RISULTATI RICERCA

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Teresa Consoli, Anna Elia

Introduzione. Famiglie con Forced Migration. Background: politiche, pratiche e appartenenze

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2023

Il ruolo giocato dalle famiglie nella riuscita dei percorsi di inserimento è am-piamente riconosciuto, ma assai poco tematizzato e valorizzato nelle pratiche e nelle politiche rivolte ai migranti sui territori di arrivo. L’approccio indivi-dualizzante al migrante sollecita processi di infantilizzazione e spesso impone separazioni forzate anche dai legami familiari. Il numero monografico vuole porre l’attenzione sul transnazionalismo che caratterizza le vite di molti mi-granti, sulla trasformazione che investe i modelli familiari sia per i minori e gli adulti soli che con-vivono con famiglie rimaste nei luoghi di origine, sia per le famiglie che affrontano sul territorio di arrivo la rinegoziazione dei ruoli e del-le aspettative genitoriali.

Ettore Recchi

Per una sociologia della mobilità umana

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 3 / 2023

Gli studi sulle migrazioni possono essere divisi in due grandi filoni a seconda del loro oggetto precipuo: da un lato, la mobilità delle persone; dall’altro, la loro incorporazione nei luoghi di destinazione. Questa seconda tematica è preponderante, sia nel dibattito teorico e pubblico che nella ricerca empirica degli ultimi decenni. La mia attenzione si concentra invece piuttosto sulla pri-ma, sviluppando una sociologia della mobilità umana. Analiticamente, lo stu-dio della mobilità può assumere due prospettive distinte ancorché convergenti – una centrata sugli attori sociali, l’altra sui sistemi di regolazione. In questa nota, rendo conto in maniera sintetica delle ricerche da me promosse sulla re-golazione globale della mobilità transnazionale, e in particolare sulle condi-zioni di ottenimento dei visti di ingresso e sulla natura delle frontiere interna-zionali terrestri. I risultati di queste ricerche offrono nuove evidenze sulla di-visione del pianeta in un Nord e un Sud e mostrano ulteriori sfumature nella distribuzione delle chance di mobilità transnazionale e della libertà di circola-zione di cui godono gli individui su scala mondiale.

A cura della Redazione

Recensioni

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2023

Helen Keller, bambina sordo-cieca fin dal secondo anno di vita, descrive, nella sua autobiografia, la sua infanzia e il carattere dei suoi familiari più stretti. Anne Sullivan, l’insegnate che riuscirà a connetterla con il mondo, è un esempio imprescindibile per chi voglia misurarsi con le dinamiche relazionali di una famiglia dolorosamente disfunziona-le.

Gli autori sostengono che ci siano valide ragioni per prendere in considerazione le dinamiche del gruppo di pari quando, tra colleghi, si analizza materiale di casi clinici trat-tati psicoanaliticamente. Il setting e la tecnica devono tutelare e facilitare sia colui che presenta il caso, sia i membri del gruppo nel loro comune lavoro. Scopo di questo artico-lo è discutere le problematiche relative alla presentazione e discussione di materiale cli-nico psicoanalitico in un gruppo di colleghi (tra pari) e descrivere un metodo specifico definito dagli autori Weaving Thoughts – Tessitura di pensieri - che ha tratto la sua fon-damentale ispirazione dall'affermazione di Bion pensieri in cerca di un pensatore. I par-tecipanti al gruppo riflettono sul materiale clinico presentato in un modo che gli autori descrivono metaforicamente come la creazione di una trama di pensieri che emerge dal materiale stesso. L’obiettivo del metodo è quello di favorire un clima da gruppo di lavoro che permetta ai pensieri di vagare liberamente scongiurando che i membri mettano in di-scussione e compromettano l'integrità di ciascuno a causa dell'imporsi degli assunti di base. Il metodo viene descritto da un punto di vista sia teorico che pratico, con la descri-zione di due seminari condotti seguendo questo modello e, infine, attraverso una discus-sione sui vantaggi e gli svantaggi che può presentare.

