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Franca Cicirelli

Scritture professionali al tempo del registro elettronico

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

A distanza di anni dall’introduzione del registro elettronico è parso opportuno condurre un’indagine esplorativa concentrata su tre aree: a) l’impatto sulle pratiche di scrittura manuale di docenti e alunni; b) l’impatto sulla formulazione di note disciplinari e valutazione, tenendo conto della eventuale percezione di controllo esterno e autocensura; c) le modificazioni delle relazioni tra scuola e famiglia a seguito dei mutati tempi e modalità della comunicazione. Sono stati dunque somministrati due questionari a campioni distinti di docenti e genitori delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, con l’obiettivo di rilevare percezioni, abitudini e criticità legate all’adozione del registro elettronico. Dopo aver dato conto dei risultati dell’indagine, si formulano alcune proposte tese ad incentivare la scrittura manuale e a incidere sulle relazioni tra scuola e famiglia con l’intento di migliorarle.

Arianna Beri

Scrittura a mano all’Università

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

Questo studio presenta una systematic review sul ruolo della scrittura a mano nei processi di apprendimento degli studenti universitari, con particolare attenzione al confronto tra scrittura manuale e strumenti digitali per la presa di appunti. La revisione è stata condotta secondo le linee guida PRISMA, includendo studi pubblicati in lingua inglese tra il 2021 e l’aprile 2026 nei database SCOPUS, Web of Science ed ERIC. A partire da 592 record iniziali, 16 studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione. Nel complesso, i risultati mostrano un quadro eterogeneo ma indicano che la scrittura a mano mantiene una funzione rilevante nei processi cognitivi legati all’apprendimento universitario. La review sottolinea infine la necessità di ulteriori ricerche con campioni più ampi e metodologie standardizzate, al fine di approfondire le condizioni in cui scrittura manuale e digitale risultano maggiormente efficaci.

Angela Padula

L’alba della scrittura nella scuola primaria

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

Questo contributo si propone di affermare il valore della scrittura e della sua acquisizione nella pratica d’insegnamento. Se il bambino è lettore ancor prima della scolarizzazione perché i suoni della sua lingua madre sono appresi naturalmente già nella vita intrauterina, e poi confermati nei primi anni, attraverso le voci ascoltate e ripetute; i grafemi richiedono, invece, un insegnamento specifico, un apprendimento strutturato, una ortografizzazione del linguaggio orale: una complessa operazione di transcodifica dalla lingua orale a quella scritta. La scelta del metodo e del carattere di scrittura, nella prima fase dell’apprendimento, rispondono a principi di inclusione e accessibilità. Al corsivo si procede con la gradualità e la sistematicità di un esercizio lento, un passo di danza con la mano. Infine l’articolo riporta una breve indagine non rappresentativa né generalizzabile di alunne ed ex alunni che usano ancora il corsivo o lo hanno sostituito con lo stampatello minuscolo, motivandone la scelta.

Cinzia Angelini

Festina lente. Quando la scrittura (in corsivo) genera il pensiero

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

L’articolo presenta una riflessione sulla complessità e l’importanza della scrittura manuale nello sviluppo cognitivo e motorio dei bambini. Partendo dall’analisi dei prerequisiti grafomotori, si evidenzia come tali abilità siano fondamentali per l’automatizzazione del gesto grafico, la cui esecuzione non può tuttavia prescindere da una postura e una impugnatura corrette. L’articolo si sofferma, inoltre, su alcuni aspetti fondamentali e distintivi della scrittura manuale, tra cui la relazione tra memoria, funzioni esecutive e capacità scrittorie (Truxius et al., 2024); la maggiore funzionalità del corsivo rispetto allo stampatello nel favorire l’elaborazione dei processi mentali, in primis la riflessione e il pensiero critico (Brustenghi, 2025; Travaglini, 2019; Angelini, 2016); la correlazione positiva tra scrittura manuale e sviluppo cerebrale, memoria e apprendimento, come dimostrato dalle più recenti ricerche in campo neuroscientifico (Wolf, 2018; Dehaene, 2019); l’embodied cognition (Borsini et al., 2025; Capaci e Ferrara, 2026), secondo cui i processi cognitivi sono profondamente radicati nelle esperienze corporee. Infine, si analizzano le implicazioni didattiche anche con uno sguardo alle Indicazioni Nazionali per il curricolo - Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione (2025), che riconoscono il valore della scrittura corsiva come elemento essenziale per lo sviluppo integrato delle competenze di ordine superiore, riaffermando l’importanza di preservare e valorizzare questa abilità nel percorso scolastico.

