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Maria Luisa Betri

Introduzione

STORIA IN LOMBARDIA

Fascicolo: 2 / 2023

A cura della Redazione

Recensioni

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 2 / 2023

Adelina Maugeri

Editoriale

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 2 / 2023

La nota propone una riflessione sui rapporti tra gli studi sul colonialismo e quelli sul fascismo dagli anni Settanta sino a oggi. In particolare ricostruisce come la storiografia sul colonialismo abbia riflettuto sulla specificità dell’espansionismo italiano degli anni Venti e Trenta, e come gli esiti di questi studi abbiano dato un contributo alla conoscenza e alla comprensione del fascismo. La nota individua diverse fasi nel rapporto tra i due filoni di studi: dapprima la storiografia del fascismo ha fornito le categorie per poter analizzare la politica espansionista del Ventennio; in seguito il colonialismo è emerso definitivamente come una parte integrante della storia d’Italia e quindi anche della storia del fascismo; in quanto tale, gli studi sull’espansionismo hanno contribuito agli studi sul Ventennio. A cento anni dalla marcia su Roma, gli studi sul fascismo sembrano avere integrato la dimensione coloniale all’interno delle loro analisi, in maniera molto più evidente e sistematica rispetto all’inizio del XXI secolo.

Le questioni economiche sono rimaste ai margini della gran parte delle pubblicazioni occasionate dal centenario della marcia su Roma. Si delineano tuttavia alcune tendenze innovative, anche grazie alla tendenza a valicare gli steccati disciplinari e subdisciplinari ovvero, in primo luogo, a superare la divaricazione tra storia economica e storia politica. Tra i temi più rilevanti, l’autarchia, le diseguaglianze, il sistema bancario. La nota cerca di rendere conto di ricerche recenti e dibattiti in corso, a cavallo tra storia economica e politica, e di individuare alcune linee di riflessione comuni: il nesso tra accumulazione e distribuzione, lo sviluppo, le interdipendenze internazionali.

Con molto ritardo rispetto ai paesi anglosassoni, anche negli ambienti accademici italiani l’interesse nei confronti del videogioco è in rapida crescita, come dimostrano alcuni convegni e pubblicazioni recenti. L’articolo riprende alcune delle riflessioni emerse nel dibattito interdisciplinare in atto, dando conto dei possibili e molteplici approcci al medium videoludico dal punto di vista delle scienze storiche. Lo sguardo si concentra in particolare sulla Public History e sul videogame come pratica efficace per la trasmissione del sapere storico (didattica inclusa), per la rappresentazione di storie e memorie di comunità o per la conoscenza del patrimonio storico e culturale.

Barbara Montesi

Infanzia e consumi. Riflessioni storiografiche e ipotesi di ricerca

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 303 / 2023

Cosa desiderano le bambine e i bambini? È l’attestarsi di questa domanda a rivelare il “bambino consumatore”. Sulla scorta di una ormai ampia storiografia internazionale e privilegiando l’analisi delle pratiche commerciali che attribuiscono crescente riconoscimento all’agency infantile e al potere decisionale delle bambine e dei bambini, l’autrice indaga il complesso rapporto tra infanzia, famiglie e mercato in Italia nel corso del Novecento. Con una prospettiva di genere, il saggio mostra come la "scoperta" dell’infanzia vada di pari passo con l’espandersi del mercato dei prodotti a essa destinati ed evidenzia, al mutare della cultura mediatica, l’affermarsi di un dialogo sempre più diretto ed esclusivo tra mercato e infanzia, con la parallela marginalizzazione, fino all’espulsione, degli adulti come decisori e intermediari. In particolare per gli anni Ottanta, l’autrice evidenzia come la cultura del consumo delle bambine e dei bambini rimoduli la cultura dei consumi tout court, la definizione stessa di infanzia, i rapporti tra generazioni e le modalità di socializzazione tra pari.

L’articolo ricostruisce la storia delle filiali della Banca commerciale italiana in Sardegna fra il 1906 e il 1924, inserendo quelle vicende nella più ampia storia economica e bancaria dell’isola dalla fine del XIX secolo al secondo decennio del Novecento. Si tratta di una prospettiva nuova tramite cui studiare l’azione della Comit nell’isola, finora esaminata solo nel suo ruolo di finanziatrice del cosiddetto “Gruppo elettrico sardo” gestito da Giulio Dolcetta. Con lo studio dell’impianto e dello sviluppo delle filiali si intende misurare la presenza della Banca sul territorio isolano, la sua penetrazione nel tessuto socioeconomico e i rapporti diretti stabiliti con i risparmiatori e gli imprenditori. Il principale dato emerso dall’indagine evidenzia la crescita esponenziale della presenza della Comit in Sardegna e la sua ramificazione capillare nel territorio in un contesto fortemente concorrenziale con il Banco di Napoli nell’anteguerra e ancor più con il Credito italiano nel dopoguerra. Le fonti primarie utilizzate sono le carte conservate presso l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo relative all’impianto delle dipendenze sarde della Bci e i loro registri contabili. Si sono inoltre consultati i documenti delle filiali sarde del Banco di Napoli per comparare strategie e risultati ottenuti nel periodo in oggetto.