La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli
L’essai analyse le rôle assigné aux l’ordre public dans la proposition de règlement européen sur la filiation, en s’interrogeant sur la marge de manœuvre pour les Etats et en formulant quelques propositions pour assurer la viabilité de la proposition.
Il lavoro esamina la condizione giuridica dei figli nati attraverso la tecnica della gestazione per altri alla luce della proposta di Regolamento della Commissione europea sul riconoscimento della filiazione in situazioni transfrontaliere. In particolare, si focalizza l’attenzione sui rimedi per assicurare la continuità dei legami familiari anche di fatto e l’esercizio della relativa responsabilità genitoriale. Dall’analisi della giurisprudenza della Corte EDU in materia emerge la necessità di valutare il migliore interesse del minore rebus sic stantibus e in base alle mutevoli circostanze concrete. In questo senso, si propone di applicare la disciplina di cui all’art. 279 c.c. (e norme richiamate) ai nati da maternità surrogata e ai minori in Kafala, in quanto essa può garantire una tutela flessibile ed effettiva, in linea con la recente Riforma del codice di procedura civile
La Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato è stata il primo attore internazionale ad affrontare il problema delle cd. filiazioni claudicanti nella prospettiva del diritto internazionale privato. Più precisamente, è stato costituito un Gruppo di Esperti provenienti da ventiquattro Stati membri della Conferenza con il compito di considerare la fattibilità di lavorare sulle questioni internazionalprivatistiche relative allo status dei bambini, incluse le questioni derivanti dagli accordi di surrogazione di maternità caratterizzati da elementi di internazionalità. Il presente contributo si propone di delineare gli esiti raggiunti dal Gruppo di esperti e di considerarli anche alla luce della recente proposta di regolamento formulata dalla Commissione europea.
L’essai analyse la proposition de règlement européen sur la filiation, en se concentrant sur la centralité des droits fondamentaux, sur le fait que la dimension familiale ne semble pas pour autant être clairement assumée et sur les résistances attendues de la part de certains États membres de l’Union européenne.
Il saggio esamina la Proposta di regolamento in materia di riconoscimento transfrontaliero dei rapporti di filiazione evidenziando numerosi problemi posti all’accettazione della certificazione da parte dei singoli Stati membri. L’attestazione del factum filiationis richiede una armonizzazione del diritto familiare europeo resa complicata dalla necessità di rispettare le identità culturali nazionali e dal rispetto della ripartizione di competenze tra Unione e Stati membri. Il saggio evidenzia il ruolo importante attribuito alla Carta UE dall’art. 22 della Proposta e l’importanza del collegamento della Proposta con altri strumenti regolatori che propongono una nozione europea di ‘familiare’, quali il regolamento 2016/1191, le direttive 2004/38, 2003/109 e 2003/86 e il regolamento 2009/4. Per una lettura sistematica della Proposta si richiamano le soluzioni ermeneutiche elaborate dalla Corte di giustizia nei casi Pancharevo e Obywatelskich in dialogo con la Corte di Strasburgo. Una giurisprudenza europea che costituisce un importante punto di riferimento per le pronunce italiane (Cass., Sez. un., n. 38162/2022) che, al momento, hanno individuato nell’adozione e non nel riconoscimento la possibile forma di relazione instaurabile tra genitore di intenzione e figlio nato all’estero. In questo scenario emerge l’importanza di una applicazione dell’ordine pubblico sempre più attenta alle specificità del caso concreto e in grado di individuare quale sia l’interesse da proteggere in una difficile dialettica tra l’esigenza di scoraggiare il ricorso all’estero di pratiche vietate quali la maternità surrogata e l’interesse del minore a mantenere rapporti affettivi anche in ipotesi di mobilità transfrontaliera.
Il saggio analizza lo scopo e gli effetti del Certificato europeo di filiazione previsto nella proposta di Regolamento europeo sulla filiazione, evidenziandone i profili critici.
La disciplina di conflitto contenuta nella proposta di regolamento si presenta come apertamente ispirata all’obiettivo di garantire lo stabilimento della filiazione (bigenitoriale, nei limiti del possibile), parimenti limitando all’estremo le ipotesi in cui risulti possibile escludere l’applicazione della legge straniera richiamata in ragione del contrasto con i valori dell’ordinamento del foro. Le norme internazionalprivatistiche qui considerate sembrano dunque abbandonare quella posizione di “neutralità” che viene loro tradizionalmente e tendenzialmente riconosciuta, a favore del perseguimento di un chiaro obiettivo materiale, politicamente comprensibile ma, forse, strategicamente poco funzionale a coagulare il consenso di tutti gli Stati appartenenti al cd. spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.
La proposta di regolamento dell’Unione europea sul riconoscimento della genitorialità tra gli Stati membri intende promuovere la certezza del diritto e la prevedibilità delle norme in materia di competenza giurisdizionale, legge applicabile e circolazione delle decisioni anche nel settore della filiazione. Tali obiettivi inseriscono in una materia (quella della circolazione degli status familiari) che presenta dei profili delicati e sulla quale risulta senz’altro difficile intervenire in modo “neutro”. Lo scopo del presente contributo è di soffermarsi sull’analisi della proposta di regolamento, con particolare riguardo al suo campo di applicazione ed alla disciplina della competenza giurisdizionale. Quest’ultima, contenuta nel Capitolo II della proposta di regolamento, risulta variamente ispirata alle soluzioni già adottate negli altri regolamenti europei in materia di famiglia e successioni. Allo stesso tempo, la presenza di numerosi fori potenzialmente competenti presenta alcuni rischi di ridondanza e potrebbe compromettere alcuni dei sopracitati obiettivi del legislatore europeo.
L’essai analyse la proposition de règlement de la Commission européenne sur la filiation. L’accent est mis sur les convergences et les particularismes des droits nationaux et il est souligné que le règlement proposé devrait définir des méthodes pour parvenir à l’harmonie matérielle du droit des Etats de l’Union
Il contributo analizza il tema del riconoscimento della filiazione alla luce della più recente giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in materia