Pier Cesare Rivoltella

Scrivere sulla carta, a schermo e con l’IA. Trasformazioni delle pratiche, ecologie del pensiero

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

L’articolo analizza le trasformazioni della scrittura accademica attraverso tre differenti ambienti tecnologici: la scrittura su carta, la scrittura digitale a schermo e la scrittura assistita dall’Intelligenza Artificiale. A partire dalla teoria del brainframe di Derrick de Kerckhove e dal dialogo con la media theory e i writing studies, il contributo sostiene che le tecnologie della scrittura non si limitano a supportare la comunicazione, ma contribuiscono a modellare l’organizzazione del pensiero e le forme della cognizione. La scrittura su carta è associata a un brainframe “architettonico”, caratterizzato da organizzazione a priori, sviluppo sequenziale e bidimensionalità del testo. La scrittura digitale introduce invece un brainframe “fluido”, fondato su reversibilità, ricomponibilità e tridimensionalità ipertestuale. Con l’IA generativa emerge infine una forma di scrittura “aumentata e negoziata”, basata su organizzazione emergente, iterazioni dialogiche e tridimensionalità latente. In questo scenario la scrittura si configura sempre meno come semplice iscrizione lineare e sempre più come processo collaborativo ed esplorativo tra soggetto umano e sistema artificiale.

L’articolo riflette infine sulle implicazioni della scrittura assistita dall’IA per l’autorialità accademica, il pensiero critico e la responsabilità intellettuale, sostenendo che il valore del lavoro scientifico risiede sempre più nella concettualizzazione, nella validazione e nell’intelligenza riflessiva.

Adolfo Scotto di Luzio

Imparare a scrivere Sulla scolarizzazione delle classi popolari tra Settecento e Ottocento

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

Il contributo ricostruisce le origini della scolarizzazione delle classi popolari tra Settecento e Ottocento nei paesi dell’Europa cattolica, mettendone in luce il rapporto strutturale con il processo di secolarizzazione dello Stato e con la crisi dell’egemonia educativa della Compagnia di Gesù dopo le espulsioni della seconda metà del XVIII secolo. Attraverso l’analisi delle esperienze lombarda e napoletana, e in particolare delle missioni pedagogiche a Rovereto di Francesco Soave, Alessandro Gentile e Ludovico Vuoli, il saggio mostra come il cosiddetto «metodo normale» si sviluppi nel quadro della costruzione dello Stato moderno e della sua esigenza di formare sudditi disciplinati e linguisticamente uniformi. L’alfabetizzazione popolare viene così interpretata non soltanto come progresso pedagogico, ma come strumento politico di riorganizzazione delle classi subalterne, di trasformazione delle forme tradizionali dell’obbedienza e di progressiva separazione degli individui dal loro ambiente linguistico e culturale originario. Particolare attenzione è dedicata al tema dell’educazione linguistica, alla lotta contro il dialetto e al ruolo della scuola nella costruzione di una nuova identità civile e nazionale.

Antonio Cioffi

La mano che pensa. Suggestioni per una pedagogia del segno calligrafico

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

L’articolo propone una rilettura della calligrafia non come variante decorativa della scrittura, ma come sua forma originaria e più compiuta, quella in cui pensiero e corpo non si sono ancora separati. Muovendo dall’idea, di ascendenza focilloniana, che la mano non esegua soltanto ma pensi, l’autore intreccia un’archeologia simbolica del segno (Verbo cristiano, parola coranica, lettera cabalistica), le grandi tradizioni calligrafiche orientali assunte come specchi teoretici e la “grande cesura” della stampa a caratteri mobili, di cui la scrittura algoritmica è oggi l’esito estremo. In questo quadro la calligrafia, e in particolare il corsivo italiano con la sua disciplina del ductus, si offre come monito epistemologico e come pratica formativa che conserva la traccia corporea e identitaria di chi scrive. L’ultima parte traduce la riflessione in una proposta didattica per il primo ciclo, in dialogo con le recenti Indicazioni Nazionali.

Mariangela Lippolis

Apprendimento musicale e scrittura manuale: facce della stessa medaglia nell’era dell’Intelligenza Artificiale

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

Il contributo analizza il ruolo dell’apprendimento musicale e della scrittura manuale come pratiche embodied capaci di sostenere lo sviluppo cognitivo nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Attraverso una revisione della letteratura sono esaminati gli effetti di tali attività su attenzione, memoria, funzioni esecutive, apprendimento e plasticità cerebrale. Musica e scrittura manuale sono considerate pratiche capaci di sostenere la costruzione di competenze attraverso l’integrazione di processi senso-motori e di controllo cognitivo. L’analisi ne evidenzia inoltre la rilevanza educativa nell’attuale contesto di crescente diffusione delle tecnologie intelligenti.

