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Diana Ferullo, Natalia Aversano, Gabriele Bosco, Paolo Tartaglia Polcini

Public Value Disclosure in Healthcare Organizations’ Strategic Planning: Evidence from Italy

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 1 / 2026

Recent years have seen a growing academic interest in the concept of Public Value (PV), marking a shift from the efficiency-driven New Public Management (NPM) paradigm toward a broader focus on societal outcomes, trust, and legitimacy. Despite this conceptual development, empirical research - especially in the healthcare sector - remains limited. This study addresses this gap by investigating the extent to which Italian Healthcare Organizations (HCOs) disclose PV in their strategic planning documents and which PV dimensions are most emphasized. Drawing on Faulkner and Kaufman’s (2018) PV operational framework and Oliver’s (1991) strategic responses model, a manual content analysis of 45 Local Health Authorities’ (LHAs) Integrated Activity and Organization Plans (IAOPs) for the 2025-2027 period was conducted. The findings reveal that, despite well-documented contextual differences between North-Center and South-Islands Italian regions, LHAs exhibit virtually identical PV disclosure patterns. Interpreted through Oliver’s model, this convergence suggests that PV disclosure in strategic planning is primarily driven by institutional isomorphism rather than genuine strategic prioritization. These findings contribute to the PV literature by offering empirical evidence of compliance-driven PV disclosure in an under-researched context, providing a replicable measurement instrument, and advancing understanding of how institutional pressures shape PV disclosure in healthcare.

Edoardo Borlatto, Elisa Ballesio, Elisa Truant, Laura Broccardo

Evolving Roles and Strategic Influence of CFOs within Modern Management Control Systems: A Systematic Literature Review

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 1 / 2026

Management control systems (MCSs) are of paramount importance as they enable managers to achieve organizational objectives, and comprehensively oversee performance. Within the domain of MCSs, the Chief Financial Officer (CFO) assumes a pivotal role, acting as a bridge between decision-makers who rely on MCSs for resource oversight and its traditional responsibilities as both an accountant and the leader of the financial and strategic divisions of the firm. Although there has been quite a scientific debate about the CFO’s role and MCSs in the last decade, the discourse at the intersection of these two research fields is still scarce and fragmented. Therefore, the present manuscript aims to review the current literature on the interplay between MCSs and CFOs, as well as the evolution of their roles. Drawing on a systematic literature review of 53 peer-reviewed articles, retrieved from the Scopus database and assessed through content analysis, this manuscript underscores how modern MCSs have transformed the CFO’s position from a primarily accounting-focused role into that of a strategic partner. Additionally, it emphasizes the CFO’s dual role as both a user and shaper of MCSs, illustrating how the reciprocal influence between these two elements facilitates organizational adaptability to today’s changing environment. Furthermore, the present manuscript provides a theoretical framework and a research agenda that could offer valuable insights to both academics and practitioners.

Barbara Bonvento

Equità territoriale e capacità di risposta socio-sanitaria in Veneto

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Il saggio rielabora e discute i risultati di una ricerca su fragilità, vulnerabilità e capacità di risposta dei sistemi sociosanitari locali in Veneto. L’equità territoriale è letta come capacità di trasformare dotazioni e risorse in accesso, continuità dei percorsi e integrazione tra sanitario e sociale, non come semplice uniformità di risorse. L’analisi si fonda su sei dimensioni (domanda, strutture, personale, risorse, attività, performance) che descrivono il passaggio dal bisogno alla risposta dei servizi e si concentra su quattro ambiti rilevanti: anziani non autosufficienti e in condizione di solitudine, disagio giovanile e Neet, salute mentale, vulnerabilità familiare. I profili provinciali costruiti a partire da indicatori normalizzati e sintetici sono integrati da un’analisi qualitativa dei Piani di Zona (PdZ) 20232025, al fine di interpretare i meccanismi organizzativi e di governance. Dall’analisi emergono disallineamenti tra input e output: maggiori risorse economiche non implicano automaticamente attività o performance superiori, mentre integrazione e capacità amministrativa possono sostenere risultati favorevoli pur in presenza di vincoli. Il lavoro si conclude con indicazioni per un riparto più sensibile ai bisogni e per un monitoraggio centrato sulla capacità di risposta effettiva, in una fase in cui la sanità territoriale è investita da riforme organizzative e da una crescente domanda di prossimità

Cristina Ugolini, Matteo Lippi Bruni

Le cure territoriali in emilia-romagna tra sfide demografiche, continuità e innovazione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Il contributo analizza l’evoluzione della sanità territoriale in EmiliaRomagna nel quadro definito dal Decreto Ministeriale 77/2022. Dopo aver richiamato le principali dinamiche demografiche e sociali, l’articolo ricostruisce l’assetto regionale e le nuove architetture assistenziali, mettendo in luce gli elementi di continuità con una lunga tradizione di integrazione sociosanitaria e le specificità del modello emilianoromagnolo. Un paragrafo è dedicato alle esperienze che integrano sanità, sociale e risorse di comunità in ottica di welfare territoriale. Nella parte finale si analizzano i principali nodi irrisolti – lavoro in équipe, coinvolgimento della medicina generale, limiti della medicina di iniziativa, ricoveri evitabili, disorientamento dei cittadini – evidenziando come l’invecchiamento rapido della popolazione renda urgente il rafforzamento del welfare di comunità e degli strumenti di stratificazione del rischio per una transizione effettiva verso la medicina di popolazione.

