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Gaetana Ferri, Franco Fucilli, Gioacchino De Sandoli, Sarah Guizzardi, Carla Campagnoli, Romano Marabelli

Il performance management nell’area della sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli a

MECOSAN

Fascicolo: 121 / 2022

A partire dal 2007 è stata avviata dal Ministero della Salute, nell’ambito delle procedure del Comitato LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) per l’appropriatezza, l’efficienza e la congruità delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), una valutazione annuale, tramite indicatori quali/quantitativi, dell’efficienza operativa dei Servizi regionali di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria. Nel presente lavoro sono descritti i principi di riferimento, le modalità e gli aspetti più significativi emersi nel corso di tale esperienza durata oltre un decennio.Il sistema di valutazione ha contribuito all’evoluzione del processo di programmazione, a livello nazionale, regionale e locale, e ha avuto evidenti riflessi positivi mostrandosi come un punto di riferimento per quantificare le risorse umane e strumentali, e per la capacità di laboratorio, contribuendo alla chiarezza e coordinamento delle amministrazioni sanitarie sugli obiettivi operativi valutati.L’adozione di un articolato strumento di management ha inoltre offerto utili informazioni ai decisori (policy-makers) nella fase di contrazione del finanziamento e di ricambio generazionale che ha interessato il SSN dal 2008, e che si protrae tuttora1. 1 4° Rapporto GIMBE sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Fondazione GIMBE: Bologna, giugno 2019; pp. 64-65. Recuperato da: https://salviamossn.it/var/uploads/contenuti/allegati/4_Rapporto_GIMBE_Sostenibilita_SSN.pdf.

Cecilia Luini, Sara Boscolo, Martin Matscher, Josef Bernhart

Gestione partecipata della risposta all’emergenza Covid-19. L’esperienza unica della Provincia autonoma di Bolzano

MECOSAN

Fascicolo: 121 / 2022

In Europa, diversi Paesi hanno introdotto lo screening di massa ma in, Italia, la Provincia di Bolzano è stata la prima ad averne fatto uso, introducendo un cambiamento di paradigma nella gestione dell’emergenza Covid-19. Il programma “Test rapidi in Alto Adige” (20-22 novembre 2020) ha testato circa il 65% della popolazione ed è stato seguito dal programma “Monitoraggio Alto Adige”, finora unico in Europa, che ha monitorato un campione rappresentativo della popolazione di oltre 20.000 persone (dicembre 2020-aprile 2021). Il processo è stato caratterizzato dalla stretta collaborazione tra istituzioni pubbliche e tra queste e le associazioni private, dal forte investimento sulla ricerca e la sperimentazione di soluzioni innovative e dalla responsabilità individuale e collettiva, considerando gli effetti delle scelte operate in termini non solo sanitari, ma anche economici e sociali.

This paper analyzes the factors that explain the increased use of special reports by hospital facility auditors, such as the formalization of the clinical pandemic template Covid-19, wondering if they look like evaluation studies. It examines their training as well as their impact as well as the institutional use implicit in the performance audit. From an anthropological perspective, the audit could traditionally be considered as “Rituals of Verification”, recognizing the procedure and the evaluation have social effects, in public management. In addition, auditing practices may often seem “trivial, inevitable part of a bureaucratic process”, but taken together and over time, they are probably part of a distinct cultural artifact. Like the audit, the performance assessment function is to allow for accountability, but there is also an emphasis on collective learning. The audit is therefore an essential part of the assessment in hospital management, contributing to the realization of financial responsibility, guaranteed the institutional legitimacy of the managerial decision-making system.

Michela Bibini, Giovanni Fattore, Francesco Longo, Francesca Meda

La Casa della Comunità come piattaforma erogativa decentrata dell’ospedale Hub Il caso servizi oncologici della Casa della Salute di Bettola (A

