RISULTATI RICERCA

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Questo articolo discute come la realizzazione di un sistema di performance management all’interno dei processi dei dipartimenti di prevenzione della Regione Friuli-Venezia Giulia possa ridurre alcune variabili di ambiguita organizzativa. Attraverso un approccio quali-quantitativo basato su action research e survey i ricercatori hanno partecipato alla realizzazione di un sistema che, nell’ambito dei dipartimenti di prevenzione, descrive i processi e le attivita svolte in relazione a specifici target e ne determina il consumo di risorse standard. Inoltre, e stata realizzata un’indagine esplorativa per l’assessment ex ante delle potenzialita del sistema in termini di riduzione di ambiguita, che puo contribuire a fornire input per una revisione del sistema prima della sua implementazione. Questa ricerca presenta i seguenti contributi e implicazioni. Il primo contributo si evidenzia rispetto alla letteratura sull’ambiguita. Il secondo contributo e relativo alla definizione di un approccio per la valutazione ex ante delle potenzialita di un sistema di misurazione delle performance nella mitigazione dell’ambiguita. I risultati hanno implicazioni pratiche per il management sanitario e forniscono spunti di riflessione a supporto dello sviluppo di sistemi di misurazione della performance nella prevenzione collettiva.

I servizi sanitari di prevenzione sono caratterizzati da un’elevata complessita principalmente legata al contesto inter-organizzativo e ambientale in cui operano. Da cio consegue una notevole difficolta nel misurarne e valutarne i risultati. Per tali motivi, il controllo e la gestione della performance delle attivita di prevenzione si avvalgono di diversi meccanismi, formali e informali, che hanno l’obiettivo di orientare i comportamenti e le decisioni degli individui e delle organizzazioni coinvolte verso fini comuni. Lo scopo del presente lavoro e quello di approfondire i sistemi di controllo e gestione della performance impiegati nei servizi di prevenzione che operano in contesti inter-organizzativi - e in particolare nell’ambito dei controlli frontalieri sugli alimenti - al fine di supportare il disegno e l’implementazione degli stessi. Per fare cio, la ricerca si concentra sui casi di studio delle infrastrutture portuali di Genova e Livorno. Parole chiave: prevenzione, controlli condottools. To explore performance management in such contexts, this research suggests the adoption of management control as a "package" approach. Thus, the research’s objective is to understand how management control operates in the delivery of preventative services operating in inter-organizational environment. To do so, this study focuses on the cases of Genoa’s and Leghorn’s ports.

Luca Papi, Riccardo Ievoli, Giorgia Gobbo, Enrico Deidda Gagliardo, Lamberto Manzoli

Performance governance per la generazione di Valore Pubblico in sanità. Evidenze empiriche dalle aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna

MECOSAN

Fascicolo: 117 / 2021

La finalizzazione del ciclo della performance delle aziende sanitarie verso il Valore Pubblico (VP) puo rappresentare una via per superare il trade-off tra efficientamento e miglioramento degli impatti socio-sanitari. Il paper intende esplorare l’adeguatezza degli strumenti di sistematizzazione, programmazione e rendicontazione della performance delle aziende sanitarie, documentabile tramite la presenza di informazioni di performance utili a supportare la governance delle stesse verso la generazione di VP. I risultati dell’analisi documentale fotografano una presenza non ancora adeguata degli elementi di performance governance nei documenti di sistematizzazione, programmazione e rendicontazione delle performance di 13 aziende sanitarie della Regione Emilia- Romagna indagate e la necessita di approfondire il dibattito scientifico sul concetto di VP nella letteratura.

Lorenzo Costumato, Fabiana Scalabrini, Andrea Bonomi Savignon

Ideal-tipi di performance management nella pianificazione delle Aziende Sanitarie. Una prima rilevazione empirica a livello nazionale

MECOSAN

Fascicolo: 117 / 2021

I quattro ideal-tipi di performance management (Bouckaert e Halligan, 2008) rappresentano altrettante fasi di un’evoluzione da un approccio non organico e prevalentemente focalizzato sulla rilevazione degli input (performance administration), a uno in cui il ciclo di gestione della performance e completamente integrato nei processi gestionali dell’organizzazione e interagisce con l’ambiente esterno (performance governance). Questi modelli hanno esercitato una decisa influenza sulla letteratura successiva in materia di performance management in ambito pubblico, ma sono stati solo sporadicamente indagati a livello empirico nel contesto sanitario (Halligan et al., 2012; Tenbensel e Burau, 2017). Il presente articolo fornisce un’analisi empirica dei piani della performance 2020-2022 pubblicati dalle ASL italiane, fornendo una risposta alla seguente domanda di ricerca: dopo oltre un decennio dall’adozione del D.Lgs. n. 150 del 2009, verso quale ideal-tipo di performance management sono orientate le Aziende Sanitarie Locali in Italia? Per rispondere a questa domanda, e stato definito un modello di valutazione qualitativa che consente di posizionare ogni ASL sul continuum descritto da Bouckaert e Halligan rispetto a sei ambiti di interesse specifici, frutto dell’incrocio tra quanto definito in letteratura e la normativa vigente sulla gestione del ciclo della performance, al fine di verificare se esiste una traiettoria di avanzamento delle ASL verso il modello performance governance.

