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Questo scritto intende costituire uno spunto di riflessione per tentare di spostare l’approccio vigente del diritto costituzionale da un oggetto di conoscenza scienti- fica tradizionalmente ristretto alla disciplina del rapporto dei cittadini col potere pubblico ad una visione più ampia, che abbia specifico riguardo anche all’azione dei poteri privati allorché questi ultimi (ad esempio le oligarchie finanziarie e i dominatori delle piattaforme informatiche) dispiegando tutta la loro capacità di violare le leggi, si impongono anche ai poteri pubblici e - soprattutto - influenzano in maniera determinante la vita dei cittadini. Per tale via, infatti, il predominio del denaro e/o la capacità di manipolare il pensiero delle "vittime" delle piattaforme informatiche pone le majors internazionali nella condizione di presentarsi esse stesse come detentrici di un’ampia quota di potere, in difetto di quei condizionamenti e di quei limiti che il costituzionalismo è riuscito, in un confronto secolare, ad imporre alle istituzioni politiche. Invece, di fronte all’irrompere dei poteri privati sulla scena globale si è manifestata una scarsa reazione dei giuristi, alimentata e riflessa da decisioni politiche poco coraggiose sul piano internazionale e da scarso coordinamento tra le organizza- zioni operanti nei settori interessati. Per questa ragione - si propugna - sarebbe da attendersi dai cultori della disciplina del diritto costituzionale uno sforzo teorico non indifferente, tale da porsi all’altezza della trasformazione attinta dai poteri privati, onde trar fuori il costituzionalismo dalla confortante, ma superata, visione che la tutela dei diritti fondamentali debba attuarsi esclusivamente nei confronti del potere politico.
Il contributo analizza i contenuti della proroga del "Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina" che si colloca nel solco delle numerose iniziative intra- prese dalla Commissione, come, ad esempio, il progetto "REPowerEU", il regolamento relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas nonché quello relativo ad un intervento di emergenza per far fronte ai prezzi elevati dell’energia. In tale contesto si rafforza il cambio di rotta delle politiche sugli aiuti di Stato teso a una maggiore flessibilità ma sempre in linea con quanto stabilito nel diritto dell’economia. Cambia e si consolida il rapporto Stati-Commissione, così come anche gli obiettivi che tendono a una più veloce transizione ecologica conciliando le politiche energetiche con le politiche ambientali, sensibilizzando anche le imprese attraverso incentivi mirati al green. Il tutto conduce alla creazione di una politica energetica comune e a un primo passo verso una politica industriale a livello europeo in risposta al cambiamento geopolitico in corsa.
L’emergenza Covid-19 ha interessato i Comuni del Mezzogiorno in una fase caratterizzata da condizioni di bilancio critiche, soprattutto per gli enti di maggiori dimensioni. Dal lato delle entrate, le municipalità meridionali sono storicamente caratterizzate da una forte dipendenza dai trasferimenti erariali a fronte di una modesta base imponibile dei tributi locali e di una scarsa capacità di riscossione. Dal lato delle spese, a maggiori difficoltà di realizzazione degli investimenti rispetto al resto del Paese si accompagna una quota elevata di spesa corrente assorbita da voci difficilmente comprimibili (personale, onere del debito e ripiano dei disavanzi). La contrazione delle risorse statali nell’ultimo decennio ha ulteriormente limitato la spesa per investimenti e il livello dei servizi offerti che, per una larga parte dei Comuni meridionali, appare inadeguato rispetto ai bisogni della collettività. Le condizioni di bilancio sono peggiorate, con percentuali di enti in disavanzo o in situazioni di dissesto finanziario ampiamente superiori alla media nazionale; l’introduzione della nuova contabilità armonizzata ha contribuito a far emergere le criticità accumulate. I finanziamenti governativi volti a compensare i Comuni delle perdite di gettito e delle maggiori spese indotte dalla crisi pandemica hanno ampiamente superato i loro fabbisogni finanziari, favorendo un generalizzato miglioramento, ancorché temporaneo, delle condizioni di bilancio. In prospettiva, tutta- via, le difficoltà finanziarie dei Comuni meridionali potranno essere superate solo con il completamento di un sistema perequativo che tenga pienamente conto degli effettivi fabbisogni di spesa (da definire in funzione dei Livelli essenziali delle prestazioni) e delle basi imponibili locali, il rafforzamento della capacità di riscos- sione degli enti e un uso più efficiente delle risorse. Primi passi in questa direzione si sono concretizzati nell’ultimo biennio; uno stimolo al riavvio del processo di riforma federalista, con particolare riguardo alla perequazione di tipo infrastrutturale, potrebbe derivare dall’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
A partire dal 2016 gli investimenti comunali sono in continua crescita e si prospetta nei prossimi anni una grande quantità di progetti infrastrutturali, finanziati dal PNRR, che le amministrazioni comunali dovranno gestire. Tuttavia, non tutti i Comuni partono dalla stessa dotazione di infrastrutture sul loro territorio, quindi per un adeguato riparto delle risorse occorre stimare il capitale fisso attualmente a disposizione degli enti locali. Utilizzando il metodo dell’inventario permanente e le spese per investimento dei comuni lombardi nel periodo 2000-2019, si è quindi ricostruito lo stock di capitale pubblico a livello comunale per la Lombardia. Attraverso un modello di regressione semplice, mostriamo come lo stock di infrastrutture sia fortemente determinato dalla popolazione e da alcune caratteristiche socio-economiche e territoriali dei comuni, quali il reddito pro capite, l’altitudine, i chilometri di strade comunali e la presenza di aree ad alta pericolosità idraulica o di frane. Infine, stimiamo lo stock di infrastrutture standard e mettiamo in evidenza come i comuni di piccolissime dimensioni (<1.000 abitanti) e di grandi dimensioni (>20.000 abitanti) presentino un deficit di infrastrutture rispetto allo standard.