MECOSAN

Fascicolo: 121 / 2022

Nel contesto attuale degli urgenti e importanti investimenti per lo sviluppo dell’assistenza di comunità, così come previsti dal Piano di Ripresa e Resilienza italiano, il presente articolo si prefigge un duplice obiettivo: (a) descrivere un modello di decentramento erogativo di servizi specialistici di norma gestiti presso ospedali hub, capace di valorizzare le Case della Comunità come una rete di setting erogativi di prossimità, e (b) analizzare le determinanti di contesto e i driver manageriali azionabili per disegnare, implementare e consolidare un’innovazione di servizio di tipo transformational change. Per rispondere alle domande di ricerca, l’articolo presenta il caso di un’innovazione trasformativa in una Casa della Salute in un’area montana dell’Azienda Sanitaria piacentina. Descrive come, a seguito di un graduale processo di decentramento sui servizi oncologici, la Casa della Salute di Bettola, comune di 2.600 abitanti, eroghi settimanalmente cure oncologiche decise dal Dipartimento di Oncologica dell’Ospedale AUSL di Piacenza ma erogate localmente da due professionisti oncologici (un medico e un infermiere). Il successo di questo caso si basa sulla convergenza della gestione e della leadership clinica, sul gradualismo dell’intero decentramento dei servizi oncologi, sulla motivazione di professionisti e pazienti e su un’attenta attenzione alle problematiche logistiche. Questo caso può servire come prototipo per le repliche in altri contesti e per l’introduzione di innovazioni simili in altre aree terapeutiche.

Questo contributo si concentra sul ruolo dei sindacati nel contesto dell’implementazione delle tecnologie legate a "Industria 4.0" a livello delle PMI. A tal proposito, sono state condotte interviste a rappresentanti sindacali di alcune imprese del settore metalmeccanico del Veneto, sia a livello di impresa che di terri-torio. Le evidenze sono state organizzate sulla base di tre dimensioni: adattamento delle imprese rispetto ai cambiamenti provenienti dall’ambiente esterno; compe-tenze dei dipendenti; atteggiamento e supporto del management e della proprietà. I risultati mostrano come ci sia un legame tra prospettive dell’innovazione tecnologica e futuro delle strategie contrattuali sul territorio. Ulteriori considerazioni chiamano in causa la debolezza dei processi formativi, la scarsa pianificazione e condivisione delle scelte aziendali.

Paola De Vivo, Enrico Sacco

I percorsi di ridefinizione delle strategie di impresa nei Contratti di Sviluppo

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

L’articolo rielabora i risultati di una ricerca condotta sul Contratto di Sviluppo, uno strumento divenuto centrale nella politica industriale italiana. Ciò che emerge è che la sua implementazione tende a generare territorialmente delle reti differenziate di attori e interessi. Il filo conduttore riguarda il ruolo delle singole imprese nella formazione e nella istituzionalizzazione delle reti, al fine comprendere se e come il suo utilizzo abbia influenzato le scelte decisionali e le strategie competitive delle imprese, innescando processi di ammodernamento organizzativo e facilitando i piani di sviluppo. Attraverso l’analisi sugli investimenti effettuati emerge che lo strumento risponde a tre differenti funzioni, le quali in alcuni casi si combinano: una funzione innovativa; una funzione redistributiva, una funzione di contenimento delle crisi industriali.

Vincenzo Carbone, Roberto Ciccarelli

Piattaforme digitali, politiche sociali e occupazionali: il case management nel "reddito di cittadinanza" in Italia

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

In questo articolo il "reddito di cittadinanza", istituito in Italia nel 2019, viene analizzato dal punto di vista del case management realizzato attraverso piattaforme digitali dai suoi attori, chiamati "navigator", insieme al personale dei centri per l’impiego. Questa pratica è emersa nel rapporto tra medici, infermieri e pazienti ed è stata progressivamente associata alle politiche di incontro tra domanda e offerta di lavoro in una politica sociale, chiamata welfare-to-work, in cui le indennità di disoccupazione sono legate al reinserimento lavorativo. Sulla base di una ricerca di etnografia sociale che ha raccolto testimonianze qualificate degli attori coinvolti nei processi, l’articolo indaga prospettive e limiti attuali dell’integrazione tra Welfare e l’uso delle piattaforme digitali nel processo di digitalizzazione delle politiche attive del lavoro.

Maurilio Pirone

La governance urbana del lavoro di piattaforma. Una ricognizione europea

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

Accanto ad un processo generale di digitalizzazione del lavoro è emerso un modello di impresa - quello delle piattaforme - che ha portato alla ribalta una tipologia nuova di attore economico. Queste aziende - il cui sviluppo va collocato all’interno di una tendenza più complessiva verso la de-strutturazione dei rapporti di lavoro di tipo subordinato, l’erosione del salario e una razionalità logistica - contribuiscono in maniera determinante oggi alla ridefinizione di quello che concepiamo come lavoro. Questi cambiamenti, ovviamente, non sono analizzabili meramente nei termini di un incremento tecnologico ma tagliano trasversalmente una serie di relazioni - tanto economiche quanto sociali e politiche. Detto altrimenti, l’espansione del capitalismo delle piattaforme non è stata esente, anzi è strutturalmente accompagnata da uno spettro largo di resistenze e conflitti. Lo sviluppo repentino tanto delle piattaforme quanto dei conflitti ha stimolato sempre di più un dibattito pubblico che si è spostato dalla discussione generale sul futuro del lavoro e delle nostre società alla necessità presente di governare questo sviluppo, in primis per quanto riguarda le condizioni del lavoro digitale e digitalizzato. In questo articolo si propone una mappatura a livello europeo delle differenti pratiche di governance urbana del lavoro di piattaforma analizzando limiti e possibilità.

