Il presente contributo illustra la terapia di una famiglia con membro con Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD), riletta attraverso il Modello Circonflesso di Olson (1993) e seguita secondo l’approccio consenziente di Corrado Bogliolo (2008). Dalla Disprassia come diffi-coltà di compiere gesti coordinati verso uno scopo, si passa alla lettu-ra del fenomeno come disturbo destrutturante che comporta disorga-nizzazione nel sistema familiare: “la famiglia disprassica”. Viene inoltre sottolineata l’importanza dell’impianto terapeutico multidisciplinare e dei suoi interventi, contemporanei, diversi e com-plessi. La presa in carico da parte dell’équipe terapeutica che ha lavorato in modo sintonico condividendo obiettivi e “stile”, sembra essere stata funzionale al rispecchiamento dei bisogni del sistema familiare, resti-tuendo struttura ed equilibrio all’interno del sistema e nei confronti dell’esterno.