RISULTATI RICERCA

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Felice Alfonso Nava, Loreta A. Kondili

The HBV/HDV screening and linkage to care in drug users: A therapeutic diagnostic pathway (PDTA)

MISSION

Fascicolo: 63-64 / 2023

The infectious diseases are an important comorbidity in drugs users and a health warming.Today only a few percentages of drug users are subjected to screening for hepatitis and human immunodeficiency virus (HIV).In the recent years an effort has been made in drug users for the elimination of hepatitis C virus (HCV).Unfortunately, several barriers are now limiting the achievement of the goal of HCV elimination, as suggested by WHO.Drug users are people highly at risk to contract HBV and HDV infections. Only a few percentages of drug users receive HBV/HDV treatments, although they are effective and safe. The lack of treatment for drug users may be due to several factors. The main is that only a few percentages of drug users are tested for HBV and linked to treatment.The principal aim of this work is to defi ne a therapeutic diagnostic pathway (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale – PDTA) able to favorite HBV/HDV screening and linkage to care in drug users.

Giovanna Giusso del Galdo, Nicole Bellanca, Antonio De Martino, Immacolata Di Napoli, Felice Pannone

La famiglia napoletana: tipologie di legame e formazione della nuova coppia. Verso un’ipotesi di ricerca

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 133 / 2023

Il presente contributo intende approfondire alcune caratteristiche peculiari dei legami della famiglia napoletana. La domanda dalla quale siamo partiti è la seguente: “Le caratteristiche della famiglia napoletana in che modo facilitano, oppure ostacolano, la formazione della nuova coppia?”. Per rispondere a tale interrogativo si è deciso, in prima istanza, di prendere in esame gli studi sulle matrici sociologiche e antropologiche della famiglia napoletana; è stato, inoltre, realizzato uno studio esplorativo al fine di individuare le rappresentazioni della famiglia napoletana percepite tra i giovani nella loro fase di transizione all’età adulta. Le riflessioni scaturite da questi approfondimenti sono state collegate, infine, all’attività clinica svolta con le coppie nella sede di Napoli dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia, individuando una specifica modalità di legame della famiglia napoletana e delineando un’ipotesi di ricerca futura, di stampo eminentemente clinico.

Gregorio Manieri, Marta Ruggiero

Quo vado, ovvero sul perché in Puglia chi emigra per studio o per lavoro tende a tornare

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 133 / 2023

L’articolo che segue si pone come principale obiettivo quello di dar vita a una riflessione su quanto sia fondamentale, nella vita di chi è nato e cresciuto in Puglia, il ritorno, dopo essersi allontanati, alla propria terra e alle proprie origini. Si partirà da una analisi storico-sociologica e geografica prima, per poi arrivare a un’analisi psicologica attraverso la focalizzazione su uno dei fenomeni che da sempre caratterizzano il nostro Paese, quello della migrazione. Quindi si cercherà di mettere in luce quali sono quegli elementi, culturali e familiari, che spingono chi vive in territori pugliesi prima di tutto ad allontanarsi e poi, per ragioni multiple, a ritornare. Parlando di separazioni e appartenenze, miti e tradizioni, distanze e ri-unioni, si esporranno le ragioni sottostanti la voglia e il bisogno, soprattutto tra i più giovani, di andar via dalla terra d’origine, alla ricerca tanto di se stessi quanto di una maggiore stabilità, per poi decidere di farvi ritorno, diversi, cambiati, ma con la necessità di dare ascolto a quel forte richiamo delle proprie radici. Attraverso il racconto di una coterapia e l’espressione di elementi propri dei terapeuti stessi, si metteranno in luce quegli aspetti che caratterizzano le famiglie pugliesi, famiglie culturalmente invischiate, matriarcali, dai confini non sempre ben definiti, cercando di comprendere quali siano quei fattori che, anche grazie e attraverso il fenomeno migratorio, possono consentire il giusto equilibrio tra appartenenza e separazione.

Floriana Sarrica, Roberto Liborio Billè

Il mito dell’unione. L’isola nell’isola

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 133 / 2023

In questo articolo abbiamo fatto un parallelismo tra l’istituzione della famiglia siciliana e della famiglia mafiosa, a partire dal mito familiare dell’unione condiviso dai membri delle famiglie siciliane, un vero e proprio mandato di lealtà, che supera le distanze e definisce l’appartenenza a una certa famiglia e l’identità dei singoli membri. Abbiamo anche provato a definire alcuni esiti psicopatologici di processi di svincoli impossibili, qui definiti come “patologie del silenzio”, con forti valenze sulla corporeità. Per esplicitare questa idea supportata dalla letteratura, abbiamo dedicato una parte a due casi clinici che esemplificano la difficoltà e la sofferenza degli individui che si trovano a lottare e a tradire il mandato familiare, cercando di rispondere ai loro bisogni evolutivi di autonomia, indipendenza e crescita non riconosciuti, in un continuo “conflitto di lealtà”.

