La ricerca ha estratto dal catalogo 105486 titoli
Il presente contributo intende riflettere in merito al forum necessitatis che l’Unione europea propone di adottare determinando quali siano le autorità giudiziarie degli Stati membri competenti a trattare questioni relative alla filiazione in situazioni transfrontaliere. La proposta di “Regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile e al riconoscimento delle decisioni e all’accettazione degli atti pubblici in materia di filiazione e alla creazione di un certificato europeo di filiazione”, in riferimento al forum necessitatis, pone dal punto di vista interpretativo delicate questioni in ordine all’accesso alla giustizia ed alla scelta del foro competente in ossequio al principio del migliore interesse del minore.
Il contributo riassume i cambiamenti introdotti nell’ordinamento giuridico cubano in materia di fonti di filiazione dopo l’approvazione del Codice delle Famiglie nel settembre 2022. Si parte dall’illustrazione del sistema delle fonti che operava prima della nuova legge e di come si sia reso necessario riformarlo dopo l’entrata in vigore della Costituzione del 2019. Si studia quindi la coerenza con il sistema costituzionale dell’introduzione di figure come l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso, la regolamentazione delle tecniche di riproduzione assistita eterologa, o la regolamentazione della multigenitorialità e della solidarietà gestazionale. In ogni caso, si analizzano le caratteristiche delle figure, nonché le questioni critiche di alcune di esse, concludendo però, che il legislatore cubano ha fatto bene a incorporare in norme infracostituzionali la pluralità di situazioni familiari che si manifestano socialmente e che richiedevano un’attenzione normativa dopo il rifiuto del diritto tradizionale.
Il contributo analizza il contenuto della proposta di riforma costituzionale della magistratura A.S. 1353, volta a introdurre la separazione delle carriere, nonché rilevanti modifiche nell’assetto degli organi di amministrazione e disciplinare del potere giudiziario, analizzando i fini che muovono detta proposta di riforma e interrogandosi sulla razionalità delle misure predisposte e sui possibili effetti sistemici, nonché sulla idoneità dell’intervento a concretizzare i valori fondativi della Carta costituzionale
Il saggio esamina criticamente il Rapporto redatto dalla Commissione mista istituita presso il Consiglio Superiore della Magistratura, incaricata di approfondire le problematiche legate alla magistratura di sorveglianza e all’esecuzione penale (12 novembre 2024) sullo stato attuale delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Dopo aver ricostruito il percorso storico e legislativo della deistituzionalizzazione psichiatrica in Italia – avviato con la legge n. 180/1978 e culminato con la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) tramite la legge n. 81/2014 – si evidenzia come alcune proposte contenute nel Rapporto, in particolare l’istituzione di strutture ad alta sicurezza per soggetti ritenuti “inemendabili” e il trasferimento della gestione delle REMS al Ministero della Giustizia, rappresentino una regressione rispetto ai principi costituzionali di tutela della salute e della dignità umana. Tali proposte, radicate in una visione custodialistica e stigmatizzante della malattia mentale, risultano incompatibili con il principio personalista (art. 2 Cost.) e con la funzione rieducativa della pena (art. 27, c. 3, Cost.), oltre a contraddire la giurisprudenza costituzionale consolidata. Il saggio riafferma la centralità della cura come pratica eman-cipativa – e non meramente terapeutica – ispirandosi al pensiero di Franco Basaglia e alla psichiatria anti-istituzionale, sottolineando l’inviolabilità del diritto alla salute mentale, anche per coloro che hanno commesso reati.
Il saggio esamina criticamente il Rapporto redatto dalla Commissione mista istituita presso il Consiglio Superiore della Magistratura, incaricata di approfondire le problematiche legate alla magistratura di sorveglianza e all’esecuzione penale (12 novembre 2024) sullo stato attuale delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Dopo aver ricostruito il percorso storico e legislativo della deistituzionalizzazione psichiatrica in Italia – avviato con la legge n. 180/1978 e culminato con la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) tramite la legge n. 81/2014 – si evidenzia come alcune proposte contenute nel Rapporto, in particolare l’istituzione di strutture ad alta sicurezza per soggetti ritenuti “inemendabili” e il trasferimento della gestione delle REMS al Ministero della Giustizia, rappresentino una regressione rispetto ai principi costituzionali di tutela della salute e della dignità umana. Tali proposte, radicate in una visione custodialistica e stigmatizzante della malattia mentale, risultano incompatibili con il principio personalista (art. 2 Cost.) e con la funzione rieducativa della pena (art. 27, c. 3, Cost.), oltre a contraddire la giurisprudenza costituzionale consolidata. Il saggio riafferma la centralità della cura come pratica eman-cipativa – e non meramente terapeutica – ispirandosi al pensiero di Franco Basaglia e alla psichiatria anti-istituzionale, sottolineando l’inviolabilità del diritto alla salute mentale, anche per coloro che hanno commesso reati.