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Due ragazzi poco più che ventenni, Bartle e Murphy, si arruolano nell’esercito. Una scelta poco ponderata che avrà conseguenze devastanti. La con- sapevolezza degli orrori prodotti dalla cieca violenza di una guerra travolgerà le loro giovani vite cancellando giorno dopo giorno anche il loro più piccolo sogno.
La guerra scatena angosce collettive, suscitando fantasie e prese di posizione rispetto a una fazione o l’altra. Al di là delle ragioni socio-economiche e dei sentimenti di appartenenza, questo articolo esplora e offre una chiave di let- tura psichica del conflitto, evidenziando l’origine nella psiche dell’uomo. Appropriarsi degli affetti che sono alla base dei conflitti significa riconoscere la propria quota di responsabilità. Il conflitto è possibile riconoscerlo oppure no, pensare di esserne immuni attribuendo all’altro la responsabilità di ciò che accade. Com- prendere che ciò che accade fuori richiama anche aspetti personali non semplici da digerire, permette a ciascuno di integrare dentro di sé il buono e il cattivo.
The paper presents the theoretical assumptions at the basis of the phenomenon of countertransference and then presents the specifics of countertransference in working with traumatized patients. Several clinical vignettes analyze some characteristics of countertransference reactions in working with psycho traumatized patients. The paper presents some results of countertransference research.
This article describes experiences where projection, projective iden- tification and division are plausible and adequate concepts in the so-called action exploration of human relations in crises. It mainly concerns the creation of an enemy in war but even in other heavy relational problems. Methods of sociodra- ma on a group level and psychodrama on an individual level are used both to monitor and deal with these defence mechanisms.
In questo commento dell’articolo Le mille guerre di Iryna di Alessia Buccino l’autore evidenzia come dalle guerre nascono nuovi modelli, nuove epistemologie e procedure cliniche efficaci. Per la cura diventa essenzia- le andare oltre il mero evento, anche se traumatico e terribile, e relazionarsi all’altro come individuo con la sua identità e soggettività. L’autore evidenzia il concetto di maschera al quale è legata l’etimologia del termine persona. Riusci- re a prendere contatto con l’altro al di là della maschera permette di creare una relazione e una comunicazione significativa per il paziente e per il terapeuta. Infine creare un intervento a più livelli e a più voci permette di creare quella rete sanitaria che cura.
L’articolo Le mille guerra di Iryna racconta la storia personale e clinica di un’adolescente ucraina che viveva in un orfanotrofio coi suoi fratel- li minori, prima che una tutor li portasse in Italia a causa dell’invasione russa dell’Ucraina. La sofferenza di Iryna si palesa nella famiglia ospitante attraverso il sintomo del mutismo. Iryna e la famiglia ospitante vengono prese in carico da una terapeuta di orientamento sistemico-relazionale. In questo articolo si ipotizza che la paziente possa presentare più traumatizzazioni, conseguenti a eventi sia re- lazionali, che ambientali. A partire da questa ipotesi, si confrontano gli interventi terapeutici attuati nell’ottica sistemico-relazionale con quelli che avrebbe potuto realizzare un terapeuta di orientamento cognitivo-comportamentale.
Il lavoro clinico con Iryna ha rappresentato un chiaro esempio di quanto sia necessario affrontare gli interventi psicologici di emergenza e quel- li in cui si incontrano eventi traumatici, disagio sociale, esclusione e solitudine, coinvolgendo tutti gli attori coinvolti nella vicenda, compresi gli operatori che hanno partecipato agli interventi di aiuto, i caregivers e tutte le persone coinvolte affettivamente. È necessario liberarsi dei preconcetti lineari tra causa ed effetto e affrontare ogni vicenda attraverso una visione globale e unitaria dell’individuo e della sua storia, cercando fragilità e risorse, personali e collettive. Nel caso di Iryna, la guerra da cui è fuggita rappresenta soltanto una delle tante guerre, dei tanti traumi da dover affrontare e andavano cercate risorse che erano rimaste sepolte dalle macerie e che insieme a lei bisognava ritrovare.