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Il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale (MMG) nel percorso di cura del paziente con Disturbo da Uso di Oppiodi (DUO) è fondamentale per personalizzare il trattamento e favorire l’emancipazione della persona dai servizi specialistici ed il suo reinserimento sociale. Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare l’efficacia della pluriennale collaborazione del DDD (Dipartimento delle Dipendenze) con i MMG di Trieste e le farmacie, analizzando l’appropriatezza sia della prescrizione di terapia agonista sia del monitoraggio clinico-tossicologico. Per il primo quadrimestre del 2022 sono stati elaborati i dati clinici, tossicologici e relativi alla correttezza prescrittiva dei 58 pazienti in carico al DDD e distribuiti tra 26 MMG per la prescrizione di agonista, su rilascio di regolare Piano Terapeutico Individualizzato (PTI). L’ appropriatezza prescrittiva è stata rilevata nell’81.0% dei casi, il PTI è stato stilato in conformità dallo specialista DDD nell’89.7% dei casi ed il controllo tossicologico è stato eseguito = 2 volte/mese dai pazienti clinicamente più stabili (39.7% del campione). Lo studio mostra che i pazienti con outcome migliore hanno monitoraggio e prescrizione terapeutica regolari, nell’ambito di una cooperazione multiprofessionale. Pertanto, la comunicazione interdisciplinare dovrebbe essere incrementata, per potenziare la qualità dell’assistenza offerta e l’intercettazione precoce di casi critici e prescrizioni terapeutiche inadeguate.
Addiction also has important consequences on the work sphere. This paper deals with a job search workshop inspired by the Individual Placement Support method. The results obtained in the nine months of experimentation on a small group of drug users appear promising, especially if one considers the proposed activity, which is a low-cost service for the Department of Drug Abuse.
L’articolo narra l’esperienza di un gruppo di lavoro sulla Baby Observation, costituito da tre allieve e una didatta, all’interno della scuola di formazione in Psicologia Analitica (AIPA). Ciascuna di loro si è trovata, ad un certo punto, a confrontarsi con il momento storico del lockdown, oltre che a livello collettivo, anche nell’esperienza di osservazione del bambino. Il tempo della pandemia e, in particolare, il lockdown hanno reso impossibile l’incontro reale con l’altro, modificando il setting dell’osservazione. Passando dall’osservazione del bambino e della madre all’interno del loro ambiente naturale alla sperimentazione dell’"osservazione in assenza" della diade - attraverso momenti di spaesamento e perdita, come nella fase alchemica della nigredo - si è scoperta la ricchezza dell’incontro con le immagini emergenti dal mondo interno. L’osservazione in assenza del bambino ha generato un’esperienza del tutto inedita, un’opportunità di recuperare la consapevolezza di un’interconnessione profonda, al di là della presenza reale. A distanza di tempo si è sentita la necessità di riguardare insieme e condividere l’esperienza. Anche se conclusa, la realtà psichica di quel percorso ha continuato a scorrere dentro ognuna di loro come materia viva, sia a livello individuale che gruppale.
In questo articolo l’autrice considera il sintomo della depressione perinatale come una crisi che ha un significato e una direzione, e che può costituire, dunque, un’opportunità per avviare un processo di auto-riflessione e di consapevolezza rispetto alle aree complessuali che si sono costellate. Attraverso la presentazione dettagliata di un caso clinico, l'autrice dimostra inoltre la validità dell’esplorazione dei sogni e la centralità della relazione analista/paziente.
L’autrice rintraccia nel personaggio di Jacques, nato dalla "rivolta" contro "l’assurdo", la straordinaria creazione in cui Camus combina e attraversa la rivisitazione della biografia, toute la lumière du monde con la mort pour tous. Il testo, pubblicato postumo e che nell’intenzione dell’autore doveva essere il primo del "ciclo dell’amore", ci consegna l’approdo di una ricerca protratta per tutta la breve e intensa vita. Approdo che, nella lettura presentata, converge con alcuni fondamentali parametri del pensiero di C. G. Jung.
L’autrice presenta una riflessione sulla terapia analitica con le coppie con l’utilizzo della metodica del Gioco della Sabbia. La ricerca è in atto da oltre un decennio ed è stata portata avanti da un gruppo di analiste dell’AIPA che sono anche socie del LAI, il Laboratorio Analitico delle Immagini. L’articolo tocca alcuni aspetti del modello di terapia fondato sulla psicologia analitica junghiana, elaborato in anni di lavoro con le coppie, integrando i concetti dell’inconscio collettivo, del ruolo dei complessi a tonalità affettiva, del processo di individuazione. Tra le linee principali di questa ricerca vi è l’utilizzo innovativo del Gioco della Sabbia nella terapia con le coppie. Nell’esposizione di un caso clinico, l’articolo illustra il senso dell’introdurre nel contesto analitico con la coppia l’"azione di gioco", adatta a favorire il contatto con gli affetti e l’emergere dell’immaginazione. Il Gioco della Sabbia, condiviso dai partner nel contesto analitico, viene presentato nel suo valore di comunicazione affettiva, di contatto con i contenuti complessuali e di possibile porta di accesso alla funzione simbolica.
La relazione descritta in questo articolo presenta una sintesi del XXII Congresso Internazionale della IAAP, tenutosi dal 28 agosto al 2 settembre 2022 a Buenos Aires, con il titolo: Psicologia analitica aperta al mondo che cambia: Prospettive contemporanee su questioni cliniche, scientifiche, sociali, culturali e ambientali. Il Congresso si proponeva di valorizzare la potenzialità della psicologia analitica come strumento per favorire un migliore adattamento umano al mondo che sta gradualmente cambiando, a causa di pandemie, guerre ed eventi climatici.
Questo scritto vuole rappresentare la sintesi dell’esperienza clinica di Paolo Aite - medico psichiatra e psicologo junghiano, membro AIPA-IAAP, cofondatore della Rivista di Psicologia Analitica e fondatore del LAI (Laboratorio Analitico delle Immagini), paziente e allievo di Bernhard - rispetto all’uso del gioco della sabbia in analisi mediante, soprattutto, l’uso delle immagini e la tecnica della pittura. Il testo è costruito su una struttura ad intervista, nella quale gli autori - Paolo Aite e Pina Galeazzi - definiscono le fasi della ricerca analitica.