RISULTATI RICERCA

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The study investigates cancer from a multifactorial perspective, aiming to eluci-date the intricate relationship between behavioral and socio-economic factors and their impact on disease prevalence and prevention practices. Adopting a mixed-methods approach, it integrates socio-economic and epidemiological analyses with an empirical survey conducted in a specific area of the province of Lecce (Apulia, Italy), examining the subjective perception of risk and screening-related behaviors and engagement. Findings reveal substantial socio-economic disparities in cancer incidence and risk perception, highlighting gender-related differences in prevention attitudes. Notably, a surprising divergence emerges be-tween increased risk awareness and actual screening uptake, hinting at cultural inertia or systemic barriers. The study underlines the critical role of socio-economic status in health disparities and advocates for personalized prevention strategies, considering socio-economic and cultural contexts. It proposes the cre-ation of a comprehensive, multifactorial cancer dataset to identify individual and collective profiles for developing targeted prevention policies. The integration of big data analytics with conventional epidemiological approaches is posited as essential for refining cancer prevention policies and deepening the contextual understanding of cancer epidemiology.

Valentino Santoni

Il welfare aziendale territoriale: una prima mappatura dei casi italiani

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

La progressiva diffusione del welfare aziendale in Italia ha portato ricercatori e studiosi a interrogarsi circa i rischi di frammentazione che questo fenomeno può generare tra le organizzazioni e tra i lavoratori. Proprio per questo negli ultimi anni molte ricerche hanno evidenziato il potenziale ruolo innovativo del welfare aziendale territoriale, cioè quelle progettualità incentrate sul welfare d’impresa ma promosse attraverso la costruzione di reti multiattore. Tali pratiche rappre-sentano un’opportunità anche per valorizzare il legame tra l’azione dell’impresa e le pratiche di Environmental, Social, Governance (ESG) e legate alla sostenibi-lità, in modo particolare perché l’adozione di strumenti aggregativi porta a ri-durre le disuguaglianze associate al welfare aziendale e facilita il coinvolgimen-to delle imprese che, per varie ragioni, sono escluse da tali possibilità.

A cura della Redazione

Introduzione

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

Lo sfruttamento lavorativo agisce in maniera più violenta su categorie sociali più deboli. Le persone migranti sono maggiormente a rischio di essere sfruttate per fattori normativi, istituzionali, sociali e culturali che creano isolamento, asimme-trie di potere e maggiore povertà relazionale. In che modo la comunicazione istituzionale ha affrontato il tema dello sfrutta-mento lavorativo connesso al tema della migrazione? Dopo aver analizzato le principali campagne di informazione promosse in Italia negli ultimi quindici anni, l’articolo presenta il punto di vista dei membri di di-verse associazioni diasporiche presenti sul territorio relativamente al loro grado di conoscenza delle stesse campagne, della loro percezione rispetto allo sfrutta-mento lavorativo e alla loro disponibilità a collaborare con le istituzioni per contrastare lo sfruttamento del lavoro e per dare visibilità a “persone/lavoratori immigrati inconsapevoli” dei propri diritti.

Fiammetta Fanizza, Fiorella Spallone

La definizione del welfare space nel progetto di riqualificazione di Borgo Mezzanone

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

Il concetto di welfare space quale obiettivo destinato a dettare l'agenda politica dei prossimi anni, specie tenuto conto delle risorse messe a disposizione dal Pia-no Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR), può essere considerato uno stru-mento capace di migliorare gli stili di vita, e indipendentemente dall’essere o me-no cittadini autoctoni, connotarli nel segno di un benessere generativo diffuso che investe anche i territori in quanto tali. Questo articolo discute il caso di Manfredonia, ovvero si interessa del progetto di costruzione di abitazioni destinate agli immigrati stabilmente accampati a Borgo Mezzanone.