Time and space significantly affect the autonomy and the care needs of people. In recent years, many countries have adopted an ageing in place strategy, which requires, however, an age-friendly built environment and a dedicated care system. This paper addresses the conditioning role of the built environment on the life of frail older people ageing alone at home. After a brief review of the debate, findings from the IN-AGE research carried out in three regions of Italy are presented, to conclude with some policy suggestions.
L’ambizioso progetto di Leonardo da Vinci del canale navigabile dell’Arno rafforza- va il sistema policentrico della pianura fra Firenze e Pistoia, valorizzando in chiave multifunzionale gli elementi ecosistemici. A metà del ’900 l’asse attrezzato di scor- rimento da Firenze a Prato ricalca il tracciato dell’idrovia ma, contrariamente alla visione leonardiana, si relaziona al territorio in un’ottica puramente funzionalista. L’articolo propone un confronto tra due visioni opposte di progetto del territorio.
Il controllo dell’organizzazione spaziale e funzionale della città attraverso il "digitale connesso" sollecita la conoscenza urbanistica della dotazione infrastrutturale, la quale, superando i tecnicismi, guarda alle relazioni multilivello tra il costruito, lo spazio aperto urbano e la società. L’articolo approfondisce, con un focus sulla città di Milano, il ruolo svolto dal Piano dei sottoservizi nelle analisi e nelle previsioni sugli assetti urbani, con particolare attenzione alla fibra ottica.
Il saggio discute le principali caratteristiche che il mercato del Partenariato Pubblico-Privato (PPP) ha assunto in Veneto nell’ultimo decennio. A partire da un accesso a dati raccolti da CRESME, la finalità è quella di fornire una lettura della diffusione territoriale a scala comunale dei PPP. Presentato un quadro delle principali caratteristiche di mercato di questo strumento di policy, il contributo si sofferma sulle iniziative promosse, con specifico riferimento al patrimonio edilizio scolastico.
In questo articolo esploriamo il potenziale di innovazione sociale (IS) dell’im- presa artigiana attraverso 6 iniziative realizzate a Venezia tra il 2015 e il 2021. Emerge che l’impresa artigiana può dare un forte impulso ai processi di IS me- diante l’utilizzo condiviso e creativo di competenze cognitive e tecniche. Inoltre, il potenziale di IS è tanto più grande quanto maggiore è la capacità di riconoscere l’IS come esito di un processo sociale e non come esito di un processo tecnico o tecnologico.
La residenza universitaria ha un ruolo centrale nella crescita sociale dello studen- te in un sistema di rapporti attivi tra università e città. Dal 2000 in Italia il tema della residenza universitaria è stato esplorato nell’ambito dell’applicazione del sistema della Legge 338/2000. Il contributo, pertanto, guarda criticamente alle po- litiche nazionali sulle residenze universitarie con l’obiettivo di verificare come e in che misura l’abitare l’università possa contribuire al vivere meglio la città.
L’articolo affronta un tema ancora poco indagato in letteratura, ma sempre più importante nelle pratiche: il ruolo dell’università come "innovatore sociale". L’università è infatti oggi chiamata a svolgere un ruolo sociale, diretto e proattivo come at- tore urbano, e ad essere una leva importante per i territori più fragili e in difficoltà. Questa messa a servizio dell’università viene indagata attraverso alcune esperienze di ricerca-azione, in particolare attraverso il progetto AuroraLAB a Torino.