A cura della Redazione

Recensioni

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2021

Chiara Rosso

Il perturbante

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2021

L’autrice rivisita gli apporti classici freudiani e post-freudiani sul tema del perturbante e ne osserva le estensioni antropologiche (riti e malattia mentale in Senegal) nonchè alcune forme postmoderne, come i robot androidi.

L’incontro con l’altro ci impone un lavoro psichico complesso, per i genitori questo lavoro di trasformazione inizia con la nascita del figlio che li confronta con il tema dell’estraneità e che si rinnova poi nel periodo dell’adolescenza. In questo lavoro l’autrice si interroga sul ruolo del confronto con l’estraneità come elemen-to costitutivo del passaggio alla pubertà. Tale aspetto viene osservato, presentando il materiale clinico di una famiglia adottiva con due figli adolescenti. Per le famiglie adottive questo pas-saggio si articola attraverso varie vicissitudini in cui si intrecciano fenomeni evolutivi ed espe-rienze traumatiche, che rendono il lavoro stesso di elaborazione psichica molto delicato e com-plesso per l’intero nucleo familiare. In questo scritto il punto di vista teorico, da cui osservare questi delicati passaggi, è quello interpersonale che si occupa non solo dei processi intrapsichi-ci, ma si interessa anche alle relazioni e alle interazioni che circondano i soggetti.

Clelia De Vita

Estranea o straniera? Lingua e filiazione nella migrazione

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2021

Nel passaggio linguistico ad una nuova cultura, è possibile abitare più lingue con parti di-verse di Sé. Nelle famiglie migranti, la lingua modella l’identità dei membri della famiglia, agendo anche sui legami e sulla loro trasmissione. La lingua straniera, non permette di tradurre le memorie sensoriali infantili appartenenti al Sé del genitore. Nel caso esemplificato, la madre si è trovata a vivere due diverse esperienze di maternità, caratterizzate dall’uso di due lingue. L’uso della lingua straniera ha ostacolato la creazione di una relazione intima tra la madre e la figlia secondogenita. Esclusa per scelta materna dall’uso della lingua madre, la bambina è di-venuta l’"estranea familiare". L’ascolto analitico ha permesso di rintracciare le "quote di estraneità" presenti nella relazione madre-bambina l’eco dei vissuti conflittuali della madre nella propria esperienza di figlia, dissociati nell’uso della lingua straniera.

Sarah Bydlowski

Inquietante estraneità e diventare genitori

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2021

Alla nascita di un bambino, la solidità delle basi narcisistiche e l’infantile dei genitori sono messi alla prova fin dentro le ramificazioni delle loro appartenenze culturali. L’incontro tra il bambino e i suoi genitori è occasione di fantasie nostalgiche e fonte di stupore e meraviglia, ma inciampa sulla storia singolare di ciascuno, sulla costruzione della coppia con i suoi numerosi effetti in après-coup. Le proiezioni riguardo al bambino ostacolano talvolta la costruzione dei legami precoci e la costruzione del narcisismo primario del bambino. Il gioco delle identificazioni si trova in difficoltà e il bebè viene dolorosamente identificato a un elemento perturbante ed estraneo. Quando è a sua volta contenuta da una presenza attenta la madre può talvolta ritrovare una capacità calmante e sensuale; l’analista propone delle rappresentazioni delle poste in gioco in cui sono presi i partner della diade sotto l’influenza dell’angoscia. Questo lavoro di trasformazione in parole favorisce il posto del terzo e cerca di permettere al bambino come alla madre di ritrovare una capacità di gioco rappresentativo associato al piacere.

Cristina Bonucci

L’estraneo dentro: il lapsus come segnale del Sé emergente

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2021

Alla luce delle teorie contemporanee sullo sviluppo del Sé e degli studi sulla ricerca sul bambino, l’autore propone una reinterpretazione del fenomeno lapsus. Il fenomeno lapsus è stato concepito da Freud come un disturbo dovuto all’emergere di contenuti psichici che sono stati repressi perché inaccettabili a livello di coscienza. L’attuale interpretazione concepisce il lapsus come un segnale di espressione del Sé nascente intenzionalmente orientato. Queste idee saranno prese in considerazione attraverso la lente di un caso clinico che evidenzi e spieghi questo fenomeno.