Fabjola Kodra, Paolo Vacondio

Le cure palliative in provincia di modena: nodi della rete e implicazioni sociali del fine vita

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

In uno scenario di invecchiamento della popolazione e di aumento delle cronicità emerge con forza la necessità di considerare il fine vita come parte integrante del percorso clinico della persona: il territorio e i suoi nodi sono chiamati a gestire anche le fasi più avanzate delle malattie inguaribili. L’elaborato combina dati demografici ed epidemiologici e descrive i principali nodi della rete delle cure palliative (ospedale, strutture intermedie, assistenza domiciliare). Alle prospettive quantitativodescrittive si affianca un approccio narrativo che restituisce la complessità e l’umanità dell’esperienza di cura e l’impatto concreto del modello di rete sulla qualità di assistenza del fine vita. Il paper propone infine delle suggestioni operative per la governance territoriale e per la partecipazione sociale.

Fabjola Kodra

La medicina di prossimità in provincia di modena: Implementazione del dm 77 nella cornice pnrr

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Il DM 77/2022 rappresenta l’ultimo intervento normativo sul tema della sanità di prossimità, ma la sua attuazione sui territori si è sviluppata attraverso percorsi differenziati. I principali condizionamenti riguardano le risorse disponibili e le peculiarità del territorio (istituzionali, organizzative e sociali). Alla norma si intreccia il tema delle risorse derivanti dal Pnrr, che hanno rappresentato un’opportunità di ampliamento delle strutture sanitarie intermedie. Il presente contributo analizza i processi di implementazione e di riorganizzazione della sanità territoriale modenese, utilizzando un approccio misto che integra dati documentali e dati qualitativi raccolti tramite interviste semistrutturate a decisori istituzionali, sanitari, operatori sanitari e parti sociali. I risultati mostrano come il DM 77 si configuri come un propulsore di processi multilivello che genera e approfondisce dinamiche di governance e concertazione territoriale, nonché pratiche di lavoro quotidiane.

Maria Bezze, Cinzia Canali, Devis Geron, Tiziano Vecchiato

Ripensare l’integrazione sociosanitaria: chi paga che cosa

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

L’integrazione sociosanitaria ha caratterizzato il dibattito sul welfare nella seconda metà del Novecento. Successivamente, il Piano sanitario 19982000 ha individuato i suoi fattori caratterizzanti: istituzionale, gestionale, professionale e comunitario. L’Atto di indirizzo sull’integrazione sociosanitaria del 2001 ha delineato una prospettiva originale: la sinergica composizione di tutti i fattori produttivi a disposizione, con metodologie finalizzate a questo traguardo. Faceva riferimento ai fattori produttivi professionali di natura sanitaria e sociale, nonché ai fattori produttivi non professionali, ovvero le persone assistite e i loro familiari. Successive ricerche e sperimentazioni hanno evidenziato che il massimo dell’integrazione si ottiene investendo in questa prospettiva. Significa comporre tutte le capacità e le risorse a disposizione con una metodologia che le renda sinergiche, ottimizzando il «concorso al risultato» e la loro efficacia e sostenibilità.

Rachele Mondello, Gianpiero Evola

Analisi sperimentale della qualità acustica e del rumore impiantistico in due aule universitarie

RIVISTA ITALIANA DI ACUSTICA

Fascicolo: PRE / 1900

Questo articolo riporta i risultati di uno studio sperimentale condotto presso due aule didattiche dell’Università degli Studi di Catania, finalizzato alla verifica della loro qualità acustica in accordo con la normativa tecnica e la letteratura di settore. Le due aule presentano un differente layout e sono caratterizzate da una diversa distribuzione dei materiali di tipo fonoassorbente, dando luogo a risposte acustiche significativamente diverse nonostante abbiano volume molto simile. Le misure hanno riguardato il tempo di riverberazione, la chiarezza del parlato (C50) ed il rumore prodotto dagli impianti di climatizzazione a funzionamento continuo. Il lavoro, oltre ad evidenziare nel dettaglio gli aspetti metodologici onde facilitare la riproducibilità delle indagini in altri edifici, anche di altri Atenei, dimostra che le aule investigate – pur caratterizzate da un buon tempo di riverberazione – soffrano di una carente chiarezza e di una eccessiva rumorosità degli impianti di climatizzazione, legata principalmente alla loro inadeguata equilibratura e conduzione.

