La psicoanalisi fonda la sua teoria e la sua prassi clinica sull’interpretazione dei so-gni. Dall’opera monumentale della Traumdeutung freudiana, che dichiara l’indagine dei processi onirici la “via regia per l’inconscio”, fino alle affascinanti speculazioni di Wil-fred Bion, che ribalta l’assunto senza scardinarlo, dicendo che non è l’inconscio che crea il sogno, ma il sogno che crea l’inconscio, possiamo confermare l’importanza basilare del sognare in salute e in malattia. Una rispettabile, ma minor mole di studi è dedicata in ambito psicoanalitico al sonno, premessa fisiologica del sognare, fenomeno comune agli umani e ad altri animali, che dall’ambito originario del mito è divenuto oggi sempre più oggetto dell’indagine privilegiata della neurofisiologia e delle neuroscienze. Questo lavoro si dedica invece a un terzo tema meno noto e celebrato: quello dei processi psichici che precedono l’addormentamento; e, simmetricamente, al percorso inverso del risveglio. Il trascorrere dalla veglia al sonno e viceversa, esperienza al tempo stesso banale e perturbante, è uno spazio di coscienza sospesa nel quale abbiamo la possibilità di sorprendere noi stessi; una zona privatissima, ipersoggettiva, nella quale talora gli artisti e gli scienziati hanno un contatto privilegiato con il preconscio e con la creatività.