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Emanuel Giannotti, Santiago Braithwaite

Le occupazioni di terreno sono tornate in Cile. Riflessioni sull’informalità urbana

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

In Cile gli insediamenti informali sono ricominciati a crescere, soprattutto negli ultimi tre anni, dopo decenni in cui erano costantemente diminuiti. A cosa si deve questo improvviso aumento? Molti hanno indicato cause strutturali, come la migrazione o l’aumento dei prezzi degli affitti e degli alloggi. In linea con una letteratura recente sull’informalità urbana, nel presente articolo offriamo una lettura alternativa, attenta alle relazioni con le istituzioni e il sistema politico. Attraverso interviste, revisione di documenti e della stampa, sosteniamo la tesi che l’esplosivo aumento occorso negli ultimi anni è strettamente legato alla crisi sociale e politica causata dalle proteste scoppiate nell’ottobre del 2019.

Daniele Pisani

"Our Man in Mexico". Albe Steiner tra Vecchio e Nuovo Mondo (1946-1948)

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, Albe Steiner trascorse due anni in Messico insieme a sua moglie Lica e a gran parte della sua famiglia. Nel corso di tale permanenza, tra il 1946 e il 1948, Steiner entrò in contatto con artisti locali come Rivera, Orozco e Siqueiros e prese parte a diverse importanti iniziative. Rimase pure in contatto con i suoi compatrioti, da cui ricevette anche alcuni specifici incarichi. Il presente saggio ne analizza i principali: di fare da corrispondente messicano per Domus e di ottenere la partecipazione ufficiale di Messico e Stati Uniti all’ottava edizione della Triennale di Milano. Nel prendere in esame tale campo dell’attività svolta da Steiner nel corso della sua permanenza all’estero, questo saggio mira inoltre a tracciare la vasta rete transnazionale di contatti coinvolti al fine di adempiere a questi incarichi.

Il contributo intende presentare i danchi giapponesi ripercorrendo le trasformazioni che hanno caratterizzato queste strutture residenziali nell’arco di settant’anni – dal loro sviluppo agli odierni processi di patrimonializzazione – nelle loro forme architettoniche, sociali ed economiche. Il testo si propone di analizzare i danchi mettendoli in relazione con la storia dell’housing in Giappone e rilevandone gli esiti dei processi di trasformazione che li hanno interessati. Particolare attenzione è, dunque, posta all’analisi di come questa eredità moderna nel tempo sia stata percepita dalla collettività.

In this historical moment, the awareness of the ecological emergency involves simplistic debates around trees, forests, woodlands, and in general on greening projects as the best way to improve environmental qualities of cities, peri-urban fringes and fragile contexts. Despite their impact on the modification of territories, the forest’s plantation practices remain mostly detached from territorial and landscape planning disciplines. Understanding the forests as a component of a complex ecosystem should be the fundamental base to develop sustainable designing actions, and studying the vegetal strata can give important indications about ongoing long- term spatial dynamics: how to read these traces and how to manage them for further sustainable reconfiguration of the territories?

Alessandro Rocca

Experiments and utopias of a sustainable architecture

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

Sustainable architecture is a recent paradigm that reclassifies experiences and orients them into a new narrative. It is not always easy to go beyond the ideological and propaganda dimension of the sustainable idea and converting it into an operating parameter in the architectural project is a complicated step. The text proposes the analysis of some notable works and courageous strategies, also applied in developing societies, to lead sustainable mythologies into the bed of architectural design’s technical and political tools. The examples, attempts, and successes of the recent past are not few, and it is crucial to analyze and remember them; it is from them that the resources of an architecture ready to face the challenges of the present come.

Cassandra Cozza

Fringe renewal. Enhancing urban and peri-urban fragile areas

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

This doctoral design-driven research investigates the spatial renewal and urban regeneration of four areas of the case study Eastern fringe of Milan. Each design experimentation focuses on peculiar topics related to urban fringes’ renewal which were selected due to the specificities of each area within the broader urban fringe, which is strongly characterized by the presence of different infrastructures – the Lambro river, the railways and the A51 highway ‘Autostrada Tangenziale Est’. Design approaches illustrated in the following visual essays are based on surveys and datasets; they test design strategies through specific toolkits aimed at enhancing spatial relations and urban quality and reacting to climate change through mitigation and adaptation actions.

Valentina Dessì

Urban quality and environmental resilience at the edge

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

The perception of a margin, a limit connected to the urban fringe concept, is recurrent in this paper and observed from different points of view. The ippc 2022 report on climate change states that there is a limit to climate change adaptation, a dynamic threshold that changes according to the ‘health’ of ecosystems. On the other hand, the limit also indicates the physical passage between two conditions, often hybrid, uncertain, and even degraded, but which can represent an opportunity for transition (dynamic concept). This paper describes some strategies (shading systems, vegetation, urban materials) that can overcome physical barriers and improve both the environmental and the fruition conditions of marginal areas.

This contribution analyzes issues and spaces of the architecture for the regeneration of peri-urban areas according to the perspective of the programs to combat the effects of climate change activated by the Green Deal and New European Bauhaus. The contribution aims to highlight how the Taxonomy elaborated by the eu needs a multilayer integration coordinated by a systematization of environmental resources with cultural ones and with the project of territories, as well as how research in architecture can interact and act as a catalyst concerning the objectives set by the European Union. Places of experimentation for a possible taxonomy can be peri-urban areas as catalysts of integrated regeneration processes.