Doris Radolovic

La dipendenza da cocaina: verso un’integrazione delle cure

PNEI REVIEW

Fascicolo: 1 / 2021

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che la dipendenza da sostanze è una patologia cronica recidivante ad eziologia multifattoriale, prodotta dall’interconnessione tra la dimensione biologica, psicologica e quella ambientale. La cocaina è la seconda droga illecita più comunemente utilizzata in Europa. Il suo consumo si impone ormai come uno tra i più gravi problemi sociali che gli operatori dei diversi settori si trovano ad affrontare. Comprendere come i diversi fattori coinvolti concorrono a determinare la vulnerabilità all’uso problematico di cocaina rappresenta l’aspetto fondamentale per i futuri progetti di prevenzione e di trattamento di tale patologia. L’integrazione delle cure in questo ambito sembra destinato non solo a modificare l’efficacia del trattamento, ma anche ad aprire nuovi orizzonti di ricerca per quanto riguarda la sua origine e la natura del rapporto che lega funzionalmente tra loro l’aspetto biologico, psicologico e socio-ambientale. Vengono infine esposti alcuni possibili approcci terapeutici nell’ambito della dipendenza da cocaina.

Nicola Barsotti, Marco Chiera, Diego Lanaro

La relazione struttura-funzione: le interazioni fra stress, immunità e fascia

PNEI REVIEW

Fascicolo: 1 / 2021

La risposta di stress, tramite il rilascio dei glucocorticoidi e delle catecolamine e modificando le risposte endocrine, neurali e immunitarie, può influenzare la struttura corporea, sia a livello tissutale sia a livello cellulare. In particolare, tramite il coinvolgimento del sistema immunitario, la risposta di stress può alterare la struttura della fascia, un tipo di tessuto connettivo presente nell’interno organismo che svolge importanti ruoli architetturali e di comunicazione per tutti gli organi. Nel presente articolo, attraverso una disamina della risposta di stress, del sistema immunitario e del tessuto connettivo, gli autori eseguono una revisione di queste interazioni alla luce della Pnei per evidenziare come struttura e funzioni corporee siano strettamente collegate. Particolare attenzione verrà posta a come fascia, muscoli e ossa risentano della risposta di stress e a come lo stile di vita possa giocare un ruolo determinante in questo equilibrio.

Laura Bastianelli, Alessandro Bianchi, Francesco Bottaccioli, Raffaella Cardone, Ines Romy Cutrona, Gianangelo Palo, Fabio Sinibaldi, Emanuela Stoppele, Giulia Tossici, Laura Vaccaro

Un nuovo paradigma per le scienze e le professioni psicologiche e psichiatriche

PNEI REVIEW

Fascicolo: 1 / 2021

Proposte della Commissione nazionale Discipline Mentali della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia (Dis.Men Sipnei) per il rinnovamento delle scienze e delle pratiche psicologiche e psichiatriche. A più di 80 anni dalla morte di Freud, registriamo due fenomeni simultanei: da un lato il profondo ridimensionamento dell’influenza della psichiatria biologica e dall’altro lato la dissoluzione dell’ortodossia in psicologia. Questa doppia crisi ha innescato alcuni cambiamenti rilevanti: ha favorito la convergenza e la contaminazione tra le diverse tradizioni psicologiche e ha fatto crescere la reputazione del professionista "psi" e del lavoro psicologico quale intervento efficace sulla salute umana. Un fenomeno indubbiamente positivo che, tuttavia, presenta un profilo, a giudizio degli autori, negativo: la tendenza ad affidarsi all’empirismo e all’eclettismo clinico, accantonando la riflessione e il dibattito sui nodi della teoria e della prassi psicologica. Per questo gli autori ritengono opportuno e utile avanzare una riflessione di fondo su cui incardinare proposte operative.

Simonetta Diena

Razza e inconscio: un approccio psicoanalitico al razzismo interno

INTERAZIONI

Fascicolo: 1 / 2021

Viviamo in un mondo dove politicamente e culturalmente ci si oppone, in larga maggio-ranza, al razzismo e alle differenze. Eppure, contemporaneamente, il razzismo continua ad esi-stere e i suoi effetti si riverberano in modo più o meno esplicito su molti aspetti della vita so-ciale e politica. Questo articolo si propone di andare al di là di una prospettiva limitata alla realtà esterna, storica e materiale, e di considerare invece la questione da un punto di vista psicoanalitico. La questione del razzismo scorre al di fuori ed in parallelo al discorso cosciente e una ricerca in tal senso, del perché continui ad esistere una così potente discriminazione tra il Sé e l’altro-da-Sé in termini negativi, deve svolgersi a livello psicoanalitico, ovvero nel cercare di capire quali meccanismi e strutture si attivano nella stereotipizzazione razziale a livello inconscio. Seconda-riament, bisogna essere consapevoli che ci muoviamo ad un livello preverbale e quasi mai ver-bale: nel discorso cosciente non ci si sofferma a discutere ciò che sembra apparentemente ov-vio, e cioè l’uguaglianza, ma piuttosto si passa all’agito, discriminando in modo sottile l’altro da te. Questo articolo intende affrontare la questione razziale in un senso ampio, come una ri-cerca psicoanalitica di per sé. Esiste un’organizzazione razzista interna della mente? E può coe-sistere con un sistema cosciente che respinge le discriminazioni?