostengono i processi vitali della famiglia. I temi del vivere e del morire costringono il sistema terapeutico a un continuo cambiamento adattivo; solo tollerando l’impotenza e restando disponibili ad apprendere da questa dolorosa esperienza, il limite destrutturante può diventare occasione per ricostruire nuovi modi di comunicare, di stare, di vivere. Ricostruire sulle relazioni, cercare e fortificare le risorse integre, il lavoro sul Tempo e la scelta consapevole di come viverlo sono il centro del nostro lavoro clinico. La relazione terapeutica è il luogo elettivo di questo processo di apprendimento reciproco, che permette alla famiglia di conoscersi e riconoscersi anche dentro i nuovi confini imposti dalla malattia e ai terapeuti di lavorare i margini di loro stessi e di ciò che si può considerare terapeutico.

Questo articolo nasce dalla mia esperienza clinica nel Servizio “Cicogna Distratta” dell’Istituto di Alta Formazione e di Psicoterapia Familiare di Firenze1 e nello staff del Centro Procreazione Assistita Demetra di Firenze e si pone l’obiettivo di approfondire le complessità specifiche della fecondazione con donazione di gameti e di offrire strumenti di osservazione clinica e di intervento ai professionisti che lavorano in questo delicato ambito d’intervento.

A cura della Redazione

Recensioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2024

Andrea Castiello d’Antonio, Davide Cavagna, Mauro Fornaro, Emanuela Leuci, Silvia Marchesini

Recensione-saggio

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2024

Alberto Merini, Paolo Migone

Aneddotica minore nella psichiatria italiana

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2024

Sono rievocati alcuni ricordi di una vacanza in Valle d’Aosta dell’agosto del 1952 in cui, tra le altre cose, vengono fatti dei riferimenti riguardanti alcuni aspetti della storia della psichiatria accademica a Milano degli anni 1950-60.

Adela Abella

L’analista e il suo rapporto con la teoria: un incontro tra balene e orsi polari

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2024

Vengono poste due domande interconnesse. La prima riguarda il modo con cui ogni psicoanalista costruisce il proprio sistema teorico, e viene proposta l’idea che questa costruzione sia composta da tre elementi: il patrimonio teorico ricevuto; la propria personalità e la propria storia, sia perso-nale che psicoanalitica; l’atmosfera socioculturale, cioè il tessuto di sensibilità, credenze, aspira-zioni e preoccupazioni specifiche dell’area geografica e del periodo storico. Il risultato è un edificio teorico molto personale, spesso eterogeneo, in gran parte inconscio e intriso di affetti. La se-conda domanda riguarda cosa succede quando si incontrano analisti con background teorici diversi. Un dettagliato caso clinico mostra la tensione tra teorie ufficiali e teorie private nell’analista nonché l’inevitabile presenza di un certo grado di non-comunicazione come invariante antropologica.

Anne Erreich

Il bambino competente: la mente infantile non è primitiva né pre-rappresentazionale

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2024

Di fatto, oggi sono in voga delle teorie che collegano la psicopatologia grave dell’adulto all’incapacità del bambino nella fase preverbale di formulare o rappresentare le esperienze traumatiche. A questo proposito, vengono analizzati i lavori di Howard B. Levine e Donnel B. Stern, partendo dall’idea che i risultati delle ricerche empiriche siano decisamente rilevanti per la teorizzazione psicoanalitica. Da questi risultati emergono scarse evidenze a supporto dell’ipotesi di un neonato con stati mentali “primitivi e non rappresentati”. Di fatto, i risultati delle ricerche suggeriscono proprio il contrario: l’idea di un “neonato competente”, dotato di una capacità di discrimina-zione percettiva estremamente accurata e di una capacità innata di registrare e rappresentare l’esperienza soggettiva, a livello di memoria sia procedurale sia dichiarativa, persino nel periodo prenatale. Non sembra quindi plausibile sostenere che i deficit di rappresentazione siano il nucleo della psicopatologia grave nell’adulto, la quale invece è il frutto di manovre difensive nei confronti di verità inconoscibili e indicibili e non dell’assenza di una capacità rappresentativa preverbale. Le ricerche pongono un’importante sfida alle teorie psicoanalitiche che postulano cosiddetti “stati mentali primitivi”, esperienze “non formulate”, “non rappresentate”, “non simbolizzate” o stati “non-consci”.