Sara Korbi

Digitalizzazione e migrazioni: piattaforme informatiche e lavoro agricolo

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

I lavoratori migranti sono indispensabili per la tenuta del settore agroalimentare e il Covid-19 l’ha ulteriormente evidenziato. Le criticità sull’intermediazione del-la manodopera e sulle condizioni dei braccianti, però, continuano a persistere, nonostante la crescita di attenzione nelle politiche recenti a livello nazionale e regionale. Tra le soluzioni sperimentate rientrano le piattaforme digitali di in-crocio tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura, che hanno un duplice obiettivo: rendere i processi produttivi più trasparenti per contrastare lo sfrutta-mento lavorativo e far fronte alla carenza di manodopera. Tuttavia, l’interesse degli utilizzatori potenziali è stato scarso. Questa ricerca pone l’attenzione sui fattori che hanno determinato lo scarso successo delle piattaforme digitali, in particolare sugli interessi e rischi percepiti dalle imprese. A questo scopo, vengo-no analizzati due casi studio: la piattaforma del progetto F.A.M.I. Buona Terra, implementata a Saluzzo (Piemonte) e l’applicazione Fair Labor attivata a Latina (Lazio).

In Italy, migrants are often exposed to labour exploitation by working without a contract, adequate protection equipment, or being underpaid. Precarious labour conditions of migrant workers frequently hinder their regular access to essential services, such as housing. Consequently, there is a lack of endowment to social protection and health assistance. In the last decade, Italy’s high number of mi-grant victims of labour exploitation led the government to implement national policies and actions that subsequently contrast this phenomenon and the infor-mal economy. However, different regional governances were established: while the multi-level governance was mainly implemented through the project Common Ground in the Northern Regions, the Southern regions enacted the project P.I.U. Su.Pr.Eme. Applying the Conceptual Framework for Action on the Social Determinants of Health, this study, through a mixed method research conducted with the P.I.U. Su.Pr.Eme. and Common Ground street-level bureaucrats in Veneto and Sicily aim to 1) analyse the role of multi-level governance on the facilitation of health en-dowment of migrants working within an exploitative situation; 2) understand the recognition of the institutional representation through the private sector imple-menting P.I.U. Su.Pr.Eme. and Common Ground within multi-level governance; 3) assess the influence of gender and nationality as structural determinants that are perceived to impact the health inequity of migrant workers in the Veneto and Sici-ly regions.

Isabella Corvino, Claudia Petrescu, Pina Sodano

Dual mastering and labour exploitation: Life and work stories of Romanian women in home care in Italy from Romania

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

The study analyses the dual nature of mastering in the specific context of home care with reference to Romanian women employed in Italian families through life stories collected in Italy and Romania. This duality stems from the overlap between personal and work time in the home environment. The surveillance of Romanian domestic workers by the employers are combined with prejudices and sometimes sexual urges, expressed through verbal and non-verbal language, to define a coercive and segregating way of life and work, with consequences for workers in terms of exploitation, mental health and dependence on the employers’ needs, even to the extent of defining specific workers’transnational relationships with the family of origin and its social network. The processes of dehumanisation and exploitation will be analysed by interviewing women who have worked in care of Romanian nationalities and who have lived or still live in Italy. The analysis of the concept of dor, a Romanian word meaning the longing for what one has left behind and the yearning for what one will no longer find, leads to the formulation of a hypothesis while considering Romanian women employed in Italy in the ethnicized labour market: their being considered as less ‘immigrant’. In other words, as European care givers’ flows are not well controlled, it creates more favorable conditions for irregular work. This is a condition of masking or hiding persistent conditions of marginality and subordination.

Il contributo si propone di esaminare il sistema di sfruttamento del lavoro che avviene all’interno di una specifica scelta organizzativa: le esternalizzazioni di manodopera sia nel settore privato che pubblico. L’Autrice, in particolare, indaga gli impatti sulla vita lavorativa del personale esternalizzato in termini di preca-rietà, disuguaglianze salariali, dinamiche di potere e ricattabilità, focalizzandosi su due settori: l’agricoltura e i servizi socio-educativi. Oltre a esaminare i risulta-ti di due differenti ricerche empiriche, illustra l’evoluzione normativa che regola le esternalizzazioni e alcune recenti vertenze aperte da lavoratori e lavoratrici occupati in diversi comparti della filiera produttiva.