Le tecnologie digitali sono sempre più incapsulate in una molteplicità di sfere sociali, con una influenza significativa sul mondo del lavoro. In questo contributo, l’autore investiga il lavoro di piattaforma e l’indebolimento della società salariale nel contesto della City of Food bolognese. Infatti, è possibile delineare le continuità tra la precarietà delle condizioni lavorative di quest’ultima e il radicamento dell’economia di piattaforma. Ma Bologna è anche uno dei principali nodi principali per quanto riguarda i tentativi di regolazione su base municipale dell’economia di piattaforma: la "Carta dei diritti dei lavoratori digitali in ambito urbano" è stato il primo strumento normativo urbano in Europa a stabilire, sebbene senza una cogenza diretta, una base minima di diritti sociali per i lavoratori digitali. Oltre al dialogo con più approcci disciplinari (in particolare la letteratura su digital labor theory, capitalismo delle piattaforme e platform urbanism), l’autore adotta una metodologia qualitativa, espressa dal metodo delle interviste in profondità a testimoni altamente qualificati. Infine, l’autore introduce un nuovo concetto utile a catturare la tensione tra idee divergenti sulle piattaforme digitale sul loro governo: "digitarchia".

Francesco Bonifacio, Mario de Benedittis

Riding different. Una topologia sociale dei rider del food delivery

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

So far, food-delivery riders have been addressed in reference to broad socio-economic processes related to the diffusion of digital labour platforms. Adopting a dispositional approach, this paper frames the rider’s occupation as a specific and open-ended occupation. We try to shed light on the dynamics of differentiation and positioning within this occupational space, thus recomposing its heterogeneity. The article is based on a mixed-methods research carried out in Milan in 2020, centred on an "observant participation" of seven months, during which the re-searcher worked as a rider.

Claudia Marà, Valeria Pulignano

Unpaid labour in online freelancing platforms: between marketization strategies and self-employment regulation

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

Sociology scholars have shown that unpaid labour is widespread in digital labour platform work, yet no study has shed light on the mechanisms generating unpaid work in the digital platform sector. This paper aims to fill this gap and points to the mechanisms produced at the interface between platforms’ marketization strate-gies and the regulation of self-employment in national contexts to explain the way in which unpaid labour unfolds in online freelancing platform work. We base our argument on an empirical study that investigates work in four different online freelancing platforms and in four European countries, namely Italy, France, Bel-gium and Poland.

Paola Tubaro

Learners in the loop: hidden human skills in machine intelligence

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

Today’s artificial intelligence, largely based on data-intensive machine learning algorithms, relies heavily on the digital labour of invisibilized and precarized humans-in-the-loop who perform multiple functions of data preparation, verification of results, and even impersonation when algorithms fail. Using original quantitative and qualitative data, the present article shows that these workers are highly educated, engage significant (sometimes advanced) skills in their activity, and earnestly learn alongside machines. However, the loop is one in which human workers are at a disadvantage as they experience systematic misrecognition of the value of their competencies and of their contributions to technology, the economy, and ultimately society. This situation hinders negotiations with companies, shifts power away from workers, and challenges the traditional balancing role of the salary institution.

Kylie Jarrett

Showing off your best assets: Rethinking commodification in the online creator economy

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

This theoretical paper critically explores digital labour in the online creator econo-my using OnlyFans sex workers as its core example. It critiques the description of the exploitation of self and embodiment in this work as a process of commodifica-tion. By reframing this activity in terms of human capital appreciation and by contrasting the specific economic logic of commodities and assets, it proposes in-stead the framework of assetisation to explain the economics of labour in this sec-tor. It then places online creator labour in a wider economic context to explore the greater utility of this move away from understanding such work as commodifica-tion.