Giulia Bettini, Fulvio Sciamplicotti

L’essenziale è invisibile agli occhi: il lavoro clinico con l’età evolutiva

TERAPIA FAMILIARE

Fascicolo: 133 / 2023

Dopo quasi venti anni di collaborazione nei Centri Clinici Specialistici dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma, intendiamo presentare il modello di lavoro con famiglie con bambini e con adolescenti, sovrapponibile e in parte specifico rispetto al lavoro con ognuna delle due fasi evolutive. Verrà descritto come negli anni la prima fase di accoglienza si sia trasformata, sia nel lavoro con famiglie con bambini che con adolescenti. Verranno, inoltre, suggeriti gli strumenti di lavoro utilizzati nei due contesti terapeutici e uno spazio particolare sarà dedicato al lavoro “di” e “in” rete, soprattutto con la scuola. Infine, a seguito di una riflessione sui cambiamenti familiari e sociali, verranno proposte delle vignette cliniche per suggerire la specificità dei sintomi in bambini e adolescenti.

La sede di Torino dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia sin dal suo avvio ha consolidato nel tempo e si è caratterizzata per un’esperienza di integrazione tra l’attività formativa e clinica e quella dei Servizi territoriali. Ciò si è declinato come contributo nello sviluppo di prassi cliniche e attività di alcuni Servizi sia nell’area adulti che in quella dell’età evolutiva. La presenza da molti anni di didatti, ex allievi e tirocinanti dell’APF in questi contesti, ha contribuito alla diffusione del modello relazionale sistemico e al costituirsi di una rete professionale che invia situazioni cliniche in APF per una presa in carico terapeutica. L’articolo sarà focalizzato sulla descrizione di interventi “ponte” tra il polo clinico della sede e i Servizi, di fronte all’emergenza adolescenziale che si è acuita con la pandemia, esacerbando una sofferenza già presente. Verranno esemplificate alcune delle esperienze sviluppate sia all’interno dei servizi che dell’area clinica come tentativo di rispondere a questo profondo e complesso malessere espresso dai ragazzi e dalle loro famiglie.

L’articolo propone una riflessione sui fattori culturali e identitari del territorio calabrese, che intervengono nelle diverse fasi del processo terapeutico. L’osservazione clinica effettuata presso la sede dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Reggio Calabria durante i primi 5 anni di attività ha di fatto consentito di identificare specifiche configurazioni familiari, caratterizzate da dimensioni come l’invischiamento, la segretezza e la difficoltà a costruire appartenenze plurime. Queste sembrano assolvere a funzioni difensive rispetto alla minaccia percepita di ciò che appare diverso e sconosciuto e proviene dall’esterno al contesto familiare e sociale. Attraverso un viaggio che connette la storia delle famiglie (story) a quella del territorio (history) e unisce il dato scientifico alla narrazione dell’esperienza, si evidenzieranno gli elementi di interesse clinico per la realizzazione dell’alleanza terapeutica, per la costruzione di un codice condiviso sistema famiglia-sistema terapeutico, fino a proporre una riflessione sui fattori protettivi che contribuiscono alla riduzione del dropout e alla possibilità di co-costruire una differenziazione pensabile ed evolutiva garante di una appartenenza possibile.

Anna Prenestini, Chiara Ristuccia, Monica Florianello

Le pratiche di green management nelle aziende sanitarie: dalle strategie all’implementazione delle azioni in IRCCS Humanitas

MECOSAN

Fascicolo: 126 / 2023

Il presente contributo intende offrire una panoramica sulle strategie di green management per ridurre l’impronta ambientale delle aziende sanitarie, con un approfondimento delle azioni adottate dall’IRCCS Humanitas in questo campo. Dopo aver esposto le principali sfide ambientali affrontate dal settore sanitario e presentato una breve disamina delle politiche a livello internazionale ed europeo, l’articolo identifica tre categorie di pratiche che caratterizzano il green management: 1) gestione dei rifiuti, 2) progettazione di infrastrutture ospedaliere ecocompatibili, 3) gestione energetica e del consumo di acqua. Lo studio analizza le azioni finora intraprese dall’IRCCS Humanitas rispetto a tali tre leve, evidenziando come incorporare le pratiche di green management nella pianificazione strategica contribuisca a migliorare l’efficienza delle operations delle aziende sanitarie e a creare un ambiente più sostenibile a tutela della salute dei pazienti e del personale sanitario.

Luca Bertoni, Guido Grignaffini, Melissa Rachelini, Domenico Salvatore

Il piano strategico dell’ASST di Lodi in tema di efficientamento energetico

MECOSAN

Fascicolo: 126 / 2023

Le strategie di efficientamento energetico rappresentano un’opportunità per ridurre i costi aziendali e al tempo stesso contribuire alla salvaguardia dell’ambiente in cui i cittadini vivono. Questo articolo presenta il caso della Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Lodi che ha avviato un processo di analisi dei consumi e di efficientamento energetico per uno dei suoi presidi ospedalieri. Questo processo è incentivato economicamente dal “Conto termico della PA” del Gestore Servizi Energetici e supportato dal programma “Nuova Energia per il Welfare” della Regione Lombardia. Il caso pone in evidenza l’importanza del ruolo dell’energy manager, di un sistema di gestione strutturato, della fase di analisi dei consumi e di un sistema di incentivi a supporto degli investimenti di capitale necessari alle aziende sanitarie pubbliche per ridurre i consumi energetici del loro, spesso ingente, patrimonio immobiliare