Rosa Jaitin, Philippe Robert

La scuola francese in terapia psicoanalitica della coppia e della famiglia

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2023

La formazione in terapia psicoanalitica della coppia e della famiglia è emersa in Francia all’inizio degli anni Ottanta. Si trovava al crocevia di numerose influenze, tra cui l’approccio sistemico, la psicoterapia madre-bambino, la terapia di coppia. Tra i pionieri c’erano Jean Lemaire e André Ruffiot. Nel corso del tempo, l’approccio psicoanalitico ai gruppi, seguendo il lavoro di Didier Anzieu (1985) e René Kaës (1976; 2007; 2015), è diventato sempre più influente sia in termini teorici che clinici. Oggi esistono più di una dozzina di associazioni di formazione, ognuna con la sua storia specifica, ma tutte impe-gnate in scambi frequenti e fruttuosi. Questo articolo passa in rassegna l’attuale panora-ma in Francia del processo di formazione, inteso da una prospettiva clinica. Vengono discussi i diversi contesti, con particolare attenzione alla formazione online.

Silvia Resnizky

Teoria del legame del Rio de la Plata Formazione in Psicoanalisi del Legame

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2023

L’articolo descrive alcuni dei concetti fondamentali della psicoanalisi del Rio de la Plata sviluppati da Isidoro Berenstein e Janine Puget e presenta il programma del Master in Coppia e Famiglia da loro creato presso l’Istituto Universitario di Salute Mentale della Società Psicoanalitica di Buenos Aires. L’autrice offre, inoltre, delle suggestioni in merito alla formazione dei terapeuti del legame.

Nell’articolo viene descritto il training psicoanalitico di coppia della Tavistock Rela-tionships da diverse prospettive. In primo luogo, il contesto organizzativo, sociale e poli-tico in cui si è sviluppata il training. In secondo luogo, l’approccio e le influenze della teoria psicoanalitica, in particolare, quelle della tradizione Tavistock. Vengono descritti alcuni concetti chiave della psicoanalisi di coppia insegnati nel corso di formazione. In terzo luogo, vengono delineati gli attuali insegnamenti e la metodologia del training. Infi-ne, si considerano i limiti e le possibilità di una formazione psicoanalitica di coppia.

Anna Maria Nicolò

Quale formazione per lo psicoterapeuta di coppia e famiglia?

INTERAZIONI

Fascicolo: 2 / 2023

Il lavoro clinico con le coppie e le famiglie ha messo in evidenza la necessità di con-siderare che l’inconscio non è solo individuale, ma esiste un livello anche interpersonale del suo funzionamento. Si tratta di un inconscio caratterizzato da molteplici livelli com-presenti dove meccanismi primitivi trasportano traumi inter- e transgenerazionali, ele-menti bruti che non sono mai stati verbalizzati e che contribuiscono alla formazione del legame tra i membri della famiglia e nella coppia parentale nel corso del tempo. Lo psi-coanalista che lavora in questi setting deve perciò avere un’attenzione sia al funziona-mento della mente individuale che a quello della mente del gruppo familiare. Una for-mazione individuale costituirà allora la base che deve essere completata da una forma-zione specifica sulla coppia e sulla famiglia, che non sono solo gruppi ma organizzazioni fantasmatiche. La relazione terapeutica in questi setting impone un grande lavoro emoti-vo per il clinico che non è solo oggetto di transfert ma è anche un membro del gruppo che occupa un preciso posto relazionale nel sistema. Egli inevitabilmente comprenderà la famiglia nel setting grazie alla famiglia interna che porta dentro di sé un lavoro a questo livello sarà un importante strumento clinico.

Il lavoro evidenzia la necessità di riflettere sui modelli identificatori individuali che sottendono alla formazione dello psicoterapeuta della coppia e della famiglia. Processi complessi difficili da precisare ma che meritano grande attenzione. L’allievo che ha già una formazione personale psicoanalitica deve sottoporsi ad un doppio lutto, quello dei modelli teorici della psicologia unipersonale e quello della sua analisi personale che può utilizzare solo in parte. Infatti lavorare in un contesto-setting multipersonale significa al-lenarsi a cogliere le interazioni tra i partecipanti e le manifestazioni dell’inconscio ectopi-co che emergono. Inoltre, nei processi formativi grande rilevanza assume l’esperienza gruppale degli allievi che dialoga con la gruppalità dei docenti. La dimensione gruppale è un’esperienza fondamentale che aiuta il terapeuta a confrontarsi continuamente con il qui e ora che si genera negli scambi orizzontali del gruppo e che lo mette in contatto con l’imprevisto e con la parzialità dell’esperienza che incontra nel lavoro con le coppie e le famiglie. Infine vengono ripensate e discusse le relazioni presentate da Grassi e Lucarelli che precedono la lettura del lavoro.