Pier Francesco Galli

Una intervista (2001)

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2024

In occasione della morte di Pier Francesco Galli (9 novembre 1931 - 13 luglio 2024), che tra le altre cose nel 1967 fondò la rivista Psicoterapia e Scienze Umane, viene ripubblicata una intervista che gli fece il regista Francesco Merini in preparazione del film I settant’anni di un maestro (https://vimeo.com/308667961), che fu regalato a Pier Francesco Galli il 9 novembre 2001 per il suo 70° compleanno. L’intervista ripercorre la biografia di Galli intrecciando il percorso professionale a quello più intimo e umano, con ricordi, aneddoti e l’umorismo campano tipico che gli apparteneva. Vengono raccontati i suoi anni dell’infanzia e della prima giovinezza a Nocera Inferiore, dove nacque, l’inizio della vita professionale a Milano, le esperienze in Svizzera, il rapporto con gli amici più cari, i suoi interessi culturali e professionali, il modo con cui concepiva la psicoanalisi, etc.

Andrea di Piazza, Valeria Grippo, Francesca Mazzarella

Green Jobs e utilities

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2024

La transizione ecologica è stata definita una nuova rivoluzione industriale per l’ampio impatto strutturale previsto sui mercati del lavoro in tutto il mondo. I policy-maker coinvolti in questo processo hanno due obiettivi principali, il primo è quello di creare nuovi lavori connessi al rinnovato modello di crescita economica (i “green jobs”) e il secondo è proprio quello di promuovere e sostenere uno sviluppo sostenibile. Il concetto di “lavori verdi” non è nuovo e sta comportando la ridefinizione delle competenze richieste dalle aziende, ormai orientate alla pro-mozione di prodotti e servizi “verdi”. Negli ultimi anni, infatti, il tema dei “green jobs” è stato oggetto di una crescente attenzione non solo da parte degli ambienti politici ma anche dal mondo aziendale e accademico che vedono l’opportunità di creare nuovi profili professionali o rinnovare quelli esistenti in qualsiasi settore economico e occupazionale. Le politiche comunitarie vedono la transizione verde come un’opportunità per creare posti di lavoro in settori economici esistenti ed emergenti ma anche come occasione per riqualificare e migliorare le competenze dei lavoratori in un’ottica di sviluppo sostenibile. Nonostante questo rinnovato interesse, in parte spinto dalla necessità di mitigare gli impatti della crisi climatica e degli shock esterni come la pandemia di Covid-19 e la situazione internazionale, resta ancora da definire il perimetro di queste figure professionali e, soprattutto, la loro classifica-zione con il fine di registrare e tracciare l’evoluzione di professioni innovative nel settore dell’economia verde.

Il Codice dei Contratti Pubblici reca al suo interno la disciplina sulle società di scopo. L’istituto origina dalle società di progetto ma il Codice non ha operato un mero cambio di denominazione, introduzione l’obbligatorietà della loro costituzione per gli affidamenti sopra soglia e, soprattutto, la generalizzazione per tutte le operazioni di parternariato. L’ampliamento voluto dal legislatore induce a esaminare le previsioni sulla disciplina delle società di scopo, che presentano una particolarità di fondo, su cui intende concentrarsi il contributo: l’innesto all’interno del Codice dei Contratti Pubblici di disciplina regolativa della forma giuridica di un organismo societario, con le conseguenti implicazioni in termini di rapporti tra fonti e riflessi sull’autonomia privata degli operatori economici.

