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Pur essendo un argomento centrale nell’analisi dei rapporti fra i due paesi, la questione dell’immagine dell’Italia e degli italiani in Albania è stata spesso lasciata ai margini degli studi storico-culturali e consegnata piuttosto al giornalismo, con il risultato di dare risalto soprattutto alle immagini televisive dell’italianità. In realtà, si può parlare della formazione di una “imagologia” albanese sull’Italia a partire dalla Grande Guerra. È in questo periodo di incontro/scontro fra i due paesi che si formano le prime immagini del mondo italiano. Si tratta di una “guerra antimperialista” condotta da un popolo in gran parte analfabeta e la cui cultura era radicata nell’oralità. Per questo motivo, è soprattutto nella traccia letteraria della canzone popolare che si possono cogliere con maggior freschezza le considerazioni, i pregiudizi o i giudizi albanesi dell’epoca. Questi componimenti sono raccolti e pubblicati in gran parte durante il periodo comunista, quando il regime alimenta a sua volta nuove immagini e una nuova interpretazione degli italiani.
L’obiettivo di questo articolo è duplice. Da un lato, quattro recenti volumi scritti da cultori di scienze sociali e dedicati alla polizia italiana contemporanea sono presi in esame. Essi sono analizzati per quanto dicono e per quanto (molto) possono essere utili allo storico che si occupi di polizia. Dall’altro lato, anche sulla base di queste letture, si dettagliano una serie di livelli e di temi che una storia delle polizie contemporanee dovrebbe avere presenti.
L’articolo si propone di ridiscutere il tema del superamento del particolarismo economico in Italia centro-settentrionale dopo l’arrivo della pandemia di peste nel 1347-1348. A fronte di una storiografia che tende ad individuare l’emersione di quattro realtà dominanti (Milano, Venezia, Genova e Firenze) a scapito di altre in passato competitive, l’autore approfondisce le vicende economiche di città, terre e centri minori collocati in aree tradizionalmente considerate in difficoltà (Toscana, Umbria, Marche, Emilia): ne sottolinea, dunque, il particolare dinamismo che scaturì dall’esigenza di riadattare le economie locali a diverse condizioni di mercato, tramite la produzione e il commercio di particolari merci dotate di una nuova richiesta (panni di lana, cotone tinto, erbe tintorie, carta e altro). Il ripetersi delle epidemie segnò le alterne fortune di queste esperienze, che tuttavia non permettono di postulare un sicuro e generalizzato declino a partire dalla metà del trecento, ma suggeriscono di spostare di circa mezzo secolo il momento di assestamento dei nuovi equilibri economici.
Tra il 1935 e il 1941, circa 200,000 italiani emigrarono nell’Africa Orientale Italiana in qualità di terrazzieri e manovali per la costruzione della rete stradale. Al di là della retorica fascista dell’«impero del lavoro», per questi lavoratori non-qualificati si sarebbe profilato in molti casi uno stato di marginalità sociale e instabilità economico-occupazionale. Questo articolo intende analizzare le risposte individuali (agency) di questi soggetti tanto protagonisti quanto subalterni della colonizzazione italiana dell’Etiopia. Nello specifico, si vuole far emergere l’influenza esercitata dal progetto di insediamento dei lavoratori e le differenze tra il contesto coloniale e quello della madrepatria. Nel tentativo di ridisegnare l’immagine dell’«emigrante disperato passivamente in balia della sorte» si utilizzeranno due fonti archivistiche: la memorialistica autobiografica, nello specifico undici diari conservati all’Archivio Diaristico Nazionale, oltre ai fondi dell’Institute of Ethiopian Studies relativi al Tribunale Penale di Addis Abeba e alle condizioni di impiego della manodopera italiana.
Fra l’estate e l’autunno del 1988, la prima Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, avviò un procedimento finalizzato alla realizzazione di un’indagine conoscitiva sulla condizione dello straniero e sui fenomeni di razzismo. Furono ascoltati ministri, rappresentanti delle forze politiche italiane, testimoni privilegiati ed esponenti del mondo dell’associazionismo. Le testimonianze raccolte produssero un articolato approfondimento di conoscenza in merito alle caratteristiche dell’immigrazione in Italia, all’impatto della crescita di manodopera straniera sul mercato del lavoro italiano, alle implicazioni sociali e culturali legate alla crescente presenza di immigrati nel paese. Attraverso la consultazione di fonti primarie come i verbali delle audizioni o i documenti istruttori resi disponibili dall’archivio storico della Camera dei deputati, la visione di fonti a stampa e fonti conservate negli archivi dei partiti politici, l’articolo realizzerà una ricostruzione dei lavori della commissione all’interno di una contestualizzazione relativa alla presenza straniera alla fine degli anni ottanta.
Durante il Ventennio fascista, Arturo Bocchini, capo della polizia, esercitò un ruolo di patronage nei confronti della provincia di Benevento, della quale era originario, agendo da mediatore tra le istituzioni locali e gli organi nazionali. Tra il 1928 e il 1929 Bocchini mise sotto il proprio controllo le istituzioni locali, compreso il Pnf, facendo nominare persone fidate ai loro vertici. Fino alla metà degli anni trenta esercitò un’egemonia pressoché incontrastata; in seguito dovette scendere a compromessi con il partito, che negli anni della segreteria di Starace era meno disposto ad accettare il patronage del capo della polizia e manifestava una presenza sempre più invasiva nella società. Ciononostante, Bocchini continuò ad avere un ruolo di primo piano nella politica beneventana. La sua egemonia era ancora più pervasiva nell’area intorno a San Giorgio del Sannio, suo paese di origine, che era amministrata da lui e dalla sua famiglia quasi come una proprietà privata. La vicenda di Bocchini è un caso peculiare della dialettica tra Stato e partito che, com’è noto, durante il Ventennio provocò contrasti in molte province.