L’autrice considera l’importanza dell’ottica terapeutica riguardante il funzionamento psichico della famiglia e il legame della coppia genitoriale in relazione alla sofferenza espressa dai figli. Ripercorre l’evoluzione del pensiero psicoanalitico a questo riguardo, osservando come i genitori siano stati considerati sempre più centrali per il processo di cambiamento dei figli e sempre più indispensabile un intervento sul gruppo familiare. Curare i legami ha acquisito un’importanza centrale nel lavoro con la famiglia. Viene illustrato il concetto di legame di Pichon-Rivière. L’esemplificazione clinica di un tratta-mento familiare permette di approfondire il tema proposto.

Il setting familiare e di coppia richiede una radicale trasformazione della qualità ed ampiezza del nostro ascolto, che si rivolge a un paziente costituito da più soggetti ma al tempo stesso unitario. Si tratta di riuscire a oscillare fra un funzionamento psichico indi-viduale, di coppia/coppie e di gruppo, tutti sempre compresenti, con un focus su un in-conscio non più individuale, ma eterotopico o ectopico. Il processo di formazione è im-perniato sul tripode psicoanalisi personale, seminari teorico-clinici e supervisione, in cui è fondamentale la discussione dei casi in gruppo, che permette di esperire, nel confronto con una clinica del plurisoggettivo, un campo in cui non soltanto ci sono più menti al lavoro, ma anche una mente gruppale, creando quindi una situazione esperienziale ana-loga all’analisi personale svolta per diventare analista, questa volta di natura gruppale.

A cura della Redazione

Libri ricevuti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 182 / 2023

A cura della Redazione

Schede

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 182 / 2023

Teresa Isenburg

Acqua, terra, lavoro: la costruzione di un paesaggio

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 182 / 2023

Questo breve contributo intende mettere in luce come il saggio di Franco Cazzola abbia il pregio di compiere un lavoro di riordino sistematico della vasta produzione di ricerche concernenti le trasformazioni territoriali della bassa pianura padana lungo tre secoli, dal quattrocento al seicento, intrecciandolo con una conoscenza diretta e approfondita di fonti di archivio. Ne emerge un’interpretazione che permette di cogliere il carattere progettuale dell’impresa, la collaborazione fra tecnici legati a poteri diversi, l’impiego geopolitico del governo delle acque, aspetti che in letture settoriali e su singoli episodi rimangono in ombra. Un affresco illuminato dalla contestualizzazione dei singoli elementi e dalla ricomposizione in un quadro non banale di tessere molto diversificate e al tempo stesso strettamente collegate.

Dante Bolognesi

Bonifiche e lavoro nella bassa padana tra solidarietà e conflitti

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 182 / 2023

La fame di terre e di grani e il rialzo dei prezzi agricoli durante le fasi di crescita demografica fra metà quattrocento e primo seicento spinsero i privati e gli stati a intensificare gli sforzi per redimere alla coltivazione gli spazi occupati da valli e paludi nella bassa padana. Furono decenni di grandi interventi in lavoro e denaro, che mostrano, fra l’altro, la complessità e la vastità degli interessi in gioco. Di qui il formarsi di alleanze e solidarietà, ma anche di conflitti e diffidenze, fra regione e regione e all’interno stesso delle comunità.

In questo contributo si analizzano alcuni aspetti affrontati nel volume di Franco Cazzola. Nello specifico si considera il ruolo della dinamica demografica nel favorire la colonizzazione di aree sempre più estese della bassa pianura. Si mettono in evidenza, altresì, i diversi aspetti connessi alla bonifica della Pianura Padana, sottolineando tanto il ruolo di coordinamento, finanziamento e promozione degli stati e delle comunità urbane e rurali, quanto il costante lavoro necessario per la costruzione e la manutenzione di quel paesaggio artificiale, opera delle popolazioni che vi abitavano. Si pone, infine, l’accento sulle questioni inerenti al possesso e ai diritti d’accesso all’immenso sistema idraulico prodotto dall’incessante opera di bonifica, così come si accenna alle peculiari forme collettive e cooperative di gestione di questo esteso patrimonio.