Loredana Perla

Editoriale

QUADERNI DI DIDATTICA DELLA SCRITTURA

Fascicolo: 43 / 2026

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

Filippo Gattai Tacchi, Agnese Visconti, Gian Paolo G. Scharf, Stefania Tatiana Salvi, Maria Paola Zanoboni, Sergio Tognetti, Michaela Valente, Vittorio Criscuolo, Francesco Dendena, Leonardo Tagliabue, Emanuele Ertola, Michele Simonetto

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

Roberta Garruccio

Leggere i luoghi “lasciati indietro”. Terni in una storia del presente

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

Il contributo propone una lettura del volume di Alessandro Portelli, Dal rosso al nero, incentrata sull’analisi dei «luoghi lasciati indietro», dove evaporazione del benessere, declino economico e frammentazione sociale si intrecciano con una marcata sfiducia nei confronti dei tradizionali riferimenti politici. Terni è presentata come un caso esemplare di questo fenomeno e Dal rosso al nero come modello di «storia del presente». Il contributo enfatizza come la crisi industriale della città abbia innescato una più ampia spirale discendente, il cui riflesso politico più evidente è l’ammutinamento rispetto alla tradizionale rappresentanza politica operaia. E ripercorre le connessioni tra questo rivolgimento, il crollo dell’occupazione manifatturiera, l’avanzata di un settore terziario non qualificato e precario, la trasformazione della classe operaia, la ricerca da parte della città di una nuova narrazione di sé. La conclusione evidenzia per Terni una generalizzata «sindrome della fragilità» in cui gli elementi strutturali interagiscono con quelli demografici e sociali alimentandosi a vicenda.

Alessandro Casellato

Ritorno a Terni: una storia orale profonda

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

Il contributo tratta del libro Dal rosso al nero di Alessandro Portelli;; lo presenta come un esempio di “storia orale profonda”, costruita su oltre quattrocento interviste raccolte nell’arco di cinquant’anni attraverso ripetuti ritorni sul campo di ricerca. Confronta il libro attuale con il precedente Biografia di una città (1985). Si sofferma sul posizionamento dell’autore rispetto al suo oggetto di studio, sull’oralità performativa del comizio politico e sul ritorno della piazza come luogo di costruzione della soggettività politica, sulle traiettorie e i racconti di vita e di militanza di coloro che sono passati dal rosso al nero. Inoltre, riflette su come sia cambiato il formato narrativo nei due testi, dalla coralità del passato alla frammentazione del presente, e su come la malinconia per il declino operaio si intrecci con la paura del futuro. Ne risulta un quadro che, oltre a discutere il libro, riflette sulla funzione della storia orale come lente critica sul tempo presente.

Partendo dall’ultimo lavoro di Alessandro Portelli (Dal rosso al nero) che conclude una trilogia dedicata a Terni in un lungo arco temporale, il contributo evidenzia il ruolo che l’autore e questi suoi lavori hanno per la storia orale italiana e non solo. Analizzare l’opera di Portelli è occasione per tratteggiare momenti significativi e protagonisti decisivi per l’evoluzione della disciplina;; risulta altresì utile per mettere a fuoco questioni cruciali quali l’impatto dei processi di industrializzazione prima e di deindustrializzazione dopo. La storia orale dimostra così di offrire efficaci chiavi di lettura e ricche testimonianze che consentono di intrecciare e collegare trasformazioni strutturali, mentalità, identità collettive e individuali e dinamiche politiche.

Il saggio ricostruisce il contesto storiografico e la genesi della monografia Oro e Patria, rimasta incompiuta per la morte di Rosanna Scatamacchia e ora pubblicata per stralci insieme ad altri scritti della stessa Autrice. L’opera viene inquadrata nel complesso della attività di ricerca della storica, approfondendo in particolare la sua metodologia d’indagine attenta alle componenti culturali e antropologiche dei fenomeni storici.

Marco Doria

Il mestiere della storica

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

Il testo ricostruisce il profilo scientifico di Rosanna Scatamacchia, partendo da un’analisi dei saggi contenuti nel volume postumo I numeri parlanti. Ne emerge la figura di una storica rigorosa, attenta alle fonti d’archivio e al dialogo con i classici della storiografia. Il suo metodo integra storia economica e storia sociale. Le sue ricerche spaziano dalla storia della Banca d’Italia a quella del turismo fino alla incoraggiata mobilitazione “patriottica” a sostegno dello sforzo bellico durante la Grande guerra, con la campagna di donazione di oggetti d’oro al governo. Il volume è utile strumento di riflessione sul mestiere dello storico.

Adriano Roccucci

Passione della storia, sensibilità all’umano

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 192 / 2026

L’articolo propone una lettura del lavoro di ricerca di Rosanna Scatamacchia a partire dal libro postumo I numeri parlanti. L’attenzione agli “attori storici” dei processi economici, la centralità degli uomini e delle donne inseriti in un contesto storico, l’acuta sensibilità all’umano sono tratti caratterizzanti il suo approccio alla storia economica, necessariamente intrecciata alla storia sociale e culturale. L’acribia filologica e la passione per le fonti, l’ampio respiro di un dialogo serrato con la storiografia, il rigore dello studio dei numeri senza restare ingabbiata in un approccio esclusivamente quantitativo, il confronto con la letteratura erano gli ingredienti del suo metodo di ricerca. Ne emerge un fare storia attento all’umano più che all’esaltazione del dato quantitativo, alla complessità più che alla geometria dei modelli, alle contraddizioni più che a una presunta linearità del divenire della storia, ai fattori non razionali dell’umano più che alla razionalità delle leggi teoriche.