RISULTATI RICERCA

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‘I migranti mappano l’Europa’ è un progetto di ricerca che si propone di riscrivere le città attraverso lo sguardo e il segno di chi vi approda. I workshop di rappresentazione condotti in molteplici città hanno generato mappe che svelano nuove forme urbane sollecitando il manifestarsi di un pensiero straniero: un’operazione che suggerisce al territorio europeo un’apertura e una rappresentazione di sé che includa l’estraneità come voce partecipe del suo orizzonte di progetto. L’esperienza condotta a Napoli con un gruppo di donne migranti della Cooperativa Dedalus, oggetto di questo articolo, ha mostrato la valenza del progetto su due livelli: il primo legato al territorio, con l’ampliarsi e l’articolarsi della conoscenza del quartiere e della città attraverso il percorso di riconoscimento dello spazio urbano attivato con la mappa; il secondo legato alla socialità, con l’apertura di un nuovo possibile spazio di espressione di sé attraverso il racconto del proprio vissuto nella città d’approdo.

Julian Roche

È oppurtuno attualizzare lo spazio differenziale?

CRIOS

Fascicolo: 25 / 2023

Henri Lefebvre (1901-1991) viene spesso descritto come uno dei massimi esponenti del pensiero marxista in materia di geografia e ruolo dell’urbano nel capitalismo. Allo ‘spazio astratto’ del capitalismo, dedicato al valore di scambio, Lefebvre contrapponeva lo ‘spazio differenziale’, il trionfo del valore d’uso e quella che in seguito sarebbe stata chiamata giustizia spaziale. Tuttavia, per essere un concetto utile a una lotta per il superamento del capitalismo, lo spazio differenziale deve essere in grado di contribuire ai processi decisionali in un’ampia varietà di contesti urbani in rapida evoluzione. Tra queste decisioni figurano quelle che comportano una mediazione tra spazio differenziale presente e futuro. In tale contesto si rende necessario ricorrere a metodi di attualizzazione; si creano dunque i presupposti per considerare nella discussione e nell’analisi dello spazio differenziale sia i vantaggi che i problemi associati all’applicazione pratica dei metodi in questione.

Dall’arte alla letteratura, dalla filosofia all’ecologia evoluzionistica, molti contributi culturali ci invitano a sovvertire il paradigma secondo cui l’uomo è specie egemone e la Natura oggetto di sfruttamento indiscriminato. Al contempo la dilagante retorica green propone semplicistiche e banali operazioni greenwashing di inverdimento diffuso come panacea alle emergenze ambientali, climatiche e sanitarie. Una via d’uscita è nella riattualizzazione del concetto di paesaggio che, oggi, oltre la tradizionale definizione di categoria estetizzante riservata alla contemplazione di luoghi di particolare valore naturalistico o patrimoniale, è intesa come categoria interpretativa e operativa del complesso sistema di relazioni tra elementi eterogenei, naturali e antropici, dei territori della contemporaneità. La Natura, nelle sue plurime declinazioni, nella progettazione del paesaggio più avanguardista non è più elemento di sfondo o materia di sfruttamento, quanto piuttosto punto di partenza dell’agire umano.

A cura della Redazione

Autori

STORIA E PROBLEMI CONTEMPORANEI

Fascicolo: 94 / 2023

A cura della Redazione

Abstracts

STORIA E PROBLEMI CONTEMPORANEI

Fascicolo: 94 / 2023

Martina Semboloni

Schede

STORIA E PROBLEMI CONTEMPORANEI

Fascicolo: 94 / 2023