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Marco Riglietta, Alberto Chiesa, Giorgia Cocca, Roberto Ranieri, Valeria Zilio, Gruppo di Lavoro Coordinamento UO Dipendenze Regione Lombardia

PDTA per la diagnosi e il trattamento in Regione Lombardia dell’infezione da HCV nelle carceri e nei SerD

MISSION

Fascicolo: 60 / 2022

Nell’articolo viene presentato il documento conclusivo del gruppo di lavoro che ha visto gli autori coordinare il gruppo di lavoro costituito da tutti i direttori/responsabili delle UO dipendenze di Regione Lombardia. Il prodotto conclusivo declina il Percorso Diagnsotico, Terapeutico Assistenziale per i consumatori di sostanze che afferiscono ai SerD e per la popolazione detenuta. Nel disegnare il PDTA si sono considerati quattro elementi principali Il percorso ideale rappresentato dal Point of Care che permette diagnosi e cura nei luoghi di accesso dei pazienti favorendo sia l’emersione del dato epidemiologico che il trattamento precoce dell’infezione da HCV. Il contesto epidemiologico variabile in relazione al contesto in cui opera un servizio (area metropolitana, capoluoghi di provincia, aree montane etc.). La prevalenza della popolazione che afferisce ai singoli servizi (consumatori per via endovenosa o per altre vie, persone con consumo di alcol a rischio etc.). I contesti organizzativi valutando l’elemento critico più importante legato alla mancanza di personale dei SerD e della Sanità Penitenziaria. Per questo motivo il PDTA prevede un percorso di base ed uno avanzato e sono applicabili in ogni contesto organizzativo

Patients with addiction treated in specialized services, also those who have Judicial Authority restrictions, are frequently little compliant to scheduled appointment. Standardised psychoeducational group intervention organized in modules is a new approach for Substance Use Disorder patients designed to promote their involvement in a treatment plan working on insight development. Group method: the method provides 90 minutes theme meetings 8 times a week run by a conductor and a co-conductor for a closed group of 8 people. For each meeting some theme work units are established, to increase self-awareness (insight) both recognising and managing emotions and recognising and setting practical and personal goals using problem solving. Meetings are divided in three parts: assigned exercises assessment, topic to be treated and next excercise assigment. Materials and methods: Two groups of 8 participants each were conducted, with 90 minutes meetings every week. All patients were subjected to legal measures and attended Addiction treatment service discontinuosly, only to take replacement and/or simptomatic therapy. Some outcomes that indicated an increased insight were assessed: toxicological supervision compliance, constant and operative group attendance and compiling training sheets at home, and patient request to start an individual treatment after the 8 group meetings. Results: Treatment outcome assessment shows a positive effect on the indicators considered. All the 12 compleeters compiled training sheets at home and were compliant with toxicological supervision having negative drug test results, and 6 requests for starting an individual psychotherapy treatment and 2 requests for an educational treatment were received. Follow-up outcomes confirm that if the ability of reflecting on emotions, thoughts and experiences increases, than a higher awareness of needing care and a better treatment adherence can be achieved.

B. Bassini, D. Lin, G. Giura

Smetto quando non voglio: lo smart training orientato DBT per i consumatori di cocaina

MISSION

Fascicolo: 60 / 2022

We report here the experimentation of a group of cocaine users facing two SERDP offi ces in the province of Bologna enlisted by the reference operators on a “smart” Skills training program of 10 meetings.The candidates were 8 male, with a fl uctuating relationship with substances characterized by periods of abstinence and periods of resumption of use often in conjunction with relationship diffi culties or emotional crises.All the candidates were socially integrated with a regular job, 3 of them were married with offspring and all had contacted the Relationship Service with a partner or a family member who was the fi rst to see the urgency of asking for help for the dysfunctional behavior of the relative. 4 out of 8 patients were in individual psychotherapy with the group leader who suspended individual interviews in favor of skills training for the entire duration of the group, the others benefi ted from psycho-social and educational support from a professional educator.All patients underwent the PID 5 test in the diagnostic phase and the pre-treatment phase was treated in terms of opportunity and commitment.After the 10 skills sessions, the patients will be followed up individually by taking the dbt forms and group follow-ups will be organized at 3 and 6 months.The results we report are in terms of frequency (average 66.6%), active participation and evaluation of the experience by problem consumers.

Maria Assunta Zanetti, Sara Sparaciari

Plusdotazione e prospettive transdiagnostiche: l’esperienza clinica del Labtalento

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 4 / 2022

Per ampliare il dibattito e la ricerca di nuove prospettive di approccio ai disturbi del neurosviluppo in età evolutiva portiamo l’attenzione sulla tematica della plusdotazione attraverso l’esperienza clinica del Laboratorio Italiano di Ricerca e Sviluppo del Potenziale, Talento e Plusdotazione dell’Università degli Studi di Pavia (LabTalento). La plusdotazione o giftedness interessa il 5% della popolazione e si connota per un funzionamento atipico, caratterizzato sia da punti di forza che da debolezze, rispetto a quelli dei loro coetanei a sviluppo tipico e con QI medio, che talvolta necessitano di supporto specifico in ambito scolastico e educativo, con i interventi specifici e personalizzati. Nel presente lavoro, a partire da una breve descrizione di valutazioni di tre casi clinici in cui è stata indagata la presenza di alto potenziale cognitivo, emergono riflessioni sull’importanza di approfondire e integrare il protocollo di assesment non soltanto per valutarne i diversi aspetti dell’area cognitiva, ma anche di analizzarne aspetti emotivi e comportamentali al fine di completare il profilo di funzionamento. Inoltre dall’analisi clinica dei risultati emerge la necessità di interpretarli non soltanto i risultati ottenuti del singolo nel confronto con il campione normativo di riferimento ma anche poter individuare modalità di funzionamento che potrebbero non rientrare nelle soglie comunemente utilizzate per definire deficit o disturbi. Infine, arricchire l’analisi dei punteggi con osservazioni qualitative raccolte in fase di colloquio anamnestico e durante la somministrazione permette di interpretare il significato di alcuni risultati in modo più ampio per poter così fornire, in ambito educativo e scolastico, eventuali indicazioni specifiche in base alle caratteristiche del soggetto.

Il contributo, in risposta ai quesiti dell’articolo-bersaglio di Antonietti, Borgatti e Antonietti (2022), analizza in dettaglio i problemi sollevati dalla diagnosi così come indicata dai manuali diagnostici internazionali e propone un approccio integrato che fa riferimento alla ricerca di dissociazioni/associazioni tra sintomi all’interno di specifiche dimensioni di funzionamento. Da qui la necessità di non limitarsi all’osservazione delle caratteristiche fenotipiche del disturbo, ma di individuare i costrutti di base dello sviluppo, le dimensioni sottostanti, e come queste si influenzano tra loro nel corso dello sviluppo. Lo studio delle dimensioni vede quindi, nella definizione dell’endofenotipo, gli aspetti misurabili e altamente specifici del comportamento situati nella posizione intermedia tra sintomi e meccanismi neurobiologici all’interno delle diverse patologie. Per predisporre quindi di un intervento efficace l’attenzione del clinico si deve spostare dalle caratteristiche fenotipiche del disturbo alla descrizione del funzionamento e alla diagnosi di sviluppo.