Francesca Musiani

Infrastrutture digitali, governance e trasformazioni del lavoro

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

Nel corso dell’ultimo decennio, gli studi sociali della scienza e della tecnologia (science and technology studies o STS), in particolar modo gli infrastructure studies, hanno contribuito ad aprire nuovi orizzonti di ricerca relativi allo studio della governance delle tecnologie che strutturano le nostre società digitalizzate. Questi contributi suggeriscono che il potere e del controllo negli ambienti digitali si esercitano in modi spesso informali e poco codificati, nonché discreti o addirittura invisibili per numerosi attori sociali. Questo articolo si propone di fornire un panorama dei modi in cui gli infrastructure studies si stanno avvicinando alle tematiche delle trasformazioni del lavoro nell’era digitale e più specificamente alle ricerche sul digital labor. Dopo una parte introduttiva consacrata alla presentazione degli infrastructure studies come mezzo di analisi delle infrastrutture digitali come strumenti di governance, l’articolo discute tre campi di analisi in cui tali prospettive vengono ad incrociare gli studi interdisciplinari del lavoro digitale: la comprensione del digital labor come "infrastruttura umana", l’analisi dei fenomeni di "governance algoritmica" nelle trasformazioni del lavoro, e l’esame della "platform governance" in relazione al lavoro digitale. L’articolo conclude con qualche riflessione sulle evoluzioni attuali di Internet come "meta-infrastruttura" della maggior parte delle altre infrastrutture critiche, e sul legame tra questo fenomeno e trasformazioni del lavoro.

Federico Chicchi, Marco Marrone, Antonio A. Casilli

Introduction. Digital labor and crisis of the wage labor system

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

In this introduction the editors of the Special Issue of Sociologia del lavoro devoted to digital labor and the crisis of the wage-labor system, analyse recent trends in the scholarship of platform capitalism in the aftermath of the pandemic outbreak. Platforms are not only a type of business model - they have become a crucial infrastructure around which society reorganizes itself. They extract value not only from traditional labor activities, but also from the social cooperation. Their operations permeate even private spaces and turn social ties such as kinship, friendship, and sexuality into complex monetization schemes. This process represents a departure from the salary institution, where identity was mostly linked to the position occupied by each individual with respect to work and wages. Ultimately, the hidden dimension of digital capitalism is represented by automation which, contrary to the prevailing opinion, does not mark the decline of human labor. A huge amount of data, and data work, is required to deploy platforms’ algorithms. Such work is performed by under- and micro-paid remote providers, often residing in lowincome countries. Even if platform capitalism appears stronger since the Covid-19 outbreak, it is far from mastering the global challenges it triggers. As its contradic tions become apparent, new struggles of digital workers become more visible and better organized.

Ursula Huws

Cosa è successo nel mercato del lavoro? Piattaforme digitali e politiche pubbliche

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

Questo articolo esamina la rottura del modello occupazionale che sosteneva il sistema di Welfare della seconda metà del XX secolo. Il focus del capitolo è il lento ma al contempo progressivo smantellamento delle tutele del lavoro avvenuto negli ultimi decenni, smantellamento che nell’ipotesi qui proposta ha svolto anche un ruolo cruciale nel facilitare la nascita delle piattaforme digitali. Così, se da un lato la perdita delle tutele può essere correlata ai limiti che avevano le tradizionali regolazioni del lavoro, soprattutto nell’inclusione di donne, migranti e altri lavoratori generalmente considerati più "marginali"; dall’altro essa è un prodotto diretto della nuova divisione globale del lavoro e del modo in cui le tecnologie sono oggi utilizzate per esternalizzare il lavoro. Questi sviluppi vengono successivamente ampliati dalla crescente "piattaformizzazione" dell’economia che si sta diffondendo in tutti i settori di produzione basati su attività direttamente controllate dagli algoritmi. Nonostante la nascita di nuove forme sindacali, capaci di intercettare le istanze e difendere gli interessi dei gig worker, il paper si conclude evidenziando come quest’ultime non possano rappresentare da sole una soluzione definitiva e come occorra puntare a un nuovo set di diritti universali dei lavoratori.

François Bonnet

Spiegare le variazioni della politica sociale e penale con il principio di less eligibility

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 163 / 2022

Il welfare (politica sociale) e la punizione (politica penale) variano notevolmente nel tempo e nello spazio, con la politica sociale più o meno generosa e la punizione più o meno barbara. Cosa determina la generosità delle politiche sociali e l’umanità delle politiche penali? Il principio di less eligibility sostiene che in ogni società l’assistenza sarà resa meno attraente del lavoro a basso salario e la punizione renderà il crimine meno attraente dell’assistenza. Io sostengo che il principio di less eligibility determina il mix di assistenza e punizione che viene attuato per governare e gestire la povertà in una data società.

Francesco Indovina, Maria Chiara Tosi, Rosa Anna la Rocca, Federico Camerin

Recensioni

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 134 / 2022