I contenziosi climatici basati sui diritti umani pongono alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) la sfida di conciliare la natura collettiva degli interessi ambientali con l’impostazione individuale della Convenzione, che esclude l’actio popularis. Il contributo analizza la sentenza KlimaSeniorinnen v. Switzerland come tappa rilevante nella giustizia climatica, mettendo in luce le tensioni tra l’art. 34 CEDU e le istanze collettive del contenzioso ambientale. La Corte adotta un doppio approccio: restrittivo verso i ricorrenti individuali, ridefinendo il concetto di “vittima” e alzando lo standard probatorio; più aperto verso le associazioni, con effetti che potrebbero indebolire il divieto di actio popularis. L’articolo riflette sulle contraddizioni e le implicazioni di questa giurisprudenza “a geometria variabile”, interrogandosi sulla capacità della CEDU di garantire accesso alla giustizia senza compromettere i principi strutturali della Convenzione. In conclusione, si valutano le prospettive del sistema CEDU di fronte alle sfide sistemiche e intergenerazionali poste dal cambiamento climatico.