Il concetto di “lotta di classe” che ha caratterizzato le mobilitazioni del movi-mento operaio fino agli anni settanta del Novecento, non è più ricorrente per de-scrivere i conflitti di lavoro. Questo è avvenuto perché il capitale è riuscito a “rimodellare” la classe operaia attraverso operazioni di “segmentazione di clas-se”, introducendo nel sistema produttivo nuovi meccanismi di divisione della for-za-lavoro. Il ricorso all’outsorcing e al subappalto con imprese che assumono a tempo determinato hanno prodotto una frammentazione tra i lavoratori che ha evidenti effetti sull’organizzazione della classe lavoratrice. È possibile, in questo contesto, immaginare nuove possibilità di formazione della classe lavoratrice? Nel paper, attraverso la voce di lavoratori, facchini e driver iscritti al Sindacato di base Intercategioriale SI Cobas che lavorano in aziende e cooperative del set-tore logistica a Napoli e in Campania, si indagano la portata e i significati che assume il conflitto di lavoro oggi.

In un contesto caratterizzato da violenza strutturale, diseguaglianze sociali ed economie della sofferenza, i sintomi determinati da condizioni di sfruttamento lavorativo sono qui intesi come indizi paradigmatici attraverso i quali rivelare stati di sofferenza altrimenti invisibili e mostrare la traumatica realtà di una sto-ria collettiva. Si tratta di sintomi insieme individuali, sociali e politici che posso-no suscitare percorsi di riconoscimento, resistenza e guarigione se queste tre di-mensioni non sono disgiunte nella costruzione di un discorso critico su patologie, società e prassi. Questa prospettiva attinge al dibattito internazionale dell’antro-pologia medica, alle inchieste ed esperienze operaie di auto-organizzazione e non-delega sulla prevenzione dei rischi e delle nocività nei luoghi di lavoro che si sono sviluppate in Italia negli anni sessanta e settanta, e, soprattutto, a un per-corso collettivo d’inchiesta e lotta sindacale che ha avuto inizio in due stabili-menti del comparto carni di Modena nel 2023.

L'articolo affronta il tema dei percorsi di prevenzione e di accesso alle cure dei lavoratori stranieri occupati in agricoltura in Toscana; in particolare, si soffer-ma sulle conseguenze dello sfruttamento del lavoro sul benessere dei migranti più fragili e vulnerabili che svolgono le mansioni più gravose, pericolose e disprezzate. Dopo aver tracciato il quadro di riferimento relativo ai rischi di infortunio e alle condizioni di salute dei lavoratori stranieri in Toscana e dopo aver descritto l’impianto metodologico della ricerca, l’articolo si concentra sui principali risul-tati emersi prestando specifica attenzione a tre dimensioni: al rischio di depaupe-ramento del capitale di salute, anche ma non solo per cause lavoro correlate; al-la salute come “fatto privato” del lavoratore e alla carenza di reti formali e isti-tuzioni capaci di una presa in cura tempestiva ed efficace; ai limiti e alle oppor-tunità della medicina del lavoro nell’intervento rivolto ai migranti più vulnerabi-li.

Federica Cabras, Luigi di Cataldo, Monica Massari

Corpi migranti al lavoro. Forme di sfruttamento e processi di (in)visibilizzazione dalle campagne siciliane alle piattaforme digitali

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo propone un’analisi esplorativa, in chiave comparata, delle condi-zioni di vita dei migranti che lavorano in due distinti mercati e in due diversi con-testi geografici: il settore agricolo nelle serre del ragusano e l’on-line food deli-very a Milano. Si tratta di uno studio qualitativo, condotto tramite interviste in profondità a lavoratori, esponenti sindacali e altri testimoni privilegiati. L’analisi comparativa si sviluppa lungo tre direttrici tra loro strettamente con-nesse: (i) le corrispondenze tra le evoluzioni del mercato e la composizione socia-le della manodopera; (ii) le modalità di reclutamento; (iii) il legame tra lavoro e salute, ossia gli effetti psico-fisici sui corpi migranti prodotti dalle condizioni di impiego e di vita. Tra i due campi di ricerca emergono elementi di continuità interessanti, accanto a divergenze contro-intuitive, che arricchiscono il dibattito scientifico sulle for-me di subordinazione e sfruttamento imposte dal capitalismo neoliberista, sugge-rendo ulteriori e necessari spunti di analisi.