Fabrizio Facchinetti, Antonio Massarutto, Ernesto Cassetta

Finanza “blended” per il settore idrico: alcune esperienze internazionali

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2024

Questo articolo analizza alcuni casi di studio, riguardanti la gestione dei servizi di acqua potabile e smaltimento delle acque reflue, in quattro Paesi: Portogallo, Germania, Francia e Paesi Bassi. Lo scopo è quello di analizzare il ruolo assunto da alcuni intermediari finanziari e non come catalizzatori di finanza blended, per la gestione dei finanziamenti all’interno del settore idrico di ogni Paese preso in considerazione per l’analisi. L’idea è quella di fornire degli esempi di gestione fi-nanziaria alternativa in quelle realtà in cui la gestione della risorsa idrica è preca-ria

Luigi Capoani, Cristoforo Imbesi, Francesca Rinaldi, Claudio Annibali

Return migration, self-selection and labour market outcomes

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 2 / 2024

The extensive literature has determined that migration is often temporary rather than permanent. Nevertheless, the topic of return migration continues to be inadequately investigated. This paper offers a chronological review of the literature analysing the impact of labour market outcomes on the return decision. In this regard, the authors investigated the causes of return while presenting the main theoretical and empirical findings on self-selection. The empirical literature indi-cates that the selection in the return phase is negatively correlated to the one of the emigration phase. Furthermore, the authors assessed the influence of return migration on the labour market outcomes, thus finding that the most evident ef-fects occur in the short run, while the market structure determines their length and magnitude. In this context, Central-Eastern Europe represents a suitable case study for the impact of returnees’ activities on the domestic labour market. Whereas the findings suggest a positive outcome, more adequate re-integration policies could further enhance both regional and national economic growth.

Claudio Nigro, Simona Curiello, Enrica Iannuzzi, Enrico Lubrano, Vincenzo Sanguigni, Raffaele Silvestri, Rosa Spinnato

How complexity affects and shapes the dynamics in the football industry

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2024

This paper examines the complex dynamics at play within the football industry, highlighting how intricate and auto-catalytic processes impact and shape its operational landscape. By examining the interplay and mutual interactions in the objective functions (1) and the transition stages in the value chain (2), the study tries to shed light on the very diverse range of interactions characterising football industry. By examining the interplay and mutual interactions within the objective functions system (1), a source of complexity was found due to the impossibility of isolating the effect of a single variable on the entire structure. Then, the study analysed the transition stages in the value chain (2), from lower levels to elite competitions and vice versa, revealing the complexity that impacts the organisation, strategies, and decision-making of football clubs. The paper aims to evaluate the contributions of different components, such as economic and financial requirements and team achievements, to the self-sustaining nature of the football ecosystem. By examining these two themes, this article aims to provide a critical analysis of the intricacies of the football industry. This analysis should aid in identifying potential avenues for future research and determining the managerial frameworks and mechanisms required to navigate this complex industry. * Despite being a collaborative effort, §§ 1, 3.3 and 4 are attributed to Claudio Nigro; § 3.1 to Simona Curiello; §§ 3.3.1, 3.3.2 and 3.3.3 to Enrica Iannuzzi; §§ 3.2, 3.2.1 and 3.2.2 to Enrico Lubrano; §§ 2, 3 and 5 to Vincenzo Sanguigni; § 3.4 to Raffaele Silvestri; §§ 2.1, 2.2, 2.3, 3.1.1 and 3.1.2 to Rosa Spinnato.

Leonardo Modina

Private equity in football: How the arrival of funds has impacted the industry

CORPORATE GOVERNANCE AND RESEARCH & DEVELOPMENT STUDIES

Fascicolo: 2 / 2024

This paper investigates the role of private equity investments in professional football clubs, a phenomenon that has been growing in recent years. The results of the work conducted confirm the impact of private equity not only in terms football clubs financial results, but also as a force for change on the entire industry. The qualitative analysis conducted makes it possible to identify the criteria by which ideal target companies are identified. The quantitative analysis introduces an original calculation formula to determine the value of a football club. Its application is shown on a sample of football clubs. The study is of particular relevance because it offers insights into the effectiveness of the private equity channel in stimulating investment in professional football. Indeed, fostering an understanding of the effects of such investment is key to encouraging changes that maximize the benefits of private equity players' entry and mitigate the potential risks.