La ricerca ha estratto dal catalogo 105855 titoli
The article presents a scoping review of impact-evaluation studies on pro-fessional development (PD) for in-service teachers, describing how PD ini-tiatives are characterised in this research field and examining their alignment with inquiry-based approaches, taking the Ricerca-Formazione (R-F) para-digm as a reference. The review identified 861 studies published between 2014 and 2023; after applying exclusion criteria, 159 articles were analysed following PRISMA guidelines. Findings reveal substantial variability and frequent gaps in how PD initiatives are described, which hampers efforts to investigate the quality of PD relating impact evaluation to the specific cha-racteristics of the programmes. When mapped against the R-F paradigm key principles, most PD initiatives display only limited alignment. Contextual analysis and documentation-supported reflection emerge as the most fre-quently represented, whereas negotiated goals and structured teacher–rese-archer collaboration are seldom described.
L’articolo si propone di analizzare i principali risultati della ricerca “Le farmacie comunali in Lombardia. Dinamiche attuali e prospettive future”1, promossa da Confservizi Lombardia2 in collaborazione con KPMG Advisory S.p.A.3 L’indagine ha analizzato, attraverso un approccio multidimensionale, le 468 farmacie comunali lombarde con l’obiettivo di comprenderne la configurazione territoriale, i modelli di gestione, le dinamiche occupazionali e l’evoluzione dei servizi. Il lavoro offre una lettura integrata del ruolo delle farmacie comunali nel sistema sociosanitario lombardo, evidenziando le criticità e le opportunità che ne caratterizzano la transizione verso modelli di gestione sostenibili e innovativi. Vengono inoltre delineate le principali direttrici evolutive in materia di governance, integrazione territoriale e sviluppo della “Farmacia dei Servizi”.
La gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità (IRO) introdotta dai nuovi criteri di rendicontazione ESRS con la Direttiva CSRD avrà un ruolo sempre più centrale nella governance aziendale. Nonostante l’incertezza creata dai recenti interventi per rinviare gli obblighi (“stop the clock”) e rivedere in modo significativo il perimetro delle imprese obbligate (Omnibus), per i settori dell’acqua e dell’ambiente l’integrazione tra gli aspetti economicofinanziari e ESG rimane strategica.
Gli indicatori per misurare le dispersioni idriche sono spesso oggetto di critiche e revisioni. Recentemente si è tornati ad evidenziare alcuni limiti degli indicatori “perdite percentuali” e “perdite lineari”, che sono stati adottati anche dalla Regolazione della Qualità Tecnica (RQTI) introdotta da ARERA nel 2017. Tuttavia, faticano ad affermarsi alternative condivise. La ricerca di maggiore precisione nella misura delle variabili impiegate, può accrescere la significatività dei dati, ma rischia di appesantire le elaborazioni, senza riuscire a risolvere il problema della apparente incompletezza degli indicatori. E così pure, il tentativo di ampliare i modelli per incorporare altri fattori esplicativi pare difficoltoso per l’incertezza o l’indeterminatezza delle variabili o degli effetti. Riemerge dunque un problema annoso, già vissuto anche nel corso dell’iniziativa “Benchmarking Club” tra aziende idriche italiane, svolta nei primi anni 2000 con il patrocinio dell’allora Federgasacqua. Con questa nota si intende condividere alcuni spunti e riflessioni che emergono da quell’esperienza di benchmarking e, contribuire al dibattito tornando ad esaminare gli indicatori e ricercando una chiave di lettura del loro impiego.
Negli appalti pubblici, l’inserimento dei criteri di aggiudicazione ambientali pone la questione dell’equilibrio tra sostenibilità e concorrenza. Questi criteri mirano a orientare la spesa pubblica verso obiettivi ecologici, ma possono influire sul mercato competitivo. Il contributo esamina, alla luce della normativa di matrice eurocomunitaria, se la tutela della concorrenza debba avere priorità sulla sostenibilità o se i due obiettivi possano coesistere. Particolare attenzione è dedicata alla sentenza T.B. e a. contro C.B. e a. (CGUE, 1° agosto 2025), che sottolinea l’importanza della massima apertura alla concorrenza anche in appalti relativi alla compravendita di certificati verdi.