Laura Pelliccia

Le cure domiciliari quale pilastro della nuova sanità territoriale: stato dell’arte e prospettive

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

Nel processo verso la nuova sanità territoriale, lo sviluppo delle cure domiciliari è stato incoraggiato con appositi programmi, specie con il Pnrr. Il lavoro fa il punto sulla capacità del Paese di raggiungere i target prefissati dalle politiche nazionali ma anche sugli effetti indotti da tali programmi sul modello assistenziale, in particolare rispetto ai bisogni di Ltc. In aggiunta, si propone un confronto tra le Regioni su alcune dimensioni quali quantitative, sugli aspetti organizzativi, oltre che sulla centralità riconosciuta alle cure domiciliari nell’allocazione delle risorse; un affondo speciale è riservato al posizionamento del Veneto. Si presentano altresì alcune considerazioni di carattere metodologico sui criteri per la misurazione dei servizi offerti e sulle potenzialità dell’introduzione di elementi di efficacia/outcome per rappresentare i benefici dell’Adi per il miglioramento del Ssn. Completano il lavoro alcune considerazioni sul post Pnrr e sulle prospettive per il futuro.

Enza Caruso

L’assistenza domiciliare integrata. Un modello abbandonato per la long-term care

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2026

L’assistenza domiciliare integrata (Adi) è stata finanziata con consistenti risorse nel Pnrr con l’obiettivo di coprire il 10% degli anziani over 65. Nel 2024 i nuovi assistiti sono aumentati del 141% rispetto al 2019, contro il 26% della spesa Adi. I finanziamenti Pnrr sono ancora fermi nei bilanci regionali e il potenziamento dell’Adi è avvenuto aumentando le prese in carico a bassa complessità. In realtà, il servizio non garantisce un’assistenza continua e globale per i bisogni complessi della non autosufficienza, a causa della carente integrazione socio-sanitaria delle cure, mentre la riforma della Long-term Care è sostenuta da finanziamenti insufficienti. Considerando l’elevata variabilità dei costi unitari tra le regioni, appare urgente definire tariffe a livello nazionale basate sulla stratificazione del rischio dei pazienti e associate a standard di servizio, in modo da aumentare i livelli di complessità dell’assistenza domiciliare verso i quali le Regioni dovrebbero convergere.

Within the framework established by the Italian Third Sector Code and the recent ministerial directives, evaluation capacity is essential for the innovation and sustainability of Third Sector Entities (ETS): both in terms of external accountability and internal learning, to valorize the quality produced in the communities, and to acquire new professional (and auto-reflexive) competencies. Through a theoretical and methodological analysis, the article explores the evolution of Social Impact Assessment (VIS), its application in Italy, and the proliferation of evaluation models. However, the study highlights how ETS – particularly Volunteer Organizations and Social Promotion Associations – still display methodological gaps and forms of organizational inertia. The Authors propose a flexible, modular and self-reflective approach to VIS, based on mixed methods and integrating quantitative, qualitative, and network dimensions to enhance organizational learning, identity, and community social capital.

Daniela Luisi

Governance del servizio sociale in emergenza, profili emergenti del lavoro sociale e ruolo della valutazione

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 94 / 2026

This contribution aims to share the main findings of a pilot study on aspects of social work that integrate innovative practices with a place-based approach in welfare policies. The study analysed the outcomes of two seminars (conducted during the COVID-19 health emergency) and in-depth interviews with representatives of the regional social workers' councils in four Italian regions (Emilia-Romagna, Veneto, Lombardy, and Campania). Starting from the identification of a typology of social work profiles, situated between the perspective of local welfare and social innovation, the author reflects on the relevance of the theoretical framework of policy practice in social work. It entails investing in planning capacity, contextual analysis, and evaluation conceived as a critical and reflexive practice that supports and informs social work policy practice.

Giuliana Parente, Glenda Cinotti

La teoria del cambiamento in pratica: riflessioni e adattamenti dalla valutazione del progetto CoMix

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 94 / 2026

This contribution offers a reflection on the practical use of the Theory of Change (ToC) through the analysis of a case study. The case examined concerns the evaluation of the CoMix project, funded by the Social Innovation Fund (SIF), which includes co-housing initiatives targeting vulnerable groups – young people with disabilities and NEET youth – as well as the activation of multifunctional hubs aimed at bringing public administration closer to peripheral urban areas and fostering processes of social and labour inclusion and community engagement across Tuscan territories. The evaluation of the project provides an opportunity to reflect on the role of the ToC in evaluation practice, highlighting both its flexibility and its practical limitations. In particular, the case shows how the ToC, although widely adopted in evaluation practice, may lead to unsatisfactory outcomes when it remains anchored to the initial assumptions about how an intervention is expected to work and is not adequately adapted to changes in context and in the evaluation process. 

Michela Freddano, Ilaria Salvadori

La valutazione esterna delle scuole per il miglioramento: evidenze da una systematic review qualitativa

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 94 / 2026

The paper deepens the role of the external evaluation of schools as a lever for the improvement of the education system. A qualitative systematic review of literature based on the PRISMA method selected 20 contributions related to the impacts of external evaluation on school processes. The study explores external evaluation practices carried out in different European countries, highlighting a marked heterogeneity in the impact of these processes and showing how external evaluation may be able to generate long-term positive effects on organizational change and decision-making processes. The analysis found that the perception of quality by recipients, fairness and transparency in the feedback from external evaluation and inspection visits, stakeholder involvement and change-oriented leadership of the school leader can be key elements in implementing improvement actions.