Dopo una Nota introduttiva di Giorgio Meneguz, Karen Horney analizza la “reazione terapeutica negativa”, ossia il paradossale peggioramento del paziente dopo interpretazioni cor-rette o progressi nel trattamento. Riprendendo la definizione di Freud, viene proposta una diversa spiegazione psicodinamica. In alcuni pazienti caratterizzati da una struttura di personalità com-petitiva e ostile, una buona interpretazione viene vissuta come minaccia narcisistica o come sfida alla propria superiorità. Ciò suscita risentimento, desiderio di svalutare l’analista e timore del successo, poiché il miglioramento implica competizione, perdita d’affetto o possibili ritorsioni. La reazione negativa nasce quindi dall’intreccio di ostilità, ansia, bisogno di affetto e paura del miglioramento. Vengono descritti cinque principali tipi di reazione a una buona interpretazione e sostenuto che il fenomeno non deriva solo dal senso di colpa, come riteneva Freud, ma anche da conflitti legati alla rivalità e all’ansia. Sul piano tecnico si propone di concentrarsi sulle rea-zioni emotive immediate del paziente verso l’analista, analizzandole sistematicamente prima di tentare una ricostruzione del passato.