L’articolo analizza il concetto di rischio politico non nel senso generale in cui viene utilizzata l’espressione, ma con specifico riferimento ai contratti pubblici, e quindi focalizzandosi sulle scelte del legislatore delegato nel Codice dei contratti del 2023 (D.Lgs. n. 36/2023) e sul loro impatto. In particolare, vengono esaminati due profili di disciplina: l’innalzamento delle soglie per l’affidamento diretto e l’introduzione del subappalto a cascata. L’incremento delle soglie per l’affidamento diretto (fino a 150.000€ per lavori e fino a 140.000 per servizi e forniture) comporta ovviamente oneri partecipativi e concorrenziali minori che hanno un impatto anche sui costi di approvvigionamento. Questo fattore negativo viene evidenziato anche da indagini ANAC, che riscontrano una riduzione dei ribassi e un mancato risparmio, pur riconoscendo i vantaggi di rapidità e semplificazione correlati ad una maggior rapidità nella scelta e ad interventi più rapidi e immediati. A mitigare i rischi di affidamenti di favore si pone il rafforzamento del principio di rotazione, cui si rivolge anche l’orientamento giurisprudenziale prevalente. Il secondo profilo esaminato nell’articolo, il c.d. subappalto a cascata, formalizza una pratica precedentemente vietata, recependo i richiami provenienti dall’UE, ma solleva preoccupazioni non solo per la difficoltà di vigilanza e controllo che esso comporta (tanto da facilitare l’eventualità di infiltrazioni criminali), ma anche perché potrebbe porre seri problemi di coordinamento sia per la stazione appaltante, sia per l’affidatario. Da contraltare rispetto ai fattori di rischio considerati potrebbe valere un forte riferimento ai principi di risultato e fiducia, che fungono da cardine del nuovo Codice e potrebbero, se correttamente applicati, offrire una base solida alle innovazioni introdotte e, soprattutto, all’agire delle stazioni appaltanti.
This study investigates the influence of ESGlinked investment instruments, specifically Green Financing and Socially Responsible Investing (SRI) on commercial profitability of publiclyowned enterprises (POEs) in emerging markets. The authors examine the moderating part of Regulatory Framework Strength in these connections predicated in Legitimacy Theory and Institutional Theory, the exploration seeks to determine whether sustainable finance strategies can meaningfully enhance financial performance under varying institutional conditions. Employing a quantitative exploration design, the authors distributed an online check via Google Forms using a 5point Likert scale, performing in 385 valid responses from five stakeholder groups directly involved in ESGrelated financial opinions across emerging markets. The retrogression analysis reveals that Green Financing exerts the strongest influence on commercial profitability (ß = 0.68), followed by SRI essentials (ß = 0.62). Furthermore, Regulatory Framework Strength moderates the connections between Green Financing and profitability (ß = 0.54), and between SRI and profitability (ß = 0.65). The authors affirm that their findings give new perceptivity into the effectiveness of ESG investment strategies in emerging markets, an area frequently overlooked in mainstream ESG converse. By integrating empirical substantiation with theoretical perspectives, this study underscores the critical moderating part of regulatory strength and contributes to bridging the gap between sustainability practices and profitability issues of POEs in under regulated economies.
In questo articolo proponiamo un’analisi ragionata della struttura della filiera del sistema di gestione dei rifiuti urbani in Italia, che ricostruisce le quote di mercato dei diversi operatori e i regimi istituzionali che mettono tra loro in relazione le diverse fasi della filiera. Ne emerge un quadro rappresentato da una crescente concentrazione e una progressiva maggiore apertura al mercato, che tuttavia richiede un appropriato disegno regolatorio per poter sfruttare al meglio i benefici della concorrenza.
La raccolta effettuata in questo secondo numero del 2025 riguarda le più recenti applicazioni dell’ipnosi in ambito clinico, psicoterapeutico e di ricerca. Le evidenze più significative sono riportate e riguardano principalmente gli effetti positivi delle procedure ipnotiche sul dolore, l’ansia, lo stress e la qualità della vita. Di contro, la grande maggioranza delle revisioni sistematiche indicano come una maggior omogeneità nella somministrazione delle tecniche ipnotiche aiuterebbe la ricerca a raccogliere risultati più chiari e decisivi. Una speciale menzione viene fatta a proposito del peso e del ruolo giocato nel mondo dell’ipnosi dal lavoro di S. J. Lynn, scomparso lo scorso anno.
Abbiamo realizzato questa intervista con Antonella Bianchi di Castelbianco, parlando di lei, della sua esperienza con l’ipnosi ericksoniana, la terapia familiare e la psicoterapia a livello nazionale e non solo, osservando come l’ipnosi, la terapia ed i terapeuti stessi siano cambiati nel corso degli anni, senza perdere di vista le prospettive future.