Il saggio si occupa di cinque esemplari di scritti di (o curati da) Pier Paolo Vergerio ma donati da Lelio Sozzini. Essi confermano i legami tra i due esuli e attestano ulteriormente la loro cooperazione nella stampa e distribuzione di letteratura filo-protestante negli anni 1549-1552. Se visti da una prospettiva più ampia però i volumi permettono pure di evidenziare tre aspetti dell’emigrazione religionis causa del XVI secolo (spesso sottovalutati dagli studiosi e per i quali è difficile rinvenire fonti): il diffondersi del pregiudizio anti-italiano; l’esistenza, tra gli esuli, di legami di solidarietà più forti delle reciproche convinzioni teologiche; la condizione di isolamento delle donne (di norma impossibilitate ad apprendere la lingua del luogo). Inoltre, nella prima parte del saggio l’autore prova a illustrare perché simili case studies gli paiano la via per aggirare l’impasse in cui versa la storia religiosa del cinquecento italiano e per giungere a una storia sociale della Riforma che superi l’approccio tradizionale, di fatto teologico.
Un esercizio di immaginazione sociologica
Il volume approfondisce la questione delle Aree Interne, trattata dall’autore in un precedente lavoro (La questione delle A ree Interne, 2023), presentando l’evoluzione dell’identificazione delle Aree Pilota e lo stato dei progetti, sia del primo (2014-2020) sia del secondo ciclo (2021-2027) della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI).
cod. 11791.8
Il progetto I.B.D.M.E.T. per l'interoperabilità delle banche dati
Il volume è il risultato di un progetto di ricerca finalizzato a rappresentare l’esperienza di alcuni enti locali in difficoltà finanziarie che sono riusciti a sperimentare modelli organizzativi e tecnologie innovative nella gestione delle entrate con lo scopo di ripristinare la sostenibilità economico-finanziaria della gestione. Il focus centrale è l’uso integrato di diverse banche dati per la migliore gestione dei tributi che, soprattutto in alcuni comuni collocati in specifici territori del Mezzogiorno, risultano di difficile accertamento e riscossione.
cod. 10365.60
Il ruolo dei banchi pubblici al tempo di Carlo di Borbone
Controllati dal governo e sostenuti dal popolo, i banchi pubblici napoletani, progenitori del Banco di Napoli, si svilupparono in un ambiente in evoluzione. Questo saggio vuole illustrare gli aspetti salienti della finanza a Napoli nel Settecento, come il vantaggio derivante dall’aumento dei depositi bancari e quindi dei fondi da investire, che portarono alla nascita di ben sette banchi in una sola città, dando vita a un «sistema» bancario efficiente e ben coordinato.
cod. 383.2.4
Una ricerca nazionale
Il volume presenta i risultati della prima analisi sistematica sulle policy practice degli assistenti sociali in Italia. La ricerca offre una visione articolata delle policy practice, affrontando aspetti quali la percezione del ruolo politico degli assistenti sociali, la formazione e le competenze necessarie, le condizioni organizzative e le percezioni di efficacia politica.
cod. 10252.7
Le collane Einaudi per bambini e ragazzi (1933-1983)
Il volume ricostruisce la storia editoriale delle collane di narrativa per l’infanzia pubblicate dalla casa editrice Einaudi, a partire dal primo esperimento del 1942, “Libri per l’infanzia e per la gioventù”, proseguendo con le più conosciute “Libri per ragazzi” e “Letture per la scuola media”, fino a giungere alla munariana “Tantibambini”. Il libro si rivolge a studiosi di storia della cultura e dell’immaginario infantile, ma anche a insegnanti, bibliotecari, librai e professionisti dell’editoria che intendono conoscere in modo approfondito il patrimonio narrativo einaudiano per le giovani generazioni nell’ambito delle pratiche di promozione della lettura e della letteratura in Italia.
cod. 1062.3
VII Seminario “I dati INVALSI: uno strumento per la ricerca e la didattica”
Nell’anno 2020 la chiusura delle scuole come luoghi fisici di apprendimento è stata una delle prime misure messe in atto per contrastare la diffusione del virus Covid-19 e ha determinato importanti ripercussioni sulla vita quotidiana di studenti, docenti e famiglie. I lavori raccolti in questo volume danno voce ad alcune risposte fornite dalla scuola.
cod. 10747.45
Come procedura istruttoria sulla regolarità, liceità e vitalità dell'economia dell'impresa
Questo volume si rivolge a tutti coloro che operano nell’ambito della revisione e delle professioni aziendali, oltre a quella imprenditoriale-manageriale. Dopo aver trattato l’istituto della revisione inquadrabile tra l’economia aziendale, preposta allo studio degli aspetti organizzativi e gestionali del sistema aziendale, e la ragioneria, avente ad oggetto il controllo del ramo operativo, il testo si propone di affrontare il tema della revisione del “giurista” e, più in particolare, del “giurista di impresa”.
cod. 391.4
Costruire esperienze, tirocini e transizioni di qualità
YoUniverCity è la denominazione di un progetto della Fondazione AMESCI finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha saputo fronteggiare le sfide del momento storico complesso segnato dall’emergenza Covid-19. YoUniverCity ha realizzato su scala nazionale un modello di integrazione tra università, volontariato, enti locali e terzo settore, coniugando i valori del Servizio civile con esperienze di tirocinio laboratoriale che hanno contribuito ad aiutare i giovani nell’affrontare il difficile percorso di cambiamento imposto dall’emergenza.
cod. 11820.40