Francesco Carota, Francesca Frassoldati

FREEeste e l’introduzione di nuovi processi produttivi nel porto di Trieste

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

L’interporto di freeeste, a una decina di chilometri dallo scalo marittimo di Trieste e collegato strettamente ai flussi che dal ‘Corridoio Adriatico’ si spingono all’Europa del nord, è uno degli esempi della ‘dispersione’ dell’infrastruttura portuale verso l’interno. A partire dalla dimensione materiale delle traiettorie di espansione del porto, questo articolo indaga i cambiamenti riguardanti non solo le aree costiere, ma anche uno spazio e un tempo estesi e dilatati rispetto al presente. Tali cambiamenti inseriscono Trieste entro più ampi flussi di modificazione e transito, e una storia lunga di trasformazione industriale e produttiva.

Unico porto franco europeo, con profondi fondali marini e buone connessioni con Mitteleuropa e Turchia, il porto di Trieste è il principale approdo settentrionale del ‘Corridoio Adriatico’. Negli ultimi anni lo scalo è stato oggetto di molte iniziative, pubbliche e private, volte ad aumentarne la performatività a partire dall’incremento delle reti infrastrutturali, dal potenziamento di piattaforme logistiche e dall’efficientamento delle attività produttive. Questo contributo indaga le trasformazioni spaziali che ne sono derivate e che sono tuttora in corso riflettendo su come, in rapporto alla costruzione di reti globali, le nuove zone dedicate alla logistica stiano riconfigurando le logiche dello scalo attraverso la creazione di spazi complessi e ibridi.

Astrid Safina

Formalità e informalità dentro il sistema logistico Pireo-Aspropyrgos

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

Lo sviluppo delle funzioni logistico- portuali del porto del Pireo sta determinando un’ampia dispersione di nuove localizzazioni nell’entroterra, dentro e fuori spazi facilmente riconoscibili. Attraverso un’osservazione ravvicinata del retroporto di Aspropyrgos, questo contributo mette in luce come l’espansione del Pireo si concretizzi in spazi segnati da attività che oscillano tra formalità e informalità. Attività tra loro complementari, che danno origine a una molteplicità di condizioni urbane.

Alberto Valz Gris

Cosco e l’urbanizzazione "turbolenta" del porto del Pireo

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

A partire dal 2009, la cosco Pacific acquisisce il controllo del porto greco del Pireo, segnandone una significativa espansione commerciale e fisica. A questa radicale crescita si accompagnano diverse forme di interazione con lo spazio densamente urbanizzato in cui il porto opera. Da un lato, il porto assorbe spazio urbano e lo ricomprende all’interno delle proprie operazioni, tramite sia l’espansione delle infrastrutture esistenti sia l’assimilazione di nuove aree. Dall’altro, la crescita portuale è segnata da molteplici forme di conflittualità sociale, interne ed esterne al porto stesso. Nel descrivere l’articolazione spaziale emergente del Pireo, questo contributo ne propone una lettura urbana a partire dalle forme di frizione che ne segnano l’evoluzione.

Il progetto del quartiere di Maribor-Jug a Maribor (1973- 1982) ha rappresentato il culmine dell’urbanistica del socialismo autogestito in Jugoslavia. La complessità delle vicende progettuali, oltre alla difficoltà linguistica nello studio dei documenti originali, ne hanno fatto però un caso ancora non adeguatamente indagato dalla storiografia internazionale. In questo contributo, dopo un’indagine sulle vicende costruttive che chiarisce il ruolo dei molti attori coinvolti nella progettazione urbanistica e architettonica del complesso, attraverso una documentazione inedita, si esaminano i fattori di criticità dell’operazione, peraltro già rilevati nelle ricerche sociologiche coeve al completamento dei lavori.

Francesca Governa, Angelo Sampieri

Infrastrutture globali e divenire urbano. Pireo, Trieste e il ‘Corridoio Adriatico’

TERRITORIO

Fascicolo: 103 / 2022

Come osservare e interrogare gli spazi costruiti e trasformati dai grandi progetti infrastrutturali? Quali gli attori, le strategie e le scale da tenere sotto osservazione? Quali le relazioni fra il cosiddetto ‘global infrastructure turn’ e le dinamiche di urbanizzazione? Ponendo queste domande l’articolo introduce i testi del servizio che, nel suo insieme, si interroga sulle trasformazioni spaziali connesse al recente sviluppo infrastrutturale lungo il cosiddetto ‘Corridoio Adriatico’, a partire dai porti di Trieste e del Pireo. L’articolo discute la necessità di superare una visione puramente tecnica delle infrastrutture e dei processi che le riguardano, per riconoscerne l’attuale ‘salto di scala’ e vedere dal terreno tali interventi come parte delle nuove forme del fenomeno urbano contemporaneo.

Urban fringes are strategic resources for contemporary cities. They contain uncertain spatialities which could host significant open space enhancements through design actions aimed at climate adaptation and mitigation, to improve local livability and reconnect cross-scalar networks. They are places of multiple relations where different conditions – natural and agricultural green spaces and corridors, infrastructural networks with nodes and connections, decentralized historical and rural fabrics, slow mobility networks, marginal areas, abandoned spaces and leftovers – come together. This section collects papers and design experiments which investigate fringe renewal in relation to various spatial elements: architecture, abandoned spaces, open spaces, green areas and forestation.

The first confirmed cases of Covid-19 were discovered around the end of 2019 in Wuhan, Hubei Province, China, and the world as we knew it changed from then on. Whereas most of the research has focused on the meso-urban scale, there is only a limited number of studies focusing on the distribution of cases at a spatially granular scale within cities, throughout time. This work aims at filling this gap, by drawing different cities across the globe into a comparative project, where the spread of the pandemic is analysed throughout three distinct ‘waves’ of the pandemic. This study sheds light on the current debate about the variability of results across time and space, and how insights need to be reframed by accounting for the spatiotemporal dynamicity of Covid-19.